Nota/ La frittura

Andrea Pellegrino

Chissà cosa direbbe Maurizio Gasparri se sapesse (e lo saprà) che Forza Italia ha ceduto (sostanzialmente) il collegio di Agropoli al «Re delle fritture». Chissà se a lui – che nei giorni del Referendum e del famoso incontro all’Hotel Ramada (quello del patto della frittura) si era inventato perfino una canzoncina dal titolo «Meravigliosa frittura» approdando direttamente nel feudo di Alfieri – gli sarà capitata la lista salernitana di Forza Italia, scoprendo che nel collegio uninominale è spuntata la professoressa Marzia Ferraioli, più romana che salernitana. Stesso nome che compare anche al numero due del listino proporzionale della Camera dei Deputati, subito dopo Enzo Fasano. Dunque se il Movimento 5 Stelle fa rientrare la consulente della Merkel, Alessia D’Alessandro, 28enne nata e cresciuta ad Agropoli per la sfida politicamente più rilevante della Campania, Forza Italia pare che abbia già alzato bandiera bianca. Naturalmente, questo stando ai primi elementi e ai numeri fino ad ora incassati da Alfieri, poi le urne confermeranno o smentiranno.




La sospensione del sindaco «Occorre tornare subito al voto»

Tornare al voto per dare nuovamente un governo a Vietri sul Mare. E’ questo l’appello del Comitato vietrese per la difesa dei beni comuni che, domani alle 11 – presso il bar Miramare di corso Umberto I -, terrà un incontro con stampa e cittadinanza, proprio per discutere dell’attuale incertezza amministrativa che si vive dopo la condanna e la sospensione del primo cittadino Franco Benincasa.
«Nell’ultima seduta di Consiglio comunale – si legge in una nota a firma di Alfonso Gambardella, Antonio Luciano, Giuseppe Schiavone e Umberto Massimino – c’è stata la presa d’atto ufficiale della sospensione Franco Benincasa dalla carica di sindaco in virtù dell’applicazione della Legge Severino consiglieri di opposizione, in larga maggioranza, hanno chiesto a gran voce di porre fine all’attuale amministrazione comunale, fortemente indebolita dalle vicende giudiziarie del sindaco Benincasa, e di restituire subito la parola agli elettori nella prossima primavera, per assicurare a Vietri un governo dignitoso e pienamente legittimato a prendere cruciali decisioni sul futuro della nostra comunità. I consiglieri di minoranza hanno tutti sostanzialmente sottolineato il fatto che l’amministrazione comunale ha perso l’unica figura in grado, finora, di assicurare compattezza tra le fila della propria maggioranza, al momento retta dal sostegno di due ex consiglieri di minoranza – Borrelli e Granozi – accolti solo per garantire la sopravvivenza di un sistema di potere politico prolungatosi per quasi un decennio e di cui i cittadini di Vietri sono sempre più insoddisfatti».




Mariana uccisa il giorno della scomparsa

Pina Ferro

Mariana Szekers è morta a seguito di una copiosa emorragia. E’ quanto si evince dall’accertamento tecnico effettuato sul corpo della prostituta, ritrovata senza vita il 15 maggio del 2016, in un terreno della zona industriale di Salerno. E’ stata depositata nei giorni scorsi la relazione sulla ulteriore autopsia effettuata sul corpo della ventenne, dai medici Orazio Cascio e Luca Lepore su incarico della Procura di Salerno. Si tratta di un secondo esame autoptico effettuato a distanza di un anno dal decesso della ragazza ed il quale è indagato Carmine Ferrante di Vietri Sul Mare. L’uomo, un muratore, attualmente è già detenuto per l’omicidio di un’altra prostituta uccisa a Pagani. Nella relazione consegnata al magistrato titolare dell’inchiesto, i consulenti affermano che Mariana Szekers sarebbe morta lo stesso giorno della sua scomparsa (30 aprile 2016) e, a poche ore di distanza dal pranzo come testimoniato dai residui di cibo “non trasformatio” rinvenuti nell’apparato. La rapida scleratizzazione del cranio testimonierebbero la ulteriori lesioni da cui si è avuta un’emorraggia che ha accelerato i tempi di decomposizione. E, sempre secondo la relazione dei medici legali la donna sarebbe stata assassinata subito dopo un rapporto sessuale (al ritrovamento aveva ancora slip e calze abbassate (e successiva- mente trascinata dove è stata ritrovata come evidenziato dai graffi su schiena e glutei e dalla posizione delle braccia. Il corpo di Szekers attualmente è ancora presso l’obito- rio dell’ospedale di via San Leonardo. La famiglia della ragazza è assistita dall’avvocato Giovanni Alfinito




False attestazioni: interdetti dal lavoro geologo e imprenditore

Pina Ferro

False attestazioni: interdetti dall’esercizio delle attività professionali e imprenditoriali Francesco Paolo Buonocunto, geologo, e Edgar Cioffi, imprenditore. Il provvedimento, relativo ad un arco di tempo di dodici mesi, è stato emesso dai giudici del Tribunale del Riesame, presieduto da Gaetano Sgroia. A rivolgersi al Riesame era stato il pubblico ministero a seguito del rigetto da parte del Gip della richiesta di interdizione dell’esercizio professionale. Diverse le accuse a carico sia del geologo che dell’imprenditore. Nello specifico, i fatti riguardano il consolidamento di un costone roccioso lungo la statale 163 Amalfitana, nel comune di Conca dei Marini. Nel dettaglio, secondo la Pubblica accusa, avrebbe attestato il falso, in merito al pericolo di crollo di materiale lapideo dal costone roccioso della strada statale amalfitana, in assenza di sopralluoghi e verifiche accertate. In particolare aveva affermato di aver rimosso il pericolo esistente. Dal Comune di Conca dei Marini il geologo avrebbe intascato, un ingiusto profitto di 4500 euro per lo svolgimeninto dell’incarico professionale mai espletato. Quest’ultimo, in collaborazione con Edgar Cioffi, ha indotto così in errore i funzionari dell’Anas, i quali avevano deciso (dopo la comunicazione ricevuta) la riapertura del tratto stradale di Conca dei Marini. Il Sostituto procuratore ha attestato grazie ai tabulati telefonici che il geologo e direttore dei lavori, era assente perché in viaggio verso l’estero. Quanto asserito da Buonocunto è stato quindi comunicato senza i necessari sopralluoghi prodromici nell’area. Il titolare della ditta “Astrea”, Edgar Cioffi, consapevole dell’assenza di Buonocunto, ha provveduto ad inoltrare la falsa attestazione al Comune di Conca dei Marini. Buonocunto, sottolinea il sostituto procuratore, avrebbe così disatteso tutti gli impegni presi, dimostrando indifferenza rispetto all’incarico assunto. Dopo il rigetto da parte del Gip dell’istanza di interdizione, la pubblica accusa ha fatto ricorso ai giudici del Tribunale del Riesame che nella giornata di ieri si sono pronunciati a favore delle motivazioni addotte dal magistrato.

 




Spinelli replica ai dissidenti di FI: «Troppo concentrato sulla campagna elettorale per dar adito alle polemiche»

Adriano Rescigno

I compagni o presunti tali di partito lo tacciano di non avere nemmeno la tessera di Forza Italia e lui risponde così: «La mia prima tessera e la mia prima assemblea di partito sono state nel 1994, all’interno del progetto Berlusconi. Sono troppo concentrato sulla campagna elettorale per prestare il fianco a queste polemiche inutili che non fanno bene al partito ed agli elettori». Dopo la conferenza stampa di ieri mattina tenuta dai dissenzienti nei confronti delle scelte elettorali di Forza Italia, (Fasano, Amatruda, i Cardiello, Di Giorgio, Sica, Scermino ed il seguito) che avrebbe preferito schierare non espressioni del territorio, persone entrate in F.I solo all’ultima ora ed altri che hanno cambiato diversi partiti; parla il sindaco di Castellabate, Costabile Spinelli in corsa per uno scranno al senato della Repubblica inserito all’interno del collegio di Battipaglia.

Su cosa è incentrato il suo pro gramma elettorale?
«Il programma è incentrato sui territori, sui loro problemi concreti. È un momento storico delicato e serve un amministratore capace, che conosca le persone e le richieste quotidiane, che conosca i servizi e le infrastrutture da migliorare in una zona tanto delicati, da migliorare, che potrebbero dare tanto, come la zona sud della provincia di Salerno»

Il suo maggior timore per questa campagna elettorale è l’escalation del Movimento 5 stelle o la riconferma del Partito democratico?

«Non ho un maggior timore. Rispetto tutti ma il termine timore non mi appartiene. Io faccio il mio percorso, la mia battaglia. Tiro dritto per la mia strada convinto di quello che sto facendo e del contributo che posso dare ai territori della provincia. Qualcosa dovrà pur valere l’onore della riconferma alla carica di primo cittadino»

Crede che la conferenza tenuta dagli altri esponenti del partito possa essere deleteria per la campagna elettorale?

«Io sono concentrato sulla campagna elettorale, non sulle polemiche inutili che non fanno bene al partito ed agli elettori. La mia è una lunga militanza in Forza Italia dalla prima conferenza di partito nel 1994. Ho sempre avuto la tessera, prima di F.I poi del Pdl. Se un partito perde la condivisione degli intenti, diventa vettori di interessi personali, e questo è deleterio. Bi- sogna lavorare esclusivamente nell’interesse dei territori».




Provenza, dalla panchina alla politica «Sarà una campagna elettorale seria»

Adriano Rescigno

«Io mi auguro che questa campagna elettorale venga condotta in maniera seria, attraverso dibattiti incentrati su tematiche concrete e vere, non sulla delegittimazione dell’avversario».Parola di Nicola Provenza, 57 anni, medico ed ex allenatore di calcio esponente del Movimento 5 Stelle nell’uninominale alla camera dei deputati. Provenza in questa tornata elettorale si troverà contrapposto a Piero De Luca, figlio dell’ex sindaco di Salerno ora governatore. Figlio d’arte, anche suo padre Vittorio è stato primo cittadino di Salerno alla fine degli anni settanta rappresentando la Democrazia Cristiana. Provenza ieri pomeriggio era impegnato in una riunione a Napoli incentrata sul come far giungere il programma elettorale ai cittadini.

« Il nostro programma già è scritto – dice Nicola Provenza – ma è importante ragionare sul come farlo arrivare ai cittadini. Ognuno sceglierà il metodo più adatto, quindi come verificatosi anche a Napoli, sono possibili anche visite direttamente a casa degli elettori.

Come vede le scelte elettorali degli altri schieramenti?
«Non è mia usanza commentare gli esponenti degli altri partiti, non faccio valutazioni. Spero piuttosto in un voto ponderato da parte dei cittadini. Una ponderazione responsabile del segno da tracciare in base alla storia personale ed all’impegno del candidato per il territorio»

Quale schieramento tra centro-destra e centro-sinistra è il diretto concorrente del Movimento che rappresenta?

«Guardi, quando facevo l’allenatore una frase ricorrevo dire spesso: pensiamo a noi, al nostro gioco. In questo caso alla nostra campagna elettorale, siamo vicini ad un risultato storico, occorre lavorare con dedizione per il bene dei territori che ciascuno di noi rappresenta. L’avversiamo lo studiamo ed anche bene ma incentriamo la nostra attenzione principalmente sul nostro operato».

Cosa si augura per questa tornata elettora?

«Io mi auguro che questa campagna elettorale venga condotta in maniera seria, non sulla delegittimazione dell’avversario».

Si aspettava la candidatura oppure è stata una sorpresa leggere il suo nome sulla lista?
«Non era assolutamente aspettata. Il nostro sistema di scelta dei candidati è tra i più democratici e trasparenti che ci sia, una selezione in base ad esperienze e competenze». I candidati sono ormai pronti ad iniziare la campagna elettorale, a proporre le loro idee sul territorio, a mettere in evidenza i punti più importanti del programma elettorale del singolo candidato e del partito in generale, per un faccia a faccia con i cittadini.




Fasano attacca i dissidenti: «Amareggiato per la reazione scomposta di alcuni amici»

«Comprendo la delusione degli esclusi dalle candidature ma difendo i criteri e correremo in 4 collegi competitivi grazie a Carfagna e De Siano». Lo dichiara il senatore Enzo Fasano, a poche ore di distanza dalla conferenza organizzata da Amatruda, Cardiello e company per esprimere il loro dissenso alla scelta dei candidati. «Comprendo l’amarezza degli amici che hanno visto delusa l’aspettativa di una candidatura alle elezioni politiche del 4 marzo ma difendo i criteri che ci hanno portato alle scelte fatte. Il presidente Silvio Berlusconi ci chiedeva si percorresse la strada del rinnovamento, della rappresentanza della società civile, del consenso e dell’appartenenza leale a Forza Italia. E le scelte operate corrispondono a questi criteri con la candidatura di Marzia Ferraioli, docente di procedura penale, indicata addirittura nella terna per la Corte Costituzionale; con quella di Lello Ciccone, primo dei non eletti alle ultime elezioni regionali con quasi diecimila voti dei quali oltre la metà raccolti nella Piana del Sele, dove ora si contenderà un seggio per la Camera dei deputati; con quella di Costabile Spinelli, sindaco di uno dei più noti Comuni del Cilento e già consigliere provinciale; con quella di Gigi Casciello, uno dei più apprezzati giornalisti della Campania, che ha diretto cinque quotidiani e storico appartenente a Forza Italia; con Pasquale Mar- razzo, stimato professionista , già consigliere regionale ed estremamente radicato nell’Agro Nocerino Sarnese», ha poi detto Fasano, motivando ogni singola scelta e rivendicando l’assegnazione a Forza Italia di 4 collegi competitivi. «Mi amareggia la reazione scomposta di persone da sempre a me vicine come Franco Cardiello e Mimmo Di Giorgio che oggi contestano le scelte solo perché non sono ricadute su di loro. Non mi sorprende invece la contestazione di altri che da settimane tradiscono Silvio Berlusconi attaccando in via preventiva, con grande anticipo sulle scelte per le candidature, il partito, la dirigenza provinciale e quella regionale», ha detto ancora, amareggiato dall’atteggiamento di alcuni militanti azzurri perché «chi ha a cuore Forza Italia, il Paese, Salerno e la nostra provincia dovrebbe avere come avversario il centrosinistra, il sistema deluchiano ed i 5Stelle, non certo il proprio partito dimostrando tra l’altro un’infinita ingratitudine nel Presidente Silvio Berlusconi».




Forza Italia si spacca: «Nessuna campagna elettorale per aiutare i candidati»

Erika Noschese

Forza Italia rischia di spaccarsi, ancora una volta. A scatenare nuovamente la polemica all’interno del partito è la decisione dei candidati che concorreranno alle politiche del 4 marzo prossimo. I dissidenti, nella mattinata di ieri, hanno espresso il loro dissenso annunciando la loro decisione di non supportare i candidati nella campagna elettorale. Ad aver organizzato l’incontro il senatore uscente Franco Cardiello che esprime il suo dissenso per le scelte di Fasano in quanto, a suo dire, i candidati non appartengono al territorio e non possono in alcun modo rappresentarlo. L’ormai ex senatore non solo si scaglia contro il coordinatore provinciale degli azzurri ma non le manda a dire a Marzia Ferraioli che, nel collegio di Agropoli per un posto alla Camera dei Deputati dovrà fare i conti con l’ex sindaco Franco Alfieri. Non mancano gli attacchi diretti a Lello Ciccone («Prima di approdare in Fi ha cambiato sei partiti») e Costabile Spinelli ( «ha aderito al partito solo poco prima della candidatura. È probabile non sia neanche tesse- rato»). Per il Senato, la situazione non sembra essere poi tanto differente: «Non c’è alcun candidato di Salerno, abbiamo Luigi Cesaro (balzato agli onori della cronaca per la vicenda del voto di cambio su cui sta indagando la Procura di Napoli ndr)», ha detto ancora l’ex senatore. Dello stesso avviso anche Gaetano Amatruda che ha annunciato l’intenzione di limitarsi ad un contributo personale per le politiche 2018: «Non è la conferenza degli esclusi questa noi volevamo solo proporre un metodo. Il partito è diventata una macchina da scrivere ed è impossibile salvare qualcosa da questa esperienza che tradisce lo spirito di Berlusconi perché non ha rispetto dei territori», ha detto ancora Amatruda, puntando poi il dito contro Mara Carfagna che si sarebbe dovuta candidare a Salerno perché «era opportuno avere il nostro leader in città contro Minniti per contrastare il sistema di governo. Enzo (Fasano ndr) ha giocato la sua partita personale ed io non credo che un coordinatore possa farlo».Un pensiero, questo, che trova d’accordo anche Damiano Cardiello, il consigliere comunale di Capaccio Giovanni Piano e Domenico Di Giorgio, secondo cui le scelte del coordinatore provinciale e della leader avrebbero umiliato profondamente il territorio salernitano, piazzando personaggi che non rap- presenterebbero in alcun modo i cittadini. Tra i dissidenti spicca anche il nome di Ernesto Sica, sindaco di Pontecagnano Faiano, la cui candidatura sembrava ormai certa.




Vietri sul Mare: Nessuna calunnia a Benincasa

di Andrea Pellegrino

Non ci fu calunnia nei confronti del sindaco di Vietri sul Mare Francesco Benincasa. Anche l’Appello assolve Aniello Langella, trascinato da Benincasa (attualmente sospeso dalla carica per effetto della Legge Severino) in Tribunale dopo alcune dichiarazioni successive alla revoca di una concessione demaniale. Ieri, la pronuncia della Corte di Appello di Salerno che ha confermato quanto stabilito in primo grado, rigettando, dunque, il ricorso presentato dal pubblico ministero. Aniello Langella, difeso dall’avvocato Michele Sarno e dall’avvocato Domenico Fasano, aveva incolpato il primo cittadino di abuso di ufficio avendo, a suo dire, il sindaco, revocato la concessione demaniale dello chalet “Il Capriccio”, storico ritrovo a Marina di Vietri adiacente al campo sportivo. Secondo quanto scritto nella denuncia, Langella riteneva che il provvedimento di revoca avesse una natura ricattatoria nei suoi confronti in quanto fatto in piena estate. Si leggeva nella denuncia: “Nonostante il sindaco sapesse del fermo dei lavori dal luglio del 2001, data del protocollo del documento, ha fatto pressione all’ufficio tecnico affinché mi mettesse alle strette per firmarlo, sottolineando che gli arrivavano continui messaggi di minacce e che lui, Benincasa, perseguita tutti coloro che gli sono contro politicamente”. In primo grado, respingendo la richiesta del pm di condanna ad un anno e 4 mesi, il Giudice per le udienze preliminari Pietro Indinnimeo scriveva: «Langella era determinato a salvare la sua attività commerciale. Ha esperito ricorsi, ha firmato protocolli d’intesa, ha proposto varianti. La sequenza inarrestabili di legittimi provvedimenti ha convinto in modo errato il Langella di essere oggetto di un animus nocendi, di istinti ricattatori, di minacce ed intimidazioni da parte del Sindaco. Al momento della denuncia aveva la percezione di uno sviamento della cosa pubblica quanto meno con riguardo a tempi e modi della sua esecuzione». Tesi questa confermata ora anche in Appello.




«Nel partito qualcuno fa girare le liste», De Girolamo attacca Carfagna e De Siano

di Andrea Pellegrino

«Dimissioni del coordinatore regionale De Siano e commissariamento del partito». Nunzia De Girolamo va all’attacco ed accusa anche Mara Carfagna. All’improvviso, durante la composizione delle liste, è scivolata al numero due del suo collegio, senza sapere il perché. Insomma, l’uscente deputata, se non fosse stata salvata in extremis in un collegio fuori regione, si sarebbe ritrovata a rischio rielezione senza neppure conoscere il motivo. «E’ una storia molto strana e che non rispetta le indicazioni dell’unico grande capo e detentore dei voti nel mio partito, che si chiama Silvio Berlusconi – afferma Nunzia De Girolamo –Berlusconi insieme a Niccolò Ghedini, che ringrazio per lo straordinario lavoro svolto, mi aveva chiamato e garantito che io fossi prima. Ma purtroppo, conoscendo certi metodi di alcune persone in Campania, sono sempre stata preoccupata per queste liste, anche visto quanto accaduto 5 anni fa con la fuga di Cosentino». Ed ecco la ricostruzione della vicenda: «La notte di domenica – racconta Nunzia De Girolamo – chiamo il responsabile dell’organizzazione del partito Gregorio Fontana, e chiedo ulteriori garanzie, nonostante quelle già avute dai vertici. Volevo che verificasse visivamente se fossi prima, e, nel collegio di Benevento, la presenza di un coordinatore a me legato. Mi rassicura che è tutto a posto. La mattina seguente, cioè ieri a mezzogiorno, lo chiamo di nuovo per verificare la presenza di un consigliere regionale, Zinzi, uomo molto radicato nel territorio, anche lui fatto fuori. Sento quindi Fontana che è uomo precisissimo, andare nel panico. Dopo 5 minuti mi richiama e mi dice di correre al partito perché inspiegabilmente non sono più la prima della lista, ma la seconda. Quello che forse qualcuno non sa nel mio partito è che c’è sempre una manina che fa girare quelle liste ed io l’avevo vista con i miei occhi. Questo cambiamento avvenuto nella notte significa quindi che qualcuno tra i rappresentanti regionali presenti, contravvenendo alle indicazioni del partito nazionale e del presidente Berlusconi, ha evidentemente cambiato queste liste. Ed io voglio trovare una soluzione a questo “mistero” perché è una questione di giustizia per il Sud: dobbiamo dire basta all’essere rappresentati da un certo tipo di classe dirigente. Si tratta di modi di agire culturali e sociali che noi dobbiamo estirpare e ritengo che lo possa fare solo Silvio Berlusconi a cui chiedo oggi di dare una punizione per chi ha fatto cosa così ignobile come quella accaduta nella notte di domenica. Oggi credo che ci sia solo una cosa da fare: commissariare il signor De Siano, non degno di rappresentare il territorio campano. De Siano deve essere rimosso perché la politica deve dare il buon esempio». Ed ancora spiega: «Quella notte a raccogliere le liste c’erano De Siano, Cesaro, Paolo Russo e, mi spiace molto dirlo, ma c’era anche Mara Carfagna. Io non riesco ad accettare che esista un metodo di donne che odiano le donne. Mi aspetto che lei prenda le distanze da questa classe dirigente, perché lei è una donna diversa che ha fatto tante battaglie per le donne. Chiedo quindi a Silvio Berlusconi, che è molto diverso da tutti questi personaggi, di ristabilire in Campania la buona Campania, ci sono tante persone valide nelle varie province. Lui che è un genio, e vittima di tante ingiustizie deve far sì che avvenga questo cambio di mentalità, che ci sia una cultura diversa, non quella di chi sbianchetta le liste e che imbroglia. Al Sud e in Campania c’è altra classe dirigente sana che non può stare all’angolo». Punta il dito contro il coordinamento regionale anche il consigliere regionale Domenico Zinzi: «E’ indispensabile – osserva – che in una regione chiave come la Campania, Forza Italia venga guidata da una classe politica seria che sia realmente dirigente e che non intenda il partito come un giocattolo da utilizzare a proprio piacimento ignorando quelle che sono le esigenze dei cittadini e del Paese. L’affermazione di Forza Italia passa anche e soprattutto attraverso la rifondazione del quadro dirigente regionale. A questo punto, De Siano faccia per una volta una scelta onesta e saggia: si dimetta». L’interessato però respinge tutte le accuse: «Dimissioni? Se avessi commesso sciocchezze, Berlusconi mi avrebbe destituito immediatamente. La nota dei vertici nazionali di Forza Italia parla chiaro in proposito, è inequivocabile. Ma di cosa parliamo? Se io avessi fatto una sciocchezza del genere, se io avessi fatto un blitz come mi accusano, allora il presidente Berlusconi e i vertici nazionali mi avrebbero destituito ad horas. Lo ripeto, se avessi commesso una sciocchezza tale, già mi avrebbero mandato a casa. Questo significa che tutte le accuse che mi vengono rivolte sono prive di ogni fondamento, come dice chiaramente la nota dei vertici nazionali».