Matrimoni, De Luca cambia idea Ora niente limite di invitati

di Monica De Santis

Marcia indietro di Vincenzo De Luca per quanto concerne le nuove disposizioni in merito ai matrimonio e gli altri ricevimenti. Marcia indietro avvenuta dopo l’incontro di ieri a Palazzo Santa Lucia, con l’Unità di Crisi e i rappresentanti del comparto wedding, i quali hanno segnalato la grave crisi del settore e gli ulteriori danni che l’ordinanza dei giorni scorsi poteva causare. Così De Luca ha annunciato un nuovo protocollo di sicurezza, in relazione alle cerimonie, che sarà più rigoroso e nel contempo darà la possibilità di svolgere le stesse nel mese di ottobre compatibilmente con la situazione epidemiologica della Campania. Il Governatore ha rivisto la sua decisione dopo che un numero considerevole di cerimonie di nozze si sta spostando fuori Campania creando un danno economico non da poco, e al tempo stesso anche un danno sanitario, relativo alla mobilità e alla carenza di controlli. Le associazioni di categoria hanno fatto notare al presidente il rischio per gli stagionali rispetto al conseguimento degli ammortizzatori sociali. Così alla luce di questi fatti si è deciso di consentire con forme di controllo più rigorose rispetto al precedente protocollo, l’organizzazione delle cerimonie di matrimonio senza dare al momento alcuna scadenza, se non quella di un esame periodico, ogni 15 giorni con i rappresentanti del comparto, della situazione epidemiologica. Nella giornata di domani sarà emanata una ordinanza ad hoc, nella quale verrà disposto, tra l’altro, che per ogni cerimonia, gli organizzatori dovranno fornire obbligatoriamente le generalità di due responsabili, uno per le cucine, uno per le sale. Ogni cerimonia dovrà inoltre essere segnalata in anticipo all’Unità di Crisi, che a sua volta informerà le forze dell’ordine per poter effettuare controlli sull’osservanza dei protocolli già esistenti. A margine della riunione, con un forte richiamo al senso di responsabilità di tutti, si è discusso anche degli assembramenti notturni. I luoghi di aggregazione della movida, in tutta la regione, saranno ancora di più monitorati in questo fine settimana prima di ulteriori drastiche decisioni.

REGIONE TROPPO FRAGILE. Sul tema dell’emergenza Covid il Governatore è poi tornato a parlare nella consueta diretta del venerdì. “Ho domandato agli epidemiologi perchè c’è stato questo aumento dei contagi in Campania. La prima valutazione che mi hanno proposto è che nel momento in cui da maggio abbiamo aperto tutto in Italia, la Campania diventa la regione più fragile per una ragione oggettiva, perchè siamo quella con la densità abitativa più alta d’Italia. Altro elemento è che le regioni del nord, in particolare la Lombardia sono uscite dall’emergenza pesante, molto più tardi rispetto alla Campania. Avranno quindi un ritardo di contagio nella ripresa autunnale. Terzo motivo è che noi facciamo in Campania uno screening molto più ampio di quello che prescrive il ministero della Salute. Noi abbiamo ricostruito la catena dei contatti non solo sui familiari, ma anche sugli amici, sui contatti episodici, sui colleghi di lavoro. Anche negli ospedali facciamo dei controlli molto più ampi, su tutti quelli che entrano negli ospedali. Noi dovremmo depurare il dato che diamo al ministero, del 25%”.

COMPORTAMENTI IRRESPONSABILI “Una foto che ritrae gli alunni di un liceo di Salerno riuniti in capannelli e senza mascherine. E il video di una festa al centro storico di Napoli, questi sono comportamenti irresponsabili ha detto ancora De Luca – Dopo l’estate, c’è stato il dilagare di comportamenti irresponsabili come se si fosse diffusa l’idea che il Covid non esistesse più. C’è stata l’apertura dell’anno scolastico e si va verso il periodo dell’epidemia influenzale. Due elementi che devono rappresentare una preoccupazione in più e che ci devono suggerire di tornare ad avere comportamenti responsabili altrimenti il problema diventa serio. Capiamoci bene se abbiamo gli assembramenti davanti alle scuole e ci sono centinaia di ragazzi senza mascherine, tra due settimane cominceremo a registrare le conseguenze di questi comportamenti. In occasione della festa al centro storico di Napoli abbiamo trovato 30 positivi tra i ragazzi che hanno partecipato a quell’evento. All’Asl Napoli 1 è toccata la ricostruzione dei contatti, oltre un centinaio. Urgono – ha concluso – comportamenti rigorosi come a febbraio, marzo e aprile altrimenti ci facciamo male”