«Al Pronto soccorso una situazione divenuta ormai insostenibile»

Scritto da , 4 ottobre 2018
image_pdfimage_print

Erika Noschese

«Quella che si vive al pronto soccorso, attualmente, è una situazione insostenibile». A denunciarlo è l’ex sindacalista Margaret Cittadino, tra i membri del Tribunale per i diritti del malato. «Una situazione insostenibile perchè è aumentato il numero dei pazienti, le difficoltà che hanno gli altri pronto soccorso poi si riversano su quello del Ruggi, senza contare il problema dei posti letto e delle dimissioni che diventano sempre più difficili», ha poi aggiunto la Cittadino. A quanto pare, dunque, la situazione al pronto soccorso del nosocomio locale sembra tutt’altro che migliorata con richieste rimaste inascoltate come quella che riguarda le dimissioni per l’appunto. Nello specifico, la Cittadino ha più volte chiesto ai vertici aziendali di puntare l’attenzione sulle dimissioni protette, percorsi agevolati e protetti per le fasce deboli con l’ausilio delle associazioni, con una delibera già pronta che riguardava le dimissioni seguite dall’azienda ospedaliera e dall’Asl con un percorso ad hoc. Dopo un reclamo dall’ordine dei medici, risalente circa a 3 anni fa, il tutto si è bloccato definitivamente. Tra le richieste avanzate dall’ex sindacalista anche le commissioni miste per gestire le emergenze al pronto soccorso ma anche in questo caso il tutto si è concluso con un nulla di fatto. «Non solo non è cambiato nulla ma possiamo dire che la situazione è addirittura peggiorata», ha poi aggiunto Margaret Cittadino. Il pronto soccorso del Ruggi ad oggi lamenta anche la mancanza di personale medico ed Oss mentre gli infermieri sarebbero nella “giusta quantità” costretti però ad assorbire il lavoro dei medici. «E’ una situazione che non vogliono affrontare come un problema di sistema», ha denunciato ancora l’ex sindacalista, secondo cui ad oggi non sarebbe stato risolto neanche il problema delle aggressioni al personale medico ed infermieristico, nonostante un esposto già fatto. Tante le problematiche da risolvere ed affrontare proprio come quella dei tempi di attesa, eccessivamente lunghi, senza contare che sempre più spesso i degenti sono costretti a restare in barella per diversi giorni, come accaduto nel caso di un giovane affetto da emorragia cerebrale, rimasto al pronto soccorso per due giorni – a detta della Cittadino – «ed io ad oggi non so nemmeno quanti posti letto sono stati ripristinati, dopo la chiusura estiva», ha poi aggiunto. Insomma, una serie di problematiche che ad oggi non solo non sembrano aver trovato alcuna soluzione ma che, come dichiarato anche dall’ex sindacalista ormai in pensione Margaret Cittadino sembrano peggiorare giorno dopo giorno mentre continuano a verificarsi aggressioni ai danni di medici e personale infermieristico, ritardi nelle dimissioni dei pazienti ricoverati al pronto soccorso ed una serie di problematiche già ampiamente discusse, nonostante le varie rassicurazioni da parte dei vertici dell’azienda ospedaliera universitaria Ruggi d’Aragona.

Botta e risposta tra il consigliere Celano e l’Azienda ospedaliera: «Clima di naturale frenetica attività, non confusione»

L’azienda ospedaliera universitaria Ruggi d’Aragona si difende dalle accuse lanciate dal consigliere di Forza Italia, Roberto Celano che ha definito indecenti le condizioni in cui versa il pronto soccorso del nosocomio locale. Il forzista ha richiesto infatti la convocazione di una riunione della commissione “Politiche Sociali” alla presenza anche del Direttore sanitario del Ruggi D’Aragona per verificare la criticità della sanità salernitana ed eventuali interventi necessari per rendere più umana la degenza dei malati abbandonati, talvolta per giorni, al nosocomio, oltre ad un intervento incisivo del sindaco Napoli a tutela della sanità salernitana di chi versa in condizioni di estrema difficoltà e di chi riceve servizi di primo soccorso in condizioni poco dignitose. Dai vertici aziendali però la replica non tarda ad arrivare. La direzione strategica infatti, precisa che ogni pronto soccorso vive un clima di naturale frenetica attività del personale, e non “confusione”, in considerazione delle urgenze a cui si deve dare immediata risposta nel più breve tempo possibile. Tra le accuse lanciate da Roberto Celano anche quella di decine e decine di degenti lasciati per giorni nei corridoi sulle barelle, in attesa che si liberino “posti” per essere collocati nei reparti di competenza, nel mentre familiari ed amici attendono, abbandonati per ore, notizie dei propri cari. In merito a ciò la direzione strategica del Ruggi ha precisato che i degenti in attesa di essere ricoverati restano sulle barelle nelle stanze del codice attribuito (rosso, giallo, verde) e sono continuamente monitorati dal personale in servizio. Mai le barelle hanno sostato nei corridoi che devono restare liberi per consentire anzitutto la velocità d’intervento nelle emergenze, ma anche il passaggio dei pazienti che necessitano di iter diagnostici. Secondo il consigliere azzurro, «le vergognose condizioni» in cui versa il pronto soccorso del nosocomio locale costringerebbero medici ed operatori a lavorare in condizione di estrema difficoltà, dovendo affrontare non solo le difficoltà logistiche ed organizzative indipendenti dalla loro professionalità, ma anche l’esasperazione di chi attende per ore ed assiste con giustificata impazienza alle condizioni poco dignitose cui sono costretti i degenti in attesa di essere mandati ai reparti. Per i vertici aziendali, invece, i familiari dei pazienti hanno un’ampia sala d’attesa dove attendono notizie che, puntualmente, arrivano non appena il medico che ha in carico il familiare ha le risposte diagnostiche per poter presentare il quadro completo. Ciò non toglie che, ogni qual volta sono state chieste informazioni, il personale del Triage ha sempre risposto educatamente e nei limiti delle sue competenze. I pazienti in osservazione non restano in c o n d i z i o n i “poco dignitose”: vengono aiutati in ogni loro necessità, anche fisiologica, dal personale di turno e a chi si trova al pronto soccorso in orario di pranzo o di cena viene consegnata una colazione a sacco, laddove il medico ritenga che il paziente può mangiare. “Al pronto soccorso del Plesso Ruggi si registrano mediamente 250 accessi giornalieri, con picchi di 300/350, cosa, questa, che se da un lato rende oneroso e stressante il lavoro dei medici e del personale tutto, dall’altro conferma la grande professionalità degli stessi e la qualità delle risposte ricevute dall’utenza”, aggiunge infine l’azienda ospedaliera universitaria.

Consiglia

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->