Cannabis light in vendita nelle edicole

Adriano Rescigno

Cannabis light in vendita nelle edicole insieme a riviste e giornali, anche Salerno si divide. Abbiamo chiesto agli edicolanti della città che cosa ne pensano delle novità proposta dal distributore nazionale in base alla legge sulla canapa 242 del dicembre 2016, vista di cattivo occhio dal vice primo ministro Matteo Salvini. “The Botanist” è il prodotto pomo della discordia, proposto in vendita a 13,90 euro a confezione. Ogni bustina contiene un’infiorescenza di cannabis light con valore di thc 0.24. In ogni pacchettino c’è un grammo di prodotto e la vendita è vietata ai minori di 18 anni. Sulla confezione viene anche riportato che “il prodotto è legale nel rispetto della legge sulla canapa del dicembre 2016 numero 242, circolare del ministero della Salute del maggio 2009”, e viene specificato che il prodotto “non è adatto alla combustione e a scopi alimentari” e che si tratta di “prodotto tecnico e da collezione, non medico o terapeutico”. Ma fra gli edicolanti serpeggia la preoccupazione, tanto che l’edicolante di corso Vittorio Emanuele non ha voluto rispondere alla nostro intervista in quanto non è interessato né al prodotto né tantomeno alla vendita, ci ha provato, ha spiegato l’edicolante che ha preferito rimanere anonimo ad esporre il prodotto ma dopo le sollecitazioni di molti clienti che hanno storto il naso già alla vista della pubblicità, soprattutto over 40, ha preferito dare il benservito alla cannabis light. Dello stesso avviso anche Alfredo, titolare di una edicola sempre sul corso principale: “ La andassero ad acquistare altrove la cannabis. Non mi interessa avere questo prodotto tra i tanti in esposizione. Sono d’accordo con Salvini a voler abolire questa legge. Non mi interessa questa merce e mai la venderò”. Spostandoci su via Velia, abbiamo intervistato Anna, titolare dell’edicola presso il famoso “ponte del diavolo”, che pare essere favorevole alla vendita del prodotto: “Proprio ieri mi è arrivata la circolare da parte del distributore nazionale, quindi credo che anche oggi potrei averlo a disposizione. Se vendere la cannabis nelle edicole è un modo per contrastare la vendita di droga da parte della criminalità organizzata, ben venga la sua vendita. Certamente sarà in vendita nell’apposito espositore e lontano dai minorenni. C’è tanta droga in giro illegale ed ora si vuole far storie su quella autorizzata dallo Stato? Se serve come azione da contrasto, allora, ben venga”. La signora Rosetta invece, titolare di una edicola lungo il trincerone ferroviario è scettica: “Ho già a disposizione il prodotto ma non lo tengo in bella vista. La nostra attività presenta tanti prodotti per bambini dalle riviste ai giocattoli, non mi sembra morale averlo in bella vista. Lo so che è autorizzato dalla legge, ma preferisco così. Ho avuto per un periodo anche la pubblicità esposta, ma poi l’ho tolta. Se me la cercano, va bene, altrimenti faccio conto di non averla. Sono combattuta ad esporla, questa è la verità”. Poco distante invece Carlo, dell’edicola sempre lungo il trincerone all’incrocio con via Ripa: “Non sono un consumatore ma non mi faccio problemi a venderla. Non sono né favorevole né contrario. E’ un prodotto come tanti, l’importante che sia a norma di legge. Nel momento in cui dovesse arrivare l’abolizione della legge, non avrò problemi a toglierla”. Luca infine, in pizza Casalbore non ha dubbi: “Sono favorevole alla vendita, Salvini sbaglia a voler abolire questa legge che permette la vendita in edicola. Tutti si riforniscono in maniera illegale di droga, questa può essere una iniziativa che danneggia le organizzazioni criminali, non vedo perché schierarsi contro, poi il quantitativo è minimo. Non vedo tutto questa preoccupazione”. Insomma, il tema divide più che mai anche se diversi edicolanti delle zone periferiche non hanno problemi alla vendita, l’importante che non richiedano minori e non sia contro legge. Due edicolanti su 5 quindi totalmente contrari, in linea con Il vicepresidente della federazione italiana tabaccai Corrado Brandalise che: “Consiglio di prendere le buste, sigillarle e nasconderle in magazzino insieme alla bolla. In caso di controlli saremmo noi i responsabili della detenzione di questa sostanza”. In conclusione, anche la Fenagi, Federazione nazionale giornalai: “in una situazione di vuoto normativo riguardante la commercializzazione delle infiorescenze della canapa sativa, anche se il prodotto fosse confezionato in una rivista, la vendita della ‘cannabis light’ potrebbe rappresentare un rischio per il titolare dell’edicola”.

Una canapa sostenibile ed ecologica

Ma che cos’è l’oggetto di tanta preoccupazione? Ci atteniamo a quanto viene riportato sulla confezione di The Botanist, che contiene sua una rivista e sia il prodotto erbaceo. “Canapa. Sostenibile ed ecologica, è la pianta del futuro”, c’è scritto sulla confezione, contenute in un apposito blister da dodici pezzi. Si può tranquillamente comprarne un grammo a 13,90 euro. Una confezione, per intenderci. Ovviamente la vendita è vietata ai minori. Il prodotto non si può fumare, si evince chiaramente, né aprire per strada, ma si può usare in casa come profumatore da ambiente o come oggetto da collezione. Non si esclude, come è più facile che accada nella maggior parte dei casi, anche se non si potrebbe, che il prodotto venga consumato come “tradizionale” spinello. Analizzando le percentuali in vendita presenti nella “pianta del futuro” Il thc, che è quello che dà il celeberrimo “sballo”, è appena allo 0.2 per cento, mentre il Cdb, la componente che da effetti rilassanti, è al 12 per cento.

Al “Ruggi” terapia “ignorata”

Il Thc dunque sembra proprio essere, almeno in via ufficiale, visto che al calar della sera l’uso è largamente diffuso soprattutto tra i giovani, un vero e proprio tabù, tant’è che nei locali adibiti a farmacia dell’azienda ospedaliera universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, fonti autorevoli ne certificano l’assenza o quantomeno un uso pari quasi allo zero nel curare malattie quando le terapie convenzionali sono inefficaci. Sì, il Thc, ovvero il principio attivo di quella che volgarmente viene chiamata “erba”, viene usato anche per fini medici. Nel 2016, il nostro Paese ha avviato una produzione nazionale di cannabis per uso medico presso lo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, grazie alla collaborazione tra il Ministero della salute e il Ministero della difesa, in modo da garantire l’accesso a tali terapie a costi adeguati e in modo sicuro. Si tratta del prodotto Cannabis Fm-2 (contenente Thc tra il 5 e l’ 8 pe cento e Cbd in quantitativi tra il 7,5 e il 12 per cento), prima sostanza attiva a base di cannabis prodotta in conformità alle direttive europee in materia di medicinali su processo produttivo depositato e controllato, in una officina farmaceutica autorizzata dall’Aifa e la cui distribuzione è autorizzata dall’ Organismo statale per la cannabis presso il Ministero della salute. La prescrizione di cannabis ad uso medico in Italia dunque riguarda l’impiego nel dolore cronico e di quello associato a sclerosi multipla e a lesioni del midollo spinale; nella nausea e vomito causati da chemioterapia, radioterapia, terapie per Hiv; come stimolante dell’appetito nella cachessia, anoressia, perdita dell’appetito in pazienti oncologici o affetti da Aids e nell’anoressia nervosa; l’effetto ipotensivo nel glaucoma; la riduzione dei movimenti involontari del corpo e facciali nella sindrome di Gilles de la Tourette. Le prescrizioni infine si effettuano esclusivamente quando le terapie convenzionali o standard sono inefficaci.




Buon Compleanno Esa-Pekka Salonen

Il direttore finlandese inaugurerà stasera alle 20 la LXVI edizione del Ravello Festival con il primo dei due concerti wagneriani alla testa della Philarmonia Orchestra, festeggiando il suo sessantesimo compleanno tra cielo e terra

 

Di OLGA CHIEFFI

Non c’è frase musicale o poetica, figura dipinta o raccontata che non abbiano fatto presa, che non abbiano inciso su una vita, modificato un destino, alleviato o aggravato un dolore. Il corno inglese evocativo, impressionista, orfico, schizza un universo sonoro naturale dal quale l’uomo sembra escluso con il suo “cuore” “scordato strumento”, un suono ricreato efficacemente attraverso l’effetto di rallentamento prodotto dalla doppia relativa e dalla successione delle liquide e delle nasali, in questi ultimi versi, a precedere la “stonatura” finale del cuore. Wagner nel suo Tristan Und Isolde ha voluto questo strumento quale simbolo del “disincanto”: al suo suono è dedicata una lunga melopea senza accompagnamento, fra le più singolari e toccanti che mai siano state immaginate, a lui resta l’ultima parola nel motivo del desiderio che si fa simbolo di un’altra unione, di una gioia cosmica, dell’estasi che palpita “del respiro del mondo nell’alitante Tutto”. Stasera alle ore 20, i riflettori si accenderanno sulla LXVI edizione del Ravello Festival con il Preludio del Tristan und Isolde e l’incantato liebestod evocati dalla Philarmonia Orchestra che celebrerà anche i sessant’anni del suo direttore Esa-Pekka Salonen. Con loro le voci del soprano Michelle DeYoung e del baritono James Rutherford al loro debutto assoluto nella Città della Musica. Dopo il Preludio, (che aldilà di ogni possibile gerarchia è una vetta – se non la vetta – della musica occidentale) non porta in sé solo l’ impronta del genio, ma incarna storicamente un inizio e una fine: l’ armonia non è più quella “inaugurata” da Bach e consolidata da Mozart e Beethoven; è il primo passo verso la musica moderna –  l’urlo di vita di un neonato che respira per la prima volta, Esa-Pekka Salonen si cimenterà con l’Addio di Wotan dal Die Walkure col suo poderoso accordo di re maggiore di tutti gli altri fiati e sostenuto dalle volute degli archi e del flauto, il tema della cavalcata compare adesso in trombe, tromboni e tuba, forte e maestoso, come a scortare compostamente e solennemente la Valchiria verso il sacrario in cui verrà addormentata. Poi, fortissimo nei fiati alti, ecco il tema del sonno, che porta – con una discesa che ricorda il Patto e una successiva impennata – allo struggente addio di Wotan: “Leb’wohl, du kühnes, herrliches Kind, affidato al baritono James Rutheford.  Finale con il Gotterdamerung il Siegfrieds Rheinfhart, l’intermezzo sinfonico che unisce il prologo al primo atto del Gotterdammerung. Siegfried, pur pago dell’amore della Walkiria, anela a nuove imprese: l’eroe regala alla donna l’anello, la donna all’eroe il cavallo Grane. Sigfrido scende dall’altura dando gioiosamente fiato al suo corno, mentre Brunilde, seguendolo con l’animo in tumulto, gli manda dall’alto gli ultimi addii. “L’orchestra raccoglie il motivo del corno e lo sviluppa in un pezzo poderoso”, così indica la didascalia wagneriana. E di pezzo poderoso, scintillante e brillantissimo, veramente si tratta, i motivi metafisici e morali, cosmici e umani che reggono l’intero ciclo, qui accoppiandosi ai colori e alle atmosfere di un paesaggio mitico, nel segno di un idealizzato “Sentimental Journey” alla ricerca del proprio destino. A seguire la commovente Marcia funebre, uno dei brani più impressionanti e sublimi che Wagner abbia concepito, una pagina dal colore cupo e allucinante, impregnato da senso profondo dell’imminente tragedia, il Sacrificio di Brunilde, interpretato da Michelle DeYoung, che restuirà con le sue ceneri l’anello alle ondine del Reno, facendo crollare il Walhalla, segno dell’inizio di un nuovo mondo.




La Fregata Euro ed il Pattugliatore Aviere in sosta al porto di Salerno

foto di Guglielmo Gambardella

La Fregata Euro ed il pattugliatore Aviero in sosta al porto di Salerno fino al 3 luglio. Si tratta di due imbarcazioni della Marina Militare, in fase di dismissione. Quella di Salerno è infatti una delle ultime tappe per conoscere e visitare la flotta, prima della dismissione e della conclusione dell’attività operativa, prevista il 16 luglio. “Per la Marina militare è fondamentale la formazione dei giovani del nostro Paese – spiega il capitano di fregata Nicolò Pisani (Euro) – li educhiamo alla cultura e al rispetto del mare. Se adeguatamente formati, potranno svolgere un ruolo da protagonisti in mare, a salvaguardia del nostro patrimonio, che va conosciuto e valorizzato. E’ uno snodo cruciale, un momento di crescita personale per gli allievi della Scuola Navale Morosini, partecipanti al secondo corso del prestigioso Istituto di formazione che ha sede a Venezia. Acquisite nozioni in ambito marinaresco, in materia di sicurezza in mare e di etica, potranno effettuare una scelta più consapevole riguardo il proprio percorso di vita e professionale”. “Abbiamo partecipato ad importanti operazioni internazionali – dice il capitano di fregata Bruno Viafora, al comando del pattugliatore di Squadra Aviere – nel 2012 per 4 mesi nel mare arabico, in seguito all’attacco alle Torri Gemelle, poi nel Mediterraneo Orientale e per la riacquisizione delle acque territoriali. Il Mediterraneo sembra un mare piccolo (1% dello specchio acqueo) ma è attraversato dal 20% dei commerci internazionali. E’ fondamentale avere una Marina Militare al passo con i tempi. La nostra economia è di trasformazione e il nostro obiettivo è garantire la libertà delle linee di flusso per ottenere stabilità economica”. In occasione della sosta a Salerno, il pubblico potrà effettuare visite a bordo delle navi oggi, venerdì 29 giugno, dalle ore 15.30 alle 18.30. Sarà possible salire a bordo anche domani, sabato 30 giugno, dalle ore 10 alle 12 e dalle ore 15.30 alle 18.30. Visite domenica 1° luglio dalle ore 10 alle 12 e dalle 15.30 alle 18.30.“




Sarracino mette in discussione la ricandidatura di De Luca. Mazzeo: “Ha la presunzione di ambire alla candidatura?”

Erika Noschese

Guerra a distanza tra il Giovani democratici di Salerno e quelli di Napoli. A scatenare la polemica, le parole dell’esponente dei Gd di Napoli, Marco Sarracino che avrebbe messo in discussione la candidatura, alle prossime elezioni regionali, del governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca. Pronta la replica di Marco Mazzeo, segretario dei Giovani Democratici di Salerno: “Marco Sarracino, prima vicino a Giuseppe Civati, poi a Matteo Renzi, ora a Andrea Orlando, dichiara, questa mattina che vuole mettere in discussione la ricandidatura alle regionali del 2020 del Presidente Vincenzo De Luca. Forse ambisce lui alla candidatura? Addirittura ha questa presunzione? In Campania dal 2015 la ricreazione è finita. È in atto una rivoluzione. Ci sono numerose iniziative messe in campo dalla Regione Campania ma, evidentemente, a Sarracino interessa soltanto ottenere una candidatura come sperava di ricevere da Orlando in occasione delle scorse elezioni Politiche”. Replicherà nuovamente Sarracino? Staremo a vedere.

 




Al centro “Maximall” di Pontecagnano, una proposta speciale di matrimonio grazie al coro dei “Non solo Gospel” di Salerno

Un pomeriggio davvero speciale quello di sabato pomeriggio al centro commerciale Maximall di Pontecagnano, soprattutto per una coppia di futuri sposi: Giovanni e Letizia.

Se vi state chiedendo come sorprendere la vostra fidanzata, potete prendere spunto da questa originale dichiarazione d’amore. Il tutto è stato ideato dal futuro sposo, Giovanni Sapere, ed organizzato con l’agenzia di comunicazione di Salerno, Creatiwa Studio, in collaborazione con il noto gruppo campano dei “Non solo Gospel” (diretti da Simona Guida) e naturalmente grazie al centro Commerciale Maximall di Pontecagnano.

Letizia, la futura sposa, è stata convinta a recarsi al centro commerciale credendo di dover accompagnare Giovanni, ad incontrare un potenziale acquirente di un oggetto messo in vendita su internet. I due ragazzi quindi sono arrivati al bar del centro intorno alle 18:00 (come da piano). Al segnale che aveva stabilito lo sposo è partita la scena, in quel momento lui ha tirato fuori un bouquet di fiori dallo zaino mentre lei era di spalle, che ordinava un frullato. A quel punto si è avvicina la prima corista che ha iniziato ad intonare il brano soul “Ain’t no mountain high enough”, di lì a poco, mimetizzati tra le persone sedute al bar, si sono uniti gli altri componenti del coro, ben 12 persone, che hanno continuato a cantare sorprendendo ed emozionando pubblico e futura sposa.

Inevitabilmente si è generato un grande affollamento nella zona in cui si svolgeva l’evento nel centro commerciale, tanto è vero che molti curiosi hanno ripreso con i propri smartphone l’originale iniziativa. In quel momento come da prassi, Giovanni si è inginocchiato offrendo l’anello alla sua fidanzata che lo ha accolto con gioia e un pizzico di emozione agli occhi.

L’episodio ha attirato l’attenzione dei clienti del Maximall, che hanno naturalmente applaudito con grande entusiasmo, così che il coro gospel ha continuato con un secondo brano musicale “ Oh Happy Days ” per sottolineare il giorno speciale. Dal bacio e dal sorriso con cui lei ha ricambiato, siamo certi che la sua risposta fosse un bel “SI”!

Ricevere una proposta di matrimonio dalla persona che si ama è sempre un momento emozionante. Chi decide di fare il grande passo sceglie con cura i dettagli dell’occasione, dalla scelta dell’anello alla scelta della location in cui darlo, e le parole giuste da utilizzare, ma per alcuni fantasiosi non sono le uniche cose a cui pensare!

C’è chi vuole rendere il tutto ancora più speciale con delle trovate decisamente fuori dalle righe, come ha fatto Giovanni per Letizia.

 




Vetrine d’arte nella Notte Bianca

di Maria Francesca Troisi

Nel corso del weekend della Notte Bianca, da 6 all’8 luglio, Salerno ospiterà Vetrine d’Arte, iniziativa accolta dall’Amministrazione Comunale, che ricalca una realtà presente in tutta Europa, ossia quella di creare un connubio tra l’arte e il commercio, permettendo l’esposizione di artisti salernitani più o meno noti nei negozi dei commercianti che hanno aderito al progetto. L’iniziativa, nata dalla quarantottenne Tiziana Fresa, laureata in storia dell’arte, si auspica abbia un proseguio che possa coinvolgere anche le istituzioni scolastiche, creando quindi un’interazione con le scuole, al fine di sperimentare non solo le capacità artistiche ma presentare anche tematiche importanti.

Tiziana, come nasce questa iniziativa?

“Nasce da un mio sogno, ossia quello di esprimere la mia passione per l’arte, rimasta per tempo sopita. In una chiacchierata con Veronica Mondany (Consigliere Comunale) è venuto fuori questo progetto, che lei ha accolto con la sua parte più rappresentativa, quella della solidarietà tra donne. L’idea è stata quindi approvata in primis da lei, che ha testimoniato con l’accoglienza di questa idea la sua grande solidarietà alle donne, facendomi poi anche da ponte nel presentarmi Dario Loffredo (Assessore al Commercio) che a sua volta mi ha creato il contatto con Mario Arciuolo, organizzatore di Notte Bianca, nonché direttore della Cidec. Il tutto è stato poi veicolato (come su richiesta) attraverso un’associazione culturale, quella di Mario Fresa, mio fratello, che mi ha supportato come presentazione formale, al fine di creare qualcosa che non avesse alcuno scopo di lucro”.

Cos’è nel concreto Vetrine d’Arte?

“Vetrine d’Arte è la possibilità di mettere in vetrina le opere d’arte, di artisti più o meno noti di Salerno e provincia, che possono essere pittori scultori o fotografi. In questo caso sono venti, con un’età compresa tra i 27 e 84 anni”.

Com’è avvenuta la selezione dei partecipanti?

“Poiché siamo partiti un po’ in ritardo (a causa della burocrazia un po’ lenta) c’è stato più che altro un passaparola. Sicuramente l’esperienza va migliorata, perché andavano coinvolti ovviamente tutti gli esercizi commerciali, con una pubblicità mirata”.

Quindi quanti sono i negozi che aderiscono, e in che zona della città si trovano?

“I negozi che aderiscono sono “solo” ventinove, non sono pochi dal punto di vista organizzativo, ma non sono nemmeno tantissimi, perché ovviamente mi sarebbe piaciuto coinvolgerli tutti, però alcuni hanno avuto una grande chiusura, che poi è la stessa chiusura che ci auguriamo scompaia a Salerno, che dovrebbe aprirsi invece, a partire proprio dagli esercenti. Si trovano nel centro e alcuni anche nella zona di Pastena: ovviamente nel prossimo step Vetrine D’Arte avrà già una sua identità precisa, e potrò presentarla meglio, supportata da qualcosa che già esiste”.

Questa sperimentazione dunque si ripeterà?

“Si dovrebbe ripetere. Nel prossimo step vorremmo coinvolgere anche le istituzioni scolastiche, creando un’interazione con le scuole, con gli alunni degli istituti d’arte, per cercare di coinvolgerli anche con tematiche sociali, che possono essere bullismo, disturbi dell’alimentazione, femminicidio, cercando quindi di veicolare l’arte verso una propaganda che sia anche di carattere sociale, dove si introduce ovviamente anche il pensiero di Veronica, che è tutto rivolto al sociale, come consigliera comunale”.

C’è un filo comune che lega le opere esposte?

“No, in questo caso era una libera espressione, alcune opere erano anche già in mostra, perché alcuni artisti fanno delle personali, quindi sono già conosciuti nel panorama salernitano, altri invece sono alle prime sperimentazioni pittoriche. Ci sono anche artisti diversamente abili, come Salvatore Cesarano e Anna De Rosa, quindi c’è tutta l’espressione secondo me più valida del panorama salernitano”.

Gli orari dell’esposizione sono strettamente legati a quelli di Notte Bianca?

“Sì, sono quelli ovviamente legati al turismo di quei giorni, nel senso che l’esercente (che partecipa a Notte Bianca) avrà voglia di restare aperto finché vedrà un movimento.

Come hai accennato prima, hai riscontrato una sorta di chiusura per questo tipo di iniziative.

“Sì, c’è una chiusura evidente, anche se con Luci d’Artista c’è già stato un discreto cambiamento. Va però organizzato il tutto culturalmente in maniera più evoluta. Luci d’Artista va benissimo, ma va invogliato anche un certo tipo di turismo dallo spessore culturale più alto. Salerno è una città che nasce sin dagli albori a scopo commerciale, per la sua posizione geofisica, e non deve perdere questa connotazione, garantendo anche una lettura che rispecchi gli standart europei. L’augurio è quindi che la città, al di là delle Luci d’Artista, possa portare cultura e movimento”.




Imprese: a Salerno e provincia 1 ogni 7 è rosa under 35

E’ forte la presenza di giovani donne under 35 nel tessuto imprenditoriale della provincia di Salerno. Sono i dati Infocamere effettuate dall’Osservatorio Economico provinciale della Camera di Commercio di Salerno, guidata da Andrea Prete. Delle 27.874 imprese femminili presenti in provincia di Salerno, dati al 31 marzo 2018, 4.208 sono giovanili, ossia caratterizzate dalla partecipazione assoluta o maggioritaria di giovani con meno di 35 anni di eta’: 1 ogni 7 aziende femminili. In generale, le imprese femminili rappresentano circa il 23,2% del totale del tessuto produttivo provinciale (Italia 21,8%). Un dato, quello della presenza femminile, in linea con la media nazionale: quasi il 29% delle attivita’ under 35 della provincia ha una donna al comando. La presenza complessiva di imprese giovanili in provincia e’, tuttavia, ben piu’ significativa (12% del totale imprese) rispetto alla media nazionale (9%). L’analisi settoriale rivela un particolare interesse dei giovani imprenditori per le attivita’ caratterizzate da piu’ basse barriere all’entrata. La maggiore concentrazione di imprese “under 35” si riscontra, infatti, nel settore del commercio all’ingrosso e al dettaglio (4.592 imprese), segue il settore agricolo(1.846) e quello turistico (1.185). Nei settore dei servizi di alloggio e ristorazione, le imprenditrici giovani incidono per circa un terzo (33,5%). Da segnalare una presenza rosa nelle “under 35” superiore alla media provinciale anche in settori tradizionalmente maschili, come le attivita’ finanziarie e assicurative (32,9%) e quelle artistiche, sportive e di intrattenimento (35%). Infine, nel settore “Altre attivita’ di servizi”, che comprende anche i servizi alla persona, risulta guidata da una donna, una imprese giovanile ogni due (53,8%). Per quanto riguarda la componente imprenditoriale straniera, sono gestite da donne il 22,5% delle oltre 7.500 imprese create da cittadini provenienti da altri paesi. Il dato e’ inferiore alla media regionale (23,3%) e nazionale (23,9%).




Reo di tentato omicidio in manette il 23enne Salvatore Fraccella

Pina Ferro

Mise in atto, insieme ad un altro soggetto, un feroce accoltellamento ai danni di tre ragazzi:arrestato. I carabinieri della stazione di Pontecagnano, agli ordini del maggiore Erich Fasolino, nel pomeriggio di mercoledì, hanno stretto le manette ai polsi di Salvatore Fracella, 23 anni, residente nel centro picentino e noto alle forze dell’ordine. Fracella deve scontare la pena definitiva di 4 anni ed 8 mesi di reclusione per concorso in tentato omicidio, commesso a Salerno il 16 marzo del 2013. Quella sera, Salvatore Fraccella fu tratto in arresto insieme a Ciro Marigliano junior, nipote del più noto Ciro Marigliano, esponente di spicco del clan D’Agostino. Una terza persona venne deferito in stato di libertà. I fatti avvennero in piazza della Concordia: Fraccella e Maerigliano junior, dopo aver adocchiato, mentre percorrevano in auto la strada adiacente a Piazza della Concordia, tre ragazze alle quali risolsero volgari apprezzamenti, senza alcuna motivazione aggredirono i loro fidanzati e li colpirono con una lama. Ad estrarre il coltello e a colpire prima un giovane al torace e poi l’altro alla gola. I giovani oltre ad essere attinti dalla lama furono anche colpiti con alcuni cazzotti. Subito dopo il fatto Fraccella e Marigliano Junior si resero irreperibili. Le immediate indagini della Squadra Mobile portano all’identificazione dei tre che furono rintracciati e fermati il pomeriggio del giorno seguente a Pastena nella zona orientale di Salerno. Due mesi prima dell’aggressione Fracella, era stato fermato dalla Mobile nel corso di un controllo all’esito del quale gli agenti rinvennero nella sua autovettura un passamontagna, un coltello, una pistola e alcune dosi di stupefacente. Espletate le formalità di rito, mercoledì pomeriggio, il 23enne è stato rinchiuso nel carcere di Fuorni.




Commerciante induce giudice in errore, a giudizio

Pina Ferro

Con l’accusa di falso in induzione è stato rinviato a giudizio il noto imprenditore commerciale salernitano Armando Napoletano. Il prossimo 8 febbraio l’uomo comparirà dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Salerno. Il rinvio a giudizio è stato disposto dal giudice per le udienze preliminari del tribunale di Salerno Ubaldo Perrotta. Parte offesa un noto avvocato penalista del foro di Salerno. Il commerciante nel dicembre del del 2013 aveva chiesto al tribunale di Salerno l’emissione di un decreto ingiuntivo a carico del legale salernitano. L’avvocato avrebbe girato al commerciante un assegno a garanzia. Invece Napoletano con il decreto ingiuntivo ha indotto il giudice a ritenere il legale fosse debitore nei confronto dell’imprenditore. Questi i fatti. Il noto avvocato, nelle vesti di intermediario, aveva ricevuto da due clienti un assegno di 8490 euro che andava versato a Armando Napoletano. Dunque, l’avvocato doveva solo far arrivare il titolo al destinatario. Prima di consegnare il titolo ad Armando Napoletano, l’avvocato, a garanzia, lo gira (ovvero appone la propria firma sul retro). Pare che tale assegno non fosse neppure destinato all’incasso immediato. Successivamente, il commerciante avvia la procedura del recupero credito attraverso un atto ingiuntivo a carico dell’avocato salernitano il quale non aveva alcun ruolo nella vicenda se non quello di aver fatto da intermediario tra chi aveva emesso l’assegno ed il destinatario dello stesso. Il commeriante ha tratto in inganno il giudice del procedimento monitorio inducendolo ad emettere decreto ingiuntivo a carico del legale ed anche il giudice del successivo giudizio di opposizione, lasciando formare atti pubbili affetti da falsità ideologica, a cui ha fatto seguito la sottoposizione del pignoramento immobiliare




Crescent: legale, si gioca su essere pro o contro De Luca

“Ci sono troppe aspettative in questa vicenda giudiziaria. Si gioca tutto sull’essere pro o contro De Luca”. Lo ha detto l’avvocato Paolo Carbone, legale del governatore della Campania, Vincenzo De Luca, durante l’udienza svoltasi al Tribunale di Salerno per il processo Crescent, il complesso immobiliare sul lungomare. Un’arringa durata un’ora e 20 minuti, durante i quali Carbone ha provato a smontare le accuse della Procura che contesta al presidente della giunta regionale i reati di falso ideologico, abuso d’ufficio e reati urbanistici relativi al periodo in cui De Luca era sindaco di Salerno. “Ci sono troppi rivoli secchi”, ha affermato l’avvocato Carbone che nel chiedere l’assoluzione con formula piena per i suoi assistiti (oltre a Vincenzo De Luca, anche Lorenzo Criscuolo e Matteo Basile), ed ha concluso l’arringa con una considerazione personale: “Ieri sera, facendo quattro passi, ho guardato il Crescent e Piazza della Liberta’. Non sono in grado di esprimere giudizi estetici – ha spiegato l’avvocato di De Luca – ma so che le citta’ progrediscono con queste scelte. Ho guardato queste opere che hanno trasformato la mia citta’ e devo dire che mi sono sentito orgoglioso. Queste opere portano la firma di grandi artisti. Devono rimanere, rimarranno come scelta politica e di coraggio”.