«Alzare gli standard di sicurezza all’interno del carcere di Fuorni»

Scritto da , 29 novembre 2017
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Pina Ferro

“Si chiede al Provveditore in un intervento immediato per stanziare i fondi necessari per l’istallazione dei sistemi di videosorveglianza e strumenti atti a supportare il personale nella attività”. E’ solo una delle richieste contenuta nella nota a firma del Sappe sindacato di polizia penitenziaria ed indirizzata al Provveditore Regionale della Campania Amministrazione penitenziaria ed al direttore della Casa circondariale di Fuorni. Le problematiche poste nero su bianco sono quelle già sottolineate in più occasioni e che si ripresentano con forza alla luce degli ultimi episodi consumatisi all’interno della struttura carceraria: sequestri di telefonini, evasioni e tentate evasioni. Problemi strutturali che vanno risolti in tempi brevi al fine anche di evitare che gli agenti in servizio possano accumulare ulteriore stress psico fisico. “Diverse sono state le segnalazioni da parte del Sappe circa la gestione dei servizi con accorpamenti degli  stessi e la ricaduta negativa, in termini di sicurezza. Ma purtroppo non è l’unica causa. – si legge nella nota. Accanto ad essa vi è la completa assenza in punti nevralgici dell’istituto di strumenti tecnologici che possano supportare il personale nelle operazione di controllo e sicurezza evitando in capo ad essi, responsabilità a loro non imputabili evitando altresì azioni di prevaricazione tra gli stessi detenuti. E’ necessario subito soffermarsi sulla “Unità Operativa Colloqui””. Sembra che in tale sezione vi sia una mancata installazione di “telecamere di videosorveglianza” sia nel locale ove stazionano i detenuti in attesa di colloquio con i propri familiari sia corridoio-tunnel che gli stessi percorrono per giungere alle sale colloqui. “Molto spesso in tale corridoio “stretto e lungo” si incrociano detenuti di diverso tipo, mettendo a rischio l’incolumità fisica non solo degli stessi ma anche del personale di polizia penitenziaria, in caso di eventuale “resa dei conti” possibile in un istituto penitenziario”. A questo si aggiunge poi il cattivo funzionamento dei metal-detector, che va ad aggravare di responsabilità ed adempienze coloro addetti alla “perquisizione detenuti”. “Per quanto riguarda la “sala colloqui-visiva detenuti-familiari” la telecamera non è in grado di riprodurre immagini, quindi non registra ma produce sul monitor solo immagini in tempo reale”. “presso la Casa Circondariale di Salerno esiste un unico ingresso e quindi anche uscita, destinato agli operatori ed anche ai familiari detenuti che accedono ed escono per i colloqui con i congiunti. Pertanto, visto le gravi carenze sopra elencate del reparto Colloqui, sarebbe il caso di provvedere ad individuare e realizzare un ingresso autonomo e più sicuro da utilizzare per la movimentazione dei familiari dei detenuti, ciò per aumentare il livello di sicurezza ed abbassare il rischio di evasione, in considerazione anche degli ultimi eventi critici accaduti”.

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