Amministrativi Cstp: una sottoscrizione per accedere alla cassa integrazione. Ma non tutti firmano

Scritto da , 21 Gennaio 2013
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Una sottoscrizione per dimostrare che anche loro ci tengono che il Cstp si salvi e per sottolineare che non sono degli intoccabili. E’ questa l’iniziativa messa in piedi da alcuni dipendenti del settore amministrativo dell’azienda salernitana del trasporto pubblico. Chiatamente la sottoscrizione non è stata firmata da tutti gli impiegati dell’azienda a testimonianza che, forse, qualcuno che si sente davvero privilegiato nelle propria posizione c’è e come. Il foglio per la firma della sottoscrizione è partito dal deposito di Pagani per arrivare a quello di Fuorni, passando, poi, per il cuore degli uffici Cstp: la sede di piazza Matteo Luciani. I sottoscrittori, in pratica, ritengono, dal canto loro, che sia assurdo che nel loro stesso settore possa esserci una classe “intoccabile”. Una sorta di raccolta firme che verrà poi sottoposta all’attenzione del collegio dei liquidatori e del direttore generale Antonio Barbarino e che è partita a seguito delle polemiche scaturite dalle modalità d’applicazione della cassa integrazione in deroga, terreno di scontro tra vertici aziendali e sindacati. Se da una parte c’è l’azienda che ritiene che alcune figure professionali del settore amministrativo non possono andare in cassa integrazione perché «necessarie e non sostituibili» – come affermato nei giorni scorsi dal presidente del Collegio dei liquidatori Mario Santocchio – dall’altra parte ci sono le organizzazioni sindacali che premono fortemente affinché lo strumento della cassa integrazione in deroga, utilizzato per fronteggiare gli esuberi (molti dei quali si trovano proprio nel settore impiegatizio), venga applicato uniformemente agli 88 dipendenti che rientrano proprio tra il personale “in più” con lo strumento della rotazione quindicinale. Uno strumento previsto per legge e che prevede la rotazione, appunto, dell’applicazione dell’ammortizzatore sociale in questione a cadenza di 15 giorni a dipendente. Una misura equalitaria che eviterebbe dissapori tra gli stessi dipendenti in esubero. Sottoscrizione che comunque, a quanto pare, diversi dipendenti del settore amministrativo non hanno voluto firmare, probabilmente proprio perché ritengono la propria posizione all’interno della pianta organica aziendale indispensabile ed insostituibile da chiunque altro. Oggi, alle 16.30, intanto, azienda e sindacati si incontreranno nuovamente per discutere della questione al fine di trovare un punto di incontro che, al momento, sembra molto lontano.
Fervono, invece, i preparativi, da parte delle amministrazioni comunali socie del Cstp, delle delibere di consiglio per l’approvazione della ricapitalizzazione del Cstp. Il prossimo Comune a deliberare in favore del provvedimento sarà quello di Vietri sul Mare, quando domani i consiglieri siederanno ai propri banchi in aula per esprimere il proprio voto favorevole. Dopo quello di Vietri, sarà la volta dell’amministrazione comunale di Angri che all’ordine del giorno del Consiglio comunale di venerdì ha come punto proprio il ripiano delle perdite e il capitale sociale del Cstp.

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