Autismo, ora pagamenti dilazionati

Scritto da , 26 novembre 2018
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di Vincenzo Senatore

Quando si tratta di rispettare le normative che disciplinano l’assistenza ai minori autistici l’Asl Salerno fa fatica anche a rispettare le sentenze. Una di queste ha stabilito, qualche anno fa, che l’Azienda sanitaria deve coprire le spese di assistenza di un autistico minorenne ed effettuare quella presa in carico diretta prevista dalla legge 134 del 2015. Accade però che da qualche tempo le assistenti del minore in questione si siano viste saldare le fatture per le prestazioni effettuate non più a 30 ma a 60 giorni. Colpa di una disposizione del direttore sanitario Vincenzo D’Amato, secondo cui il lavoro effettuato per assistere questo autistico prima di essere pagato deve avere una sorta di visto di validazione da parte del Dipartimento di Salute Mentale. Un passaggio burocratico che serve solo a dilazionare i tempi di pagamento e nulla aggiunge, o toglie, alla regolarità di una procedura che, per disposizione del Tribunale, è gestita direttamente dall’Asl. Peraltro emerge, a detta di qualche genitore, un chiara discriminazione tra i controlli che vengono effettuati su procedure disposte dai giudici e la totale assenza di verifiche sull’operato dei centri accreditati. Per chiarire la vicenda all’inizio di questa settimana il genitore interessato dall’episodio è stato costretto a chiedere l’intervento dei poliziotti, che giunti sul posto hanno raccolto le varie deposizioni e redatto un verbale. Questo episodio è solo uno dei tanti che quotidianamente si verificano lungo l’asse genitori-burocrati, come se a questi ultimi non bastasse il fatto che le mamme e i papà in questione vivono già un’esistenza di disperazione a causa delle condizioni dei loro figli autistici. In queste ore, peraltro, le associazioni che assistono gli autistici e i genitori stessi stanno indirizzando delle Pec a Regione Campania, Asl Salerno, Comune di Salerno e Ufficio Scolastico Regionale e Provinciale. Nella lunga lettera di accompagnamento si segnala la situazione di caos che imperversa a Salerno e provincia, dove il progetto unico è ancora nella fase di studio, la short list di esperti continua a essere una chimera e l’Asl fa finta di niente dinanzi al comportamento di Scuola e Comune che seguono ciascuno la propria strada. Il tutto nella totale assenza di funzionalità per l’autistico, che poi dovrebbe essere la stella polare di qualsiasi azione. I genitori contestano anche il sistema comunale dei voucher da spendere presso le cooperative accreditate, sia perché queste alla stessa maniera dei centri accreditati dall’Asl Salerno non sono attrezzate per seguire l’autistico secondo quanto dispongono le linee guida scientifiche in vigore sia per l’assenza di quel ruolo guida, e di coordinamento, che la legge assegna all’Azienda sanitaria locale. Eppure nella delibera che sancisce l’avvio del progetto pilota e dei corsi di formazione per operatori i neuropsichiatri incaricati dall’Asl (Iannuzzi, Diavoletto, Senatore) continuano a fare riferimento ai centri accreditati (la consuetudine batte la normativa, perché?) come perno di un sistema nel quale, e qui sta l’altra discriminazione, gli operatori privati che lavorano a partita Iva e sono i veri assistenti degli autistici non godono di alcuna considerazione. E, forse forse, questi signori dell’Asl inducono in errore il commissario Iervolino.

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