Biblioteca provinciale, la Scabec scarica la responsabilità sulla Provincia

di Erika Noschese

Si firmano come “I ragazzi della biblioteca”. Sono studenti e studentesse salernitane che chiedono di veder rispettato il loro diritto allo studio, soprattutto sfruttando un bene di proprietà di tutti, come dovrebbe essere la biblioteca provinciale. Ad oggi però la struttura di via Laspro è ancora inaccessibile e, ieri mattina, si è tenuto un presidio per rivendicare la possibilità di studiare all’interno di questa struttura, con tutte le procedure di sanificazione e mantenendo il distanziamento sociale, con un nuovo orario di apertura, dalle 8.30 alle 19. Nonostante il periodo delle riaperture dei luoghi adibiti allo studio, cominciato già nel mese di maggio, gli studenti salernitani denunciano l’impossibilità di usufruire dell’unica biblioteca presente su tutto il territorio cittadino, pur non ravvisando riduzioni o defezioni del personale adibito all’apertura e alla tutela della Biblioteca. I “Ragazzi della biblioteca”, in assenza di altri spazi dove poter studiare, si sono mobilitati per chiedere non solo la possibilità di poter tornare ad utilizzare la biblioteca, ma mettono a disposizione le loro energie, le loro idee e il loro tempo per elaborare un protocollo di collaborazione per l’apertura e la cura della Biblioteca Provinciale, che per le studentesse e gli studenti della città capoluogo rappresenta uno spazio fondamentale di crescita, istruzione ed aggregazione. Nel mese di luglio del 2019, presso Palazzo Sant’Agostino è stato firmato un protocollo d’intesa tra la Provincia e la Scabec per valorizzare la biblioteca provinciale, restituire prestigio e centralità migliorando i servizi e la fruizione ai testi. Ad oggi però nulla è cambiato e gli studenti salernitano si ritrovano, ancora una volta, impossibilitati a sfruttare la struttura di via Laspro. “Ho fatto il possibile io, creando un protocollo d’intesa tra la Provincia e la Scabec attraverso il presidente Antonio Bottiglieri che ci aveva dato la sua disponibilità anche ad un’eventuale assunzione di personale ma non ha fatto assolutamente nulla, dopo il protocollo d’intesa l’ho chiamato diverse volte e lui non ha mai risposto al telefono”, ha dichiarato la consigliera provinciale delegata ai Beni Culturali, Paky Memoli che nella mattinata di ieri ha sollecitato anche il dirigente Ciro Castaldo. Ma è proprio la Scabec, attraverso il presidente Bottiglieri, a scaricare ogni responsabilità sul presidente della Provincia Michele Strianese: “Noi siamo pronti a supportare il servizio anche in tempi brevissimi, già domani mattina se la Provincia ci da l’ok”, ha tagliato corto il presidente dell’ente regionale secondo cui le norme anticovid impegnerebbero più personale che non sarebbe nella disponibilità dell’ente Provincia e, ha aggiunto, “siccome c’è una convenzione tra la Provincia e la Scabec – perchè su questo le competenze delle Province sono state trasferite alle Regioni – e c’è, su questo, una convenzione con molte Province della Campania e in particolare con quella di Salerno già avviata da tempo per la sensibilità del presidente Strianese ma adesso aspettiamo indicazioni perchè evidentemente questo problema si è creato in conseguenza delle norme rigorose che prevedono più controlli e più personale”, ha detto ancora Bottiglieri che ribadisce di essere a disposizione della Provincia di Salerno, come comunicato – a suo dire – proprio ieri al presidente Strianese. “Mio padre mi ha insegnato che la stretta di mano ha un significato”, ha tagliato corto la consigliera Memoli.