Fischi e cori: la rabbia dei tifosi contro i giocatori e il ds Fabiani

di Enzo Sica

SALERNO – Fischi per tutti alla fine della gara contro il Pescara. <Andate a lavorare, andate a lavorare> urla la curva sud dopo la brutta figura rimediata contro gli abruzzesi rivolto ai calciatori granata al centro del terreno di gioco. Testa bassa, inebetiti, consapevoli di aver dato l’ennesimo dispiacere ai propri tifosi in una giornata di campionato che pensavano potesse essere diversa. Solo una settimana fa applausi e hurrà per tutti dopo la vittoria contro il Foggia. Ieri sono arrivati i <Vergognatevi, vergognatevi> incessanti della inviperita curva sud all’uscita dal campo dei calciatori granata con qualche coro, sempre della curva sud Siberiano indirizzato al direttore Fabiani. Ed eccoli uscire dal terreno di gioco i calciatori. Dopo la resa vergognosa e senza nessuna attenuante. Come un pugile che sta vincendo le prime dieci riprese e poi nelle ultime due va k.o. Questa la metafora che possiamo usare per questa Salernitana, incomprensibile, non decifrabile che ha fatto trascorrere male l’ultimo giorno dell’anno alla sua splendida tifoseria che non si aspettava questa Waterloo. Erano in diecimila sugli spalti e ci tenevano tanto i tifosi affinché questo trittico di gare si chiudesse con almeno 27 punti in classifica. Magari con la vittoria contro questo Pescara che dopo il 2 a 0 sembrava gi‡ bello e spacciato. Invece è successo l’irreparabile, quello che pochi possono prevedere e che non ti aspetti soprattutto dopo il doppio vantaggio iniziale. Il gol degli ospiti di Mancuso, che ha ridotto lo svantaggio, è stato come una sveglia per gli abruzzesi che hamno cercato e trovato anche il pareggio già nel primo tempo. E’ la Salernitana? Praticamente sparita dal campo ad inizio ripresa. Si è incartata, non è stata più capace di abbozzare qualche azione degna di tal nome. E il Pescara ha capito il momento no di questa squadra ormai in bambola ed ha colpito ancora due volte. Eppure ci si aspettava davvero di più da questa Salernitana. Gregucci ha potuto vederla all’opera in appena tre gare. E si sarà fatta una ragione di come questa squadra vada cambiata di uomini in alcuni reparti. Ora che il girone di andata è finito bisogna soprattutto rendersi conto che qusto campionato di B ha bisogno di elementi di più qualità. Che ieri aveva il Pescara ed i cui tifosi, che hanno scortato la squadra abruzzese per una vittoria clamorosa, forse impensabile alla vigilia ma che è stata l’esatto termometro di questo momento difficile per la Salernitana. La vittoria contro il Foggia ed anche il pareggio di Cosenza avevano forse illuso un po’ tutti. Il cambio di allenatore con le dimissioni di Colantuono c’è stato ma bisogna ancora cambiare registro se si vuole andare avanti bene in questo campionato. C’è tutto un girone di ritorno da disputare, c’è un mercato di riparazione da tenere in considerazione. Tutto è ancora aperto. E chi si aspettava che magari la squadra potesse con un successo sugli abruzzesi tornare in zona play off ieri si è sbagliato. Rimboccarsi le maniche, capire in diciotto giorni di stop ddel campionato che certe brutte figure di fronte ad un pubblico amico, così caldo e caloroso, non se ne devono più fare. A buon intenditor….




Erica Sessa pluricampionessa

di Adriano Rescigno

In ventinove giorni un titolo europeo ed una coppa del mondo. La favola iridata della diciannovenne Erica Sessa di Cava de’ Tirreni che con molta probabilità timbra il cartellino per un posto nella squadra nazionale che lotterà per il podio alle olimpiadi di Parigi 2024. Laureanda in giurisprudenza e componente della team sportivo delle fiamme oro della Polizia di Stato, dopo il mondiale la giovane metelliana: “Non c’è da montarsi la testa, è uno sport altamente competitivo. Bisogna essere umili e sempre concentrati, un giorno sei campione ed al turno successivo sei fuori dal podio. Bisogna avere la costanza di essere sempre al meglio fisicamente e mentalmente e pronti a battersi per il risultato”. Il due agosto 2018, Leobersdorf (Austria), Erica Sessa conquista l’europeo di tiro al volo juniores, tre settembre 2018, Changwon (Corea del Sud) arriva la doppietta iridata ai danni dell’indiana Manisha Keer e la diciannovenne nostrana e metelliana è sul tetto del mondo per la gioia di tutta la città che seguiva con apprensione una gara difficile e conquistata solo allo shoot off. “Il mondiale è stato molto più difficile da conquistare – confessa Erica che risiedendo a Cava de’ Tirreni si allena dalle 4 alle 5 volte a settimana a Roma – i punteggi erano molto più alti e la competizione molto agguerrita, una competizione giocata all’ultimo errore e sul filo dei nervi”, e poi la grande gioia rimandata di qualche giorno visto che dalla Corea non è stato possibile ritornare immediatamente: “Si, e poi in Corea non c’erano nemmeno i miei parenti – continua la campionessa – c’era solo lo staff tec
nico ed il gruppo degli atleti. Al ritorno l’emozione è stata incontenibile, striscioni, una torta gigante, tutti gli amici – anche il sindaco per l’ha ricevuta – è stato un momento bellissimo ed altrettanto bellissimo è stato condividerlo con la mia città”. Uno sport non tipicamente femminile e quella passione sbocciata appena diventata adolescente e lo zampino del papà: “Mio nonno era appassionato di tiro al volo, papà della caccia. All’età di 13 anni mio padre mi porta con se a provare un’arma appena restaurata, in un bosco sempre a Cava de’ Tirreni, era il fucile di mio nonno che non ho mai conosciuto. Pian piano mi hanno raccontato tutto della passione di mio nonno ed allora ho voluto cimentarmi in questo sport che poi è diventato la mia passione e fonte di grandi soddisfazioni. E’ uno sport che consiglio, ti responsabilizza, ti aiuta nel rapporto con le armi, ti rende più sicura, ti insegna a controllarti ed applicare sempre il massimo della concentrazione nelle cose che si fanno”. Tempo di festeggiare l’arrivo del 2019 e poi subito al via la preparazione nella caserma di Spinaceto visto che la Sessa da poco è entrata nella categoria seniores ed il primo battesimo del fuoco ufficiale, visto che ha già preso parte a gare senior anche quando era in categoria junior, ci sarà il 29 gennaio in Marocco con un grand prix internazionale che durerà fino al 5 febbraio.




Vigilia di Capodanno all’insegna di ordinanze e limitazioni. Tutto pronto in piazza Amendola con Clementino e Max Gazzé

di er.no.

Salerno si appresta a salutare il 2018 e dare il benvenuto al nuovo anno. Il tutto all’insegna della tradizione, se possibile. L’ordinanza sindacale emessa da Palazzo di Città che, di fatto vieta la diffusione della musica all’esterno dei locali vale anche per la vigilia di Capodanno, così come il divieto di vendere alcolici in vetro. I trasgressori, rischiano di essere puniti con una sanzione amministrativa di 500 euro mentre chi somministra alcool ai minori di 16 anni rischia la reclusione. Dunque, un fine anno all’insegna del rispetto delle regole, come accaduto per la vigilia di Natale. Una decisione, quella dell’amministrazione comunale, che ha fatto storcere il naso a tanti gestori dei locali che hanno lamentato un netto calo delle presenze, rispetto agli anni precedenti. Presenze, si sa, è sinonimo di introiti e ancora una volta il mondo del commercio è stato penalizzato dalle scelte dell’amministrazione comunale. Intanto, sul fronte sicurezza la Prefettura di Salerno ha disposto miusure imponenti, con il dispiego di 65 agenti della Polizia Municipale per il controllo dei festeggiamenti e 20 vigili urbani che dovranno occuparsi, questa sera, del servizio viabilità. La Prefettura ha inoltre disposto la presenza di carabinieri antiterrorismo e barriere antisfondamento. Per Salerno sarà una 31 dicembre caratterizzato da una serie di provvedimenti e divieti, con limitazioni al centro cittadino, divieto di sosta e fermata con rimozione forzata dalle ore 11 di questa mattina su via Roma, via Cavaselice, via Santa Lucia,traversa Regina Costanza, traversa Giuseppe Verdi, via Pertini,Piazza Umberto I, Lungomare Trieste con divieto di transito dalle ore 16 di oggi pomeriggio e fino al termine del concerto. Nel frattempo, tutto pronto
in piazza Amendola per il concertone. Alle 21.30 si esibirà Clementino che cederà poi il posto – a partire dalle 22.30 a Max Gazzè che attenderà la mezzanotte quando sul palco salirà il sindaco Enzo Napoli per il tradizionale brindisi con l’amministrazione comunale. Il rapper salernitano Rocco Hunt sarà invece a Napoli per festeggiare l’arrivo del nuovo anno in piazza Plebiscito. Tanti gli eventi in tutta la provincia di Salerno per il giorno di San Silvestro, dalla Costiera Amalfitana al Cilento, con una serie di concerti in programma questa sera e domani.




Capodanno con le grandi voci

di Olga Chieffi

Capodanno 2019 dedicato alle grandi voci quello che offrirà in un triplo appuntamento l’Orchestra Filarmonica Salernitana. Start alle ore 12, dall’ Auditorium Niemeyer di Ravello, con la nostra Orchestra diretta da Matteo Beltrami, che ospiterà la regina del belcanto, Mariella Devia. Il concerto verrà inaugurato dalla sinfonia del Nabucco di Giuseppe Verdi. E’ questa una sinfonia alla tedesca, enuclea, cioè, i temi dell’opera che il compositore ha ritenuto più efficaci nel tessuto del racconto: la maledizione a Ismaele, la melodia del “Va’ pensiero”, il finale del primo atto e una citazione scopertamente donizettiana. Il coro del nostro teatro farà la sua entrata con la bella pagina corale che apre la prima parte del Nabucco, intitolata “Gerusalemme”, “Gli arredi festivi”. Ecco allora la sinfonia della Norma, di Vincenzo Bellini, opera racchiudente quel “Guerra!Guerra! le galliche selve quante han querce producon guerrier…” il grido che i Galli insieme a Norma urlano contro i Romani oppressori, opera che nel 1859 fu cancellata a Milano, poiché il popolo si unì a quell’urlo. In scena la Devia per il suo personale rècital. La regina delle regine ci delizierà proprio con Casta Diva in un silenzio attonito, il pubblico attenderà l’aria più celebre, “Casta Diva”, con le sue modulazioni arpeggiate che passano per posizioni non stabili e si definiscono nella tonalità di Fa maggiore, per poi cedere la scena al flauto il quale attraverso il cesello lancerà il canto. Si continuerà con le note di “Je veux vivre” la virtuosistica e celeberrima ariette di Juliette dall’ opera di Charles Gounod, prima dello sconsolato “Addio al passato”, in minore, introdotto dall’evocativo suono dell’oboe. S’avanzerà, quindi, Liù, direttamente dalla Pechino fiabesca di Turandot, sul filo pauroso della sua aria “Tu che di gel sei cinta”. Finale verista con l’ Intermezzo della Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni con i diversi movimenti dei temi contrastanti, i modi arcaici evocativi delle melodie, i temperamenti offerti dallo scivolìo cromatico, i colori chiari della natura, rispecchianti quelli della fatalità amorosa e gli oscuri pugni dei bassi che muovono il sangue, una pagina, questa, che si espande rinforzando, ondeggiando, come il vento e gli stessi sentimenti umani, che fluttuano per i loro ciechi labirinti e la Musetta della Devia, tutta spigoli e vivacità, elevare il suo sprezzante valzer sulla sua ammirata avvenenza. Doppio appuntamento invece al Teatro Verdi con l’orchestra filarmonica affidata a Giovanni Rinaldi, per una doppia recita, la prima alle ore 18,30 e la seconda alle ore 21,30. Le voci saranno quella di una giovane promessa della lirica, Francesca Manzo, pupilla di Marilena Laurenza, appena diplomatasi all’Accademia del Teatro alla Scala, ove ha debuttato quale sacerdotessa nell’Aida oreniana affiancata dal tenore Diego Cavezzin. La serata principierà con l’ouverture della Carmen racchiudente l’intera tradizione francese da Rameau in poi, che guarda, immune da ogni scoria, nel fondo degli abissi che l’opera e tutta la musica successiva tenteranno di sondare nel futuro, prima di applaudire la Manzo in “Je veux vivre”, fresca pagina che si adatta splendidamente alla sua voce. Ancora Bizet, stavolta col finale della II Suite de’ l’Arlesienne festosamente colorito e coinvolgente nel ritmo martellante del tamburo, la Farandole, caratteristica danza provenzale. Invito allo Schiaccianoci che terrà banco al Verdi dal 3 al 6 gennaio, con la prima delle “Danze caratteristiche” che è la Marcia, la quale esordisce con un tema gaiamente energico, seguito dai legni sostenuti da trombe e tromboni col Valzer dei fiori, con la sua introduzione dominata dall’arpa, che con volteggi aerei interrompe la citazione del tema principale esposto dai legni sin dalla prima battuta. Cavezzin avrà il compito di lanciare l’immancabile Nessun dorma, prima di cedere la ribalta all’orchestra ancora con l’Intermezzo della Cavalleria Rusticana. Ci attende il conte Danilo nel suo salone da ballo per impalmare la Vedova Allegra, Hanna Glawari sulle note preziose e malinconiche di “Tace il Labbro”, prima di scatenare un infuocato Can Can. La sinfonia della Gazza Ladra salutando l’anno rossiniano appena trascorso, introdurrà la romanza Il Bacio di Luigi Arditi, per chiudere con il brano bandistico circense, quello di Nino Rota, per il finale di Otto e Mezzo di Fellini in un crescendo dinamico e di velocità. Francesca e Diego ci invieranno una cartolina da Napoli, attraverso “Torna a Surriento”, prima di evocare “Non ti scordar di me” di De Curtis. Finale con la polka Schnell “Donder en Bliksen” di Strauss jr., dove i piatti la faranno da padroni assoluti, ma alla fine splenderà sempre “’O sole Mio”, su di un brillante 2019.




Vassallo e Delli Bovi, i casi irrisolti. Le inchieste del Palazzo ancora ferme

di Andrea Pellegrino

Se la vicenda Vassallo attira, ancora e fortunatamente, l’attenzione di politica e società, nel dimenticatoio è finito l’attentato al giovane avvocato Giampiero Delli Bovi. Sono i casi irrisolti del 2018. All’appello mancano l’assassino del sindaco pescatore e il responsabile della consegna del pacco bomba costato le mani a Delli Bovi a Montecorvino. Due casi di cronaca che restano senza colpevoli, accomunati probabilmente da moventi quasi simili e da una fretta iniziale di marchiare una pista: quella camorristica per Vassallo e quella politica per Delli Bovi. Il 2019, probabilmente, farà luce sui due casi, soprattutto sull’omicidio Vassallo dove le ultime indagini hanno tracciato una nuova strada. Poi ci sono tutte le inchieste che riguardano Palazzo di Città e la politica nel suo complesso. Tralasciando i processi in corso (resta in piedi quello sulla variante ai lavori di piazza della Libertà ed un eventuale appello al processo Crescent), di alcuni casi si sono persi attualmente le tracce. Il primo, restando in area Santa Teresa, riguarda la deviazione del torrente Fusandola e gli annessi atti che hanno consentito i lavori. S’attendono anche sviluppi sul compostaggio di Salerno, finito sotto i riflettori dell’Anac e poi della Procura di Salerno. In passato sarebbero state ascoltate anche alcune persone informate sui fatti ma allo stato non c’è nessuno sviluppo. Lo stesso vale per l’inchiesta sul restyling del Palazzo delle Poste Centrali, divenuto oggi condominio privato a tutti gli effetti. Era fine dicembre – di due anni fa – quando le forze dell’ordine bussarono a diversi uffici di Palazzo di Città acquisendo atti relativi ai mercatini di Natale (furono anche sospesi all’epoca) ma soprattutto agli affidamenti alle coop con ri
ferimento ai lotti per il verde pubblico e alla manutenzione. Anche in questo caso la Procura sentì diverse persone, tra cui alcuni consiglieri comunali d’opposizione. Ma da allora nessuna notizia. Naturalmente le indagini sono ancora in corso e probabilmente si chiuderanno – almeno pare di loro – durante il prossimo anno.

LE FONDERIE PISANO

Capitolo a sé merita la lunga e complessa vicenda relativa allo stabilimento di Fratte, palleggiata tra Regione Campania, Tar e giustizia penale. Il tutto mentre s’attende l’annunciata ma mai concretizzata delocalizzazione. Le barricate dei comuni, a partire da Buccino, avrebbero rallentato sicuramente il processo, seppur l’ammontare di ricorsi faccia pensare che la volontà della proprietà non sia proprio quella di lasciare Fratte. Al momento c’è un processo in corso, nel quale – dopo accese polemiche – si è costituito parte civile anche il Comune di Salerno, oltre che il Ministero dell’Ambiente.

IL CASO IDEAL STANDARD

E a proposito di ambiente, a quanto pare l’inchiesta sui rifiuti (eternit in particolare) interrati all’epoca della chiusura dello stabilimento, è stata archiviata. I terreni sono di un altro proprietario che avrebbe trasformato lo storico stabilimento in un’azienda di logistica. Intanto la lista di ammalati e, purtroppo, di deceduti è sempre più lunga tra gli ex operai della Ideal Standard, alcuni dei quali attendono ancora il giusto indennizzo.




L’ospedale di Sapri salvo anche grazie al dottor Rocco Calabrese

di red.cro.

Cinquantatré anni, originario di Potenza, direttore medico di presidio dell’ospedale di Sarno e direttore dell’ospedale di Sapri del comprensorio 71 Sapri – Camerota, Rocco Calabrese, è colui che con la sua caparbietà ha salvato il punto nascite dell’ospedale di Sapri: “Per ora abbiamo 20 donne ricoverate che stanno per partorire alcune con patologie neonatali importanti. C’è la possibilità che il primo nato del 2019 venga dato alla luce proprio da noi. E’ un messaggio di speranza importante”. Nella difesa del suo ospedale di frontiera, come lo definisce Calabrese, ha avuto al suo fianco istituzioni locali, studenti, famiglie, una vera e propria ondata popolare che ha trovato nella sua nota del 21.12.2018 al Comitato Percorso Nascite nazionale, l’unica speranza di non vedersi togliere il punto nascite, “Aspettiamo gennaio per la non chiusura definitiva, questa vinta è solo una battaglia. Il Comitato – spiega Calabrese – ci ha accusati di poca attrazione, una bugia, visto che comparando le nascite di tutto il comprensorio 71, sono avvenute tutte a Sapri. Hanno detto che dal nostro comprensorio, raggiungere uno dei tre punti nascita individuati, ovvero gli ospedali di Lagonegro (Basilicata), Vallo della Lucania ed Agropoli, ci si mette al massimo un’ora. Un’altra bugia, visto che tutti, già basta questo, sanno come sono ridotte le nostre strade, senza tener conto delle esigenze delle future madri visto che non tutte hanno mezzi propri e quindi necessitanti di ambulanza, quindi non si è tenuto conto dei tempi di arrivo e destinazione. Nel comprensorio 72 ci sono tanti piccoli paesi, contrade, donne che vivono in condizioni particolari di disagio e sociali, non le possiamo lasciare sole. Non ci sono le condizioni per chiudere il nostro punto nascite e questo l’ho ribadito con forza anche al tavolo tecnico in Regione”. Cosa si augura per questo 2019 che sta per entrare? “Vorrei che tutte le comunità, non solo le grandi, possano godere di un servizio assistenziale e sanitario degno di questo nome, smettendo di guardare ai numeri




Monsignor Moretti passa la mano

di Andrea Pellegrino

Ha dovuto cedere alla sua malattia e rimettere il mandato nelle mani di papa Francesco. Non deve essere stato facile per Monsignor Luigi Moretti lasciare la guida dell’arcidiocesi di Salerno – Campagna – Acerno. E’ successo tutto qualche mese fa, quando ha scritto al Pontefice chiedendo di poter lasciare il suo mandato. Poi l’annuncio, circa una settimana fa, cogliendo di sorpresa perfino i suoi più stretti collaboratori. Una guida turbolenta, osteggiata ma anche apprezzata, quella di Monsignor Luigi Moretti, l’alto prelato venuto da Roma per sistemare i conti e riportare l’armonia all’interno della vasta e complessa Diocesi, scossa allora dallo scandalo della colonia San Giuseppe. Per molti un «commissario» mandato dal Vaticano per risolvere il caso Salerno. E, invece, Moretti ha dimostrato – così come lui stesso ha affermato durante l’ultima conferenza (quella dell’annuncio delle dimissioni) – di essere tutt’altro. Un vescovo nel pieno delle sue funzioni e convinto del ruolo da svolgere. Resterà qui, sarà vice parroco di San Giuseppe Lavoratore, forse anche dopo aver perso l’occasione di una possibile
nomina a cardinale. Probabilmente in questi anni salernitani avrà più volte pensato di tornare alla casa madre, ma le chiamate, a quanto pare, non sarebbero mai arrivate, ad eccezione di quando il suo nome comparì nella rosa dei possibili candidati alla Cei. A lui va comunque il merito di aver sistemato burocraticamente la Diocesi, a partire dalle Confraternite e dalla sua azione diretta e soprattutto di controllo. Non si è piegato all’ira funesta dell’ex sindaco e oggi governatore della Campania quando decise il nuovo percorso della processione di San Matteo. Lì il punto più alto dello scontro tra Chiesa e Comune, superando perfino qualche dissidio interno all’Arcivescovato. Alla fine passò (e passa ancora) la sua linea, con la processione che si svolse ugualmente (seppur con qualche eccesso di folclore) nonostante l’assenza – per la prima volta – di Vincenzo De Luca che pochi giorni prima aizzò la folla con tanto di manifesti “San Matteo, orgoglio salernitano”. Ne ha passate tante in un territorio abbastanza complesso e ricco di contraddizioni ma alla fine Monsignor Moretti è riuscito a lasciare il suo segno. Ed ancora ora il suo gesto, che non nasconde nessuna manovra, è uno dei più senti




Due giorni di eventi per salutare il 2018

di red. cro.

Ancora una due giorni ricca di eventi per la città di Pagani, nello spirito delle feste che vedono volgere al termine il 2018.
Quest’oggi via Cesarano si animerà a partire dalle 18:30 con una degustazione libera di cioccolato caldo, spettacoli con il fuoco, animazione per grandi e piccini lungo tutta l’arteria stradale che sarà chiusa alla circolazione delle automobili.
Poi è fissato per le 20:00 al Palazzurro, l’appuntamento con “La magia danzante del nuovo anno”, spettacolo organizzato dall’Associazione Club Napoli Pagani, attiva da oltre 4 anni con eventi e spettacoli nella città di Pagani. In programma lo show dell’illusionista Galfyx reduce da tanti successi nazionali, animazione per bambini e l’esibizione delle allieve dell’accademia del ballo New Generation Dance di Daniele Coraggio e di Obiettivo Danza.
Interverranno, inoltre, i responsabili di alcune associazioni che si dedicano ai ragazzi diversamente abili per raccogliere fondi da devolvere all’impegno per questi ragazzi.
In Piazza Auditorium, ancora, il Villaggio delle Fiabe, organizzato dall’amministrazione comunale. Per domani, ultimo giorno dell’anno, prevista animazione e musica in varie postazioni per tutte le strade del centro cittadino. “Per le prossime iniziative messe in campo, una Vigilia di Capodanno in musica, organizzata in collaborazione con i commercianti, e per la Notte dei Saldi dell’Epifania, chiediamo ai cittadini di scendere in piazza” – si legge in una nota a firma della giunta Bottone – “e di brindare con noi al nuovo anno, e di privilegiare i negozi locali”.




Napoli, stretta per Kouamè ma il Psg vuole Allan

di Redazione Sportiva

NAPOLI – I francesi lo vorrebbero, tutti lo vorrebbero. Allan ha dimostrato, in questo spettacolare 2018, di essere un calciatore con gli attributi, tutti al posto giusto. Corsa, grinta, fiato, il centrocampista ex Udinese negli anni è migliorato tantissimo ed è arrivato a conquistare perfino la sua amata Nazionale, il Brasile. Ma il Napoli ora farebbe bene a guardarsi intorno, perchè dopo la grande Champions disputata dal gruppo e dallo stesso brasiliano, ora i fari delle big d’Europa si sono spostati su di lui. I buoni rapporti con Neymar (come testimoniano i commenti social dopo l’esordio in Nazionale), pare possano spingerlo verso il Paris Saint Germain. Ma il numero 5 dei partenopei sta bene dove sta, almeno per ora. La dirigenza dei parigini, che in lui hanno trovato una roccia invalicabile sia al Parco dei Principi che al San Paolo, ci ha già fatto un pensierino. dalla capitale francese sarebbe arrivata una mega offerta alla dirigenza del Napoli per Allan. I campioni d’oltralpe vorrebbero concludere l’affare anche subito, ma chiaramente non troveranno una superficie morbida dall’altro lato della medaglia, dove ci sono Giuntoli, Ancelotti e De Laurentiis pronti a fare fronte comune per allontanare ogni tentativo di strappare via dalle proprie mani il talento di Rio de Janeiro. Per questo la mega offerta di cui sopra sarebbe stata immediatamente rispedita al mittente. Christian Kouamè potrebbe essere molto più che una semplice idea. In casa Napoli, mentre Ancelotti lavora con il gruppo per portare il club lontano nei propri obiettivi, la dirigenza pensa a come rinforzare la rosa e a quali elementi aggregare al gruppo. Non subito, perchè il tecnico in questi giorni si è espresso molto chiaramente: “A gennaio non ci saranno movimenti, nè in entrata, nè in uscita”. La squadra deve restare così com’è per non stravolgere gli equilibri nuovi trovati col cambio panchina dopo il lungo triennio sarriano. Per questo motivo l’idea Kouamè potrebbe concretizzarsi a breve, ma per permetterne l’arrivo il prossimo giugno, a stagione finita. Secondo quanto riportato da Sportmediaset, la prossima settimana potrebbe esseri un incontro con il Genoa a Milano.




La Francese a tutto campo. Rivendica i successi del suo governo

di Andrea Bignardi

La fine dell’anno è sempre un momento di bilanci. La sindaca di Battipaglia Cecilia Francese è giunta a metà del suo mandato, iniziato dopo una durissima contesa preelettorale della quale risultò vincitrice e proseguito poi nel solco di non poche turbolenze. Tuttavia, è tempo di tirare le somme, la dottoressa Francese sembra soddisfatta dei suoi primi due anni e mezzo alla guida del municipio battipagliese.
Sindaco, partiamo da un dato numerico: quali sono stati i numeri che hanno contraddistinto la gestione economica del comune nel 2018?
«I 10 parametri indicatori di un eventuale deficit strutturale dell’Ente sono tutti ampiamente in sicurezza. Un risultato eccezionale per un Ente sottoposto a procedura di riequilibrio finanziario pluriennale, che da solo ci colloca tra i comuni virtuosi della provincia di Salerno. In un periodo in cui sono tantissimi i comuni che sforano 2 o 3 parametri, o addirittura 4, sapendo che al superamento di 5 parametri c’è la dichiarazione di dissesto finanziario, il risultato raggiunto dal nostro Ente è davvero ragguardevole. Riusciamo a ridurre costantemente ed anno per anno il debito del comune. Mettere a posto i conti di un comune è il primo compito di un buon amministratore come buon padre di famiglia.»
Dover conseguire questi risultati ha comportato tagli per la cittadinanza?
«Anzi nel bilancio 2018 sono aumentati gli stanziamenti per il trasporto scolastico e per il servizio mensa, impegnati come siamo a combattere sempre in modo più efficace il fenomeno della dispersione scolastica, presupposto vero per un discorso di senso civico e di sicurezza serio ed efficace.
Sono aumentati gli stanziamenti per i servizi sociali e sta andando avanti con la recente delibera passata in consiglio comunale il progetto di costruzione di un piano di zona autonomo rispetto a quello capeggiato da Pontecagnano, che dovrà consentirci interventi sociali sempre più efficaci.»
Nonostante le ristrettezze conomiche, siete riusciti ad andare oltre le spese di sussistenza?
«Si, infatti ci siamo riproposti,, nel rispetto della legge, di fare di Battipaglia un polo della cultura istituzionalizzando eventi già esistenti e puntando su alcuni specifici settori: quello della lirica, attraverso il gran galà, quello del teatro amatoriale, valorizzando quello straordinario patrimonio locale rappresentato dalle nostre compagnie teatrali, quello della musica per i ragazzi, promuovendo i collegamenti con il Giffoni Film Festival, ed ancora lo studio dell’economia, della storia, degli usi e tradizioni della nostra terra.»
Un programma ambizioso
Rimane purtroppo comunque sempre limitata la nostra capacità di spesa, soprattutto rispetto a ciò che noi vorremmo realizzare per la città, ma in parte gli ostacoli saranno superati con il ricorso ai privati soprattutto nel settore dell’erogazioni di servizi a favore dei cittadini istituendo concessioni di servizi per la gestione di asili nido, strutture sportive e per la villa comunale. Si è ridotta la spesa per il personale di oltre un milione di euro utilizzando con oculatezza gli strumenti come gli straordinari. È stato anche affidato il PUC. Dopo anni questa città si appresta a rinascere.
Per quanto riguarda invece i rapporti con i comuni limitrofi, come si è mosso l’ente comunale?
«Oltre al distacco dal Piano di zona capeggiato da Pontecagnano già menzionato, abbiamo puntato, in collaborazione con la regione Campania, alla valorizzazione del litorale ed all’inclusione del territorio del nostro comune nelle aree di crisi industriale
Si reputa soddisfatta dell’operato compiuto nella prima metà del suo mandato? Quali aspettative nutre per il 2019?
Abbiamo di fronte a noi grandi sfide. Ogni consigliere comunale può raccogliere questa sfida nell’interesse di una città che da troppo tempo aspetta di essere governata, di avere un’ orizzonte, una prospettiva alla quale guardare, oppure può decidere di porsi su una sterile posizione di opposizione ad ogni costo. Noi eravamo, siamo e saremo aperti al confronto con tutti sul terreno delle cose da fare.