Barbara La Rosa: «Elezioni umbre? Poche ripercussioni in Campania»

Scritto da , 2 Novembre 2019
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«Il risultato delle elezioni umbre? Potrebbe non avere ripercussioni sulla Campania». Lo ipotizza Barbara La Rosa, ceo di AB – Agenzia di Comunicazione, che cura l’immagine pubblica di numerosi politici, istituzioni, imprese e professionisti. Ha fatto da Spin Doctor per molteplici campagne elettorali locali, nazionali ed Europee. In particolare, tra gli altri, ha seguito Claudio Scajola, Silvio Berlusconi, Paolo Romani e Corrado Passera. Cura la comunicazione integrata per alcuni tra i principali partiti del panorama nazionali e quella di singoli parlamentari. Ha seguito l’attività di ufficio stampa per il gruppo di Forza Italia al Senato ed alla Camera. Oltre alla comunicazione tradizionale segue anche i Social Media.

Le elezioni in Umbria sono il termometro di un clima nazionale o vanno lette come dato nazionale?

«Ogni territorio è senza dubbio una storia a sè, ma è anche vero che vi è un “sentiment” generale che oggi va nella direzione del centrodestra, sebbene non sempre con le proporzioni che abbiamo visto in Umbria. Ma, al tal punto, da espugnare un’altra roccaforte “rossa”. Causa preponderante della sconfitta del candidato Bianconi, i guai giudiziari della giunta uscente e la “bizzarra” coalizione che vedeva correre un candidato sostenuto da Pd e Movimento 5stelle, hanno irrimediabilmente allontanato l’elettorato di centrosinistra, già diviso dopo la nascita del nuovo partito di Renzi». Dopo le elezioni in Umbria cosa cambia in Campania? «Il voto in Umbria potrebbe non avere ripercussioni drastiche in Campania, dove il governato uscente, Vincenzo De Luca, aveva già escluso un’alleanza con i 5Stelle. Sono noti infatti gli attacchi, con l’appellativo “il bibitaro”, fatto in particolare al Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. Visto il flop della nuova alleanza sarà pertanto improbabile chiedere un passo indietro di De Luca, ed ancora più difficile vedere i grillini sostenere il “nemico” Governatore».

Il Pd andrà su De Luca? Sarà lui il candidato o la sinistra proverà a cercare altra idea?

«Credo che il Pd, benché non ne sia per nulla entusiasta, sarà costretto a sostenere il Governatore uscente, in campagna elettorale già da mesi, che ad oggi pare l’unico candidato in campo. E la stessa cosa sembra sia intenzionato a fare Renzi».

Nel centrodestra pare tocchi a Forza Italia. Avrà più efficacia la scelta del leader nazionale, Mara Carfagna, dell’ex presidente Caldoro? O bisognerà cercare altri nomi?

«Nel centrodestra la partita pare essere più complicata solo per quanto concerne la scelta del candidato, visto che si è convinti di un’ulteriore vittoria, anche su De Luca. Infatti, a differenza di altre regioni, i sondaggi e l’andamento generale del centrodestra vedono vincente sia Mara Carfagna che Stefano Caldoro, dai rumors gradito anche ai leghisti, a differenza della prima, più volte postasi in contrasto con Matteo Salvini. Tutti sembrano volersi giocare una carta importante, ma molto dipenderà dal campo avversario e dalla definitiva composizione delle coalizioni. Sinceramente vedo la vicepresidente della Camera, più proiettata su fronti nazionali per cui propenderei per la candidatura dell’ex governatore socialista. In fondo, con lui, si giocherebbe il terzo tempo di una bella partita, se non altro per chi vede la politica da tecnico e non da tifoso».

E se dovesse essere Cirielli, ha un senso ‘strategico’ puntare su altro salernitano?

«Lo escluderei, in quanto dal vertice dei leader del centrodestra si è deciso che la Campania e la Calabria andassero a Forza Italia. Impossibile poi una battaglia tutta salernitana che, a quel punto, dovrebbe fare i conti anche con i tanti non napoletani che scalpitano per un “posto al sole”. Da De Mita a Mastella i rappresentanti delle aree interne sono pronti a rivendicare un ruolo non secondario e non trascurabile. Non dimentichiamo che fu l’accordo tra il sindaco di Nusco e De Luca a determinare la vittoria di quest’ultimo nel 2015».

Quali saranno i temi principali sui quali costruire il consenso in Campania ?

«Lavoro, come sempre è la piaga del sud, e su questo De Luca si vuol giocare il tutto per tutto, basti guardare il concorsone. Il centrodestra del 2020 dovrà su questo saper declinare le proprie battaglie all’elettorato campano. Da sempre più vicino a Berlusconi che a Salvini».

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