Ad un mese dalla scomparsa di Gelsomina Mimma Menna Criscuoli

Scritto da , 4 Marzo 2020
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“Vita mortuorum in memoria est posita vivorum”. E’ il Cicerone delle Filippiche che ci ricorda di sforzarsi di dare valore, in particolare alle esperienze più dolorose. Trascorso un primo lungo e drammatico periodo che racchiudiamo nel mese, nel corso del quale si comincia ad integrare la morte della persona e a fare i conti con la sua assenza, si deve uscire dalla propria sofferenza per muoversi con risolutezza verso un impegno che trasformi il legame con chi si è perso solo fisicamente, in disponibilità ed impegno nei confronti degli altri, riprendendo il proprio ruolo nella società, agendo anche in nome della persona che non si ha più accanto. Non si tratta tanto di dare senso alla propria sofferenza, perché il significato lo acquisisce proprio come reazione e segno profondo del legame che resiste nel tempo, nel ricordo, ma di riaffermare il valore e l’insegnamento del nostro caro, in  responsabilità, in impegno che ci permette di allargare lo sguardo, portando quella visione ora solo interiore, nel mondo, e porre a semina, l’ “eredità” di cui siamo depositari. Il compito del laico è questo, certamente un carco gravoso, che, solo in parte è alleggerito al credente, il quale, invece, ha già trasformato il passaggio in rinascita. Ad un mese dalla scomparsa di Gelsomina “Mimma” Criscuoli, ci ritroveremo a ricordare la sua figura umanissima e materna, questa sera, alle ore 18, nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù  in Piazza Vittorio Veneto, unitamente ai figli, Gemma, Rosa e Luigi unitamente ai nipoti Renato e MariaGiovanna, stringendo in un forte abbraccio la famiglia tutta. (o.c.)

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