Accademia italiana, realtà prestigiosa e guida autorevole da circa 24 anni

Scritto da , 17 Ottobre 2021
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Quando si dice “cominciamo dall’Abc” ovvero iniziamo dall’alfabeto, matrice originale della lingua. È da qui che parte Francesca Romana Memoli, fondatrice dell’Accademia Italiana situata nel cuore della città di Salerno, quando accoglie i visitatori desiderosi d’imparare l’italiano. A 24 anni dalla sua istituzione, l’autorevole ateneo riceve richieste da tutto il mondo. Già dal 2008, Francesca e il suo team d’insegnanti, hanno ricevuto la delega ufficiale, sotto forma di onorificenza da parte del Comune di Salerno in qualità di ambasciatori culturali della città. Un organismo coeso e tenuto insieme dalla fierezza quasi provocatoria verso chi ancora oggi, si dimostra riluttante rispetto al compimento della dinamica multiculturale nella nostra città. L’internazionalizzazione della cultura a Salerno è un processo che aprirà i cittadini a nuove frontiere del sapere. In che modo la sua Accademia partecipa a tale fenomeno? “L’Accademia italiana Salerno nasce nel 1997, spesso i cenni storici sono significativi a spiegare la trama sottostante. Io ne sono la fondatrice e con grande coraggio e spirito d’iniziativa decisi di gettare l’ancora per realizzare un progetto che poi si è dimostrato costantemente in divenire. Se allora, nei primi anni duemila mi veniva chiesto quali fossero i presupposti per un’impresa simile, specie per la nostra città, oggi il corso degli eventi rende il coordinamento dell’Accademia altrettanto una sfida quotidiana. Anche le ripercussioni determinate dal Covid-19 non fanno che complicare il nostro disegno di accoglienza turistica. In verità l’Accademia può, nonostante tutto, vantare di una solida impalcatura su cui poggiare. Disponiamo di una struttura meravigliosa, un team di insegnanti animati da una comunità d’intenti verso la diffusione della lingua e soprattutto di viaggiatori disposti ad intraprendere l’avventura “local-sensazionale delle nostre offerte”. Quali sono gli stereotipi dello straniero che spesso ostacolano un sano confronto sociale? “La crescita del capitale culturale si sta avverando grazie al crollo del pensiero fatto di preconcetti. Spesso le perle della regione vivono il confronto con le città del Nord, basta pensare alla modernità di Milano, l’ecletticismo fiorentino, l’alterità di Roma eppure l’estetica di Salerno è in grado di reggere tale paragone. Solo restituendo un’identità spontanea e accogliente alla città si potrà ottenere il respiro turistico, ma soprattutto accademico che meritano i cittadini”. L’Accademia italiana può essere rappresentata come un quartier generale per i visitatori della città di Salerno. A quali persone viene prestata particolare attenzione? “Dopo 25 anni di attività, l’archivio delle esperienze ma soprattutto dei traguardi raggiunti dall’Accademia ci colma di soddisfazione. Lo scenario rispetto ai primissimi tempi è completamente differente. Abbiamo inglobato nuove prospettive e socializzato con viaggiatori di tutto il mondo. La realtà cambia se sono le persone a cambiare e questa è la considerazione che rivolgo in generale sulla città di Salerno. Il nostro slogan è il principio di significazione della didattica che offriamo, ovvero:” We turn your travel to Italy into an Italian experience”(“Trasformiamo il vostro viaggio in Italia in una esperienza italiana”). La lingua italiana, apparentemente macchinosa e intricata è in realtà intuitiva e immaginale. Per questo motivo i corsi proposti vengono associati a workshops di ogni tipo, dalla cucina italiana all’enogastronomia in Costiera amalfitana, corsi Junior destinati ai giovani visitatori e tanto altro ancora. Fare sistema risulta un’opera d’artigianato folcloristico, dove ogni tassello che compone il mosaico salernitano prende parte nell’insieme dell’esperienza che vogliamo regalare ai visitatori. In più, il tutto è sempre più delle singole parti e negli anni abbiamo accumulato una posizione di prestigio che fa da calco quando vengono impostati dei progetti futuri. Vogliamo filtrare un messaggio e in primis rivolgerci ai concittadini: la cultura è un bene immateriale di primo ordine di cui Salerno può esserne il suo prediletto rappresentante”.

Andrea Orza

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