All for Marco Amendolara

Scritto da , 19 luglio 2018
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Stasera, nell’Area Archeologica di Fratte la  XXI edizione dei Concerti d’Estate di Villa Guariglia, in sinergia con l’Associazione “Marco Amendolara” ospita alle ore 21, “L’energia della Terra”. Un racconto corale tra poesia, musica e danza, nell’anno del decennale della scomparsa del poeta salernitano

Di OLGA CHIEFFI

Il suono, l’immediatezza della voce, del corpo e del luogo, attraverseranno oggi, nella cornice dell’area archeologica di Fratte, in Salerno, la poesia di Marco Amendolara. Nell’ambito della XXI edizione dei “Concerti di d’estate di Villa Guariglia in tour”, firmati da Antonia Willburger e organizzati dal Cta, l’Associazione “Marco Amendolara”, nell’anno celebrativo del decennale della scomparsa del poeta salernitano, propone “L’Energia della Terra”, un racconto corale tra poesia, musica e danza, in cui il verso di Amendolara, affidato a rappresentanti di diversi mondi, frequentati dall’intellettuale, modellerà il tempo e lo spazio, avvolgendolo in un evento artistico in cui diverrà “altro”. Ad inaugurare la serata il saluto della ideatrice della rassegna Antonia Willburger e del Presidente dell’Associazione Marco Amendolara Alfredo Nicastri. L’evento, coordinato da Alfonso Amendola e Antonella Valitutti, entrerà nel vivo con Rino Mele, il quale traccerà un profilo critico dell’opera di Marco Amendolara. “Quando non hai corpo ti conosci meglio / scorre e dice l’acqua / mentre si specchia in te; / quando non sei corpo / susciti ogni meraviglia / e, meravigliato, sei sbigottito / dalla conquista. / La natura ti annulla, è niente / e tu sei natura”. (da Il corpo e l’orto). “Affrontando il tema del corpo – scrive nella postfazione Renzo Paris – che è orto e vegetazione, tema dell’ultimo Novecento, attraverso la cultura francese che più lo osannava, Amendolara ha recuperato la grande poesia del passato, quella virgiliana per intenderci, meglio, con la quale è finalmente fuoriuscito dal corpo”. Il giardino e il grembo, l’orto, il recinto dell’amore e la fonte della vita: il concetto di fecondità, fertilità, creatività, vita desiderio del luogo felice risiede nell’orto, la sua idea rivela contenuti vitali che esprimono desideri e speranze maturati in questo spazio e ne costituisce il simbolo vivo.  Le ultime raccolte di poesie di Marco contengono la sorpresa del rifiuto, l’amaro stupore che il mondo fosse diverso e non potesse seguirlo in un discorso per lui così felicemente ovvio, perché immediatamente coincidente con la vita. Le sue immagini seguitano a fiorire formalmente con lo stesso distacco, ma uno sguardo che ne penetrasse l’ultima scaturigine, ne scoprirebbe un esile stelo che potrebbe chiamarsi trepidazione della propria diversità. Lo stelo c’è, ma è un presupposto tutto personale, e il lettore che non ne fosse informato sarebbe autorizzato ad affermarne l’inesistenza e a interpretare l’immagine nelle chiavi più disparate. E’ qui la chiave di quella natura ove si rivela il reale contenuto della passione di Marco Amendolara, il suo indisciplinato eros, poiché tutta la sua poesia è un florilegio di versi d’amore.  La poesia ci offre una prospettiva sui nostri sentimenti o, su come noi stessi ce li rappresentiamo, esteriorizzando la nostra interiorità. Ciò che ci attira leggendo una poesia è il suono, il “dire” del suo autore, la sua voce, il suo sentire, un linguaggio che sposa quello della musica, cui è dedicato il cartellone che ospita questo reading. Il verso di Marco è stato affidato alla interpretazione di rappresentanti di diverse generazioni, di quanti lo hanno conosciuto in vita, di altri che lo hanno vissuto attraverso l’opera, Massimiliano Amato, Linda Barone, Luca Brescia Morra, Attilio Bonadies, Barbara Cangiano, Gemma Criscuoli, Fabrizo Demma, Anna de Rosa, Francesco Forte, Luca Lanzetta, Andrea Manzi, Erminia Pellecchia,  Paolo Romano, Gianfranco Rotonda, Marco Russo, Alessandra Serra, Toto Valitutti, Abhik Matteo Zito. L’opera postuma di Marco Amendolara  sarà trasposta in movimento fisico, in danza dai ballerini del New Space of Dance. Thierry Verger, guru del modal underground, ospite del M° Francesco Boccia ha donato una coreografia alle sue allieve, Francesca Alberti, Margherita Buonomo, Eleonora Marfella, Lucia Aprile, Martina Iannuzzelli, Camilla Liguori, Giada Ciccullo, Alessandra Mastrogiovanni, Alessandra Cavallo, Danila Flauti, “L’Energia della Terra”, da cui prende il nome l’intera serata, ispirata dall’opera postuma di Marco Amendolara “Il corpo e l’orto”. Per Thierry Verger ogni giorno è puro spazio vitale, poesia coreografica estremamente sofisticata, in cui per l’uomo moderno la fine delle certezze ha creato certo scompiglio determinando ciò che oggi è l’evidenza: un movimento , un genere di valore, che suscita “maraviglia”. Le musiche saranno quelle di Claude Debussy, ruotanti attorno al Prèlude à l’après-midi d’un faune. “Debussy – come Verger- è un felino sensuoso e lucidissimo, è necessario unicamente non cadere in eccessi di discrezione, scatenando quel che c’è da scatenare, liberando le passioni prigioniere” (Pierre Boulez).

 

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