Aziende funebri, l’Efi al Comune: «Stop ai fuorilegge»

Scritto da , 20 luglio 2018
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La situazione delle licenze alle aziende funerarie di Salerno è seguita con grande attenzione dalla Efi, l’associazione di categoria Eccellenza Funeraria Italiana, che non esclude il ricorso ad azioni legali per costringere il Comune a sanzionare gli irregolari. Il problema è che a Salerno, fatta eccezione per i due Guariglia e i fratelli Caso, nessuna azienda è in regola con quanto disposto dal regolamento della Regione Campania. “E badate bene che queste regole recepiscono le disposizioni di una legge nazionale del 2001 – dice una fonte dell’Efi – quindi le imprese hanno avuto 18 anni per mettersi in regola e se non l’hanno fatto è esclusivamente colpa loro”. Dall’amministrazione comunale di Salerno e dagli uffici preposti nessuno si sbilancia, tutti attendono gli eventi e forse cercano di informarsi maggiormente sulle disposizioni di legge. “Per fare un funerale ci vogliono minimo 4 persone. L’ufficio – è il pensiero dell’associazione – durante un funerale non si può mica chiudere, quindi allora i cinque dipendenti da assumere per legge non sono poi un particolare così astratto e illogico. L’Efi, io come imprenditore del settore non vogliamo assolutamente che le piccole imprese chiudano, anzi: vogliamo che crescano e che sia tutto svolto nella legalità. Pagare un portantino in nero è illegale, incassare soldi fuori fattura è contro le leggi italiane. Quindi serve uno sforzo da parte di tutti per fare in modo che il settore sia finalmente regolamentato da leggi chiare e che si facciano i controlli per tutte le imprese, dalle grandi agenzie funebri a quelle più piccole. Solo così si può regolamentare quella che da trent’anni per colpa della politica è diventata una giungla”. Efi in questi giorni è impegnata in una battaglia su Napoli ma questo non impedisce di interessarsi a quanto accade nella seconda città più grande della Campania. “Se ci sono delle aziende non in regola vanno sanzionate o fermate – è la posizione dei rappresentanti delle imprese – lo dice la legge non certamente noi”. Chi non è in regola sostiene che le disposizioni della legge regionale della Campania sono illegittime e che non possono rappresentare una condizione dirimente per operare perché per stare sul mercato è sufficiente la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (Scia). Insomma, un papocchio all’italiana che tiene con il fiato sospeso chi non è regola e danneggia chi ha seguito la legge, ha assunto almeno 4 persone a tempo indeterminato e si è dotato di un direttore tecnico. Investimenti che secondo Efi vanno tutelati dai Comuni di appartenenza, mediante l’attivazione della Polizia Municipale. La vicenda è quindi destinata ad avere delle code velenose se l’assessorato competente del Comune di Salerno e gli uffici preposti non prenderanno una decisione su come affrontarla.

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