Anno giudiziario: le mani dei clan nel settore turismo. Usura in aumento

Scritto da , 26 Gennaio 2013
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 «Aggregazioni criminali non ancora perfettamente strutturate che aspirano al controllo del territorio soprattutto nella città di Salerno, nella Piana del Sele e nell’Agro nocerino sarnese dove sono impegnate con metodi violenti ed intimidatori in ogni forma di attività illecite – dalle estorsioni all’usura, dalla gestione delle scommesse clandestine al controllo dei locali notturni, al traffico di sostanze stupefacenti –  i cui proventi sono investiti nell’acquisto di immobili o nell’acquisizione di attività imprenditoriali».  A lanciare l’allarme è il presidente della Corte d’Appello di Salerno Matteo Casale che, nella relazione sull’amministrazione della giustizia nel 2012, ha puntato l’accento sulla nuova tendenza della malavita che punta sempre più ad inserirsi nel tessuto economico produttivo allungando i propri tentacoli anche su zone considerate in passato “isole felici”. «Il non elevato numero delle indagini di criminalità organizzata nel comprensorio cilentano non è certamente indice di minori infiltrazioni di tale criminalità in quell’area: viceversa, anche alla luce di eclatanti eventi criminali, deve ritenersi che quel contesto tradizionalmente silente possa – così come avvenuto nel passato – agevolare una politica di reimpiego di significativi proventi finanziari, soprattutto nel campo dell’industria turistica secondo una vocazione sperimentata. I gruppi
criminali di matrice camorristica mantengono la vocazione ad intessere relazioni con apparati amministrativi ed imprenditoriali locali riuscendo non di rado, ad inserirsi nella gestione diretta o indiretta degli appalti pubblici: sul punto va osservata una pericolosa tendenza della criminalità camorristica napoletana ad insediarsi nell’area nocerino sarnese al fine di acquisire il controllo del territorio e delle attività illecite lì praticate ed un’analoga azione della criminalità casertana, in particolare della pericolosissima struttura criminale denominata clan dei Casalesi, orientata al reinvestimento di capitali illeciti nella provincia di Salerno». Si assiste quindi ad una vera e propria corsa da parte «delle varie fazioni camorristiche, interne e non» che tendono «a colmare quei vuoti di potere creatisi in seno alle organizzazioni criminali decapitate dalle indagini degli inquirenti». L’allarme non giunge solo dall’area nord attraverso il tentativo di imporsi dei clan napoletani e casertani, ma anche dall’area sud, «dalla ‘ndrangheta calabrese»: E’ in particolare il settore degli appalti pubblici a rappresentare per i clan delle attigue province un canale importante nel quale inserire il loro predominio delinquenziale. Le principali organizzazioni criminali presenti nell’area salernitana hanno infatti assunto una connotazione sempre più orientata alla criminalità economica , ampliando lo spettro delle attività illecite e cercando coalizioni su aree sempre più vaste. Per il resto, si legge nella relazione del presidente della Corte d’Appello gli interessi delittuosi dei principali sodalizi criminali attivi nella provincia di Salerno, sono rimasti sempre gli stessi. «Il traffico di sostanze stupefacenti continua a costituire l’affare di maggiore consistenza economica soprattutto per le organizzazioni criminali di elevato spessore in grado di provvedere, anche mediante un’accorta politica di alleanze e scambi di favori con altre organizzazioni criminali operanti in Italia e all’estero, all’approvvigionamento di ingenti quantità di sostanze stupefacenti da immettere nel mercato illecito locale. L’attività usuraia è in forte crescita perché strettamente correlata con l’andamento dell’economia nazionale. Sempre fiorente il mercato illegale delle scommesse clandestine e dei videopoker».

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