Accorpamento reparti e meno posti letto I sindacati sul piede di guerra

Scritto da , 2 giugno 2018
image_pdfimage_print

Erika Noschese

L’accorpamento dei reparti di ematologia ed oncologia, con la conseguente riduzione dei posti letto ha messo sul piede di guerra le sigle sindacali di Salerno che si dicono pronte, ancora una volta, a far valere i diritti dei malati. L’accorpamento è già avvenuto nella giornata di ieri mentre resta ancora da chiarire se la riduzione dei posti letto da 7+1 in aggiunta a due riguarda il reparto di oncologia o il day hospital. «A noi è stato riferito di uno spostamento dei laboratori non della riduzione dei posti letto», ha spiegato il dottor Bruno della Cisl Medici di Salerno. Stando a quanto trapelato fino ad ora, la scelta della direzione prevedeva il trasferimento dei reparti dalla torre cardiologica al plesso ospedaliero per via di alcuni lavori di ristrutturazione per mettere in piedi, finalmente, la fecondazione assistita, ancora non partita proprio per via della mancanza di spazi adeguati. A quanto pare, però, si parla ora anche di riduzione di posti letto che potrebbero però riguardare il day hospital e dunque non posti letto fisici «se così fosse mi sta bene perchè dà l’opportunità di dare inizio anche all’altra struttura ma se si tratta della riduzione dei posti letto all’interno dei reparti ci vedrà sulle barricate», ha poi aggiunto il referente della Cisl Medici. Della stessa opinione anche Margaret Cittadino, storica sindacalista salernitana della Cgil: «Ematologia ed oncologia insieme non possono andare perchè i pazienti ematologici, essendo immunodepressi, possono essere soggetti a qualsiasi infezione ma di ufficiale, al momento non c’è niente». Dal Ruggi, si parla, per il momento, del trasferimento dell’ambulatorio di ematologia dalla Torre cardiologica mentre il laboratorio di oncologia è rimasto al piano rialzato dove i posto sono pochi. Si paventa l’ipotesi di un trasferimento al terzo piano, attualmente vuoto, ma destinato alla Bref che, essendo sprovvista di posti letto, utilizza quelli della chirurgia generale. «Nella nostra provincia c’è sete di posti, soprattutto per pazienti neoplastici e privare Salerno, punto di riferimento provinciale in quanto di altà specialità, non ci fa fare una bella figura», ha dichiarato il dottor Mario Polichetti della Fials provinciale che vorrebbe invece un incremento dell’offerta sanitaria non solo nei settori critici come l’oncologia, cardiologia, oncologia oncologica ma «se continuiamo così la nostra provincia e la nostra regione saranno senza assistenza sanitaria perchè se la conferenza Stato-regione porterebbe a non rimborsare le prestazioni fatte presso i nostri corregionali significherebbe che noi campani dovremmo pagarci le prestazioni sanitarie fatte in altre regioni», ha aggiunto Polichetti che invita la Regione Campania a smetterla con questa politica dei tagli. Del resto, a Salerno si prova a privare, per effetto di una spending review, i salernitani di assistenza in settori importanti per poi avere due cardio-chirurgie e «mi sembra che questa differenza debba essere fatta», spiega ancora il sindacalista della Fials. «Sono esigenze funzionali che non possono essere condivisibili perchè sono le parti importanti che – dichiara invece Francesco Marino della Cisl Medici – in un’azienda ospedaliera universitaria dovrebbero avere degli spazi. Non sono d’accordo sull’accorpamento dei reparti». Insomma, i sindacati sono pronti a fare battaglie per evitare una riduzione dei posti letto che, almeno per il momento, non vede alcuna comunicazione ufficiale. Di certo, invece, c’è la chiusura, prevista per oggi e domani, degli ambulatori di terapia anticoagulante orale per chi è in cura coumadin.

Consiglia

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->