Nessun compenso al mediatore se non ha meriti nella compravendita

di Pina Ferro

Pretendeva il pagamento di circa 10mila euro quale compenso per l’intermediazione offerta in una compravendita immobiliare. Il Tribunale civile di Salerno con sentenza numero 738/2020 ha rigettato la domanda proposta da una società di intermediazione immobiliare per il pagamento di quasi 10.000 euro a titolo di compenso per essere intervenuta in una compravendita di un immobile nel salernitano. A costituirsi in in giudizio la parte acquirente, rappresentata e difesa dagli avvocati Orlando Caponigro e Antonella De Luca, eccependo tra le altre cose che, seppure vi fosse stato iniziale conferimento di incarico all’agenzia, la compravendita si si è conclusa senza l’apporto casuale della stessa; ovvero, l’affare fu concluso per autonoma, successiva e distinta trattativa e a un prezzo diverso rispetto a quello proposto dall’agenzia. L’agente non ha fornito la prova necessaria a dimostrare che l’attività professionale posta in essere sia stata necessaria per la conclusione dell’affare. Il convenuto ha dato piena prova di quanto eccepito, ottenendo il rigetto della domanda e la condanna alle spese legali della soccombente. La Cassazione è univoca sul punto e conferma che “per aversi diritto alle provvigioni non basta che l’affare sia stato concluso, ma, in forza dell’articolo 1755 codice civile occorre che la conclusione sia avvenuta per effetto dell’intervento del mediatore, il quale, cioè, deve aver messo in relazione i contraenti con un’attività casualmente rilevante ai fini della conclusione del medesimo affare.




Ucciso il bestiame della famiglia Pennasilico e date alle fiamme le auto

Bestiame ammazzato e auto in fiamme. Non c’è pace per la famiglia Pennasilico di Sieti di Giffoni Sei Casali già costretta a fare i conti con il dolore della morte di Domenico Pennasilico, ucciso lo scorso anno mentre era su un pascolo sui monti di Sieti. Ieri la famiglia Pennasilico è stata costretta a fare i conti con l’uccisione, da parte di ignoti, di ben cinque mucche gravide e prossime al parto. E’ stato il figlio minore di Domenico Pennasilico a rinvenirle senza vita, uccise con sul colpo di arma da fuoco. Pochi giorni prima la famiglia Pennasilico aveva subito l’incendio di ben due autovetture che erano parcheggiate nella proprietà privata della famiglia. Entrambi gli episodi sono stati denun ciati ai carabinieri della locale stazione che hanno effettuato i rilievi di rito ed avviato le indagini tese a dare un nome ed un volto agli autori dei gesti.




Nessun compenso al mediatore se non ha meriti nella compravendita

di Pina Ferro

Pretendeva il pagamento di circa 10mila euro quale compenso per l’intermediazione offerta in una compravendita immobiliare. Il Tribunale civile di Salerno con sentenza numero 738/2020 ha rigettato la domanda proposta da una società di intermediazione immobiliare per il pagamento di quasi 10.000 euro a titolo di compenso per essere intervenuta in una compravendita di un immobile nel salernitano. A costituirsi in in giudizio la parte acquirente, rappresentata e difesa dagli avvocatiti Orlando Caponigro e Antonella De Luca, eccependo tra le altre cose che, seppure vi fosse stato iniziale conferimento di incarico all’agenzia, la compravendita si si è conclusa senza l’apporto casuale della stessa; ovvero, l’affare fu concluso per autonoma, successiva e distinta trattativa e a un prezzo diverso rispetto a quello proposto dall’agenzia. L’agente non ha fornito la prova necessaria a dimostrare che l’attività professionale posta in essere sia stata necessaria per la conclusione dell’affare. Il convenuto ha dato piena prova di quanto eccepito, ottenendo il rigetto della domanda e la condanna alle spese legali della soccombente. La Cassazione è univoca sul punto e conferma che “per aversi diritto alle provvigioni non basta che l’affare sia stato concluso, ma, in forza dell’articolo 1755 codice civile occorre che la conclusione sia avvenuta per effetto dell’intervento del mediatore, il quale, cioè, deve aver messo in relazione i contraenti con un’attività casualmente rilevante ai fini della conclusione del medesimo affare.




«La mia candidatura? Chissà Bene la coalizione allargata»

di Adriano Rescigno

Elezioni regionali alle porte. Scalda i motori anche il Partito Socialista Italiano alla ricerca della riconferma a Palazzo Santa Lucia. Enzo Maraio, segretario nazionale del Psi ed assessore regionale delegato al turismo: «Se occorre una mia candidatura, sono pronto, ma la priorità è la formazione di una rosa di nomi il più competitiva possibile».

La sua ricandidatura dovrebbe essere una faccenda scontata dunque…

«Prima la lista, poi si vedrà. Saremo presenti in tutti e cinque i collegi con giovani dalle belle speranze e con tanta voglia di fare per i propri territori, affiancati da nomi d’esperienza. In particolare nel collegio di Salerno ci sono Salvatore Bottone – ex sindaco di Pagani- Antonello Di Cervo – a rappresentare la Valle dell’Irno – e Giovanni Cardaropoli – consigliere comunale a Bracigliano – Per quanto mi riguarda, sono al lavoro per il partito. Se ci sarà l’esigenza, sono pronto».

Certo è che se Pd e M5S non si siedono ad un tavolo questa campagna elettorale rischia di partire con estremo ritardo.

«Sono stupito che le due formazioni dialogano di più sui giornali che dal vivo. Bisogna partire da un dato, cioè quello di riproporre le stesse alleanza che attualmente governano l’Italia, quindi bene una coalizione allargata a sinistra con il Movimento 5 Stelle e quindi bene anche all’apertura che ha fornito Sinistra Italiana. L’importante è che si parta da un programma condiviso che possa permettere la riconferma a Palazzo Santa Lucia».

Quindi De Luca è la conditio sine qua non di questa coalizione.

«Questo è un nodo che sarà possibile sciogliere solo al tavolo nazionale, ma se il Partito democratico ha confermato De Luca come candidato, a meno che non suceda qualcosa di imprevisto, credo proprio che si riparta da Vincenzo De Luca candidato presidente».

E’ però un dato certo l’incompatibilità di De Luca con la formazione allargata. Verrà sacrificata l’alleanza o il candidato presidente secondo lei?

«Questo è “il” nodo da sciogliere, ma non tocca a me nè agli altri. Tutto questo è in mano esclusiva del Partito democratico al quale tocca la decisione più delicata, roba da chiamare gli artificieri: coalizione allargata e quindi sacrificare De Luca oppure sacrificare la coalizione… Dopo la loro decisione, si vedrà. Noi il nostro sostegno non l’abbiamo mai fatto mancare».

Tirando le somme di questo quinquennio cosa ancora bisogna migliorare?

«La somma è positiva, il cruccio rimane il turismo, c’è ancora da rilanciare e valorizzare e per questo lavoriamo. Temo gli effetti inflazionari del Coronavirus sull’economia turistica. Ho sentito amici del settore avere disdette per il 30 per cento. C’è tanta psicosi».




“Isolati tre ceppi di coronavirus” Nicholas Esposito (Lega) nella bufera

di Erika Noschese

Il coordinatore provinciale della Lega Salerno, Nicholas Esposito nella bufera. Al centro della questione una foto diffusa, a mezzo social, nella serata di giovedì che raffigurava il presidente della Repubblica Francese Emmanuel Macron salutare, sorridente, il governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Una sorta di black humor mal riuscita per Esposito che ha scritto “isolati tre ceppi di coronavirus”, con i loghi della Lega Salerno e Lega Giovani. Tanto è bastato, non solo a livello locale, per scatenare una vera e propria polemica. Solo dopo diverse ore la “presa di coscienza” di Esposito che – sempre ha messo social – ha tentato goffamente di correre ai ripari: “Il mio banner voleva essere ironico ma evidentemente è stato un errore. Per questo ho provveduto a cancellarlo e me ne scuso”, ha infatti scritto il coordinatore provinciale. Tutto tace, al momento, all’interno della Lega che preferisce, evidentemente, lasciare che la questione finisca nel dimenticatoio nonostante la caduta di stile del loro numero uno. «Il fatto che la Lega abbia lanciato questa provocazione – e che al seguito ci sia anche la Lega giovani quindi ragazzi e ragazze che probabilmente non ricordano o poco peso danno a quello che la Lega ha sempre pensato e, in alcuni casi, continua a pensare del nostro territorio – fa semplicemente sorridere», ha dichiarato il segretario del Psi giovani Salerno, Vittorio Cicalese. «Mettere alla berlina il premier francese può essere o meno discutibile ma non vedo argomentazioni, se non una mera provocazione, a mò di meme come si fa quando non si ha nulla da dire e in questo la Lega è particolarmente brava – ha aggiunto Cicalese – Mentre per Macron il giudizio può risultare più o meno fuori dalla loro portata, semplicemente perchè si tratta di politica estera, Conte è stato il premier della Lega e ora non va più bene semplicemente perchè ha fatto una scelta politica; De Luca è la parte più divertente perchè è candidato presidente sostenuto dal centro sinistra (Psi compreso) ma ora stiamo ancora aspettando il nome che il centro destra vorrà tirare fuori dal cilindro per andare contro un presidente che in 5 anni ha rilanciato in molti settori la Regione Campania». Cicalese invita poi i giovani leghisti ad un dibattito pubblico affinchè si riesca a comprendere il vero senso della politica. Attacchi anche dal segretario dei giovani democratici Marco Mazzeo: «Giovedì il coordinatore provinciale della Lega e dei giovani leghisti campani, aveva pubblicato una foto del Presidente della Regione Campania, del Presidente del Consiglio e del Presidente francese con la scritta “Isolati tre ceppi di Coronavirus“. È semplicemente vergognoso – ha dichiarato Marco Mazzeo – Un post che assolutamente non andava fatto. Basta. Stop immediato a ogni polemica. In queste ore non ci possono essere maggioranza e opposizione, destra e sinistra, Regioni e Governo. Dobbiamo solo tutti insieme lavorare per proteggere le persone e superare l’emergenza coronavirus. Il resto dopo». «Ora – conclude Marco Mazzeo, Segretario dei Giovani Democratici di Salerno – la cosa più importante è riaccendere l’economia del Paese e ricreare fiducia, speranza. Spetta a tutte e a tutti ora collaborare, lontani dalle polemiche e vicini alle persone. L’Italia ce la farà, ci rimetteremo in moto».

La replica del sindaco Pino Palmieri: «Ragazzetti di 28 anni non possono fare politica»

«Ci vuole maturità per fare politica, non possono mettere i ragazzetti di 28 anni». Lo dichiara il sindaco di Roscigno Pino Palmieri, esponente della Lega Salerno, dopo la battuta infelice del coordinatore provinciale della Lega Salerno Nicholas Esposito. «Non ti puoi mettere a fare ironia in un momento così delicato, la gente è confusa e non ha certezze chiare – ha poi aggiunto il primo cittadino – Bisogna tutelare chi opera sui territori». Per Pino Palmieri, dunque, è necessario lavorare, in questo momento così delicato per l’intero Paese, «le responsabilità si vedranno alla fine dell’emergenza ma io ora non posso essere fermato da giornalisti o cittadini che mi chiedono di questo post e se condivido la posizione assunta dal mio coordinatore provinciale. Questa cosa non sta nè in cielo nè in terra, non è il momento di mettersi a fare ironia, nè il momento di scherzare». Il sindaco di Roscigno ha poi aggiunto che, in questo momento, «bisogna tutelare chi lavora sul territorio, le forze dell’ordine, polizia e carabinieri così come i sindaci che fronteggiano l’emergenza da un punto di vista amministrativo ma non possiamo fare queste esternazioni».




Residenti di via Ligea: «Contro il trasferimento del capolinea»

di Erika Noschese

Rioni della città di Salerno sul piede di guerra. Al centro della questione il trasferimento del capolinea da via Ligea a via Vinciprova che dovrebbe interessare le linee 2/20, 3,5,6,14,18,19,40 e 42. A sollevare la polemica sono i residenti di entrambe le zone: quelle della zona Porto chiedono di non procedere al trasferimento perchè, dicono,«rischiamo di svuotare il rione»; no convinto ma per una ragione totalmente opposta per i residenti di via Vinciprova secondo cui non solo si rischierebbe di perdere altri posti auto ma si aumenterebbe lo smog in una zona già di per sé abbastanza critica. E proprio gli abitanti della zona di via Vinciprova, la prossima settimana, potrebbero essere ascoltati in commissione trasparenza dal presidente Antonio Cammarota. «Se noi spostiamo un terminal bus così significativo e importante da un quartiere all’altro ed entrambi i quartieri sono d’accordo sulla stessa cosa allora è rilevante», ha spiegato il presidente della commissione Trasparenza che già alcune settimane fa ha avuto modo di ascoltare e raccogliere le istanze dei residenti del rione Porto che appunto lamentavano, in caso di spostamento definitivo lo svuotamento del rione. «Nel momento in cui vanno a mettere il terminal bus lì si fa un casino perchè tolgono parcheggi in una zona che ne ha assolutamente bisogno, si ha un incremento dello smog», sostengono invece i residenti di via Vinciprova. Da qui la proposta del consigliere Cammarota, capogruppo de La nostra Libertà: «se, come qualcuno ha detto in consiglio comunale, il terminal bus deve essere fatto accanto alla stazione perchè non lo fate dove sta il Grand Hotel che è più comodo per tutti e non da fastidio a nessuno». Canta vittoria, il consigliere Donato Pessolano: le sue recenti dichiarazioni hanno però fatto storcere il naso a qualche residente di via Ligea: «il trasferimento è stato bloccato, sì ma non è merito di nessuno, se non di chi si è preoccupato – tra i residenti – di andare a parlare con i diretti interessati a Palazzo di Città». Intanto ad annunciare lo stop del trasferimento è stata proprio Busitalia: “Si avvisa la spettabile clientela che le modifiche di percorso e orari preannunciate su alcune linee urbane di Salerno, di cui all’avviso del 17 febbraio u.s., non entreranno più in vigore dal 2 marzo ma saranno rinviate a nuova data da stabilire che verrà comunicata successivamente”. Resta confermata, invece, la riattivazione del punto di fermata altezza Genio Civile, come disposto dal Comune di Salerno attraverso apposita ordinanza dello scorso 12 febbraio.




Coronavirus, gli effetti sull’economia

di Francesco La Monica

Negli ultimi giorni l’allarme “Coronavirus” ha raggiunto le proporzioni di un vero e proprio stato di guerra. A Salerno, dopo i casi riscontrati a restare chiuse sono, almeno per il momento, solo le attività scolastiche di ogni ordine e grado, con la sospensione degli eventi curati dal Comune. Da una indagine esperita sull’argomento, si è riscontrato che le attività commerciali, ad eccezione dei ristoranti e dei megastore cinesi, non sembrano risentire particolarmente degli effetti della cosiddetta “psicosi da coronavirus”. Tutto regolare, per quanto riguarda supermercati, ristoranti, pizzerie a bar, come confermato da Giuseppe Romeo, titolare del Freetime Cafè:”Per fortuna, al momento, non stiamo notando dei cali di affluenza e, di conseguenza, di guadagni. La gente non sembra preoccupata, o quantomeno non così tanto da impedirgli di venire al nostro bar e, da quello che mi è capitato di notare, nemmeno gli altri locali della città risentono di quanto sta accadendo. Mi auguro – conclude Romeo – che la situazione resti invariata anche nei prossimi giorni e che, soprattutto, rimanga tutto sotto controllo come in questo momento”. Discorso leggermente diverso, invece, è quello che concerne i “grandi magazzini” più importanti della città. Uno su tutti, il centro commerciale “Le Cotoniere”, come riferito da un dipendente di un negozio di abbigliamento sito all’interno del megastore, che pare abbia subito un ingente calo di clienti:”Devo ammettere che, da qualche settimana, il numero di visitatori del centro è nettamente calato, specialmente durante la settimana. Ad oggi, grossi danni non ne stiamo subendo, ma se questa situazione dovesse perdurare nel tempo, allora dovremmo iniziare a preoccuparci seriamente per le nostre attività”. Discorso, tanto simile quanto inaspettato, che vale anche per riguarda le rivendite di fiori delle zone adiacenti al cimitero comunale:”Senza dubbio, la psicosi del Coronavirus ci sta creando delle difficoltà – spiega la titolare del negozio “Eden Flora” Anna Alfano, che poi aggiunge – Di solito, di questi tempi, negli anni scorsi c’era molta più affluenza al cimitero, specie con belle giornate di sole come queste degli ultimi giorni. Probabilmente, trattandosi perlopiù di persone anziane, i clienti hanno paura di recarsi in luoghi particolarmente affollati e, ovviamente, anche il cimitero è incluso nel discorso”. A conferma del momento non certo roseo che stanno attraversando diversi commercianti della città, il direttore della filiale della Banca di Credito Cooperativo Campania Centro, Vincenzo Piva, ci svela un particolare “curioso” della vicenda:”Supermercati a parte, abbiamo registrato un discreto calo dei versamenti da parte dei titolari di attività commerciali, in modo particolare, dei negozi di abbigliamento. A conferma della situazione di incertezza, persino i distributori di benzina sembrano aver subito dei “danni” in termini di incassi. Un dato che, presumibilmente, deriva dalla scelta delle persone di muoversi il meno possibile dalle proprie abitazioni”. Se le conseguenze della psicosi da Coronavirus, ad oggi, non sembrano turbare oltremodo i titolari delle attività commerciali, il pensiero di tour operator, titolari di strutture ricettive e persone appartenenti al mondo dello spettacolo, invece, appare diametralmente opposto. “Il settore turistico è in forte crisi. A causa del rinvio di diverse manifestazioni di ogni tipo, nelle ultime settimane abbiamo ricevuto tantissime disdette di prenotazioni sia dall’estero che dalla stessa Italia – afferma Sergio Panella, titolare dell’agenzia “Dapro Viaggi” – che, in più, invoca un intervento deciso da parte delle istituzioni:“Ci troviamo in una situazione di stallo. Ogni sforzo compiuto durante l’anno è risultato vano. Sarebbe opportuno che lo Stato garantisse una sorta di “paracadute” nei momenti, come questo, di grande difficoltà. Per quanto mi riguarda, ho subito ingenti danni da questa situazione, ma credo che anche i miei colleghi stiano incontrando le stesse difficoltà. E’ una situazione paradossale. Il problema sanitario esiste e certamente non va sottovalutato, ma credo che si sia creata una psicosi inutile che sta soltanto creando dei problemi all’economia del Paese”. Opinione molto simile a quella di Adriano De Falco, titolare della “Casa Vacanze il Duomo” di Salerno:”Al momento c’è stata solo qualche disdetta, ma temo che nel prossimo futuro ce ne saranno altre. Se questa ondata, soprattutto mediatica, non si attenuerà e se gli altri Stati non cambieranno le loro posizioni nei confronti dell’Italia, potremmo vedere compromessa buona parte della stagione. Al momento siamo ancora in tempo per recuperare, ma c’è bisogno che i toni si abbassino quanto prima”. Stato di allerta, con relative conseguenze, che ha coinvolto anche il mondo dello spettacolo con diverse manifestazioni annullate negli ultimi giorni. Situazione che ha letteralmente travolto, in modo particolare, attori, registi e tecnici di manifestazioni teatrali, come confermato dall’attore e regista salernitano Gianni D’Amato:”Non ho le competenze mediche per poter giudicare il virus e le sue conseguenze, ma non comprendo la scelta di chiudere soltanto teatri e musei, mentre altre attività continuano tranquillamente a svolgere le proprie funzioni. A mio parere, tutto questo allarmismo lo trovo un po’ eccessivo. Da quello che ho potuto capire dopo varie spiegazioni di affermati virologi, il Coronavirus è un qualcosa in più di una semplice influenza che, sostanzialmente, può essere tranquillamente curata. L’influenza stagionale, al contempo, causa diverse morti ogni anno. Non vedo perché, visto l’elevato rischio di contagio, non vengono chiuse scuole, teatri, musei e quant’altro anche in caso di influenza cosiddetta normale. Hanno decretato – tuona D’Amato – la morte dello spettacolo dal vivo. Forse non tutti sanno che dietro una messa in scena c’è un lavoro di concetto che coinvolge una miriade di persone, dagli attori, ai registi, ai tecnici e chi più ne ha più ne metta. Ormai siamo all’isteria pura. Non è mia intenzione oltraggiare le vittime causate dal Coronavirus e sminuire la paura delle persone, anche giustificata, ma se la politica e gli organi di informazione avessero usato un po’ più di buon senso, probabilmente non ci troveremmo in questa situazione. Consiglio di chiudere i social network e di riaprire i teatri. Certamente ne guadagneremmo in credibilità, tranquillità e, soprattutto, in cultura”.




B&b, Ferrigno (Claai): «Si deroghi alla chiusura annuale dei tre mesi»

di Erika Noschese

Evitare ai gestori del bed and breakfast la chiusura annuale dei tre mesi. È la richiesta che il presidente della Claai Salerno, Gianfranco Ferrigno ha inoltrato ai vertici di Palazzo di Città per evitare che i titolari dei b&b possano subire un netto collassoa causa dell’emergenza coronavirus che sta colpendo non solo la regione Campania (dove fino ad oggi sono stati accertati 4 casi) ma tutto il Paese. Per Ferrigno dunque è necessario che il Comune di Salerno acconsento ad evitare la chiusura dei 90 giorni totali. Un intervento a tutto tondo quello della Claai Salerno che sta scegliendo le misure da mettere in campo per fronteggiare l’eventuale emergenza economica scaturita da quella sanitaria. Di fatti, i rappresentanti Sabatino Senatore e Gaetano Ricco hanno inoltrato una comunicazione formale al presidente Andrea Prete per chiedere un incontro urgente della giunta della Camera di Commercio di Salerno, è quanto chiedono i due rappresentanti . “E’ indispensabile che si convochi con urgenza la giunta camerale per discutere le proposte ma mettere in campo a favore di aziende colpite dalla crisi -hanno dichiarato Ricco e Senatore – L’emergenza sanitaria sta già coinvolgendo alcuni settori imprenditoriali anche della nostra provincia”. “Porteremo – proseguono – proposte concrete e crediamo che siano oggetto di condivisione da parte di tutti”. Da qui poi la proposta del presidente Ferrignoche di fatto chiede ai vertici di Palazzo di Città che “si deroghi alla chiusura annuale dei tre mesi, così come attualmente previsto dal regolamento per i B&B – ha spiegato infatti il presidente dell’Unione degli artigiani e delle piccole imprese – per l’intero anno 2020, affinché possano recuperare le disdette che stanno ricevendo in questo particolare periodo dell’anno”. Quello del turismo di fatto è un settore oggi in profonda crisi e l’avanzata del covid19, meglio conosciuto come coronavirus, non aiuta a risollevare la situazione tanto che in queste settimane numerose sono state le prenotazioni disdette in tutta la provincia di Salerno.




Prezzi alle stelle? Al liceo “Gallotta” «gli igienizzanti li realizziamo noi»

di Giovanna Naddeo

Dispenser nuovi di zecca anche al liceo scientifico “Gallotta” di Eboli. La marcia in più? Questa volta ci pensa la scuola a produrre il gel igienizzante. Dall’emergenza Coronavirus a opportunità di studio e approfondimento, in vista di una futura autosufficienza. «L’idea – spiega il dirigente scolastico, Anna Gina Mupo – nasce dalla volontà di ribellarci allo sciacallaggio commerciale degli ultimi giorni. I prezzi degli igienizzanti da collocare negli erogatori sono schizzati alle stelle e così, ci siamo detti, perché non dedicarci all’autoproduzione?». Ed è proprio nei laboratori all’avanguardia del liceo ebolitano che, ormai da qualche giorno, i docenti dell’indirizzo scientifico sono alle prese con la realizzazione del prodotto secondo la “ricetta” raccomandata dalle Linee Guida del Ministero della Salute. Acqua ossigenata, glicerolo e alcol, più un ingrediente segreto: la lavanda (coltivata nei giardini della scuola), per un odore meno acre e, di conseguenza, più gradevole al consumo. «Saremo pronti per lunedì, quando i nostri studenti torneranno in aula – rassicura Mupo. – L’esperimento è decollato con i docenti e proseguirà con le classi dell’indirizzo Scienze Applicate nell’ambito dell’impresa formativa simulata. Un’occasione di apprendimento pratico e, contemporaneamente, di orientamento professionale. E poi, chissà che non si possa pensare di distribuire il nostro gel anche alle altre scuole? E’ in questi momenti che emerge tutta l’importanza di una rete solidale tra istituti scolastici».




Coronavirus, l’appello per salvare il turismo: «Situazione sotto controllo, presto passerà»

di Andrea Pellegrino

Crollo delle prenotazioni, viaggi annullati, psicosi e turismo in crisi, arriva l’appello di amministratori e di operatori. Il coronavirus ha già creato effetti devastanti sull’economia turistica della provincia di Salerno. La Costiera Amalfitana, già danneggiata lo scorso dicembre, nel bel mezzo delle vacanze natalizie, per diverse frane e blocchi stradali dovuti al maltempo, ora rischia un nuovo crollo. Da Stefano Pisani, sindaco di Pollica arriva l’appello: «La situazione è sotto controllo, il virus passerà e la bella Italia tornerà di moda». Evitare le disdette, per il primo cittadino del Cilento: «Si sta lavorando bene, i focolai sono circoscritti e i contagi si stanno affievolendo. C’è la necessità ora di mantenere i nervi saldi, perché rischiamo di dover affrontare una emergenza di tipo economica. Questo va assolutamente evitato. Gli italiani salveranno l’Italia e la bella stagione poterà, come sempre, il turismo nelle nostre zone». La bellezza, il sole e il mare di Positano vinceranno, per il sindaco Michele De Lucia: «Il paese già sta reagendo, c’è fermento per l’apertura di tutte le attività ricettive prevista per il 1 aprile. Lunedì, passata questa ordinanza “strana” di De Luca – prosegue – riprenderemo le attività culturali e le manifestazioni». Qualche disdetta, annuncia il sindaco: «C’è stata ma riguarda il mese di marzo, al momento. C’è preoccupazione, naturalmente, per questo clima di allarmismo che porta delle ripercussioni ma siamo pronti e fiduciosi che l’estate andrà a gonfie vele». Su facebook nasce il gruppo “Curati da tutti i virus e vieni in Costiera Amalfitana” creato da alcuni titolari di strutture ricettive e di ristorazione. «Questo gruppo è stato creato per rendere visibile al mondo intero che qui non ci sono problemi e che il coronavirus non è pericoloso», scrivono gli ideatori. «Facciamo cambiare idea alle persone che stanno cancellando o che hanno già cancellato la loro vacanza in costiera Amalfitana, facendogli capire cosa si perdono». «Venite a vivere tranquillamente la Costa d’Amalfi», l’appello, invece del sindaco ed albergatore di Minori, Andrea Reale. «Il nostro è un territorio messo totalmente in sicurezza con gli operatori attivi 24 ore su 24 pronti a ricevere ogni istanza e di affrontare qualsiasi emergenza». «Non credo che il nostro turismo verrà influenzato negativamente dal Coronavirus visto che è un rapporto quello con i turisti che si basa sulla fiducia, non abbiamo luoghi così grandi che favoriscono il contagio, che semplicemente possano aumentare l’ansia per un possibile contagio, per esempio sale da 800-1000 posti a sedere non ce ne sono, e quindi tutti gli operatori commerciali possono facilmente tramite semplici norme di igiene tenere sotto controllo i propri spazi. Il mio – conclude – vuole essere un messaggio di tranquillità, è una semplice influenza con un fattore contagio maggiore, ma niente di così preoccupante. Il turista che sceglie la Costiera vuole solo la Costiera, per i suoi percorsi naturalistico-culturali, per il clima, per l’enogastronomia. E’ un turista fedele che ci sceglierà sempre. State tranquilli e venite a vivere tranquillamente la Costa d’Amalfi».