Barone: “Il teatro Verdi deve diventare Fondazione”

Scritto da , 19 Settembre 2021
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“Da persona che ha dedicato l’intera vita all’educazione delle generazioni ovviamente, ritengo che la cultura sia elemento di sviluppo e non solo di sviluppo culturale ma di sviluppo sociale di una città”. A parlare è Elisabetta Barone, candidata sindaco alle prossime elezioni amministrative di Salerno. Nel corso dell’intervista rilasciata all’emittente televisiva Telecolore, durante il programma Keyword andato in onda ieri, la dirigente scolastica ha affrontato il tema della cultura e degli eventi cittadini. Parlando del Teatro Verdi, dei piccoli teatri cittadini, dell’Auditorium di via De Rienzi, fino ad arrivare a Luci d’Artista… “In merito al Teatro Verdi, posso dire che è sicuramente uno dei simboli della nostra città, un piccolo teatro di provincia, che accoglie poco più di 500 spettatori, e con una stagione lirica che normalmente realizza non più di 6-7 opere e alcuni concerti, quindi parliamo di pochissime alzate di sipario. Abbiamo consapevolezza – prosegue la Barone – che non ci sono più di 1500 spettatori, 2000 al massimo, che partecipano a questa stagiona, nelle tre serate dedicate per ogni rappresentazione. Se poi contiamo anche gli abbonamenti il numero si riduce ancora. Quindi stiamo parlando di un numero limitato di persone che partecipa rispetto alla popolazione. Non possiamo quindi immaginare che questo teatro possa esaurire la totalità delle risorse dedicate alla cultura, con poche altre esperienze annesse. È necessario non solo caratterizzare i piccoli teatri della città, ma promuovere attività di diffusione dell’arte, della musica, della danza. Più volte ho sottolineato il fatto che il teatro Verdi, che è uno dei 13 teatri di tradizione d’Italia, sia ancora gestito da 3 associazioni culturali e che non abbia una fondazione. Quindi la prima cosa che farei come sindaco è proprio quella di proporre la trasformazione in Fondazione del Verdi. Ma questo non basta. Abbiamo bisogno di Promuovere la cultura artistica e musicale in città, soprattutto tra i giovani. Abbiamo un auditorium, finito nel 2016, che ad oggi 2021 continua ad essere chiuso. Ora posso capire che in zona non è stato previsto un parcheggio, ma potevano essere previste delle navette che avrebbero potuto accompagnare gli spettatori da via Ligea per esempio, al Conservatorio. Stiamo parlando di meno di 10 minuti di tragitto, il tempo di attraversare il viadotto Gatto. – prosegue ancora la dirigente scolastica – Quindi ancora una volta è mancata un’azione di coordinamento strategico per far partire una stagione all’interno di un’opera importante che è costata molti soldi e che però poi non viene messa al servizio della città. Senza contare che l’ipotesi di realizzare un’area di sosta all’interno dell’ex campetto di calcio adiacente al Conservatorio non risolve il problema del parcheggio, perché quel piccolo campo potrà contenere pochissime auto. Ecco perché credo che sia necessario creare un sistema di collegamento che consente alle persone di parcheggiare in un’area ampia e poi di collegarsi, con un sistema di trasporto integrato”. Sul tema delle Luci d’Artista la Barone spiega la sua idea… “E’ necessario far si che questo diventi un brand territoriale, in maniera tale che maestranze locali possano produrre le luci d’artista e quindi diventare occasione di sviluppo economico per il territorio, non soltanto una spesa passiva per il comune che deve acquisire a noleggio le luci. Secondo luogo – prosegue ancora la candidata alla carica di sindaco – per essere davvero un evento significativo dal punto di vista dello sviluppo economico, non bastano che ci siano delle luci qualunque, sarebbe opportuno avere degli artisti importanti, locali ma anche di fama nazionale, a definire dei progetti per dei luoghi particolari della città, da caratterizzarli in termini tematici, in maniera tale che in quei luoghi sia possibile immaginare degli eventi culturali e artistici a supporto di uno sfondo, di una scena sicuramente molto bella e appetibile, ma sulla quale deve accadere qualcosa. Ecco perché è necessario riempire di contenuti il contenitore di Luci d’Artista. Non basta immaginare un evento che dura 2 mesi all’anno per caratterizzare uno sviluppo turistico che invece deve durare tutto l’anno. E’ una questione di pianificazione e di strategia che deve mettere in rete l’arte, la cultura, il turismo, lo spettacolo, possibilmente cercando di avere a Salerno degli eventi di qualità”.

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