Ai bimbi autistici preferiscono i loro interessi

Scritto da , 29 ottobre 2018
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di Vincenzo Senatore

Difendono i loro interessi sulla pelle dei bambini autistici. Asl, Comune e Scuola vanno ognuno per conto proprio contravvenendo, di fatto, alle disposizioni della legge 134 del 2015 alla quale invece dicono di ispirarsi. L’Asl Salerno, di fatto, ha disatteso l’accordo sottoscritto a settembre con le famiglie perché nessun progetto globale è stato attuato mentre sul fronte del coordinamento unico con Comune e Scuola le cose vanno anche peggio. L’amministrazione ha aperto il bando per assegnare i voucher da spendere solo presso le cooperative accreditate mentre l’Ufficio Scolastico Regionale ha approvato, a inizio ottobre, le linee guida sull’autismo senza coinvolgere le famiglie e le associazioni e, soprattutto, senza prevedere alcuna forma di progetto di vita unico insieme ad Asl e Comune. In realtà qui a Salerno si va avanti per consuetudini consolidate piuttosto che per prescrizioni di legge. Un esempio? L’Asl, che secondo la normativa deve garantire l’assistenza con proprio personale, continua ad avvalersi dei centri accreditati (non previsti né dalla 134/2015 e nemmeno dalla 833/78) che, negli ultimi anni, hanno fatto grossi profitti grazie all’autismo facendosi pagare 44 euro per ogni ora di servizio fornito (ora dicono che la cifra sia scesa a 22 euro, ma come direbbe l’uomo della strada sempre soldi sono). Restando nell’orbita dell’Asl, secondo tre neuropsichiatri infantili “l’Azienda attraverso i suoi specialisti, stabilisce, a seguito della definizione del bisogno riabilitativo individuale (ma per l’autismo l’intervento è abilitativo, nda) il monte ore di trattamento Aba a carico della Servizio Sanitario Nazionale, prevedendo, a settimana, un massimo di 18 ore per soggetti nella fascia d’età 0-9 anni ed un massimo di 9 ore per i minori di fascia d’età 1018 anni”. E ancora. “(…) ogni equipe multidisciplinare può prevedere (anche) la prescrizione dell’Aba. (…) L’Azienda Sanitaria garantirà l’erogazione Aba a tutti i pazienti cui verrà prescritta tramite le risorse delle strutture accreditate, le equipe di personale dipendente e/o convenzionato e/o della short list in allestimento (…) istituzione di una short list di operatori Aba”. La short list, vale a dire un contenitore di esperti formati e certificati dall’Asl a cui dovrebbero attingere anche Comune e Scuola, ma come abbiamo visto non lo fanno, è stata rimandata dall’Azienda Sanitaria Locale di Salerno al dopo corso di formazione da 130 ore organizzato in seguito alle proteste di associazioni e genitori. Viene da chiedersi, però, se la logica del conformarsi alla legge abbia come obiettivo l’assistenza degli autistici o la tutela degli interessi degli intermediari. Intanto il caso autismo di Salerno è approdato all’attenzione del Governo grazie all’interrogazione presentata dal senatore Antonio Iannone, l’unico dei parlamentari salernitani ad interessarsi della vicenda (gli altri non si sa bene cosa facciano …), e nelle prossime ore arriveranno le prime risposte.

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