A cinquant’anni dal varo dello Statuto dei lavoratori

Scritto da , 21 Maggio 2020
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Il convegno che principierà questa mattina, a partire dalle ore 11,30, sulla piattaforma www.Statutodeilavoratori50.it, è organizzato dalle fondazioni Di Vittorio, Pastore e Buozzi in collaborazione con il Comitato per gli anniversari di interesse nazionale della Presidenza del Consiglio

Passato e futuro del lavoro a 50anni dal varo dello Statuto dei lavoratori. Quest’oggi un convegno istituzionale, una mostra multimediale sugli anni Sessanta e un seminario di studi sul lavoro del futuro in occasione del cinquantesimo anniversario dello Statuto. Per celebrare i 50 anni dello Statuto dei lavoratori – la legge 300 fu infatti pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 20 maggio 1970 – I segretari generale di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo interverranno il 20 maggio dalle ore 11.30 al convegno online dedicato al cinquantesimo anniversario dello Statuto dei lavoratori. Il convegno è organizzato dalle fondazioni Di Vittorio, Pastore e Buozzi in collaborazione con il Comitato per gli anniversari di interesse nazionale della Presidenza del Consiglio. Il saluto di apertura sarà del Presidente della Camera, Roberto Fico. L’intervento storico introduttivo sarà svolto dalla professoressa Silvana Sciarra, giudice della Corte Costituzionale, che fu allieva di Gino Giugni, il giurista che affiancò i ministri del lavoro Giacomo Brodolini e Carlo Donat-Cattin nell’elaborazione e nel dibattito parlamentare che portò all’approvazione e al varo il 20 maggio 1970 della legge 300. È previsto un intervento del Presidente del Cnel Tiziano Treu. Il convegno potrà essere seguito sulla piattaforma“www.Statutodeilavoratori50.it”. Sulla stessa piattaforma potrà essere visitata, a partire dal 20 maggio, la mostra multimediale dedicata al racconto dei principali eventi degli anni Sessanta che portarono, dopo l’Autunno caldo, al varo dello Statuto. Il ricco materiale visivo e la documentazione della mostra potranno essere implementati dai visitatori con video, fotografie e manifesti d’epoca oltre che con testimonianze personali di interesse storico. Sempre a cura delle fondazioni organizzatrici, nel pomeriggio di oggi, a partire dalle ore 14.30 si potrà partecipare sulla piattaforma “www.Illavorodelfuturo.com” al seminario di studi live dedicato al tema “Il lavoro del futuro, oltre la pandemia”. Con lo speaker Alberto Mattiello, studiosi, manager, imprenditori ed esperti di innovazione tecnologica parleranno delle trasformazioni in atto nel mondo del lavoro, soprattutto ora che la pandemia costringerà le imprese ad accelerare drammaticamente i tempi della rivoluzione digitale con riflessi di enorme importanza sullo sviluppo delle relazioni sociali e sui cambiamenti organizzativi nel mondo del lavoro. Il portale “www.Illavorodelfuturo.com” diverrà successivamente un permanente laboratorio di studi. Lo Statuto dei lavoratori, a distanza di mezzo secolo dalla sua approvazione, rappresenta tutt’ora lo scheletro giuridico che disciplina i rapporti tra lavoratori e imprese, a dimostrazione della lungimiranza delle forze politiche che vollero approvarla sotto la guida di Gino Giugni. Per noi resta una sorta di Costituzione di secondo rango che dà piena e organica attuazione ai diritti sociali sanciti dalla Costituzione repubblicana. La legge 300 fu il culmine di un movimento sociale che aveva visto qualche anno primo lavoratori e studenti marciare insieme per un paese più giusto e, proprio in quanto espressione delle forze progressive, incontrò sul suo cammino resistenze e tentennamenti. Mentre il paese piombava nella stagione buia del terrorismo e della strategia della tensione e nelle città risuonava l’eco delle bombe il movimento sindacale italiano, con lo Statuto dei lavoratori, seppe guardare avanti rifondando su una più ampia base sociale il patto repubblicano del ’48 e aprendo al contempo una feconda stagione di riforme che di lì a poco avrebbe cambiato profondamente il volto della società italiana. Nonostante i ripetuti tentativi, a volte riusciti, a volte sventati, di manomettere e stravolgere il senso di questa legge fondamentale, lo Statuto dei lavoratori si conferma ancora baluardo di diritti e di democrazia. È per questo che, seppure con le inedite costrizioni imposte dalla pandemia, si deve celebrare questo appuntamento per ricordare che i diritti non vanno mai dati per acquisiti, ma sono una conquista da rinnovare quotidianamente. Oggi, mentre il paese è alle prese con le lacerazioni provocate al tessuto economico e sociale di questo stop forzato e nella società il disagio rischia di degenerare in rabbia, ribadire l’importanza dello Statuto dei lavoratori assume il significato di un monito a quanti pensano di riproporre in nome dell’emergenza vecchie ricette che, nell’attuale contesto, finirebbero per allargare le disuguaglianze sociali. Questo è il momento della coesione e dell’unità. Dalla crisi si esce con la consapevolezza che ciascuno è parte di un destino comune e che nessuno può salvarsi da solo. In tal senso, ricordare oggi le conquiste sociali del passato deve essere uno sprono per immaginare nuove e più avanzate conquiste per il futuro del movimento dei lavoratori, con strumenti e diritti adeguati ai tempi, per ampliare la coperta dei diritti e della rappresentanza a chi oggi non ha né diritti, né voce. (o.c.)

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