Andria: «Danneggiato dalle primarie e dal partito»

Scritto da , 22 Gennaio 2013
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In un Paese messo all’angolo dai continui colpi inferti dalla crisi prima, e da quelli assestati dal governo tecnico  successivamente, unito da un comune e dilagante sentimento di sfiducia nei confronti della classe politica e dirigente, il Pd è riuscito a riportare alle urne, grazie alle Primarie, milioni di italiani. Una vittoria per l’Italia, e per tutti i candidati Premier del  Pd, a sua volta protagonista indiscusso di una svolta in senso democratico dell’intero Paese. Ma non è tutto oro quello che luccica. Ed infatti quelle che in realtà dovevano rappresentare, nel loro insieme, un’iniezione vitale di democrazia di cui l’intero Paese ne ha di volta in volta aveva beneficiato, si sono trasformate in un rito tribale, che fa rima con barbarie. “Le primarie vanno rigorosamente disciplinate e controllate da organismi, come le commissioni di garanzia, che ne assicurino la trasparenza ed il corretto svolgimento, e che non si nascondino dietro il formalismo o si rifacciano ad atti pirateschi, così come si è andati incontro nel corso delle varie tornate elettorali”. Spiega il senatore Andria durante l’incontro svoltosi nel pomeriggio di ieri presso il salone del Polo Nautico, e ha affermato: “ Un atto di civiltà democratica, che in alcuni casi ha perso il senso della propria ragion d’essere, mancando di trasparenza e di legalità”. E in occasione del suddetto incontro politico, si ritrova ad essere nuovamente rispolverato il regolamento delle Primarie da parte del senatore Andria che, nonostante lo abbia sottoscritto, riporta alla memoria dei presenti alcuni punti e, in particolar modo, quello a cui è stato da lui meno condiviso: “Attraverso le Primarie non è stato  premiato colui che è sceso in campo ed è riuscito, attraverso i consensi, frutto delle consultazioni popolari, ad ottenere un importante risultato anche per il partito, bensì colui che non si è sperimentato in nessuna delle tornate elettorali. In questo modo colui che ha da sempre svolto con zelo la propria attività politica, ed è stato per di più gratificato da più di 5000 preferenze, non ha visto gratificato il proprio impegno, la propria lealtà nei confronti degli altri candidati e dello stesso PD,  con una posizione sicura e di alta classifica”. Dalla critica serrata del Senatore, appare chiaro come il germe del Porcellum, più volte deprecato dallo stesso partito a differenza del PdL, abbia infettato le stesse primarie portando alla ribalta, ed in testa alla classifica elettorale, persone non rappresentative della società civile ma che abbiano come unico merito l’intelligenza di essersi sottratte al confronto elettorale, e per questo a loro volta gratificate della candidatura sicura. “Il PD deve andare incontro ad un’inversione di tendenza in merito al consenso- afferma il Senatore Andria- che deve essere conquistato dal candidato in base al servizio svolto per il proprio territorio e per il proprio Paese, e  soprattutto in base al coraggio e alla dedizione trasfusa nel proprio cammino politico”. Un cammino quello invece del PD caratterizzato da una costante salita tesa al raggiungimento di quella vetta, tanto agognata, che coincida con un ritorno alla morale, all’etica e ad una politica “alta” volta solo al bene comune e non ai personalismi. Il programma messo a punto da Bersani, e condiviso dallo stesso Senatore Alfonso Andria, prendendo le distanze dalle promesse del governo tecnico si propone in modo sistematico di eliminare quei mali della società attuale, favorendo l’imprenditorialità e la crescita territoriale attraverso nuove forme d’occupazione.
 

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