“Aria pulita per i bambini di Salerno”, la petizione di un gruppo di genitori

Scritto da , 10 Ottobre 2020
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di Erika Noschese

“Aria pulita per i bambini di Salerno”: è la petizione lanciata, attraverso la piattaforma changeorg,, da alcuni genitori di Salerno e della Valle dell’Irno, sostenuta anche dall’associazione Salute e Vita. La raccolta firme lanciata è indirizzata all’amministrazione comunale di Salerno, al prefetto, all’ufficio scolastico provinciale di Salerno, ai dirigenti degli istituti presenti su territorio, alla Procura della Repubblica, al Noe, al governatore De Luca, all’Asl e alla direzione generale dell’Arpac per chiedere, proprio attraverso la campagna di raccolta firme, la chiusura delle fonderie Pisano e la pubblicazione dello studio Spes. “Riteniamo che la mobilitazione di una componente così importante della società civile non possa non far riflettere i destinatari della petizione che si apre con un’accorata lettera di una mamma preoccupata per la salute del proprio bambino – hanno dichiarato i genitori, promotori della petizione su Change – È il racconto di una mattina come tante in cui ci si sveglia avvolti dall’odore acre, nauseabondo, ferroso proveniente dalle Fonderie che pervade la città di Salerno e i comuni di Baronissi e Pellezzano e che accompagna i bambini fino all’ingresso di scuola. Il grido di allarme è per loro che nelle ore in cui le Fonderie rilasciano i loro miasmi escono per andare a scuola. A sottoscrivere la lettera sono tanti genitori che hanno i figli in scuole di ogni ordine e grado nei tre comuni interessati (Salerno, Baronissi e Pellezzano), il che fa riflettere ancora una volta sulla vastità dell’area su cui le Fonderie hanno impatto”. Stando a quanto denunciato, la situazione sarebbe divenuta ancora più allarmante, in piena emergenza Covid perché, hanno aggiunto i genitori, “come abbiamo avuto modo di scrivere più volte le polveri sottili fungono da efficaci vettori per il virus”. In poco più di 48 ore la petizione è vicina all’importante traguardo delle 500 firme. Firmatari della petizione sono: Carla Cirillo, genitore Scuola Giacomo Costa di Salerno; Rosanna Gentile, genitore Scuola Giacomo Costa di Salerno; Giovanni Langella, genitore Scuola Media Tasso di Salerno; Simona Roma, genitore Scuola Media Tasso di Salerno; Tina Di Landro, genitore Scuola Medaglie D’Oro di Salerno; Ernesto Antonio Tufano, genitore Infanzia Serena di Salerno; Ernesto Langella, genitore Liceo Regina Margherita di Salerno; Rosaria Bracciante, genitore Scuola Osvaldo Conti di Salerno; Lorenzo Forte, zio Scuola Osvaldo Conti di Salerno; Carlo Bloch, genitore Liceo Da Procida di Salerno; Paola Amato, genitore Liceo Da Procida di Salerno; Valentina Galdo, genitore Scuola San Francesco di Baronissi; Fabiana Roma, genitore Scuola San Francesco di Baronissi; Giusi Aversano, genitore Istituto Comprensivo di Pellezzano; Elia Stefania Terrone, Scuola Infanzia Cologna. “Mi alzo prima del suono della sveglia. Alzo le persiane per far entrare il primo sole del mattino. È una bella giornata. Apro la finestra per far entrare aria nuova nella casa per spazzare l’odore di chiuso accumulato durante la notte. Purtroppo, però, non entra l’aria che vorrei: c’è la puzza tipica del ferro bruciato. Richiudo la finestra. La chiudo davvero bene per tenere lontana quella puzza acre dai miei bambini. Dentro di me c’è la consapevolezza che quel gesto non basta e che la puzza ci accompagnerà per tutta la giornata. Infatti, usciamo dal portone ed è lì. Ci aspetta. Per noi, madri e padri di Salerno, Pellezzano, Baronissi, la puzza delle fonderie Pisano è diventata un’ombra che ci fa sentire inermi e arrabbiati. Frustrati, soprattutto, perché noi i nostri figli li proteggiamo da tutto: li copriamo se fa freddo; li asciughiamo se sud a n o ; c o m p r i a m o prodotti alimentari sani; s p e n d i a m o quanto abbiamo per medicine e rimedi naturali per tutelare la loro salute. Ma contro quella puzza non possiamo nulla. Sui balconi raccolgo ogni giorni cumuli di polvere nera che, cosa assurda, se prendi una calamite li attira a sé. Ci sono metalli pesanti lì dentro. Io sono allergica e sento un bruciore con pizzicore in gola – hanno scritto i genitori della petizione lanciata per la chiusura delle Pisano – Arriviamo a scuola. Mio figlio mi dà un bacio prima di entrare in classe. Il sole è più alto. Il cielo è terso. È davvero una bella giornata. Ma lei è anche lì: quella maledetta puzza sembra ci segua ovunque. Mi stringo nello spolverino sperando che le maestre chiudano bene le finestre. Per mio figlio ho scelto una scuola particolare: è l’unica a Salerno all’interno di un parco: sì, un parco, con tanto di verde, alberi e prati. Uno dei pochi polmoni verdi cittadini: Parco Pinocchio. Mio figlio lo ama. Lì spesso le insegnanti di educazione fisica portano i bambini a fare attività all’aperto, quando il meteo lo consente. Ma lei è sempre lì: quella stramaledetta puzza è anche lì, tra gli alberi, sul prato, sulle panchine, sulle giostrine del parco. E i nostri bambini corrono e la respirano a pieni polmoni. Soprattutto la mattina presto, in concomitanza con l’inizio delle attività produttive della fonderia. All’inizio maledicevo la scelta di quella scuola perché credevo, sbagliando, che i miasmi di Pisano riguardassero solo quell’area cittadina. Ma non è così. Parlando con altre mamme i cui figli frequentano altri istituti scolastici salernitani ho saputo che la sentono anche loro, ogni giorno. La sentono i piccoli allievi delle scuole di Fratte, di Matierno, di Pellezzano, di Capezzano e di Salerno centro, soprattutto zona Carmine, quindi Salvatore Calenda, piazza San Francesco, piazza Malta… insomma, dove si concentra la maggior parte di istituti. I bambini salernitani si intossicano quotidianamente”. “Non è più ammissibile che le istituzioni stiano in silenzio a guardare mentre quell’odore acre si prende tutta la nostra città, contaminando i pochi, pochissimi, spazi verdi di Salerno. Sappiamo che gli interessi economici sono tanti e per alcuni imprenditori sono più importanti della vita stessa delle persone – siano essi anziani, adulti o persino bambini – ma non può esserlo per le istituzioni o per un Sindaco che, per legge, ha il dovere di tutelare la salute e il benessere dei cittadini che rappresenta e deve provvedere a mettere in atto provvedimenti straordinari, in concerto con il Prefetto, per arginare situazioni che mettano in pericolo la salute dei cittadini – ha scritto una mamma – Ci siamo documentati. Siamo consapevoli di tutti i reati ambientali per i quali questi imprenditori spregiudicati hanno patteggiato in passato. Sappiamo che c’è un processo penale in corso e che i reati contestati ai Pisano sono gravissimi. Abbiamo consapevolezza che il rischio di emissioni di diossina dalle ciminiere delle Fonderie Pisano è concreto. Abbiamo imparato che le attività della Fonderia procurano un danno esiziale, cioè mortale. Alcuni di noi hanno partecipato allo studio epidemiologico Spes e i dottori ci hanno spiegato che servirà a stabilire un’eventuale correlazione tra la salute dei residenti della zona e l’attività fuori norma dell’impianto. Abbiamo letto, allarmati, i risultati preliminari dello studio e sappiamo della presenza di dieci metalli potenzialmente tossici in una frazione rilevante del campione umano analizzato, nonché nel suolo circostante la Fonderia e nel fiume Irno. Sappiamo che almeno da Maggio 2020 i risultati definitivi dello Spes sono nelle mani del presidente della Regione Campania che si è dichiarato allarmato, ma che nonostante ciò e a fronte della pressante richiesta di trasparenza da parte delle Associazioni, non vuole renderli pubblici”. La mamma, nello specifico, chiede alle autorità in oggetto d’intervenire concretamente e di concerto per porre fine a questa emergenza.

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