Accusò gli arbitri di aver rubato ciabatte e asciugamani, squalificato l’ex Baratta

 

Sei mesi di squalifica a Silvio Baratta (ex dirigente addetto agli arbitri) e cinquemila euro di ammenda. Medesima sanzione pecuniaria comminata anche alla Salernitana. Il Tribunale Federale s’è pronunciato sul deferimento dell’11 maggio in cui sono coinvolti anche i magazzinieri Gerardo Salvucci e Agostino Palladino. Ieri la giustizia sportiva ha fatto luce sul post partita di Salernitana-Novara, punendo Baratta con la squalifica. Ecco alcuni stralci della ricostruzione che poi ha portato alle sanzioni: «Il deferimento del Procuratore è dell’11 maggio. Si contesta a Baratta, in qualità di addetto all’arbitro, la telefonata al signor Aleandro Di Paolo, arbitro della gara Salernitana-Novara». La telefonata, effettuata il 20 novembre 2015, cinque giorni dopo la partita. E di che parla Baratta? Di asciugamani e ciabatte per la doccia. «Fa presente a Di Paolo – si legge nel dispositivo – che sono spariti dagli spogliatoi riservati alla quaterna arbitrale due asciugamani e due paia di ciabatte. Lo invita a sentire i collaboratori perché per i suoi trascorsi di arbitro era a conoscenza che i quarti ufficiali di Lega Pro e gli assistenti neo immessi non sapevano comportarsi».

Silvio Baratta. Crea in qualche modo un collegamento – lo scrive la giustizia sportiva – tra gli asciugamani e un presunto dossier sui torti arbitrali.  Dice di «aver dissuaso i signori Marco Mezzaroma e Angelo Fabiani«, rispettivamente co-patron e ds granata, «dal preparare un dossier per Stefano Farina, designatore degli arbitri, riguardo a presunti torti ricevuti».

Il deferito Baratta ha ammesso di aver telefonato all’arbitro Di Paolo. L’assistente Stefano Del Giovane e il quarto uomo Andrea Morreale hanno escluso d’essersi appropriati di oggetti, l’osservatore arbitrale designato non avrebbe notato nulla di strano. Mezzaroma e Fabiani hanno escluso di essere a conoscenza della sparizione del materiale, hanno escluso di aver autorizzato telefonate e di aver preparato dossier. I magazzinieri Salvucci e Palladino gli unici a parlare di materiale sparito. La sparizione non è oggetto del deferimento ma è strano – scrive la Disciplinare – che Salvucci dichiari di essere responsabile del materiale ma si limiti a parlarne con Palladino e poi con Baratta che non ricopre incarichi amministrativi. Baratta ne parlò con Di Paolo lasciando velatamente trapelare che la cosa non sarebbe andata avanti solo grazie alla sua intercessione. Violati così i principi di lealtà, correttezza e probità».

non sarebbe andata avanti solo grazie alla sua intercessione. Violati così i principi di lealtà, correttezza e probità».