«Amore: il più potente antidoto contro l’odio e il rifiuto dell’altro»

Scritto da , 29 Giugno 2019
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di Erika Noschese

Amore: il più potente antidoto contro l’odio e il rifiuto dell’altro”. Poche, semplici ma efficaci parole quelle pronunciate dal sindaco di Pontecagnano Giuseppe Lanzara che ieri mattina ha registrato – presso l’ufficio anagrafe del comune – i gemellini figli di Deborah Melella e Melinda Cataldo che si sono unite in matrimonio, con rito civile nel 2016. Il primo cittadino ha registrano i piccoli con il doppio cognome. Felice e soddisfatto il presidente di Arcigay Salerno, Francesco Napoli: «accogliamo con gioia questa bellissima notizia. La nostra provincia ed i nostri sindaci si confermano amministratori civili ed al servizio delle loro comunità». Le due neo mamme si sono unite civilmente proprio a Pontecagnano Faiano, comune di residenza di entrambe. Per Napoli, si tratta di un «gesto in controtendenza rispetto ai linguaggi di odio ed alle derive discriminatorie a cui stiamo assistendo in questi ultimi anni. Un gesto che ribadisce l’uguaglianza e tra tutte e tutti i cittadini e cittadine e che ribadisce l’urgenza di una normativa chiara a tutela dei figli delle coppie omogenitoriali». Il Comitato Arcigay Salerno non può che essere soddisfatto e promuovere analoghe iniziative amministrative e politiche sul territorio provinciale auspicando che altri amministratori che si dovesse trovare in analoga situazione possano procedere con altrettanta determinazione. «Conosciamo bene i valori e l’orizzonte politico che caratterizza l’operato dell’amministrazione di Pontecagnano-Faiano e del sindaco Giuseppe Lanzara con il quale abbiamo fin dal suo insediamento costanti relazioni in favore di prassi e politiche di inclusione e tutela delle persone lgbti+ – ha poi aggiunto il presidente di Arcigay Salerno – per cui non ci sorprende che abbia fatto una scelta così bella ed importante. Siamo ovviamente sollevati da queste notizie che arrivano in un momento storico e politico difficile per tutte e tutti noi e speriamo davvero che altri amministratori vogliano fare altrettanto non solo per il ricon o s c i – m e n t o d e l l e coppi e dei figli delle p e r s o n e o m o s e s – suali, ma anche in materia di percorsi di crescita delle loro comunità sui temi dei diritti e del contrasto alle discriminazioni».

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