Arechi multiservice, Feola riduce gli stipendi all’osso

Scritto da , 25 Luglio 2013
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Tagliare del 20% una busta paga di 1000 o 1200 euro è condannare un lavoratore. Lo sanno bene i dipendenti dell’Arechi multiservice che a partire dallo stipendio di questo mese dovranno fare i conti con una decurtazione salariale di non poco conto. Una decisione assunta dalla presidenza targata Marcello Feola sulla base delle indicazioni del dirigente del settore finanziario della Provincia di Salerno (socio unico dell’azienda) per far fronte alla crisi di liquidità dell’Ente di palazzo Sant’Agostino che deve fare i conti con un disavanzo di sette milioni di euro accumulato nei primi sei mesi dell’anno. A pagarne le conseguenze saranno dunque gli oltre 100 dipendenti dell’Arechi multiservice che dovranno stringere, e non poco, la cinghia. Chiusura totale, a quanto pare, da parte della presidenza che martedì non ha nemmeno preso parte al tavolo di conciliazione presso la Prefettura di Salerno, scatenando, così, le ire dei sindacati di categoria già piuttosto critici per la decisione assunta. Così, Fiom Cgil, Fim Cisl e Ugl metalmeccanici hanno affidato ad una nota la loro rabbia, convinti che, come accade a livello nazionale, anche in questo caso, a pagare lo scotto della crisi saranno lavoratori e rispettive famiglie. La conseguenza diretta dell’esito negativo della procedura di raffreddamento in sede prefettizia sarà lo sciopero dei dipendenti che avrà luogo nel primo giorno utile previsto dalla legge. Di «atteggiamento incomprensibile ed irricevibile» hanno parlato i segretari provinciali ed i rappresentanti rsu dell’Arechi multiservice. Un meccanismo « messo in piedi dalle controparti, tendente a far pagare la crisi ai lavoratori». Secondo i sindacati, «il senso di responsabilità manifestato in questa strumentale vicenda dai rappresentanti dei lavoratori, che in questa fase intendevano trovare una possibile soluzione nell’interesse delle parti, non ha trovato rispondenza dalla controparte che continua a dimostrare scarsa attenzione alle problematiche dei lavoratori». In Prefettura, infatti, denunciano i rappresentanti delle maestranze, l’azienda ha mostrato una «netta chiusura ed un radicale arroccamento» in un incontro in cui «brillava l’assenza del maggior responsabile, il presidente dell’Arechi». Ma a quanto pare, in ballo ci sono anche le responsabilità di chi si è effettivamente assunto l’onere di procedere alla pesante decurtazione degli stipendi dei dipendenti della partecipata della Provincia di Salerno. I sindacati, infatti, tempo addietro avevano richiesto un incontro direttamente con il presidente della Provincia dal momento che, secondo i dirigenti dell’Arechi multiservice «la decurtazione del salario dei lavoratori era dovuta ad un input avuto dalla Provincia stessa». Ora sarà sciopero, l’unico modo «per sconfiggere l’arroganza e la prepotenza messe in essere dalla direzione dell’Arechi» – concludono le parti sociali.

Marta Naddei

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