Banca Popolare di Milano e Comune: è scontro

Scritto da , 12 novembre 2018
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E’ scontro tra Bpm, Banca Popolare di Milano, e Comune di Battipaglia. Le parti si vedranno innanzi alla commissione tributaria della provincia di Salerno per discutere dei presunti mancati pagamenti di imposte comunali da parte della società lombarda. In ballo ci sono gli avvisi di accertamento n. 1627 del 15/05/2018 (prot.n. 41490 del 18/05/2018), relativo all’Imu per l’anno 2014; n. 1310 del 15/05/2018 (prot.n. 41493 del 18/05/2018), relativo all’Imu per l’anno 2015; n. 316 del 15/05/2018 (prot.n. 41494 del 18/05/2018), relativo all’Imu per l’anno 2016; n. 94 del 15/05/2018 (prot.n. 41495 del 18/05/2018), relativo all’Imu per l’anno 2017. Secondo l’amministrazione battipagliese non sarebbero state corrisposte le somme dovute, di qui l’invio dei documenti agli agenti della riscossione che hanno notificato i provvedimenti e chiesto il pagamento a Bpm. Che, però, ha deciso di ricorrere e contestare le cartelle ricevute. In settimana l’Amministrazione ha nominato due suoi dipendenti quali responsabili del procedimento, incaricandoli di difendere le ragioni di Palazzo di Città in seno alla commissione tributaria: si tratta di Giuliano Caso, dirigente del Settore Tributi ed Attività Produttive e Annalisa Barbato, istruttore amministrativo. L’imposta sugli immobili interessa non solo quelli destinati ad uso domestico (abitazioni) ma anche quelli ad uso commerciale (capannoni, negozi ed altre strutture), nonché i terreni. La principale novità dell’Imu rispetto alla vecchia Ici è l’obbligo di pagamento anche per gli immobili religiosi non utilizzati principalmente per il culto, stessa sorte toccata agli immobili intestati ad associazioni ed enti no-profit, prima esentati dalla tassa sulla casa.
Dopo l’abolizione dell’Imu prima casa, le aliquote dell’Imposta Municipale Unica sulle altre proprietà sono stabilite di anno in anno da apposita delibera comunale, rispettando determinati criteri nazionali (es.: maggiorazione Imu-Tasi non superiore allo 0,8%), risultando quindi variabili a discrezione delle singole Amministrazioni Comunali che incassano gli introiti. Il gruppo Bpm, invece, è l’ottavo d’Italia per capitalizzazione e nasce dalla fusione tra Gruppo Banca Popolare di Milano e Banco Popolare. Un momento prima della fusione gli sportelli della società più importante del gruppo, la Banca Popolare di Milano, che fino ad allora era stata una società cooperativa a responsabilità limitata (fondata a Milano nel 1865), sono stati scorporati a favore della Banca Popolare di Mantova che ha adottato la nuova denominazione di Banca Popolare di Milano spa, banca interamente controllata dalla nuova capogruppo Banco Bpm spa che esercita le funzioni di direzione e coordinamento. Al 31 dicembre 2016, il gruppo Banca Popolare di Milano poteva contare su un organico di 7.673 dipendenti, oltre 1.400.000 clienti (di cui quasi l’89% privati) e una raccolta diretta e indiretta, rispettivamente di 36.471 e 32.625 milioni di euro.

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