Aeroporto, Ilardi (Forza Italia): «Integrazione si, scippi no»

Scritto da , 12 Maggio 2019
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Aeroporto: integrazione si, scippi no. Il gruppo parlamentare di Forza Italia alla Camera dei Deputati presenterà, su iniziativa del candidato al Parlamento Europeo Ing. Antonio Ilardi, e su proposta degli onorevoli Enzo Fasano, Gigi Casciello e Marzia Ferraioli, due emendamenti finalizzati a consentire il reale sblocco dei lavori dell’Aeroporto di Salerno – Pontecagnano.

“Attraverso il primo emendamento – dichiara l’Ing. Antonio Ilardi – miriamo a risolvere una volta per tutte la questione dell’Aeroporto di Salerno-Pontecagnano, dando effettivamente avvio ai lavori di potenziamento della pista di volo, indipendentemente da ogni adempimento societario.

La stipula di un atto concessorio condizionato alla fusione con la Gesac, che è stato annunciato in queste ore dal Governo, anziché risolvere definitivamente la questione creerà, infatti, da qui in avanti, ulteriori impedimenti, rallentamenti e vincoli alla cantierizzazione delle opere.

Allo stesso tempo porrà l’Aeroporto nella condizione di non potere contrattare in maniera autorevole un adeguato piano di sviluppo che tuteli le comunità campane e della Basilicata a tutto vantaggio dei soli interessi privati della Gesac.

Esiste con questo atto ed in assenza di garanzie reali, il concreto rischio che Gesac scarichi su Salerno solo il traffico residuale e marginale di Capodichino e non quello che serve al nostro turismo e alle nostre comunità.

Siamo, quindi, favorevoli all’integrazione operativa tra gli scali di Salerno e di Napoli ma occorrono precise garanzie in termini di traffico ed investimenti del soggetto gestore, che non intravediamo negli atti fin qui adottati e su cui saremo estremamente vigili a tutela degli interessi dei cittadini”.

“Intendiamo, infine, con il secondo emendamento fare giustizia di una anomalia che ha costretto la società di gestione salernitana a sostenere da venti anni i costi del servizio antincendio aeroportuale, che in tutti gli altri aeroporti e’ a diretto carico dello Stato, appesantendo i bilanci di oneri impropri per oltre 500.000,00 euro annui”.

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