Alfonso Califano: “Il Covid non ha spezzato il nostro sogno di aprire un bar all’italiana”

Scritto da , 1 Maggio 2021
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di Monica De Santis

La pandemia non ha ucciso il loro sogno, ha solo ritardato di qualche mese la partenza, ma adesso sono prontissimi e il prossimo 6 maggio alle 7 del mattino aprirà finalmente al pubblico “Cinquanta – Spirito Italiano”, un nuovo bar in pieno stile italiano in via Trento a Pagani. A guidare il progetto Alfonso Califano e Natale Palmieri, 2 giovani paganesi con alle spalle un curriculum di tutto rispetto nel settore ricettivo. “L’idea nasce dal fatto che all’estero il concetto di bar all’italiana è molto riconosciuto all’estero. – spiega Alfonso Califano – Qui vedono i nostri bar come strutture ricettive vere e proprie, ovvero un luogo dove si passa dal caffè, all’aperitivo al mangiare qualcosa. Mentre negli altri stati si ragiona più a livello settoriale. Ad esempio gli inglesi hanno le birrerie, gli spagnoli le botteghe del vermut e così via, noi invece siamo iconici per questi bar che coprono tutto l’arco della giornata. Questa tipolgia di locale nasce negli anni ‘50, subito dopo la guerra. E ci siamo immaginati, come potessimo oggi riportare in vita quella tipologia di bar ed è nato apunto ‘Cinquanta – Spirito Italiano’ che è un cocktail bar poliedrico, dove poter trascorrere tutte le fasi della giornata, dalla colazione al dopo cena passando per il pranzo, la cena e l’aperitivo”. Oltre 1 anno di lavoro per riuscire ad aprire il locale, un anno di lavoro a causa soprattutto delle restrizioni dovute alla pandemia. Ma cosa ha spinto due ragazzi ad aprire un bar in tempi incerti come questi… “Questa è stata una sfida sin dall’inizio. Perchè aprire un locale del genere a Pagani è già una sfida. Quindi diciamo che questa seconda sfida del Covid, ci ha inizialmente messo in crisi e fatto riflettere, ma non ci ha fermati, perchè la nostra è stata proprio una scelta, il realizzare il sogno di una vita, quello per cui abbiamo lavorato tanto, soprattutto all’estero”. Qual’è l’obiettivo che volete raggiungere con questo locale? “Prima di tutto speriamo che diventi un luogo dove i ragazzi e le ragazze si possano incontrare e socializzare tra di loro. Io stesso sono cresciuto frequentando il bar del mio quartiere e i coetani che come me andavan lì tutti i pomeriggi sono diventati i miei migliori amici. Quindi m piacerebbe che anche il ‘Cinquanta’ potesse diventare un punto di ritrovo per i giovani di Pagani. Poi come obiettivo abbiamo anche quello di rendere innovativo e moderno il concetto del ‘bar all’italiana’. Alfonso, classe 1990, inizia a lavorare nel bar sotto casa all’età di 12 anni. Dopo essersi laureato in “Economia del Turismo” a Napoli, si trasferisce a Londra dove gestisce un classico pub per 2 anni prima di passare al mondo dei cocktail. Natale, classe 1986, si è diplomato all’alberghiero ed ha avuto varie esperienze in cucina da responsabile, sia in Italia che all’estero. Da 3 anni si avvicina al mondo della miscelazione seguendo corsi con Planet One, Dennis Zoppi a Torino e Jerry Thomas a Roma. “Sono tornato in Italia perché avevo promesso a me stesso di farlo solo nel momento in cui avrei potuto contribuire alla crescita della comunità. Si può credere nel proprio territorio e si possono creare progetti ambiziosi con le professionalità che ci circondano – ha affermato entusiasta Alfonso Califano – Avevo il desiderio di ricreare un concept di cocktail bar tipicamente italiano, con un respiro ed una tipologia di servizio di stampo internazionale. Oltre me, la nostra bar manager Marianna Di Leo, originaria di Salerno, è rientrata dopo una lunga esperienza a Milano. Come lei, anche altri ragazzi della nostra squadra hanno deciso di ritornare dopo varie esperienze all’estero”. Un progetto ambizioso che si è sviluppato proprio durante una crisi epocale come quella legata all’ emergenza Covid-19. Credere nelle potenzialità del proprio territorio d’origine, nonostante una profonda crisi economica generale, è la vera scommessa di Natale e Alfonso. Per vincerla, i due giovani titolari si sono affidati ad uno staff con un’età media di circa 30 anni. “Investire in questo momento così delicato, soprattutto per il comparto Food & Beverage, non è stato semplice ma non ho avuto paura. Sono fiducioso che ci divertiremo e faremo divertire – ha dichiarato Natale Palmieri – La nostra squadra, a pieno regime, conterà almeno 21 elementi. Crediamo che la mole di lavoro debba essere sostenibile per tutti e quindi, sebbene il bar sarà aperto 7 giorni su 7, lavoreremo tutti 5 a giorni a settimana. È importante avere del tempo libero per godere dei frutti del duro lavoro”. La drink list, con creazioni uniche “Made in Cinquanta”, vuole incuriosire e divertire l’ospite attraverso un percorso ricco di storie e sapori. La miscelazione si ispira ai più grandi classici all’italiana. Tradizione rivisitata in chiave moderna con ricette essenziali, bilanciate da ingredienti di alta qualità, supportate da una sperimentazione alla costante ricerca dell’abbinamento perfetto. Un esempio? “Spirito Felix”, il cocktail pensato per rendere omaggio all’Agro nocerino sarnese, la terra che ospita il progetto, e che sarà offerto proprio all’apertura di “Cinquanta”. Il drink è una sorta di gin sour servito su ghiaccio e decorato con una foglia di salvia. Gli ingredienti sono: Seven Hills Gin, limoncello Pallini, sciroppo di pomodorini corbarini, limone, infuso salato di pisto, ovvero un insieme di spezie, tipico della tradizione culinaria campana, utilizzato nella preparazione di molti dolci tradizionali. La proposta food, invece, è stata creata in collaborazione con lo chef Michele De Blasio con l’obbiettivo di far vivere l’esperienza della miscelazione in simbiosi con la cucina. Parliamo di una cucina moderna, che strizza l’occhio allo street food, con attenzione maniacale al dettaglio e all’artigianalità delle materie prima. Il menù si divide in “Morsi”, rivisitazioni gourmet dei cicchetti veneziani, e “Qualche morso in più”, dove la protagonista è una focaccia cotta al padellino. A curare il design e lo stile di “Cinquanta”, simile ad un vero e proprio teatro in cui il bancone del bar è il vero protagonista sul palcoscenico, è stato Daniele Della Porta, architetto di Cava de’ Tirreni, direttore artistico della “Collezione 10” di Alfa Marmi e pubblicato dalle maggiori riviste di settore a livello nazionale ed internazionale. L’architetto Della Porta è riuscito a coinvolgere nella sua idea tutte maestranze e artigiani locali, provenienti soprattutto dalla città di Pagani o dal resto dell’Agro nocerino sarnese, con delle autentiche opere prime realizzate specificamente per il progetto.

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