Battipaglia, Gerardo Motta e gli “eccellenti” rapporti con l’Arma

Scritto da , 18 Luglio 2013
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di Oreste Vassalluzzo

BATTIPAGLIA. Carabinieri e politica: riprendiamo la storia di cui abbiamo accennato a grandi linee nell’edizione di domenica circa i rapporti tra alcuni sottufficiali dell’Arma della Compagnia di Battipaglia e il noto politico battipagliese. Sgombriamo subito il campo da dubbi. Il noto politico non è altri che Gerardo Motta, attuale esponente del Pdl ed ex candidato a sindaco nel 2009 e imprenditore nel settore dei trasporti. Negli anni ha ricoperto più volte la carica di consigliere comunale e, durante la gestione dell’ex sindaco Alfredo Liguori, quella di presidente del consiglio comunale. La vicenda processuale in cui entra come teste a difesa riguarda due marescialli dei carabinieri (difesi in questo processo dagli avvocati Orazio Tedesco e Agostino De Caro), finiti sotto processo per diversi reati dai quali sono stati assolti, finiti alla sbarra per aver utilizzato impropriamente il telefono fisso della caserma dei carabinieri di Battipaglia. Per questo processo in cui dovevano rispondere di peculato sono stati condannati soltanto per abuso d’ufficio. Il Pm titolare dell’inchiesta era Maria Carmela Polito. Contro la sentenza di primo grado è stato già avviato il procedimento di ricorso in Appello. In questo processo entra Gerardo Motta. E vi entra perché molte delle telefonate raggiungono la sua utenza cellulare. Motta, rispondendo alle domande dell’avvocato Orazio Tedesco spiega i suoi rapporti con l’Arma dei carabinieri anche in relazione al personale presente presso la caserma di via Consolini a Battipaglia. Riportiamo di seguito quelle che sono state le risposte di Gerardo Motta alle domande dell’avvocato Orazio Tedesco durante l’udienza del 6 novembre 2012. L’avvocato chiede in che rapporti sia Gerardo Motta con i carabinieri di Battipaglia. «Ma io da sempre, voglio precisare – questo è quanto contenuto nella trascrizione delle dichiarazioni di Motta nell’udienza -, che io sono stato allievo ufficiale dell’accademia militare di Modena nel 1981 per intraprendere la carriera di ufficiale dell’Arma. Poi per motivi di necessità legati all’azienda familiare, dovetti lasciare l’accademia di Modena per rientrare, intraprendendo quello che era, diciamo, l’attività che ha cominciato mio padre nel lontano 1947, che è quello degli autotrasporti». Qui si inizia ad intravedere ciò che Motta preciserà poi in successive risposte sempre alle domande dell’avvocato Tedesco. Ma già si accenna ai rapporti “eccellenti” con altissimi ufficiali dell’Arma. «Da qui ho sempre avuto rapporti eccellenti con l’istituzione Arma dei Carabinieri – continua Motta -, non solo con la caserma di Battipaglia, e rapporti dei quali io vado sempre fiero e orgoglioso, perché comunque avere stima e rispetto nelle istituzioni che ci rappresentano e che quotidianamente sono impegnate sul territorio a difenderci anche perché non debbo spiegarlo in questa sede a voi, signor Presidente, per cui da sempre, insomma, ho intrattenuto questi eccellenti rapporti. Preciso che i miei colleghi di corso, oggi sono tutti in promozione generali di brigata dall’Arma, visti i trentadue anni che sono passati e che continuo ad avere eccellenti rapporti con una tutta una serie di persone che ho conosciuto nel corso degli anni». Già dalle prime battute inizia a delinearsi il rapporto stretto, anzi strettissimo che l’imprenditore e politico battipagliese intrattiene con i carabinieri di Battipaglia. Naturalmente, tutto entro il cerchio circoscritto della cordialità e della stima ma che poi, nel procedere con la lettura degli atti, si trasforma in rapporti “amichevoli” e si svela addirittura con una serie di richieste che lo stesso Motta si prodiga a soddisfare. (continua)

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