Bennet: “Gli scarti delle pescherie dal 2006 rifiuti speciali”

Scritto da , 7 Agosto 2022
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di Monica De Santis

“Gli scarti delle pescherie non sono diventati ora un rifiuto diverso da quelli dei fruttivendoli, lo sono già dal lontano 2006”. Nuova precisazione del presidente di Salerno Pulita Vincenzo Bennet in risposta ad un’intervista rilasciata da un pescivendolo ambulante che lamentava una nuova tassa per chi come lui vende prodotti ittici. La nuova tassa in realtà, come spiega Bennet non esiste, o meglio esiste dal 2006 quando il decreto legislativo n.152 li ha classificati come SOA, acronimo che sta per sottoprodotti di origine animale, come ben sanno i titolari di pescherie e macellerie cittadine che da anni conferiscono i loro scarti a ditte specializzate. “Nel merito della vicenda, – ha precisato il Presidente di Salerno Pulita – è bene evidenziare che il contratto di servizio in essere con il Comune di Salerno non prevede che Salerno Pulita raccolga i Soa. Inoltre, Salerno Pulita non ha le autorizzazioni per la raccolta, il trasporto e lo smaltimento dei Soa. Allora ci si chiederà: perché il problema degli scarti di pescheria nei mercati rionali è emerso solo ora? Perché la quantità e la qualità della raccolta differenziata, come sa, era scesa ben al di sotto del minimo previsto per legge e a questo risultato non lusinghiero contribuivano anche gli operatori dei mercati rionali che non differenziavano i propri rifiuti, scarti di pescheria compresi, lasciandoli a terra. – prosegue ancora Vincenzo Bennet – Un’usanza incivile, per troppo tempo tollerata e che comporta costi esosi in termini di personale e mezzi impiegati e, soprattutto, di smaltimento di questi rifiuti non differenziati (180 euro a tonnellata per il trasporto e lo smaltimento al TMB di Battipaglia) che contribuiscono a far lievitare la Tari a carico di tutti gli utenti, anche di quelli che i rifiuti li differenziano correttamente. Si è deciso di porre fine a questo sconcio e già un mese fa a tutti i venditori a posto fisso dei mercati rionali fu consegnata una lettera in cui si spiegava che dovevano differenziare i rifiuti. – conclude il presidente di Salerno Pulita – In particolare ai pescivendoli fu chiesto di attivarsi per tempo, così come già da anni fanno i loro colleghi del resto della città, perché Salerno Pulita non deve e non può raccogliere gli scarti della loro attività di vendita”.

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