Appalto schede elettorali, la gara della Regione finisce in Procura

Un’altra bufera giudiziaria potrebbe abbattersi nelle prossime ore sulla Regione Campania. La vicenda riguarda un altro appalto assegnato per la stampa delle schede elettorali del prossimo 20 e 21 settembre. Un appalto che nasce con parametri selettivi molto precisi: le tipografie che vogliono partecipare devono dimostrare un fatturato, legato a questo specifico lavoro, di 1 milione e 800mila euro. E con tutte le garanzie sui mezzi di stampa, lo storico degli anni passati. Questi i punti principali. La vittoria, secondo i denuncianti, è andata ad una tipografia che a loro dire non aveva raggiunto quei requisiti, anche perchè la vincente, che oggi lavora a Baronissi ma che proveniene da una lunga storia legata a Cava dei Tirreni. Tanto è vero che due tipografie, proprio per raggiungere il fatturato richiesto dal bando, si erano unite in Ati per rispondere appienno alle richieste. Invece a loro dire tutto ciò non sarebbe stato rispettato dalla commissione aggiudicatrice tanto da aver presentato un ricorso al tar e aftta una denuncia alla Procura della Repubblica. Anche perchè la loro offerta economica avrebbe fatto risparmiare alla Regione 400mila euro. Anche la seconda classificata, che però non rientrerebbe nel fatturato richiesto, tanto da aver presentato ricorso al Tar su altri punti che non sarebbero stati rispettati. Ora tra ricorsi e carte bollate è pronta un’altra guerra giudiziaria e i ricorrenti, espertti nel settore, vorrebbero vederci chiaro. “Alle nostre richieste non abbiamo ricevuto risposte dalla Regione e siamo stati costretti a rivolgerci alla magistratura. Oltre a rispondere ai requisiti tecnici del bando noi offrivamo anche un risparmio economico di non poco valore. Quindi non si riesce a capire il motivo di questa decisione, speriamo che i giudici facciamo chiarezza al più presto”.