Autismo, appello dei genitori a De Luca

Scritto da , 29 agosto 2018
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Vincenzo Senatore

Dobbiamo fare prima di tutto delle precisazioni di forma, non di sostanza. I centri accreditati dalle Asl per la realizzazione dei piani riabilitativi individuali degli autistici percepiscono 42 euro l’ora per l’intervento ambulatoriale e 44 euro per il domiciliare. In questa voce sono compresi i costi di struttura. L’assistenza è rimborsata dall’Asl, salvo esaurimento del budget assegnato a ogni singola struttura. In quel caso scattano le liste di attesa mentre nel caso dei laboratori di analisi, su cui il governatore e commissario per la Sanità, Vincenzo De Luca, è intervenuto, a budget esaurito le prestazioni sono a pagamento. Nel napoletano, invece, molte strutture ricorrono al trucco delle liste di attesa per mettere i genitori nelle condizioni di richiedere ugualmente il trattamento pagando di tasca propria. Il problema grosso sta nel fatto che, per legge, i centri accreditati non possono attuare il metodo Aba, che necessita di un intervento comportamentale nei diversi ambienti di vita. Il centro può intervenire solo a casa e in ambulatorio. I genitori salernitani dei bambini autistici fanno adesso appello a De Luca affinché intervenga presso l’Asl per far rispettare la legge nazionale sull’autismo e far realizzare progetto globale di assistenza e inclusione (con il coinvolgimento di Comune e scuola), il protocollo di intervento comportamentale e la short list. Per avere un esempio concreto basta guardare cosa sta facendo l’Asl di Benevento e importare a Salerno il medesimo modello. “De Luca deve aiutarci e intervenire così come ha fatto per i laboratori di analisi – dicono i genitori a Cronache – non vogliamo che i nostri figli siano rinchiusi nei centri ma che sia rispettata la legge e che l’Asl Salerno si faccia carico di un progetto globale coordinando anche le attività di scuola e Comune e provvedendo a pagare direttamente gli assistenti”. In questo modo si risparmierebbero anche soldi. Perché pagando direttamente l’assistente l’Asl spenderebbe 20 euro l’ora (in alcuni casi anche 16) mentre passando per i centri la cifra sale fino a 44 euro a causa dell’inclusione di costi che nulla hanno a che vedere con i protocolli di sostegno per gli autistici. “I nostri figli hanno bisogno di figure specialistiche che operano nei diversi ambiti di vita e sotto la direzione di un analista comportamentale che lavora in sinergia con i neuropsichiatri infantili dell’Asl Salerno”. E ancora. “Rete educativa globale per favorire il progetto di vita dei ragazzi, paniere di attività inclusive e laboratori per garantire il loro inserimento nella società”. I genitori sono determinati e chiedono il rispetto di diritti sanciti dalla legge. In caso contrario sono pronti a portare il caso all’attenzione della Procura della Repubblica di Salerno, della Corte dei Conti e dell’Autorità nazionale Anticorruzione. La situazione attuale vede i tre ambiti principali, centri accreditati dell’Asl, scuola e Comune, agire ognuno per conto proprio. In questo modo assicurare una rete educativa globale e un progetto di assistenza e inclusione che copra tutti gli ambiti di vita dell’autistico è impossibile. “Bisogna uscire dalla logica del business – chiariscono i genitori – e entrare in quella del rispetto delle norme e dell’inclusione, perché qui stiamo parlando di persone che devono essere accompagnate nella realizzazione di un progetto di vita”.

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