Basta al mercato della morte: tutti in piazza contro le pellicce

Scritto da , 27 Gennaio 2013
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Erano in tanti, provenienti da tutta la Campania, uniti pacificamente per dare voce a chi non ne ha.
Si è tenuta sabato la manifestazione contro l’utilizzo di pellicce ed inserti in pelo nell’abbigliamento promossa da Lav ed Enpa, con l’adesione di associazione Zoofila Salernitana, “Chicca Lali ed Iris”, Veg Campania, Venganch’io, Wwf Salerno e Una Carmine Longo.
Il corteo ha avuto inizio da piazza ferrovia ed ha proseguito lungo le strade dello shopping cittadino, i manifestanti hanno sfilato con fiaccole e ceri per ricordare le morti e le atroci sofferenze degli animali uccisi per produrre oggetti che soddisfano solo la vanità di alcuni. Manuela Zambrano, responsabile Enpa Salerno, spiega: «E’ bello vedere sfilare non solo tanti rappresentati e volontari di associazioni animaliste e ambientaliste, ma soprattutto tante persone comuni- e continua- Noi oggi siamo qui per sensibilizzare quante più persone possibili sul tema delle pellicce e sull’inutile sofferenze che ne derivano. E’ sempre bene ricordare ed informare che per gli animali la pelliccia è morte e ancora prima una lenta e dolorosa agonia».
I dati riportano che in Italia, ogni anno, più di 150.000 animali sono fatti nascere appositamente per poi essere gassati e macellati dopo 8-9 mesi di vita in gabbia, solo per produrre pellicce. Una vita fatta di privazione di ogni basilare necessità. In Cina, da dove sono importati buona parte degli inserti di pelo dell’abbigliamento italiano, cani, gatti e altri animali vengono spesso scuoiati vivi. Nel 2010, il settore delle pellicce inizia la sua ripresa, dopo anni in cui le vendite erano precipitate. Così oggi l’industria dei “pellicciai” rappresenta il 2,8% degli acquisti di abbigliamento e registra un fatturato superiore agli 800milioni di euro. E’ difficile stabile con esattezza quante vittime fa la produzione di pellicce, ma i dati più recenti indicano che solo in Europa ci sono più di 7 mila allevamenti, si produce il 56% di pelli di volpe pari a 2 milioni di vite e si stima che ogni anno nel mondo almeno 70 milioni di animali sono allevati per l’industria delle pellicce.
«Nel frattempo uno dei paesi europei tra i maggiori produttori, l’Olanda, ha approvato una legge per l’abolizione dell’allevamento degli animali da pelliccia. Speriamo che in Italia possa presto affermarsi questo tema e che una relativa proposta di legge possa essere discussa in Parlamento» segnala Maria Sperada Laudisio, responsabile Lav Salerno. Molti forse non sanno che per la lavorazione delle pelli si usano sostanze chimiche tossiche e cancerogene, infatti secondo uno studio della Lav sono il tessuto più inquinante. La manifestazione, svoltasi lungo il corso Vittorio Emanuele, è terminata a Piazza Portanova, dove i volontari hanno distribuito volantini informativi e hanno proposto la visione di alcuni video sulla produzione di pellicce sul pc portatili.
Inoltre i cittadini salernitani sono stati invitati a disfarsi dei “corpi del reato”, inserti in pelo o intere pellicce, in un apposita cesta posizionata nel mezzo della piazza.
La speranza che questo massacro abbia fine è l’ultima cosa a morire.
 

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