«Adinolfi e tutta la destra dimenticano che siamo cittadini come tutti»

Scritto da , 27 aprile 2018
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Brigida Vicinanza

L’arcigay di Salerno passa al contrattacco. Il presidente Francesco Napoli prova a difendersi dalle polemiche, trovando una spalla forte come quella del Comune di Salerno, tra cui gli assessori Giordano e Falcon: «Forse Adinolfi e gli esponenti della Lega dimenticano che siamo tutte e tutti cittadini e che dunque i soldi pubblici devono essere a buon diritto utilizzati per tutte e tutti, compresa la comunità Lgbti e tutta la rete di soggetti che daranno vita al Pride – ha sottolineato Napoli – a meno che Adinolfi e Company non ritengano che ci siano cittadini e manifestazioni di serie A e cittadini e manifestazioni di serie B -. Il fatto poi che il Pride di Salerno raccolga intorno ai temi dei diritti un’ampia platea di questioni non significa voler rendere più educato il Pride stesso, ma rivendicare e rendere chiaro che non esistono diritti più importanti di altri. Un diritto in più per un operaio salernitano è un diritto in più anche per me che non lo sono, ma pretendo che lo abbia. Faccio questo esempio perché il SalernoPride2018 sarà anche il momento conclusivo di un itinerario che abbiamo costruito insieme ad una platea ampia di soggetti e che ha avuto già il suo primo momento nella ricorrenza del 25 aprile, dove eravamo tutti insieme in piazza per dire no ad ogni forma di fascismo e razzismo – ha chiosato il Presidente Arcigay Salerno. Dunque, polemiche come sempre strumentali, indispensabili ad Adinolfi e a pochi altri per avere briciole di visibilità e serrare le fila delle sparute pattuglie che li seguono. Il Pride a Salerno si farà, con l’aiuto e il contributo di una immensa, festosa e sana, comunità di donne e uomini. Non sarà un Pride contro qualcuno, che esclude qualcuno come vogliono fare Adinolfi e la Lega, ma sarà una festa che unisce». Sulla stessa linea l’assessore alle politiche giovanili Mariarita Giordano: «Si sottolinea qualcosa che non c’è: nessuna sfilata carnevalesca ma solo l’aggregazione di un gruppo di persone. L’occasione, però, mi fa tornare in mente l’episodio del 2006 allorquando qualche esponente parlamentare di destra si vestì da sposa e venne al Comune criticò Pacs e Dico. Quella sì che fu una scena carnevalesca. Strumentalizzare gli eventi negando la realtà non è un atteggiamento che premia». E anche l’assessore alle pari opportunità Gaetana Falcone scende in campo: «Siamo per il rispetto di tutte le comunità e finanziamo tutti gli eventi senza distinzione, come Comune abbiamo aderito alla rete contro la discriminazione e chiediamo che ci sia rispetto per tutti».

Gaypride, la Lega chiama in “aiuto” la Chiesa e il centrodestra

“Il comune di Salerno senza interpellare nessuno elargirà un contributo di 2.500 euro per il gay pride, manifestazione di sapore carnevalesco, che sfilerà per le strade della città nelle prossime settimane mettendo alla berlina chi vive in modo legittimo la propria sessualità, di qualsiasi tipo sia, con rispetto e dignità, nel proprio privato”. La Lega salernitana scende in campo contro il Gaypride che si terrà a Salerno e chiama in “aiuto” la Chiesa. Una polemica scoppiata all’indomani della delibera pubblicata dal Comune di Salerno che sottolinea il piccolo contributo dato alla manifestazione. Ma tutta la destra salernitana non ci sta e scoppia la bufera su Palazzo di Città, e soprattutto sulla manifestazione. “Ribadiamo ancora una volta che i soldi pubblici debbono essere utilizzati per dare servizi ai cittadini – scrivono Cristian Santoro, Mariano Falcone e Giuseppe Zitarosa – e per le famiglie in difficoltà così come ribadiamo che quelli che sono i diritti naturali e fondamentali delle famiglie vanno difesi gridando forte il nostro No a quelle che sono definite unioni civili, alle adozioni di bambini da parte di coppie gay ed ha qualsiasi tipo di teoria gender. Invitiamo le autorità ecclesiastiche, le forze politiche del centro destra, le associazioni in difesa della vita e della famiglia, le autorità e le associazioni cattoliche a prendere una posizione netta e chiara ribadendo che non siamo contrari al diritto di manifestare e di esporre le proprie idee ma siamo contrari all’utilizzo di soldi pubblici per una sfilata carnevalesca in pieno giorno con espliciti richiami sessuali dal gusto scandalistico e provocatorio”. Una polemica che adesso sta dividendo anche i salernitani sulla questione.

Castellana: «Una qualsiasi sagra è finanziata di più dal Comune di Salerno»

“Una sagra qualsiasi è finanziata di più”. Queste le parole di Martina Castellana, dopo la polemica sul Salernopride. La responsabile del Consultorio Dig infatti, non ci sta e non le manda a dire. “Il pride è espressione dell’anima e della libertà dei diritti perché chiuderlo in un recinto? Perché forse il senso di libertà fa paura? – sottolinea – è anche una prova generale contro l’omofobia. Questi atteggiamenti l’avallano. Meglio un omosessuale vero che un finto eterosessuale.Nell’era digitale, rapporti etero sono più virtuali di quanto non siano reali i rapporti omosessuali. Come responsabile del consultorio Dig (disforia di genere) mi piacerebbe che i genitori di ragazzi accompagnassero i propri figli per sorridere alla vita è al senso vero di famiglia, con loro”.

Cammarota: «Manifestazione che divide, di cattivo gusto»

Tutto il centrodestra salernitano è contro il gaypride che si terrà a Salerno, ma più di tutto contro il contributo stanziato dal Comune di Salerno affinchè la manifestazione si svolga nel migliore dei modi. A partire dagli stessi consiglieri di opposizione di Palazzo di Città. “Siamo sempre stati, come la maggior parte dei salernitani, contro ogni discriminazione per inclinazioni sessuali o il colore della pelle, le persone si distinguono tra quelle per bene o meno. Ma il Gay Pride è un’altra cosa, e la decisione della Giunta di concedere il centro di Salerno e il patrocinio con contributi pubblici, merita una riflessione”. “L’ansia modernista e progressista di questa giunta leggera produce solo guasti”, afferma Cammarota, “perché non è il carnevale di Rio o la fanfara dei Bersaglieri, ma un evento obiettivamente divisivo”. “Dunque, conclude Cammarota, “si faccia pure il Gay Pride ma in un luogo dedicato, senza imporre il corteo a tutta la città e alla sua sensibilità”. A scendere in campo anche Forza Italia: “Non si utilizzi denaro pubblico per sponsorizzare le esternazioni dell’orgoglio omosessuale, una manifestazione lontana dall’apparire a difesa dei diritti civili e che, si tramuta in provocazioni volgari e di cattivo gusto”.

Il senatore Iannone (FdI): «No ad iniziative ideologiche solo del Comune»

Fratelli d’Italia contro lo stanziamento di fondi pubblici a sostegno del Gaypride organizzato a Salerno. Sulla questione, che sta suscitando non poche polemiche, è intervenuto il portavoce provinciale del partito, Imma Vietri. «Ancora una volta l’amministrazione salernitana a guida Pd – commenta Imma Vietri – con prepotenza intraprende azioni senza tener conto della volontà dei cittadini stanziando con delibera di giunta un importo di 2500 euro e dimenticando che notoriamente eventi del genere comportano rischi in termini di ordine pubblico. Oggi si è creato un precedente, mi auguro che altrettanto sostegno finanziario venga dato ad iniziative dedicate alla centralità della famiglia tradizionale, quella composta da un uomo e una donna, di cui saremo i promotori e ad altrettante iniziative proposte da diverse associazioni presenti sul territorio». Il portavoce cittadino di Fratelli d’Italia Elena Criscuolo, intanto ha sottolineato come il contributo stanziato per la manifestazione poteva essere destinato alla risoluzione di problemi maggiormente prioritari. «2.500 euro per il Gay Pride a Salerno – dichiara Elena Criscuolo – pur costituendo un piccolo contributo, essendo soldi dei cittadini, pesano tanto per la collettività salernitana che fa i conti ogni giorno con tributi locali tra i più elevati d’Italia, tra mille disservizi e disagi quotidiani. Nulla contro il Gay Pride, ma in un momento così difficile per l’economia del paese, il Comune dovrebbe mostrare più rispetto per i soldi dei cittadini». Il senatore di Fratelli d’Italia, Antonio Iannone, ha invece sottolineato: “Le Istituzioni dovrebbero appartenere ai cittadini e non ai partiti. L’amministrazione comunale di Salerno, in perfetta linea con il Partito democratico nazionale, si preoccupa di patrocinare e finanziare un’iniziativa ideologica al posto di pensare a governare il reale. La città sta sprofondando nelle difficoltà sociali, mancano lavoro e sicurezza, il territorio è in preda agli immigrati, l’igiene e il decoro urbano sono una chimera. Insomma a Salerno i diritti sono negati a tutti i cittadini che, peraltro, pagano le tasse locali più elevate d’Italia. Le stelle stanno a guardare mentre si attende la passerella della Senatrice del Pd Monica Cirinnà”.

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