Battaglia sui candidati per la Provincia

Scritto da , 5 dicembre 2018
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di Giovanni Coscia

Strano ma vero: la città di Battipaglia è l’unica in Italia, forse, che ha un corpo di maggioranza politica, esteso sino alla cosiddetta e presunta opposizione. Gli equilibri, ad onor del vero, sembrano cheti, ma le acque nel suo fondo, sono agitate e torbide. Si attendono le consultazioni provinciali, per regolare gli assetti politici nel suo interno, e tra le candidature a palazzo S. Agostino, dovrebbero essere 3 i candidati ad uno scranno provinciale per il prossimo 10 gennaio. Due della maggioranza ed uno della opposizione. Un equilibrio molto instatico, ed al contrario delle leggi fisiche, qui si riesce a stabilizzare l’instatico o il tremolante. Ognuno ha le sue mosse da portare a termine, ma quali esse siano, al popolo non è dato sapere. L’attuale corpo politico, poco politico e molto corpo, sembra una sorta di omertà, che non lascia comprendere ciò che nel suo interno avviene e ciò che si mastica nei suoi meandri. Di politico c’è molto poco in verità, e ciò che doveva essere una opposizione, diviene nei fatti concreti, una maggioranza speculare. Gli accordi in tal senso, vanno a 359 gradi. Manca Gerardo Motta, che a proposito di “attributi”, con susseguenti polemiche, ha chiarito per sempre la sua posizione. Il cerchio quindi non è chiuso. Si scopre comunque, che nell’interno del corpo politico, (non parliamo di maggioranza e opposizione) c’è e sussiste un malcontento generale esternato dai consiglieri stessi che con franchezza, e dialogando tra comuni amici, ammettono lo scarso spessore di questa amministrazione. Gli equilibri, verranno chiarificati nella scelta dei candidati alla Provincia. Una instaticità che potrebbe dare il senso del crollo definitivo, proprio dopo queste consultazioni. Nei fatti, le candidature che al momento sono ben 3, non trovano adito ad una posizione di certezza ad ognuno dei candidati, anche se la più quotata e la più forte, ci pare quella di Antonio Sagarese, per Campania Libera, che potrebbe e dovrebbe usufruire di molte preferenze tra i banchi dei consiglieri comunali, ivi compreso il sindaco/a. Tra questi, però, vi è l’insidia di altri 2 che pretenderebbero il sostegno alla candidatura e quindi il voto alle provinciali. Come dividersi in questo senso? Nella pratica reale, il sindaco è stretto in una morsa soffocante e non sa quali pesci prendere e come sgattaiolare in questa assurda situazione e posizione. Le 2 componenti della maggioranza, se non otterranno i risultati previsti e sperati, sosterranno successivamente il sindaco nel suo mandato? E se dalla opposizione, già maggioranza o corpo unico con la stessa, non si otterrà lo scranno cosa avverrà? E allora in quel caso si frantumeranno gli equilibri politici comunali e spedire a casa questa amministrazione, rimane l’unica strada da percorrere. Si spera nell’arrivo di un commissario, che come ha affermato l’ex vice sindaco Ugo Tozzi e conoscitore della macchina comunale, costerebbe molto di meno dell’attuale commissario Cecilia Francese. “Uno nuovo costerebbe molto di meno alle casse comunali ed ai cittadini tutti”, spiega Tozzi -, ed avremmo una migliore organizzazione.

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