Calciomercato, le ultime novità in casa granata

Si conclude con gli acquisti dei difensori Gagliolo, Ranieri e Delli Carri e della punta Vergani il mercato della Salernitana. Dopo aver ufficializzato le operazioni Delli Carri e Vergani, già chiuse nella giornata di lunedì, la Salernitana si è concentrata sugli obiettivi in difesa. Il club granata ha riallacciato il discorso con la Fiorentina per il prestito di Ranieri che, a differenza di un anno fa, ha accettato il trasferimento alla corte di Castori. Più complesso definire l’affare Gagliolo, sul punto di saltare nel primo pomeriggio e decollato ad un paio d’ore dal gong. L’italo-svedese è stato prelevato dal Parma a titolo definitivo ed ha firmato un biennale con opzione per il terzo anno. La Salernitana avrebbe voluto ingaggiare anche un’altra punta ma dopo aver bloccato Gerson Rodrigues già nelle prime ore del mattino, la situazione si è progressivamente complicata con l’affare che si è arenato proprio a pochi secondi dalla fine del mercato. Un contrattempo che ha costretto la Salernitana a virare su Cedric Gondo. L’ivoriano ha rescisso l’accordo che lo legava alla Lazio e nelle prossime ore firmerà per la Salernitana, aggirando la normativa introdotta con il trust che vieta trattative dirette tra la Lazio e la società granata. Stesso discorso per il centrocampista Mattia Viviani che è bloccato da tempo dalla Salernitana e, come svincolato, ha la facoltà di firmare anche nei prossimi giorni.




Lungomare cittadino, Michele Sarno: “lo specchio di una città abbandonata”

“Il lungomare cittadino è lo specchio di una città in decadenza, abbandonata a sé stessa”. Lo ha dichiarato l’avvocato Michele Sarno, candidato sindaco per la città di Salerno dopo la fotografia scattata dai cittadini salernitani che evidenziano come, uno dei luoghi simbolo del capoluogo, sia totalmente in decadenza. “Solo pochi giorni fa, le cronache cittadine hanno raccontato di tende sistemate nelle aiuole, oggi raccontiamo ancora – dopo mesi – la completa assenza di servizi pubblici – ha dichiarato il candidato sindaco Michele Sarno – Ancora oggi facciamo i conti con uno scenario degradante: la maggior parte delle panchine sono distrutte, aiuole non curate. Manca la manutenzione ordinaria, eppure si continua a parlare di Salerno città europea”. Inoltre, è necessario ricordare che per i bagni pubblici sono stati concessi anche dei finanziamenti pubblici: “paghiamo le tasse più alte d’Italia per servizi inesistente e inaccessibili, occorre cambiare la gestione del potere e, soprattutto, mai come in questa fase è necessario sfruttare al meglio le risorse, rendere ogni luogo di questa città accessibile a tutti, senza alcuna distinzione”, ha ribadito ancora l’avvocato Sarno.



Simona Libera Scocozza presenta la sua alternativa a Napoli

di Erika Noschese

Politiche giovanili, acqua pubblica come diritto umano, tematiche ambientali e animaliste. Verte su questi temi il programma elettorale di Simona Libera Scocozza, candidata sindaca sostenuta dalla civica Attivisti per Salerno, ConSensoCivico e Terra Libera. Parte del programma elettorale della coalizione della Scocozza è infatti destinata agli animali: tra i candidati, ha rivelato, vi è anche un’attivista, molto nota in città. Intanto, è quasi tutto pronto per la presentazione delle liste, mancano solo i provvedimenti burocratici previsti per legge e poi si darà ufficialmente il via alla campagna elettorale che andrà avanti per poco meno di trenta giorni, considerando il silenzio elettorale a 48 ore dal voto. Simona Libera Scocozza, tre liste civiche a suo sostegno. Mancano pochi giorni alla presentazione delle liste, a che punto è? “Ovviamente, stiamo terminando la documentazione necessaria per presentare le liste. Sono giorni impegnativi”. Con la presentazione delle liste inizierà anche la campagna elettorale e la presentazione del programma elettorale. Come può riassumerlo? “I punti principali del mio programma elettorale sono: le politiche giovanili con la creazione degli spazi per gli studenti; l’emergenza covid ha evidenziato come la necessità di spazi dotati di connessione wifi sia necessaria per i giovani e per le loro attività così come prevediamo l’istituzione della consulta cittadina degli studenti come ulteriore forma di partecipazione dei giovani. Poi, la creazione di spazi sociali dove i giovani possano incontrarsi per le loro attività. Punto cardine del nostro programma è l’acqua pubblica, la modifica dello statuto comunale con il riconoscimento dell’accesso all’acqua come diritto umano nonché una serie di attività legate al controllo della ristrutturazione della rete idrica perché la maggior parte dell’acqua viene perduta attraverso le condotte che sono colabrodi. Per quanto riguarda le tematiche ambientali, invece, la riduzione della Tari; incentivi per la raccolta differenziata se fatta bene e, tra gli altri punti, lo stop al consumo del suolo e la rigenerazione urbana; la mobilità sostenibile ma considerando tutte le zone di Salerno, ugualmente importanti e permettere a queste zone di essere collegate alla città, con vantaggi in termini ambientali e sociali: se i cittadini delle zone limitrofe non riescono a raggiungere il centro cittadino non possono partecipare alla vita cittadina culturale e sociale; l’amministrazione trasparente con la diretta streaming del consiglio comunale e la digitalizzazione dei servizi rivolti al cittadino. Abbiamo visto cosa è accaduto in questi giorni presso gli uffici comunali. Poi, c’è una parte dedicata interamente agli animali perché in lista abbiamo un’attivista molto conosciuta a Salerno e pensiamo alla creazione di un gattile comunale, aiuto e sostegno alle persone che si prendono cura degli animali nonché la mancata autorizzazione a sostare sul territorio per i circhi che utilizzano gli animali”. Si pone come alternativa all’amministrazione Napoli. Nelle scorse settimane l’incontro con la candidata sindaca Elisabetta Barone… “Io credo che noi siamo l’unica alternativa all’amministrazione De Luca. Sicuramente, non lo è la Barone e la sua coalizione: vediamo troppi collegamenti tra quella coalizione e l’amministrazione uscente; lo abbiamo sempre detto e l’ho detto anche alla Barone tanto che le chiesi di andare insieme ma con un terzo candidato sindaco, garante di un’alternativa, lontana dall’amministrazione deluchiana ma lei ha detto di no”. Complice anche l’emergenza Covid, tante le difficoltà che vivono i cittadini. Secondo lei qual è l’errore più importante commesso dall’amministrazione Napoli? “Secondo me l’aver abbandonato la città. Non so a cosa si è dedicata la città in questi cinque anni ma sicuramente non a Salerno e ai suoi cittadini perché la città è degradata da un punto di vista sociale, culturale e di pulizia. Credo che Salerno sia stata abbandonata, non sono stati ascoltati i bisogni dei cittadini; abbiamo una raccolta porta a porta che non funziona e, soprattutto nel giorno di conferimento dell’umido, le strade sono invase di rifiuto sinonimo, questo, che la raccolta differenziata non funziona. Poi, la poca trasparenza: se quello che accade in Comune è giusto deve essere fatto alla luce del sole, perché non vogliono fare la diretta streaming dei consigli? Non costa nulla, a livello economico”. Secondo lei qual è la priorità? “Io credo che nell’immediato sia necessaria la riorganizzazione delle partecipate affinché i servizi funzionino davvero; i cittadini pagano tasse altissime a fronte di servizi pessimi. Riorganizzazione delle partecipate, trasparenza amministrativa e la mobilità e sono le tre cose che io farei nell’immediato”. Appello al voto, perché i cittadini dovrebbero votare per lei? “Perchè ho dimostrato nei miei primi 38 anni di vita ho dimostrato di essere una persona che tiene alle cose e alle persone, con la mia attività di volontariato, la mia attività professionale e ho maturato un’esperienza nell’ambito della gestione e risoluzione dei problemi. Il mio gruppo è formato da persone che vogliono il bene della città, non aspirano a privilegi personali. Siamo cittadini, vogliamo vivere in una città dignitosa”.




Anastasio: “Sarno unica alternativa, per 5 anni il nulla alla guida di Salerno”

di Erika Noschese

Salerno città modello: si può riassumere così il programma elettorale di Fratelli d’Italia che sostiene la candidatura a sindaco di Michele Sarno, “unica alternativa al nulla che ha amministrato questa città per cinque anni”, ha dichiarato Antonio Anastasio, dirigente di partito ed ex vicepresidente dell’aeroporto Salerno Costa d’Amalfi. Anastasio non risparmia attacchi all’amministrazione uscente, rea – a suo dire – di essere il fantasma di De Luca e di aver svenduto le grandi infrastrutture, togliendo opportunità di lavoro ai cittadini salernitani. “Un esempio è l’aeroporto, svenduto alla Gesac che si occuperà anche delle nuove assunzioni ma non punterà su Salerno”, ha chiarito il dirigente di partito puntando l’attenzione anche sul porto. Anastasio, Fratelli d’Italia scende in campo a sostegno del candidato sindaco Michele Sarno con una lista forte, competitiva. Quali sono le novità di questa tornata elettorale? “Le novità è che per la prima volta, caso strano, è compatto sul nome di Michele Sarno. Questo ci fa onore perché fin dall’inizio abbiamo lavorato sul nome di Michele Sarno affinché questo si avverasse. Oggi è una realtà, il centrodestra è compatto, unito e ha una valida alternativa ma al nulla e con questo voglio rispondere ad un collega che ha rilasciato un’intervista proprio a Le Cronache, dicendo che non c’è alternativa a Napoli. Io penso che i cittadini di Salerno siano stanchi di vivere di fantasmi e spettri: il fantasma di De Luca in questi cinque anni ha dimostrato di non essere lui; noi ci troviamo di fronte al nulla. Abbiamo una città abbandonata a sé stessa, Salerno non è più turistica rispetto a quanto paventato anni fa e lo si vede dall’abbandono della città per quanto riguarda la manutenzione ordinaria e straordinaria tanto che gli stessi consiglieri comunali devono lottare per cercare di far sistemare una lampada o sistemare l’attraversamento pedonale. La verità è che gli uffici comunali fanno i loro comodi; Salerno non è turistica, manca un infopoint che possa indirizzare i turisti sui luoghi da vedere e i percorsi da seguire perché una città turistica non sono i palazzoni a mare ma rendere la città agevole rispetto a servizi che oggi non ci sono. Abbiamo avuto una gestione del centrosinistra anche per quanto riguarda infrastrutture importanti come l’aeroporto, completamente sballata, svenduta ai napoletani perché l’aeroporto – e lo voglio specificare perché ne sono stato il vice presidente – sei anni fa qualcuno ha abbandonato la sua compagine e noi come centrodestra, con l’aiuto di Regioni quali la Campania, la Basilicata abbiamo portato avanti lo scalo di Pontecagnano. Oggi innalzano una bandiera per l’aeroporto: si farà ma la gestione è svenduta alla Gesac, la società di Napoli che dovrà gestire i posti di lavoro, togliendo la possibilità ai salernitani. Lo stesso è capitato con il Porto e, ad oggi, non sappiamo la gestione di queste infrastrutture su chi ricadrà”. Se oggi Michele Sarno si presenta come unica alternativa, Fratelli d’Italia rivendica di essere il primo partito del centrodestra. Un risultato importante ma anche una grande responsabilità, non solo nel comune capoluogo ma anche nei grandi comuni al voto come Eboli e Battipaglia. Perché lì il centrodestra non sarà unito? “Negli altri comuni abbiamo tentato di raggiungere l’unità ma se i partiti vengono gestiti a livello locale da persone che ne fanno solo personalismi e non pensano all’interesse del centrodestra succede questo. A Salerno, invece, si è ragionati con grande maturità perché uniti si vince”. L’obiettivo resta il ballottaggio. Crede sia possibile? “Io credo in questo obiettivo anche perché abbiamo liste competitive e un programma serio di sviluppo per la città. Il nostro non è un progetto di sostituire il potere con il potere ma di cambiare la gestione del potere rispetto agli ultimi anni: toglierlo dalle mani di pochi e ridarlo ai cittadini, alla comunità e agli imprenditori. Noi cercheremo di eliminare – e questo è stato un punto fortemente voluto da Fratelli d’Italia – la zona Asi, la zona industriale che, ad oggi, è vuota, di industriale non ha nulla mentre gli imprenditori sono vessati dalle tasse, costretti a pagare per una zona industriale che oggi non esiste; è una zona commerciale e di ingrossi e mi riferisco all’ex zona industriale dove insistono i cash ma nulla di industriale. Serve a tenere in piedi un carrozzone politico che si chiama Asi tant’è vero che qualche candidato è stato costretto a candidarsi in altri comuni. Tutto questo va restituito a cittadini e imprenditori. Noi stiamo lanciando questo messaggio ai cittadini, so che è molto difficile perché un sistema dittatoriale che dura da 20 anni, basato su opportunità di lavoro in società partecipate quali Salerno Solidale, Salerno Pulita che non consente ai nostri giovani di avere un futuro diverso; il centrosinistra non offre che posti di lavoro come operatore ecologico o l’idraulico nell’Asis ma noi non vogliamo questo per i nostri giovani”. Si riparte da una Salerno turistica, lei ha parlato dell’installazione di un infopoint in pieno centro… “E’ importantissimo perché l’infopoint consente anche lo sviluppo di quelle attività commerciali che oggi stanno chiudendo, al di là della pandemia; la rivisitazione del centro storico di Salerno, delle periferie che nella maggior parte dei casi sono belle ed attrattive; far visitare il capoluogo di provincia. Poi, la movida serale e noi puntiamo su questo; come Fratelli d’Italia abbiamo in programma la sicurezza che deve essere adeguata per una città turistica”. Cosa intende fare il partito per sostenere le piccole e medie imprese, colpite dall’emergenza? “Noi abbiamo avuto una Camera di Commercio molto politicizzata che tutto ha fatto tranne gli interessi dei commercianti ed è evidente. Noi intendiamo cambiare questo sistema con apporti concreti alle piccole e medie imprese, non solo sul lato economico ma attraverso l’organizzazione di eventi perché secondo il nostro punto di vista Salerno non deve essere attrattiva solo durante Luci d’Artista; dobbiamo essere attrattivi quotidianamente e non parlo di fiere. Dobbiamo essere una città modello, attraverso una sicurezza adeguata, infopoint e così via e così le piccole e medie imprese potranno lavorare”. Si riparte dai consiglieri uscenti Pietro Stasi e Mimmo Ventura… “Sono due dinosauri della politica cittadina, hanno dimostrato di essere libere”.




Medici di base: Pronti a somministrare la terza dose ma nei centri delle Asl

di Antonio Abate

La disponibilità dei medici di medicina generale, una volta chiamati ‘di base’, a gestire la fase di distribuzione della terza dose del vaccino anti Covid manifestata dal dottor Giovanni D’Angelo, presidente dell’Ordine dei medici di Salerno, trova conferme tra i diretti interessati ma presso i centri predisposti dall’Asl. E’ così da marzo scorso e sarà così anche se dovesse verificarsi la concreta necessità di ricorrere alla terza dose. La questione era già stata posta alla base tempo fa e le risposte erano tutte verso una piena consapevolezza che il medico di base non poteva sottrarsi ad un’emergenza di così tale portata. Anche se, per la verità, il coinvolgimento non è stato proprio totale da parte degli attori preposti alla gestione di tutta la campagna di vaccinazione. Campagna che però va sviluppata presso i centri perché nei propri studi privati la situazione appare ingestibile. «Un accordo a livello nazionale, poi calato e livello regionale e diffuso su scala locale prevedeva la nostra partecipazione in alcune modalità, tra queste quella presso il nostro studio o presso i centri vaccinali allestititi dalle Asl. E’ chiaro che la nostra preferenza va alle seconda opzione perché da noi gli aspetti burocratici e logistici sono ingestibili nei modi e nei tempi. – chiarisce il dottor Salvatore Telese, medico di base e molto conosciuto in città per il suo impegno politico e nello sport – Io, per esempio, l’ho già vissuto sulla mia pelle a marzo quando andavo in giro dai miei pazienti allettati, la mattina facevo iniezioni di vaccino e la sera dovevo adempiere a tutte la burocrazia. E parliamo solo di pazienti appartenenti alle categorie a rischio ed impossibilitati a venire allo studio. Ve lo immaginate a stare da solo in uno studio a fare l’accettazione, fargli compilare e firmare tutte le carte, poi fare il vaccino al paziente, lasciarlo in osservazione prima di dimetterlo e poi scannerizzare ed inviare la documentazione al ministero al termine della procedura? In un centro vaccinale c’è una macchina organizzativa con numeroso personale che è capace di smaltire tutto nel tempo dovuto, ognuno sa cosa deve fare». Tra i medici, più che la stessa vaccinazione, tiene banco pure l’assenza di disposizioni in merito. Questo fa accrescere lo scetticismo circa la somministrazione di una terza dose che appare più presente tra le chiacchiere da bar che nelle reali intenzioni delle autorità sanitarie nazionali, nonostante se ne continui a parlare anche all’estero. «Siamo sempre stati a disposizione per somministrare il vaccino e quindi anche la terza dose – afferma Matteo Rispoli, medico di medicina generale e consigliere nazionale della Società Italiana Scienze Mediche – d’altronde siamo quelli più vicini ai pazienti, soprattutto quelli fragili ai quali ogni anno somministriamo altri vaccini, tipo quello antinfluenzale, quindi abbiamo anche una mappa precisa di coloro che sono più a rischio. Di terza dose ne se parla da tempo, quindi attendiamo in merito istruzioni, soprattutto che ci sia un protocollo chiaro e preciso. C’è però bisogno che logisticamente l’Asl sia preparata a gestire la catena della distribuzione delle dosi. Mi riferisco alla conservazione ed alla distribuzione di quei vaccini che hanno bisogno di temperature bassissime ed a questo i medici di base non possono provvedere il proprio. Per il resto siamo pronti e da tempo». In sintonia con Rispoli il collega medico Gianfranco Salzano: «Al momento non posso esprimere nessuna opinione in merito perché sento solo parlare di terza dose ma di concreto da parte di ministero ed Asl non vi nessuna comunicazione. All’inizio della campagna vaccinale avevamo comunque dato la nostra disponibilità ad operare presso le strutture dell’Asl perché gestire la vaccinazione presso i nostri studi medici sarebbe stato impossibile, ma poi non siamo stati chiamati. Non vedo però al momento nessuna concreta possibilità che ci sia questa opzione, tutto resta ancora nebuloso, anche perché dovremmo poi fare un nuovo accordo con le Asl, avere un protocollo da seguire. Tra l’altro saremmo anche interessati a saperlo perché avendo fatto il vaccino a gennaio come medici dovremmo essere i primi ad essere coinvolti nella macchina complessa della eventuale nuova campagna vaccinale. Ma al momento non c’è certezza di terza dose, di come, dove e quando».




Il dottor Greco: Terza dose solo a chi ne ha bisogno

Luigi Greco, infettivologo di punta del nostro quadro medico, ragiona sul piano “preventivo” che includerebbe una terza dose del vaccino, come ha anticipato a Le Cronache il presidnte dell’Ordine dei Medici Giovanni D’Angelo. . “Ho l’impressione che i motivi reali del virus che ha decimato la popolazione mondiale, non siano ancora noti ai più”, afferma con l’immediatezza tipica di coloro i quali scavano a fondo nelle cose. Il gioco di ombre cinesi sul Covid-19 sarà terminato solo quando ci faremo partecipi di una profezia che non trascura il problema ambientale e sociale. Quali considerazioni riguardo il piano proposto da D’Angelo per la terza dose? “La terza dose va riservata solamente a coloro i quali non hanno risposto adeguatamente alla prima e alla seconda somministrazione, perché immunodepressi. Questo fenomeno capita con tutti i vaccini quando il siero viene inoculato ad individui che presentano complicazioni preliminari, tra queste il diabete o debolezze immunitarie. Si sono presentati dei casi in cui, il soggetto aveva assunto cortisone e a seguire la vaccinazione non ha avuto l’efficacia sperata. Viene garantito che la risposta al vaccino sarà duratura nel tempo, per cui la terza somministrazione verrà riservata solo in casi specifici. Il programma non prevede dunque un’ulteriore dose preventiva, soprattutto ai giovani, i quali hanno manifestato effetti collaterali inaspettati e misteriosi.” Come giustifica le congetture di chi ancora oggi resiste alla vaccinazione? “Le notizie così come le recensioni redatte da esperti non danno certezze sugli effetti del vaccino. La diatriba è ancora aperta. D’altra parte, è la prima volta nella storia della medicina in cui un vaccino poco sperimentato venga somministrato su scala nazionale a 6 mesi dall’officina del laboratorio. Questa considerazione non va a discapito di chi ha prontamente effettuato la vaccinazione, piuttosto è un appello alle ragioni dei più scettici, i quali vengono costantemente calunniati da chi non ha competenza a riguardo.” Negli ultimi tempi, sembra che siano i media a commettere il maggior numero di crimini. Come sostituire il modello disfunzionale in voga con un messaggio costruttivo? “Il messaggio che i media dovrebbero lasciar passare, in maniera immediata è che la terza dose sarà predisposta agli anziani e a chi presenza disfunzioni di un certo tipo. Anche chi si trova in condizioni di obesità è maggiormente esposto al pericoloso virus, ma credo di scadere nella banalità. In vero, l’emergenza Covid-19, altro non è che la reazione subdola della natura sull’uomo, soggetto alle tentazioni smodate che la società consumista impone, vuoi per ragioni economiche o per seguire le oscillazioni della propaganda politica. Le calamità naturali, le grandi epidemie sono sempre esistite ma non hanno impedito la società di progredire. L’essenza irreversibile del Covid-19 non deve tradursi nella convinzione che il danno sia permanente. Permanente sembra essere invece, il sentimento d’alienazione fecondato dai social media. La libertà d’espressione genera mostri incontrollabili e oramai chiunque è impelagato nel vortice del qualunquismo d’opinioni. Può venirci in aiuto una nuova consapevolezza, una sorta di risveglio dallo stato di trance intellettuale che comporta danni incommensurabili che decideranno anche sulle sorti delle generazioni future.”

Andrea Orza




Salernitana, vicini il difensore Lucas Merolla e l’esterno Gerson Rodrigues

La Salernitana lavora per definire un doppio acquisto in queste ultime ore di mercato. I granata sarebbero vicini all’esterno offensivo della Dinamo Kiev Gerson Rodrigues e al difensore dell’Huracan Lucas Merolla.




La civica Terra Libera di Rc si presenta alla comunità

di Erika Noschese

La lista Terra Libera scende in campo a sostegno della candidata sindaca Simona Libera Scocozza. Si tratta della civica del partito di Rifondazione Comunista che, dopo un serrato dialogo interno, ha deciso di non rinunciare alla tornata elettorale e di dare il suo contributo alla cittadinanza. Tra i candidati al consiglio comunale l’avvocato Vincenzo Benvenuto, segretario cittadino di Rifondazione Comunista che, a pochi giorni dalla presentazione delle liste, parla di Terra Libera e del sostegno alla candidata Scocozza che vede in coalizione anche Attivisti per Salerno e ConSensoCivico. Allora, Vincenzo, l’ulteriore lista che sostiene l’avvocata Scocozza ha preso finalmente vita. “In verità, questa lista è stata viva fin dal primo istante. Sin dal momento in cui, cioè, nella sede di Rifondazione Comunista, ci siamo guardati negli occhi e abbiamo convenuto che l’asfittico dibattito salernitano reclamava la nostra presenza”. Un’altra lista di sinistra, quindi. “A parte che ne vedo poche di liste di sinistra, almeno rispetto a quelle annunciate in partenza. Ma poi, sinceramente, più che un’altra lista di sinistra, siamo la prima e la sola lista comunista”. La falce e martello che campeggia nel simbolo. Ma ce n’era davvero bisogno? “Estremamente bisogno. Il termine sinistra è, ormai, abusato. È diventato, ahimè, un contenitore che si adatta a ogni contenuto: ci sarebbe, infatti, addirittura una sinistra della destra, pensa un po’ te”. Solo una questione terminologica, quindi? “Assolutamente no. Dopo la caduta del Muro, troppi di noi ci siamo mostrati indifesi di fronte al dilagare irrazionale e pervasivo dell’equazione “comunismo=male assoluto”. Abbiamo agito come chi volesse giudicare il cattolicesimo dalla prospettiva dei roghi dell’Inquisizione. In altri termini, abbiamo ridotto il glorioso comunismo delle conquiste sociali, dell’emancipazione, dell’affrancazione dalla povertà e dallo sfruttamento, alla degenerazione e al tradimento del comunismo stesso. Ora è il momento dell’orgoglio per noi comunisti. E credimi, basta vedere le nuove sfide nazionali e mondiali lanciate alla nostra umanità, non ultima la pandemia, per capire quanto bisogno ci sia di una risposta autenticamente comunista”. Torniamo alla dimensione locale. Quali novità porta la lista “Terra Libera” nello scacchiere salernitano? “In una parola, la voglia di riscatto. Vogliamo che quell’ascensore sociale, da circa trent’anni inchiavardato al piano terra del privilegio e del “figlio di”, venga finalmente lasciato libero di salire al piano che le nostre capacità e la nostra abnegazione si meritano. Vogliamo rinnegare la logica dispendiosa (in termini economici, ambientali, etc.) dell’ “inaugurazione permanente” a tutto vantaggio del ripristino intelligente e accurato di quello che già si ha. Stamattina, ad esempio, sono stato con la mia famiglia al parco Mercatello: un parco bellissimo quando è nato, lasciato nel più totale abbandono adesso. Perché? Elementare, Watson: la manutenzione non porta voti né pubblicità. Ma potrei continuare con la piazza di Giovi Bottiglieri, ad esempio”. Ecco, la parola magica: Giovi, vuole essere la sua realtà di riferimento? “Indubbiamente ho cercato di rendere forte la presenza, in questa lista, dell’elemento giovese. Oltre alla mia candidatura, infatti, ho premuto affinché ce ne fossero altre due, nello specifico una giovanissima studentessa salernitana e blogger letteraria di talento, e una giovane imprenditrice agricola. Ma, si badi bene, io mi candido come consigliere dell’intera città, e non di una parte, per dare voce a quelle che mi piace definire le “periferie dell’impero”: Giovi e le frazioni alte, sicuramente, dove manca anche il necessario (una postazione Atm, una guardiania medica, la manutenzione viaria, la cura del verde, etc.) ma pure i tanti quartieri abbandonati al loro triste destino dalla amministrazione “centripeta” della nostra città”. A proposito di Giovi, com’è quella storia di Nusco che ama raccontare? “Ah, sì. Premetto che il riferimento è lontano mille miglia, ovviamente, dalle mie simpatie politiche. Premesso ciò, si racconta che ai tempi gloriosi di De Mita, ogni politico che si affacciasse alle porte di Nusco, veniva cacciato in malo modo dai suoi stessi concittadini: “Ma come, noi abbiamo Ciriaco qui che ci governa da signori, e voi volete venire a parlare di politica a Nusco?” Ecco, io vorrei che in particolare a Giovi, se riuscissi a diventare consigliere di una municipalità retta dall’ottima Simona (Scocozza, ndr), operassi a tal punto bene da far scappare a gambe levate gli altri competitores”. E quindi come intende il suo ruolo di consigliere comunale? “Molto francamente, un consigliere che persegue la via del “non disturbare il manovratore”, del “momento giusto per”, è un consigliere che non serve. Per dirla con Socrate, il consigliere dev’essere il “tafano che punzecchia la vecchia cavalla”: un rompiscatole impertinente, cioè, come il tafano, che deve a ogni piè sospinto mettersi di traverso al potere costituito. E questo non per il gusto di dare fastidio fine a sé stesso, ma proprio per sollecitare le risposte dell’amministrazione ai bisogni dei concittadini”. E su Simona Libera Scocozza, qual è il suo giudizio al di là del politichese di convenienza? “Al politichese di convenienza si ricorre quando bisogna edulcorare una realtà più o meno amara. Proprio per questo, per quanto riguarda la nostra candidata sindaca, non vi posso attingere: Simona, infatti, unisce due prerogative che difficilmente albergano insieme nell’animo umano, l’umiltà e la competenza. Senza contare una spiccata sensibilità che la rende la persona più adatta a rappresentare la nostra coalizione. Insomma per chi, come me, la conosceva solo professionalmente, una gran bella scoperta”. Per concludere, chiedo allo scrittore Vincenzo Benvenuto un titolo per un immaginario libro sulla Salerno che vorrebbe contribuire ad amministare. “La città circolatoria”. Ci spieghi… “Circolatorio” nel senso di afferente alla circolazione sanguigna. Come il sangue raggiunge anche l’ultimo, insignificante capillare, allo stesso modo la buona amministrazione deve arrivare anche nel più sperduto avamposto di frontiera”.




Enzo Luciano: “In campo una squadra competitiva”

di Erika Noschese

Nove liste a sostegno del sindaco uscente Vincenzo Napoli, “qualcuna in più rispetto alla precedente tornata elettorale perché abbiamo riscontrato un rinnovato interesse nei confronti dell’amministrazione”. Lo ha dichiarato Enzo Luciano, segretario provinciale del Pd e capostaff del candidato sindaco della coalizione di centrosinistra che, in questi giorni, ha concluso l’iter di raccolta dei documenti, a pochi giorni dalla presentazione delle liste, in programma il 4 settembre. Tra le liste a sostegno di Vincenzo Napoli la più forte sembra essere quella dei Progressisti per Salerno che vede, tra i candidati, quasi tutti gli assessori uscenti ma anche i consiglieri in cerca di una riconferma. In caso di vittoria, per Napoli la parola d’ordine sembra essere rinnovamento: complice l’emergenza epidemiologica, infatti, l’amministrazione comunale dovrà lavorare a ritmi serrati per rilanciare la città capoluogo e la squadra di assessori e consiglieri dovrà lavorare fin dal primo giorno. Intanto, proprio il segretario dem e capostaff del primo cittadino fa il punto della situazione sugli interventi realizzati in questi cinque anni e quelli ancora work in progress, dal ripascimento del litorale fino al PalaSalerno, inizialmente Palazzetto dello Sport che, ad oggi, sembra essere l’opera più attesa dai cittadini salernitani e, in particolar modo, dagli sportivi. Segretario, mancano pochi giorni alla presentazione delle lista. A che punto è la coalizione? “Noi abbiamo anche già concluso l’iter di raccolta dei documenti, già da qualche giorno e non solo per le liste nostre, come Progressisti, Salerno per i Giovani e Campania Libera ma anche per le altre liste che accompagneranno la candidatura del sindaco Napoli in questa tornata elettorale. Complessivamente, saranno nove le liste che sosterranno il primo cittadino, qualcuna in più rispetto alla volta scorsa perché abbiamo raccolto un rinnovato entusiasmo per questa tornata elettorale”. La verità novità sono però gli esponenti di centrodestra che, in qualche modo, si sono avvicinati alla maggioranza Napoli. Un esempio su tutti Aniello Salzano con la lista dei Moderati o il consigliere Zitarosa che ha detto addio all’opposizione… “Io non definirei Salzano un esponente del centrodestra, lui è un moderato, un rappresentante dell’elettorato e della politica moderato salernitano che ben si sposa con la proposta del sindaco Napoli. Non considererei la lista fatta da Salzano e Corrado Matera di centrodestra ma, probabilmente, al suo interno ci sono esponenti appartenenti a quella estrazione politica che hanno sposato il progetto di buona amministrazione di Enzo Napoli”.La lista più forte è Progressisti per Salerno, ci sono consiglieri uscenti, quasi tutti gli assessori e le novità. Crede che la vittoria al primo turno sia possibile?“Assolutamente sì, credo sia un risultato piuttosto certo ma tutte le competizioni elettorali sono delicate, bisogna rispettare tutti coloro che hanno motivi di contestazione rispetto a quanto fatto in questi cinque anni. Voglio evidenziare che l’amministrazione si è ritrovata a gestire una fase, quella legata alla pandemia, che siamo riusciti a portare avanti nonostante tutto, in modo discreto. È evidente che c’è tanto da fare, la prossima squadra di governo – se gli elettori ci daranno la possibilità di farlo – sarà rinnovata. Ci vuole prudenza, stiamo componendo liste attrattive, rappresentative di tutti i quartieri della nostra città”. Con l’emergenza Covid tutti i comuni italiani si sono trovati in difficoltà e l’amministrazione di Salerno non ha fatto eccezione. Le casse comunali oggi sono pari a zero, secondo lei da dove bisognerebbe ripartire? “Io non direi che le casse comunali sono pari a zero e non direi che siamo in difficoltà. La situazione economico-finanziaria che interessa il Comune di Salerno è addebitabile non solo al covid ma ad una serie di normative che sono state modificate nel tempo, come la sentenza della Corte Costituzionale che ha modificato in corso d’opera i tempi per le anticipazioni di cassa che alcuni Comuni potevano fare. L’impatto è ancor più evidente per i Comuni grandi come Napoli e Salerno ma, anche grazie al sostegno del governo e ad iniziative dei parlamentari del Pd, siamo riusciti – da un lato – a reperire fondi e – dall’altro – mettere a punto delle strategie per il pareggio di bilancio. Sono manovre dovute a queste novità legislative che si sono verificate negli anni”. Non si può parlare di rischio default, quindi? “No, non c’è alcun rischio di fallimento. E’ un momento di tensione finanziaria che interessa tutti i Comuni; è evidente che si tratta di un argomento strumentalizzato – e direi legittimamente – politicamente perché l’opposizione fa questo per attrarre l’attenzione degli elettori sulle loro proposte ed era evidente cavalcassero questo tema per riscuotere consensi. È ingeneroso, tanto nei confronti dell’amministrazione quanto dei cittadini, parlare di una città a rischio default quando non lo è. Nei giorni scorsi, l’assessore Della Greca ha spiegato in modo dettagliato e tecnico la questione ma è evidente che se a questo si aggiunge la vicenda del Covid con i mancati introiti per le casse comunali la situazione diventa più evidente”. Mancano poche settimane al voto, qual è il punto principale del programma elettorale da presentare ai cittadini? “Non mi va di snocciolare i punti del programma elettorale, stilato dal nostro sindaco Napoli. Lascerei a lui la paternità e la possibilità di citarlo nei prossimi giorni. Mi preme sottolineare che il lait motiv e il principio ispiratore di questo programma è la speranza di poter ripartire. Noi abbiamo raccontato questa speranza per dire agli elettori che Salerno può uscire dalla pandemia, puntando su alcuni argomenti come il turismo che ha fatto sì che Salerno diventasse attrattiva. Ad oggi, abbiamo le navi da crociera; abbiamo portato avanti – nel periodo della pandemia mentre altri dicevano che eravamo assenti – il lavoro di dragaggio davanti la stazione marittima per consentire l’attracco di navi da crociera più importanti; porteremo avanti il progetto del Ripascimento che, come Luci d’Artista, nasce dall’intuizione dell’attuale governatore Vincenzo De Luca ma che noi abbiamo portato avanti in maniera puntale. Ripascimento delle spiagge, piazza della Libertà, sono la speranza di una ripartenza, raccontata da chi ha dimostrato che riesce a fare ciò che dice. Restava, a Salerno, un’ultima opera incompiuta, piazza della Libertà ma non per demeriti dell’amministrazione ma per vicende giudiziarie e oggi chi ha creato problemi si presenta come alternativa vincente: abbiamo portato avanti questi progetti, piazza della Libertà verrà inaugurata a breve, con 700 posti auto, sempre nell’ottica del turismo. L’altra incompiuta era il famoso PalaSalerno, grazie al contributo della Regione Campania con fondi importanti per terminare questi progetti che vanno av avanti, grazie alla presenza di Palazzo Santa Lucia che non dovrebbe essere così scontato perché per decenni il Comune non ha avuto niente, sia con il centrodestra al potere sia con i nostri compagni ma oggi De Luca sta recuperando quelle risorse mai destinate a Salerno. Sempre nell’ambito del turismo, ricordo il progetto dei Corpi idrici superficiali, ovvero la depurazione che riguarda la costa salernitana, da Positano fino a Pontecagnano: la Regione ha allocato le risorse per rendere pulito ancor di più il mare di Salerno. Spesso, il mare non è sporco perché non funziona la depurazione ma perché arrivano a Salerno i reflui di altre zone, come la Costiera Amalfitana che non ha una buona depurazione. Con questo progetto, si renderà pulito il mare in tutto il golfo di Salerno. Mare pulito, spiagge con il ripascimento, piazza della Libertà con 700 posti auto: così Salerno diventerà attrattiva per tutti, turisti nazionali e internazionali. Raccontiamo una speranza ma da chi può dare una certezza di poterla realizzare e non da chi racconta favole”.




Polichetti: ““Potenziare i posti letto per la Tin”

di Erika Noschese

“L’ingresso dei papà in sala parto è una battaglia che rivendichiamo, il merito è soprattutto della Uil che ha collaborato con il suo gruppo di ostetriche per permettere alle future mamme di avere un accompagnatore nel momento più importante della loro vita”. Lo ha dichiarato il dottor Mario Polichetti, responsabile nazionale Udc per la Sanità e le Politiche Sociali che punta l’attenzione anche sul potenziamento dei posti letto per il reparto di terapia intensiva neonatale e la messa in funzione della rete Stam, ovvero il servizio di trasporto e assistenza materna. Dottor Polichetti, quali sono i temi da approfondire per l’azienda ospedaliera universitaria Ruggi d’Aragona? “Per quanto riguarda l’azienda ospedaliera tre temi da approfondire: l’ingresso dei papà in sala parto, una conquista che ha ottenuto la Uil con il contributo e l’impegno in prima personale di Patrizia Santoro e con il mio contributo. Poi, sollecitare l’azienda a potenziare i posti di terapia intensiva neonatale perché l’unità operativa di gravidanze a rischio richiede sempre più ricoveri ed è opportuno aumentare i posti di terapia intensiva neonatale per consentire una maggiore affluenza ed evitare trasferimenti di neonati prematuri o patologici presso altre strutture della provincia o della regione. In terzo luogo, la messa in funzione della rete Stam, ovvero il servizio di trasporto e assistenza materno. I pazienti provenienti da tutta la provincia o regione con problemi di gravidanze a rischio, vengono trasferite a Salerno con un servizio di trasporto. Salerno è punto di riferimento provinciale e deve diventarlo sempre di più perché abbiamo richieste da tutta la regione e fuori, ragion per cui è necessario rendere il servizio di trasporto e assistenza; ad esempio, una donna con una gravidanza a rischio, proveniente da Eboli o Vallo della Lucania viene messa in ambulanza e in rete per il trasferimento del feto in utero della madre presso il centro di gravidanza a rischio del Ruggi. L’ingresso dei papà in sala parto è una battaglia della Uil, portata avanti anche dall’ostetrica Patrizia Santoro… “Voglio rivendicare il risultato dell’ingresso dei papà in sala parto: è stata l’attività sindacale della Uil che ha consentito il ripristino di questa buona abitudine perché la presenza di un familiare in sala parto o del compagno è un segno di grande civiltà, trasparenza e di professionalità in quanto rappresenta un supporto importante per la donna che sta partorendo; è utile al neo papà che potrebbe così partecipare ad un momento così importante per la famiglia ed è una forma di garanzia che tutto si svolge con la massima professionalità, con trasparenza e alla luce del sole. Noi rivendichiamo il successo, io come responsabile per la sanità e credo sia merito della Uil che ha favorito il raggiungimento di questo importante obiettivo e ringrazio il corpo ostetrico dell’azienda ospedaliera universitaria perché si è subito messo al lavoro in tal senso per accettare e favorire il raggiungimento di questo obiettivo”. Lei ha parlato del potenziamento dei posti letto in Tin. Una richiesta necessaria per fronteggiare la necessità di donne incinte provenienti da oltre provincia e, sempre più spesso, da fuori regione… “E’ importante il potenziamento dei posti letto in terapia intensiva neonatale perché se afferisce gente, trattiamo malattie molto complesse, trattiamo gravidanze trigemine e così via ma i posti sono sei, attualmente e i posti rischiano di saturarsi in breve tempo. Chiediamo alla direzione di provvedere in tal senso così come chiediamo di far partire il settore della chirurgia neonatale: il neonato che nasce con una malformazione deve poter nascere a Salerno ed essere trattato qui, evitando trasferimenti oltre provincia o, addirittura, fuori regione. Le professionalità ci sono, la chirurgia neonatale deve poter decollare per dare una completezza dal punto di vista del trattamento alla gravida a rischio o con feti che presentano malformazioni”.