Ritrovarsi al Ravello Festival

Domani sera il taglio del nastro della LXIX edizione sul belvedere di Villa Rufolo. Protagonista torna unicamente la grande Musica

 

Ravello è da sempre una raffinata miscela di bellezze naturali, memoria storica e modelli culturali che permettono la costruzione di basi per una società consapevole, che sappia salvaguardare la Bellezza. Tutti, organizzatori, musicisti, e soprattutto, noi, il grande pubblico del Ravello Festival, abbiamo il dovere di esaltare tutto ciò, sostenendo la pausa creativa, la riflessione, il dialogo, tra quanti, in ogni stagione ascenderanno in questi meravigliosi luoghi. Il Ravello Festival è una gemma rilucente della nostra tradizione culturale, con le sue 69 edizioni, cartelloni d’eccellenza  che hanno visto passare il bel mondo della musica e delle arti tutte, per i luoghi storici della perla della costiera, tra Villa Rufolo l’Auditorium Oscar Niemeyer, che ha già segnato un ferace pezzo di storia delle produzioni della Fondazione Ravello. Emozione palpabile lo scorso anno, quando si è ripartiti in presenza, con grande accortezza, proprio dal sublime belvedere a getto sul mare, sul quale ci ritroveremo anche quest’anno, con maggior consapevolezza e godimento. Esiste un legame stretto tra il pensiero filosofico dell’esistenza e della ragione umane e il sapere del progettare-costruire, entrambe hanno un comune, e fondamentale riferimento, lo spazio. Noi uomini della fine ereditiamo il concetto di spazio come extensio, con esso Cartesio pensava lo spazio quale pienezza e continuità della materia e, quindi, quale medium del movimento, del tendere avanti a sé, quale sinonimo dell’amplificazione. Il Ravello Festival ha da sempre determinato una cosa come cosa-per-l’uomo, che diventa condizione dell’esistenza, punto di riferimento dell’esperienza, l’esistenza razionale, e, quindi assumendo la caratteristica comunicativa o sociale di “luogo familiare”. Uno spazio che può considerarsi il segno, nel suo divenir parola, suono, immagine, movimento, che diventa di-segno, archè, principio in quanto da-dove della progettualità, essenziale punto di dipartimento di ogni pensiero che, per essere se stesso deve discernere, giudicare, orientarsi, criticare e che, riprenderà a restituire qualcosa di una drammaturgia segreta, che porterà tutti noi , a “fare parte della scena”, al fianco dei protagonisti.

 




Beauty routine: sempre più diffusa l’acqua micellare per idratare e struccare la pelle

La beauty routine è molto importante per tutte le donne e ogni operazione va svolta con cura e attenzione al fine di mantenere la pelle giovane e luminosa.

Naturalmente, i prodotti da prediligere cambiano a seconda del tipo di cute e delle singole esigenze, ma è indubbio che è importante optare per soluzioni di qualità, così da tutelare in ogni circostanza la pelle al meglio e prevenire arrossamenti e irritazioni.

Nel dettaglio, per quanto riguarda i prodotti per rimuovere il make-up, è possibile notare che sempre più donne si orientano sull’acqua micellare, molto apprezzata per la sua capacità di agire sulla cute con efficacia e delicatezza al contempo.

In particolare, tra le soluzioni più gettonate del momento è possibile annoverare l’acqua micellare alle rose ideale per struccare e idratare proposta da Acqua alle Rose, storico punto di riferimento nel panorama della dermocosmesi, che si caratterizza da sempre per i suoi prodotti naturali, pensati per prendersi cura al meglio delle esigenze della pelle.

La formulazione di una buona acqua micellare

Le micelle sono microparticelle che svolgono due funzioni ben distinte: da un lato, a seguito dell’azione lipofila, attraggono ogni traccia di grasso e impurità, tra cui, quindi, anche il make-up; dall’altro, la componente idrofila trattiene grandi quantità d’acqua mantenendo la pelle idratata. Ciò significa che l’acqua micellare è in grado non solo di ripulire a fondo la cute quando si ha la necessità di struccarsi, ma anche di lasciarla morbida e luminosa a lungo.

Le formulazioni possono arricchirsi dei più diversi ingredienti, naturalmente. A questo proposito, è interessante notare come tra le più apprezzate vi siano quelle che contengono al loro interno estratti floreali: per esempio, quelli di malva e camomilla vengono inseriti per conferire al prodotto effetti lenitivi e calmanti sugli stati infiammatori, come per esempio arrossamenti o acne; le rose nobili, invece, vengono selezionate per illuminare e tonificare la cute che in questo modo sarà tutelata al meglio per affrontare gli stress della giornata oppure verrà preparata per l’applicazione della crema notte.

Molto importante è la presenza, all’interno di questi prodotti, della vitamina PP, che mantiene equilibrata la produzione di sebo, affinché non risulti né eccessiva – e permetta di prevenire la cute grassa – né limitata, così da impedire stati di secchezza.

Inoltre, c’è la possibilità che una buona acqua micellare struccante contenga al suo interno estratti di collagene: il collagene e l’elastina sono elementi determinanti per il sistema connettivo e mantengono la pelle elastica e giovane, promuovendo il rinnovo cellulare. Impiegare prodotti arricchiti con altri ingredienti, dunque, non solo deterge e idratata a fondo la pelle del viso, ma la nutre in profondità.

Come utilizzare l’acqua micellare struccante nella beauty routine

Per utilizzare efficacemente l’acqua micellare come struccante è sufficiente disporne una quantità adeguata su un batuffolo di cotone pulito, partendo dalla zona più sensibile che è quella degli occhi.

Di solito si tratta anche dell’area in cui si concentra la maggior parte del make-up, basti pensare all’ombretto, al rimmel e all’eye liner: per questo, il suggerimento è sempre quello di impiegare un batuffolo per ogni occhio, partendo dalla parte interna e procedendo verso quella esterna, così da non depositare nuovamente sul viso le impurità. Se il trucco è più marcato può rendersi necessario un doppio passaggio (qui una guida pratica dell’esperto all’utilizzo del makeup ideale per gli occhi e consigli per struccarli correttamente).

Per quanto concerne il resto del viso, si parte dall’alto, eliminando ad esempio il fondotinta dalla fronte e passando quindi alle guance e agli zigomi, sempre con movimenti delicati e circolari che siano diretti verso l’esterno.

È bene ricordare che generalmente l’acqua micellare di solito non necessiti di risciacquo, perché non lascia alcuna sensazione di unto sulla pelle. Infine, durante le operazioni di beauty routine serali, il consiglio è di completare le cure di bellezza applicando sul viso un siero per la notte con cui nutrire adeguatamente la cute.

 

 




Pontecagnano, esplosione in cantiere navale: due feriti

Tragedia sfiorata questa mattina in un cantiere navale di Pontecagnano Faiano. Per cause ancora da accertare, infatti, si è verificata una esplosione. Due le persone ferite che hanno riportato ustioni sul 60% del corpo. Sul posto sono giunte un’ambulanza medicalizzata della Croce Bianca, la Vopi e le squadre dei Vigili del Fuoco.




Tifosi furiosi: «Salerno non merita di essere calpestata»

di Davide Villa

SALERNO – Sgomento, incredulità, rabbia: sono i sentimenti predominanti dei tifosi della Salernitana alla notizia della bocciatura da parte della Figc del blind trust imbastito da Lotito e Mezzaroma. I sosteniutori granata, finora rimasti in silenzio, stanno pensando a clamorose forme di protesta per far sentire la propria voce in questo momento così difficile per la Salernitana. Non è da escludere una manifestazione di piazza. “Trovare in tempi celeri trovare una adeguata soluzione ad una vicenda che sta facendo palpitare, oltre misura, un’intera tifoseria”. E’ l’auspicio del Centro Coordinamento Salernitana Clubs in seguito alla bocciatura del trust da parte della Figc. “L’amore e il senso di appartenenza non possono lasciarci indifferenti rispetto ai fatti che stanno investendo la nostra amata Salernitana. La confusione, la girandola di notizie che spuntano con incessante precisione sui portali nazionali e locali e una comunicazione societaria opaca stanno caratterizzando le calde giornate del popolo granata”, sottolineano i sostenitori del cavalluccio marino. “Il Centro Coordinamento Salernitana Clubs non intende lasciare il passo all’indifferenza rispetto a quanto sta accadendo e, pertanto, si chiede agli attuali amministratori della societa’ granata di fare luce sul percorso amministrativo e legale che dovrebbe portare la Salernitana, nel rispetto delle norme federali, all’iscrizione nel campionato di massima serie. Salerno e la provincia – concludono – non meritano di essere calpestate e di essere oggetto dello sciacallaggio mediatico, auspichiamo, pertanto, che la societa’ granata e la Figc possano in tempi celeri trovare una adeguata soluzione ad una vicenda che sta facendo palpitare, oltre misura, un’intera tifoseria”.




Di Napoli a Lotito: «Siamo alla follia»

SALERNO – Arturo Di Napoli, è intervenuto a TMW Radio per dire la sua sulla situazione Salernitana: “La situazione della Salernitana è al limite della follia. Lo dico con il rispetto nei confronti dei tanti investimenti che il presidente Lotito ha fatto in questi ultimi anni. I tifosi granata meritano maggiore serenità e di essere trattati con più rispetto. Sarà necessario fare chiarezza, lo meritano. Se la FIGC ha rifiutato il trust è perché qualcosa non torna. Lotito non è uno sprovveduto, mi auguro solo che alla fine non ci rimettano i tifosi. Lotito quando è convinto di essere nel giusto va contro tutto e tutti. Se si aspetterà l’ultimo minuto prima di risolvere questa situazione, si rischia di incappare in qualche problema. E questa volta non solo per i tifosi ma anche per lui. Ci sono delle regole che vanno rispettate. Così si rischia di non dare vita alla preparazione per la prossima Serie A. Se a questo ci mettiamo anche il mercato, la vedo difficile coma si possa gestire il tutto in così poco tempo”.




La Figc “boccia” il Trust: “Giù le mani dalla Salernitana, ora risolvere subito”

di Erika Noschese

“La Salernitana ha conquistato la serie A sul campo e non possiamo essere sconfitti da marche, bolli e ricorsi”. E’ categorico il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli in merito alla decisione della Figc che ha chiesto chiarimenti alla società sul Trust presentato venerdì scorso, termine ultimo per l’iscrizione al campionato nella massima categoria. “L’ho detto più volte che la squadra della Salernitana ha conquistato la serie A sul campo, metaforicamente e praticamente, e sul campo va contesta questa vittoria. Noi dobbiamo essere sconfitti sul campo da altre squadre – cosa che non credo possa succedere – ma sicuramente non da bolli, marche e ricorsi – ha dichiarato il primo cittadino – Ho detto costantemente che la dirigenza della Salernitana aveva avuto la capacità di portare la squadra in serie A e che avrebbe avuto, mi auguravo, la capacità di garantire l’iscrizione”. Napoli rivendica poi il lavoro svolto dall’amministrazione comunale di Salerno sui lavori allo stadio Arechi, “ pronto per la serie A: abbiamo apportato le modifiche che erano indispensabili e necessarie e lo stadio lo si può utilizzare: fra un quarto d’ora si va lì, si aprono i cancelli e si gioca”. Il Comune di Salerno, fin dal primo giorno, si è messo a disposizione della Salernitana e della sua dirigenza per ogni intervento utile: “non c’è stato chiesto nulla, si immaginava che loro stessero lavorando in armonia ma il Comune di Salerno non può entrare nei meccanismi; noi possiamo fare le nostre rimostranze, chiedere che vengano aiutati ma noi siamo pronti, nei limiti delle nostre umane possibilità a dare una mano”, ha aggiunto ancora il primo cittadino.

Di poche parole ma critico l’assessore allo Sport Angelo Caramanno: “Questa storia deve finire, dobbiamo mantenere il risultato conquistato sul campo”. L’assessore rivendica anche l’impegno dell’amministrazione comunale: “Si parla di sport, ciò che il campo ha dato non può essere tolto – ha aggiunto – Le soluzioni si devono trovare, è giusto per la Salernitana e i salernitani; questo non è un problema che riguarda Lotito, ora, ma solo Salerno e i salernitani”, ha aggiunto ribadendo che la Salernitana deve restare in serie A e “li ce la dobbiamo combattere”. Si dice amareggiato e preoccupato, invece, il parlamentare dem Piero De Luca, dopo aver appreso del parere negativo della Figc sul Trust presentato dalla Salernitana per formalizzare l’iscrizione in serie A. “È un momento delicato direi per l’intero movimento calcistico. Criticità di carattere legale e burocratico rischiano di inficiare un risultato sportivo conquistato sul campo – ha dichiarato il deputato – Sarebbe una sconfitta per tutti, per questo auspichiamo un confronto costruttivo tra le parti che consenta di risolvere positivamente la vicenda, nel rispetto delle normative vigenti. I legali del club granata sono chiamati a dare riscontro in maniera appropriata ai rilievi sollevati dalla Figc”.

De Luca junior si associa all’appello della città, dei tifosi e della comunità sportiva che chiedono chiarezza, trasparenza e responsabilità assoluta all’ormai ex proprietà, ma pretendono ovviamente al tempo stesso ragionevolezza, attenzione e serenità di valutazione agli organi federali. “Speriamo che prevalga il buon senso tra le parti e soprattutto il rispetto della storia della società granata, consapevoli che il lavoro da fare, a livello burocratico e legale, è articolato ma non irrisolvibile – ha detto ancora De Luca – Nello stesso tempo, siamo pronti, qualora necessario, a tutelare l’immagine sportiva della città di Salerno in tutte le sedi opportune. La serie A è stata conquistata sul campo, per cui la Salernitana ha tutto il diritto di disputare il campionato di massima serie il prossimo anno”.

“La Figc studia e approfondiscve nei minimi dettagli il trust presentato da Lotito e da Mezzaroma, i tifosi della Salernitana intanto chiedono chiarezza, allarmati per le notizie che filtrano dagli ambienti romani, notizie molte volte prive di fondamento, ma messe in giro ad arte per gettare discredito sulla Società. A far drizzare poi ulteriormente le orecchie ai tifosi sono gli interventi di Presidenti di altre squadre che pretendono la massima attenzione sulle procedure di iscrizione della Salernitana al campionato di Serie A”, ha dichiarato Aniello Salzano, commissario cittadino dell’Udc che accende i riflettori sul clima di tensione che si vive in città nonostante le rassicurazioni dell’avvocato Gentile, legale di Lotito, della Lazio e anche della Salernitana. “Anche perché a tutti è noto il rapporto conflittuale tra il Presidente Gravina e Lotito, anzi l’inimicizia che regna tra i due che in molte occasioni non se le sono mandate a dire – ha aggiunto Salzano – Il timore dei tifosi è che a fare le spese di questi rapporti tesi e difficili sia la Salernitana, sulla quale pare che le “indagini scrupolose” per ammetterla al prossimo Campionato siano particolarmente severe e rigorose. Nessuno pretende sconti o la chiusura di un occhio, ma solo il semplice rispetto delle norme federali, così come per tutte le altre Società. Invece ai tifosi l’atteggiamento di Gravina, o almeno quello che trapela da alcune sue dichiarazioni, incomincia a sembrare troppo occhiuto e particolarmente severo. La qual cosa preoccupa molto l’ambiente e incomincia a surriscaldare gli animi dei tifosi più accesi”. Da qui l’appello all’amministrazione comunale e al sindaco Napoli affinché “si impegnino con determinazione e tempestività nella difesa della Salernitana, che, avendo conquistato con grande merito sul campo la promozione, ha il diritto di disputare il Campionato che le compete. Occorre che il Presidente della Figc Gravina sappia che un’intera città, con i suoi rappresentanti istituzionali, vigila anche sul suo operato, non permettendo a chicchessia con interventi inopportuni di arrecare un danno alla nostra Salernitana, di offendere la sua storia e di sfregiare i suoi meriti sportivi”.

Parla di “teatrino”, invece, il capogruppo al Comune di Forza Italia, Roberto Celano che punta il dito contro la Figc e l’avvocato Gravina: “Ora basta. Si modifichi rapidamente il trust in base alle indicazioni delle Istituzioni sportive. Gravina e la Figc però smettano di guardare alla “pagliuzza” della Salernitana, fingendo di non vedere problemi reali e violazioni di altre società. Salerno e la sua tifoseria non possono pagare “lotte” tra bande – ha dichiarato il consigliere azzurro – La Salernitana ha conquistato la serie A sul campo e deve disputare il massimo campionato. Termini questo teatrino e si dia la possibilità a chi ne avrà la responsabilità di allestire una squadra competitiva non solo per non svalutare il valore patrimoniale della Salernitana ma soprattutto per tener vivo quel clima di entusiasmo che si è creato intorno alla squadra e che sarà in grado di spingerla con forza verso i successi auspicati. Mastella e gli altri squallidi avvoltoi si mettano l’anima in pace e pensino ai problemi delle loro comunità e/o società!”




Alla Figc non piace il Trust, “è guerra politica tra Federazione e la proprietà”

di Francesco La Monica

Tanto tuonò che piovve. Dopo i primi rumors provenienti da via Allegri, che volevano un Gravina non esattamente convinto dalla proposta presentata nella tarda serata di venerdì dalla triade romana, ecco che arriva l’ufficialità: bocciatura, in prima istanza, del trust di scopo e iscrizione della Salernitana al prossimo campionato di Serie A momentaneamente congelata. “Strano” a dirsi, soprattutto dopo le dichiarazioni del Dg Fabiani, fresco di rinnovo, che nemmeno due giorni or sono ha parlato di “cose fatte nel bene e nell’intenzione di preservare il patrimonio della Salernitana”. Nulla quaestio, direbbero i latini, se non fosse che gli ormai famosi paletti imposti dalla Figc sembrano lontani dall’essere rispettati. Se non fosse che, tanto per fare un esempio, i “guardiani” del trust (il generale dei carabinieri Vincenzo Coppo e il legale Matteo Giuseppe Masoni) sono considerati tutti troppo vicini a Lotito, così come l’amministratore unico, il generale Ugo Marchetti, già proposto nel 2017 dallo stesso Lotito come presidente di Lega Serie A. Bocciatura, tra l’altro, non considerata tale dall’avvocato Gian Michele Gentile, legale di fiducia del patron laziale, ma considerata soltanto come richiesta di “semplici chiarimenti e un’integrazione per il normale snellimento e funzionamento del trust da effettuare entro e non oltre la giornata di sabato”. Che sia un tentativo di gettare acqua sul fuoco o verità, per dirla alla Battisti, lo scopriremo solo vivendo. Ciò che resta, inequivocabile ed insindacabile, è la preoccupazione nei volti e nelle parole dei tifosi della Salernitana, sempre più in balia degli eventi. Una preoccupazione che non fa vivere sonni tranquilli nemmeno, è bene ribadirlo, dopo aver conquistato una massima serie dopo 23 anni di spasmodica attesa. E così, al netto di comunicati e dichiarazioni rassicuranti veicolate dal club, la “guerra” intestina tra Lotito e la Figc rischia seriamente di penalizzare, ancora una volta, una piazza che vive di calcio e che, prima di tutto, meriterebbe serenità:

«Penso che sia in atto una guerra politica tra la Federazione e la proprietà, e questa guerra rischia di generare una sola vittima: la Salernitana – dice Marco Giannatiempo, che poi aggiunge – Detto questo, sia le norme che il buon senso ci suggeriscono che un solo soggetto non dovrebbe poter controllare due società nella stessa categoria, e quindi la linea dura della Figc ha senso nella misura in cui intende imporre a Lotito e a Mezzaroma la massima trasparenza in vista della futura cessione del club. Se il trust va modificato, i proprietari lo modifichino in base alle indicazioni della Federazione, cosicché i tifosi potranno iniziare a discutere di aspetti tecnici e non più di aspetti giuridici».

Pensiero molto simile a quello di Ferruccio Gressani: «Credo che bisognerebbe essere sempre tifosi, oltre che della propria squadra del cuore, anche (e soprattutto) della legalità. È evidente che, ad oggi, la soluzione prospettata e, per taluni perfetta, tale non sembra essere. E mentre ci si interroga sul da farsi, la nostra amata è lì, inerme, in attesa di un destino che, necessariamente, dovrà vederla protagonista in massima serie. A prescindere da tutto e tutti. Guai a cancellare un sacrosanto diritto acquisito sul campo. In più – sottolinea Gressani – non esiste un solo tifoso della Salernitana che non vorrebbe l’iscrizione al massimo campionato. Chi asserisce il contrario, abbia anche il coraggio di fare nomi e cognomi. Il più grande fallimento dell’era Lotito, che pur dovrà finire con tanto di ringraziamento speciale per l’obiettivo raggiunto, è l’essere riuscito a mettere tutti contro tutti, anche nel momento in cui ci sarebbe dovuta essere sola e pura estasi sportiva». Lapidario, invece, il commento di Antonio Soglia: «Quello presentato non è altro che un trust farlocco perchè l’unico, reale obiettivo di Lotito è quello di continuare a mantenere il controllo della società in un modo o nell’altro. In sostanza è una furbata che, giustamente, la Figc non fa passare. Immagino che, nel caso di conferma della bocciatura, senz’altro inizieranno i vari ricorsi in sede civile per un risarcimento danni e alla fine, tanto per cambiare, a pagare saranno solo i tifosi della Salernitana».

Sulla stessa lunghezza d’onda il parere di Vincenzo Sabbetta: «La bocciatura del trust era “annunciata”. Le modalità che hanno portato a questa situazione facevano già presagire che qualcosa non andasse. Fosse stato tutto chiaro e impeccabile, la pec sarebbe stata inviata con netto anticipo, ma invece il modus operandi sembra sia solo un modo per eludere il sistema o per guadagnare tempo. I tifosi non vogliono sminuire il dispendio economico che c’è stato in questi anni, infatti la vecchia dirigenza deve avere fino all’ultimo centesimo, nulla di meno, ma anche nulla di più. Purtroppo sappiamo troppo bene quale sia lo spessore imprenditoriale di Lotito, e sinceramente ci suona troppo strano che uno del suo calibro non abbia compratori che lo soddisfino adeguatamente. E ciò per dire che la mossa del trust sembra una forzatura più che un passaggio “obbligato”. Al di là di tutti i discorsi economici che si possono fare a riguardo, la verità è unica e sola: Salerno ha ricevuto l’ennesima mortificazione gratuita vivendo il mese post promozione in serie A con il patema d’animo di chi può piombare dal paradiso all’infermo in un attimo. E questo è profondamente ingiusto». Più tecnica, ovviamente, l’opinione dell’avvocato Alessandro Di Gianni che, in aggiunta, manda un consiglio di tipo legale a Claudio Lotito: «La decisione della bocciatura del trust non mi sorprende. Il problema è quello della mancanza di indipendenza del patrimonio e dell’assenza di autonomia dalla vecchia proprietà. Se Lotito non tira troppo la corda, il problema si risolverà. Occorre però – precisa Di Gianni – fare un distinguo tra una risoluzione a breve scadenza, ovvero sabato come richiesto dalla federazione, ed una risoluzione con contrapposizioni presso la giustizia sportiva e/o Coni. La prima ipotesi è naturalmente auspicabile, sia per le coronarie dei tifosi, sia per poter programmare la campagna acquisti. Ma per risolvere subito occorrerebbe che le modifiche al trust avvengano a quattro mani, due di un avvocato di Lotito e due di un avvocato della federazione; oppure, ancora, occorrerebbe che Lotito si rivolga ad un professionista esterno alla federazione, ma consigliato “in camera caritatis” dalla federazione stessa. La seconda ipotesi porterebbe a tempistiche di risoluzione che potrebbero addirittura portare al differimento dell’inizio del campionato di un paio di settimane, ma è evidente che nessun tifoso e nemmeno la federazione stessa sarebbe felice di incamminarsi in una strada così tortuosa. Temo però che, per Lotito, questo non sarebbe affatto un problema».

In chiusura, il commento di Giuseppe De Rosa: «Ho accolto con assoluta positività e anche con un pizzico di sollievo il parere della Figc, perché ritengo esistano delle priorità alle quali non intendo minimamente rinunciare, e la dignità di salernitano è al prima posto di questa lista. La stessa dignità che per anni mi ha portato ad allontanarmi in attesa della cessione di questa società che credevo che, con il raggiungimento della serie A, fosse ormai prossima a concretizzarsi ma che, ahimè, stenta ancora a farlo. Credo che la proposta di trust presentata dalla società sia un vergognoso tentativo di occultare una mantenuta ingerenza nelle cose granata. Per cui, per un discorso di etica sportiva, di rispetto delle regole e di lealtà non poteva che essere rifiutata. Spero che la FIGC non molli, perché credo possa essere la nostra unica assicurazione sulla liberazione da questo cappio che ci opprime da anni».




Incontro in Questura per un piano sicurezza in vista delle gare della Salernitana

di Monica De Santis

Si tenuto nella giornata di ieri un incontro tra l’assessore Domenico De Maio, il vice questore Picone, i responsabili di Salerno Mobilità e i responsabili delle strutture di manutenzione e viabilità del comune di Salerno per iniziare a delineare le misure da adottare in materia di ordine pubblico nel corso delle partite allo stadio Arechi che la Salernitana dovrà disputare durante il prossimo campionato di calcio. “Questo è stato un primo tavolo di confronto tra le parti, per verificare le misure esterne allo stadio da adottare per garantire la massima sicurezza a tutti i tifosi. Abbiamo parlato del sistema dei parcheggi e dei controlli controlli, delle vie di esodo e anche della riorganizzazione dell’area interna allo stadio per gli ospiti – ha spiegato l’assessore De Maio – E’ stato un primo tavolo di confronto, ci dobbiamo ovviamente riagiornare molto presto per mettere su carta tutto quello che per il momento ci siamo detti. Abbiamo ascoltato in particolar modo le richieste che ci sono giunte dalla Questura di Salerno, stiamo prevedendo un sopralluogo in zona per verificare cosa si possa fare e come si possano fare delle modifiche per la sicurezza. Stiamo ragionando ad un nuovo sistema di chiusura con recinzione fissa per separare la tifoseria salernitana da quella ospite. Bisognerà delimitare le aree di arrivo e di esodo dei tifosi ospiti. Ed abbiamo anche ragionato sull’utilizzo della metropolitana. Magari senza fermata allo stadio Arechi, ma facendo scendere i tifosi alla fermata di Parco Arbostella, poi si tratta di fare un breve tratto a piedi, ricordo che in molte altre città i tifosi si ritrovano a fare chilometri a piedi per raggiungere lo stadio, quindi dalla fermata dell’Arbostella al Arechi il tratto è davvero breve. Sicuramente ragioneremo anche sulle aree limitrofe, stiamo pensando allo zona del Capitolo San Matteo che oggi ospita l’unità mobile per i vaccini e che potrebbe essere un ulteriore valvola di sfogo. – ha spiegato ancora il vice sindaco di Salerno – Considerate poi che al momento stiamo ragionando senza conoscere i numeri dei tifosi che si potranno ospitare allo Stadio, sapete bene che è tutto in evoluzione a causa della pandemia, quindi al momento non conosciamo la capienza a nostra disposizione”. E sui lavori all’interno dello stadio De Maio ha precisato “Il primo impianto di illuminazione temporanea è già in fase molto avanzata d’installazione. Abbiamo avviato la procedura per quanto riguarda la manifestazione d’interesse per le ditte che dovranno fare i lavori successivi di completamento, insomma stiamo procedendo in maniera spedita per farci trovare pronti per l’inizio del campionato”. Già l’inizio del campionato, e De Maio non si è sottratto nel commentare la vicenda della Salernitana… “Mi auguro che ci sia responsabilità da parte di tutti su questa storia. Non bisogna scherzare, la Salernitana ha conquistato la promozione sul campo e nessuno può sottrarla. Quindi senso di responsabilità da parte di tutti coloro i quali adesso devono mantenere i loro ruoli e impegni, Anche perchè a questo punto si mette in discussione anche il valore dello sport, la Salernitana ha vinto sul campo e dovrà giocare la serie A, ecco perchè ognuno ora con responsabilità deve fare la propria parte”.




UE, GRANT (GRUPPO ID): “OBIETTIVO GREEN DEAL EUROPEO PRODUZIONE IDROGENO VERDE”

“Lo sviluppo di sistemi energetici efficienti, sostenibili e flessibili è una sfida chiave per la
decarbonizzazione energetica dell’Europa e una pietra angolare dell’obiettivo europeo di neutralità climatica del 2050, stabilito nel Green Deal europeo”, spiega il deputato europeo della Lega, Valentino Grant, iscritto al Gruppo Identità e Democrazia, sottolineando che ‘per realizzare tale sistema energetico sostenibile, dovrebbe essere dato un particolare sostegno a soluzioni volte ad aumentare la durata e ridurre il costo dell’intero sistema’. La Pathfinder Challenge mira a sviluppare nuovi processi e tecnologie per produrre H 2 verde , a diverse scale (dalla piccola alla grande) e catturare opportunità di accoppiamento intersettoriale e di integrazione di sistemi, interamente basate su fonti rinnovabili e non tossico , materie prime non critiche. Si concentra sulle potenzialità di nuove vie biologiche, chimiche e fisiche per la produzione di H 2 verde che potrebbero anche facilitare l’attuazione dei principi dell’economia circolare, compresa eventualmente la coproduzione di prodotti chimici decarbonizzati.
Supportare lo sviluppo di tecnologie e piattaforme innovative per il green
H2 produzione, inclusa la generazione sia centralizzata che on demand (ossia presso gli utenti finali e per il consumo in loco). Il raggiungimento di questi obiettivi richiede competenze multidisciplinari e approcci intersettoriali che affrontino anche questioni ambientali, industriali e logistiche. I beneficiari sono soggetti giuridici: ( Università, organismi di ricerca, PMI, start-up, persone fisiche)  Nel caso di progetti monobeneficiari, le società a media capitalizzazione e le società più grandi non saranno consentite.
BUDGET:  Totale 132.000.000




Salerno e Dante, un rapporto tutto da scoprire

di Olga Chieffi

Ieri mattina, avrebbe dovuto esserci anche Federico Sanguineti, docente di filologia dantesca del nostro ateneo, all’inaugurazione della piazzetta sul Lungomare dedicata a Dante Alighieri, il quale, ci è stato sottratto da improcrastinabili impegni universitari, ma non ha, certamente, inteso eludere le nostre semplici domande, atte a intrecciare un immaginario filo rosso tra Salerno e il poeta. Quale può essere il legame tra Dante e la nostra città? “ Prima di tutto direi che, come appartenente all’arte dei medici e degli speziali, direttamente o indirettamente Dante non poteva ignorare l’importanza della Scuola Medica Salernitana. In ogni caso, conoscesse o meno le “mulieres salernitanae”, nel canto XXV del Purgatorio, trattando del concepimento, rovesciato il sapere misogino della medicina tradizionale, il Poeta non esita a svilire il sesso maschile (“ov’è più bello tacer che dire”), definendo l’organo genitale femminile, la matrice, come “perfetto loco”. Nella storia della letteratura nazionale ispirata a Dante, Salerno ha avuto mai un ruolo importante? “Direi proprio di sì, se un capolavoro del teatro barocco come la tragedia “Ugolino” di Giovanni Leone Sempronio mescola in modo geniale i fatti storici riferiti da Dante con l’invenzione di un personaggio femminile, Angioina, la principessa di Salerno. Quest’ultima, vera protagonista del dramma, consente di rivisitare l’episodio dantesco in una chiave del tutto inedita, coinvolgendo insieme storia e invenzione, Pisa e Salerno. Ugolino e la sua vicenda sono oltretutto riletti nell’ottica di un pubblico femminile, avendo un ruolo decisivo il coro delle donne che, costrette a subire le vicende dei conflitti patriarcali, esclama, nell’ultimo atto: “Ma che veggiamo? Ahi lasse! Eccone estinte…”. C’è almeno un salernitano importante nella storia degli studi danteschi? “Si potrebbe citare il nome di Gioacchino Paparelli che, vinta la cattedra di lingua e letteratura italiana nel 1968, introdusse all’Università di Salerno gli studi danteschi. Ma Paparelli era nativo di Sessa Aurunca, non di Salerno. Neppure nativi di questa città possono dirsi, per quanto io sappia, i suoi allievi, che pure su Dante hanno scritto e tuttora scrivono. E neppure può dirsi propriamente salernitano uno studioso di Dante come Luigi Guercio, nato a Santa Maria di Castellabate e autore, fra l’altro, di un libro intitolato “Di alcuni rapporti tra le visioni medioevali e la Divina Commedia” (1909). A lui Salerno ha già dedicato da tempo una via, per cui oggi non restava, a settecento anni dalla morte del Poeta, che completare la toponomastica col nome di Dante”.