Andrea De Simone: «Ho chiesto ai deputati di occuparsi della vicenda»

Scritto da , 28 novembre 2017
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Andrea Pellegrino

«La denuncia delle lavoratrici e dei lavoratori ex Marzotto richiede una maggiore attenzione delle forze politiche, delle istituzioni locali, dei governi regionale e nazionale. Ho chiesto ai parlamentari nazionali ed europei di occuparsi della vicenda. Con le vecchie rappresentanze sindacali dell’azienda ho avuto un intenso rapporto affettivo». Andrea De Simone interviene sul caso Marzotto, rilanciato nelle ultime settimane da “Le Cronache”. «La mia generazione ha trascorso tante, tantissime giornate per volantinaggi e capannelli davanti ai cancelli della fabbrica. Quella classe operaia è parte della nostra storia. Oggi c’è bisogno di garantire un sostegno forte e convinto a legittime rivendicazioni». La duplice battaglia dei lavoratori (riconoscimento dei benefici per l’esposizione all’amianto e riconoscimento delle malattie professionali) è al centro del lavoro degli avvocati Dante Stabile ed Anna Amantea. Ora anche la politica scende in campo: «Si tratta – prosegue il senatore De Simone – di riconoscere diritti sacrosanti per famiglie colpite da gravissimi lutti. Nella zona che un tempo fu industriale si susseguono scelte discutibili. Senza accertamenti preventivi e senza piani di bonifica si trasformano rapidamente opifici in centri commerciali. Si registrano troppi silenzi e troppe omissioni. A scelte scellerate e affaristiche non corrisponde una necessaria ed obbligatoria attività di controllo da parte di altri organi dello Stato. Non è più tollerabile assistere passivamente al grido di dolore delle famiglie ex Marzotto. Non si può assistere passivamente a manovre urbanistiche di dubbia legittimità che favoriscono la cementificazione di palazzi, alberghi, centri commercial e sportivi in aree dove sorgevano aziende industriali, alcune delle quali,richiedevano e richiedono controlli approfonditi e, probabilmente, opere di bonifica. Dunque, l’iniziativa dei lavoratori dell’ex Marzotto – conclude De Simone – merita approfondimenti e azioni conseguenti, non solo per quell’area, ma per l’intero apparato industriale di Salerno». Su caso è intervenuta anche Maria Di Serio, ex segretaria provinciale della Cgil di Salerno. «Il fatto che abbiano prima rilasciato queste pensioni per poi richiedere indietro, a lordo, il rimborso di quanto era stato – secondo l’Inps – indebitamente dato è chiaro che crea una serie di problemi e c’è stata una leggerezza nella valutazione dell’intero impianto. Occorrerebbe mettere in ordine tutta la questione». Secondo la Di Serio, infatti, è inammissibile che ad alcuni lavoratori venga riconosciuto il fanno mentre ad altri no, pur trovandosi nelle medesime condizioni. «E’ una partita da riaprire ma mi rendo conto che significherebbe poi riaprire tanti casi in Italia e non c’è la forza da parte dello Stato di rispondere economicamente», ha poi aggiunto sottolineando come – per gli ex dipendenti – oltre al danno ci sia stata anche la beffa in quanto lo Stato avrebbe dapprima riconosciuto loro i danni e, di conseguenza, il diritto ad ottenere il rimborso per poi riprendere tutto, sottraendo soldi dalle pensioni.

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