Antologica d’Arte di Antonio Baglivo all’Archivio di Stato

Scritto da , 20 novembre 2018
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di Giuseppe Ianni

Il tempo è la misura di ogni azione che l’uomo esercita sulla creazione del suo essere. Per Antonio Baglivo, un lungo periodo definito in quarant’anni dove, la creatività si estende in un viaggio introspettivo in cui, ogni azione è scrittura su carta che, fissa il tempo dell’uomo.
Così, l’azione vissuta nel tempo passato veste la contemporaneità dell’opera in mostra che si pone all’attenzione nell’Archivio di Stato di Salerno. Un prezioso spazio sotto teca, ferma e risalta l’opera del noto artista di origini Cilentane che espone Libri d’Artista e Opere su carta, raccolte col titolo “Carte dall’Esilio”. Una Mostra espositiva che vuole essere un’Antologica dove, Baglivo raccoglie e ordina per cicli la materia espositiva che va oltre ogni definizione; il tempo si assurge ad aree fenomenologiche, pervase da rimandi concettuali che li contrassegnano. Così i campi tematici si susseguono in esposizione, come generati negli anni: “Doppio perturbante”, ”Cosmos & Caos”, “Mappe Stellari”, “Narciso poeta perturbante”, “Crisalidi/Chimere”, ”La Coda di Narciso” e “Fase a fasica”. In questi anni, produttivi di fermenti, letture e sperimentazioni, la carta diventa racconto di se stessa; si muta in una veste artistica oggetto d’arte, ”livrea” che impreziosisce l’oggetto di valori intrinsechi e la connota come “scrittura incancellabile”.
Nascono così preziose edizioni che scandiscono il tempo ed il pensiero diventa segno e parola scritta come: in “Ibridilibri” 2005, con poesie di Alfonso Gatto, Rino Mele, a cura di Francesco D’Episcopo; ed ancora “Teca Mundi” con Paolo Romano e Marcello Napoli.
Baglivo in questi anni segna l’avanguardia Salernitana con il suo Archivio di Libri d’Artista ed è protagonista in luoghi di grande rilevanza espositiva italiana come: la Biblioteca Alessandrina dell’Università della Sapienza di Roma, la Biblioteca Nazionale di Napoli e la Biblioteca Vallicelliana di Roma.
La sua attività artistica, sempre in divenire gli ha concesso di realizzare Cartelle e Plaquette in collaborazione con noti scrittori e poeti come: Barberi Squarotti, Riccardo Avallone, Gerardo Malangone, Biagio Fioretti, Gerardo Pedicini, Vitaliano Corbi, Massimo Bignardi ed altri.
Antonio Baglivo è testimone oggi di se stesso, ma fu il testimone di Salerno, negli anni in cui era un crogiuolo di creatività artistica. Grazie alla sua lungimiranza, attraverso il suo Centro di Documentazione di Arte Contemporanea Dadodue, per 15 anni, l’artista sin dal 1977 schiuse la strada a tante idee di giovani talenti. In questo appassionato viaggio nell’arte di quarant’anni, Baglivo ha potuto generare “Segni Artistici”di rilevante spessore con i Libri d’Artista. Tali opere, lasciano indelebile la sua espressione creativa e, la Mostra Antologica nell’Archivio di Stato di Salerno ne è la testimonianza. La ricchezza e la completezza del suo percorso lo hanno consacrato quale artefice indiscusso del proprio tempo.

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