Salernitana a picco, la Spal espugna l’Arechi

di Marco De Martino

SALERNO. Una Spal piena zeppa di seconde linee espugna per 2-1 l’Arechi. La Salernitana, contestata dalla tifoseria, ripiomba in zona play out: decisive le reti, una per tempo, di Zigoni dal dischetto e di Floccari nel finale. Coda in pieno recupero addolcisce la pillola con la rete della bandiera. Bollini, tra i più contestati della tifoseria al pari di Lotito, è sulla graticola: il derby di Benevento potrebbe essere decisivo per lui.

La Salernitana è accolta in campo dai fischi dell’Arechi e dal silenzio della curva sud, in aperta contestazione nei confronti dei calciatori granata. Nei primi minuti, giocati in penombra per un calo di tensione dei riflettori, le squadre si studiano, con tentativi dalla distanza di Pontisso da una parte al 9’ e di Coda dall’altra all’11’, con entrambe le conclusioni che terminano alte sulla traversa. Al 15’ Finotto si presenta da solo davanti a Gomis, prova a saltarlo anziché concludere al volo ma il portiere granata non si lascia ipnotizzare e sventa in uscita bassa. La risposta della Salernitana è affidata a Rosina che al 23’, ben servito da Coda, lascia partire un destro da centro area che viene deviata provvidenzialmente in corner da Gasparetto. Sul corner successivo la palla carambola sul destro di Coda che da due metri svirgola mandando fuori di un niente. Con un contropiede micidiale, favorito da un clamoroso errore di Schiavi, la Spal costruisce il gol del vantaggio. Finotto al 29’ va via grazie ad un mancato intervento in anticipo del centrale, punta Mantovani, entra in area dove viene a contatto con Vitale. Il signor Pasqua di Tivoli, nativo di Nocera Inferiore, decreta un rigore generoso che Zigoni trasforma spiazzando Gomis. Tre minuti dopo ci prova Coda ma la palla viene bloccata da Meret in due tempi. La Salernitana va ancora vicina al pareggio al 39’ con Vitale ma il suo colpo di testa viene respinto alla grande da Meret. Il duello si rinnova due minuti dopo ma stavolta il terzino, che pure aveva segnato di testa in tuffo, viene stoppato dal fuorigioco. La prima frazione finisce così con la Salernitana immeritatamente sotto di un gol.

La ripresa inizia a rilento con il solo Zito che al 54’ spreca una buona occasione mandando di testa il pallone fuori dopo un bel cross di Bittante. Al 59’ è però la Spal ad avere l’occasione capitale per il raddoppio con lo scatenato Finotto il quale mette a sedere Mantovani, batte di sinistro ma Gomis è strepitoso nella risposta in tuffo. Coda al 70’ dimostra di attraversare ancora un periodo negativo vanificando un contropiede innescato da Minala e rifinito da Rosina con una conclusione tardiva e prevedibile contrata in corner dai difensori spallini. La parola fine arriva all’89’: il neo entrato Floccari scambia con Zigoni e conclude, Gomis è strepitoso, ma sulla ribattuta nessuno dei granata si muove e Zigoni e Floccari possono confezionare il raddoppio che chiude i giochi. In pieno recupero Coda in mischia firma l’inutile gol dell’1-2. La Salernitana esce tra i fischi sonori di un Arechi imbufalito con Bollini, la società ed i calciatori. Tutti colpevoli per una classifica che ora fa davvero paura.

SALERNITANA-SPAL 1-2

SALERNITANA (3-5-2): Gomis; Perico, Schiavi, Mantovani (76’ Donnarumma); Bittante, Minala, Ronaldo (63’ Sprocati), Zito, Vitale (71’ Odjer); Rosina, Coda. A disp.: Terracciano, Tuia, Luiz Felipe, Grillo, Improta, Joao Silva. All.: Bollini

SPAL (3-5-2); Meret; Gasparetto, Bonifazi, Giani; Ghiglione, Pontisso (68’ Schiattarella), Schiavon, Mora, Del Grosso; Zigoni, Finotto (76’ Floccari). A disp.: Poluzzi, Silvestri, Arini, Antenucci, Vicari, Lazzari, Costa. All.: Semplici

ARBITRO: Pasqua di Tivoli (assistenti Bresmes e Lanotte. Quarto uomo Pezzuto)

MARCATORI: 31’ Zigoni (rig.), 89’ Floccari, 94’ Coda

NOTE: Spettatori 8195 (include quota abbonati). Ammoniti Pontisso, Vitale, Mora, Bonifazi, Zito. Recupero 1’ e 5’




Fonderie Pisano: Roberto De Luca, individuati i suoli

Sembra delinearsi un futuro certo per le Fonderie Pisano che dovrebbero delocalizzarsi dall’attuale impianto a Fratte, in via dei Greci a Salerno. A margine di un convegno che si è tenuto questa mattina a Palazzo di Città, l’assessore al Bilancio e allo Sviluppo, Roberto De Luca ha detto che: “Stiamo facendo forti pressioni sulla proprietà dei Pisano, affinché porti a termine il percorso che ci siamo detti al Ministero e in Regione Campania qualche tempo fa. I suoli sono stati individuati, ci sono anche alcuni compromessi. Non abbiamo motivo di dubitare della volontà della proprietà rispetto alla delocalizzazione. C’è bisogno ancora di un po’ di tempo ma credo che siamo sulla strada buona per la risoluzione del problema”. La scorsa settimana il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, insieme agli assessori Angelo Caramanno e Roberto De Luca, avevano ricevuto a Palazzo di Città l’ingegnere Ciro Pisano, su richiesta della proprietà. Nel corso dell’incontro, l’amministrazione comunale aveva ribadito l’esigenza di salvaguardare la salute dei cittadini, oltre che tutelare il diritto al lavoro per le maestranze. “+ necessaria e imprescindibile – ha sostenuto più volte il primo cittadino – la delocalizzazione delle attività produttive che devono essere ricollocate nel rispetto dell’ambiente e del territorio”. Giovedì 2 marzo, invece, il sindaco Napoli incontrerà il Comitato Salute e Vita presieduto da Lorenzo Forte.




Salernitana è ora di rialzarsi: attacco alla Spal

di Marco De Martino 

SALERNO. In un Arechi che si preannuncia semivuoto (venduti 1700 biglietti in prevendita), la Salernitana proverà a rialzare subito la testa dopo la disastrosa prestazione, condita da una meritata sconfitta, sul campo dell’ex cenerentola della B, il Trapani. I granata ci proveranno contro una delle formazioni cadette più in forma del momento, la Spal, reduce da otto risultati utili consecutivi (quattro vittorie e quattro pareggi) e da una sola sconfitta nelle ultime sedici giornate di campionato. I ferraresi, grazie a questo eccezionale ruolino di marcia, favorito indubbiamente dagli innesti di qualità operati a gennaio (vedi Floccari), hanno conquistato a scapito dell’Hellas Verona la seconda piazza in classifica ed anche all’Arechi proveranno a fare risultato pieno. Di questo però la Salernitana potrà tener conto relativamente, visto che la sua di classifica si sta facendo sempre più preoccupante. La zona calda, dopo il pareggio interno con il Cesena e soprattutto la batosta di Trapani, si è fatta nuovamente più vicina ed è auspicabile un successo pieno per ricacciarla indietro. I granata dovranno ritrovare l’umiltà perduta, quella che ha consentito loro di battere Spezia e Perugia, di espugnare Vicenza e di ricostruire il proprio campionato dopo la disfatta della vigilia di Natale nel derby del Partenio. Per fare ciò bisognerà, una volta e per sempre, cancellare la chimera play off, secondo Lotito obiettivo stagionale ma che, realisticamente, non ha alcuna base fondata in questo determinato momento storico vissuto dalla Salernitana. Una vittoria è auspicabile anche per Alberto Bollini, finito inevitabilmente nel mirino della critica dopo le ultime mosse tattiche e di scelta degli uomini. Il trainer non è ancora sulla graticola, ma è chiaro che non vincere stasera ed arrivare al derby di Benevento in una posizione pericolante potrebbe far iniziare a traballare lo scranno su cui è seduto da dicembre. Per il trainer tanti i dubbi di formazione, sia per le assenze di Bernardini, Della Rocca e Busellato, sia per le tre gare racchiuse in una settimana. In difesa, davanti a Gomis, Bollini dovrebbe optare per un pacchetto a quattro composto da Bittante e Vitale sugli esterni e da Perico e Schiavi al centro. Gli spauracchi Antenucci e Floccari infatti consigliano una difesa più smaliziata, per cui Mantovani potrebbe tornare in panchina. A centrocampo Odjer prenderà il posto dello squalificato Busellato (occhio però alla possibile sorpresa Zito), mentre in attacco è bagarre. Coda non è al meglio e potrebbe essere avvicendato da Joao Silva. Improta, Sprocati e Donnarumma si contendono l’unica maglia disponibile, visto che Alessandro Rosina quasi certamente tornerà dal primo minuto dopo la parentesi di Trapani. La sensazione è che Bollini deciderà poco prima della presentazione delle distinte.




La Provincia di Salerno tra le più indebitate d’Italia: debiti fuori bilancio per oltre 2 milioni e 700 mila euro, si posiziona tra le peggiori in classifica

di Andrea Pellegrino

La Provincia di Salerno è una delle più indebitate d’Italia. E’ quanto emerge dalla relazione sulla gestione finanziaria degli enti locali (esercizio 2015) pubblicata ieri dalla Corte dei Conti. Nel 2015, secondo le tabelle, l’amministrazione provinciale di Salerno conta debiti fuori bilancio riconosciuti per oltre 2 milioni e 700mila euro e si posiziona nella classifica come una delle peggiori sotto il profilo finanziario. Tra i comuni, invece, con “dissesto in corso” al 30 novembre 2016, spunta, in provincia di Salerno, quello di Montecorvino Pugliano. Dall’analisi dei dati emerge che la Regione in cui si registra il maggior numero di Comuni in disavanzo effettivo eÌ la Campania con 19 Enti che, complessivamente, sommano 844 milioni di euro circa di squilibrio. Duecentoventisette, invece, i Comuni che, pur avendo chiuso l’esercizio 2014 con un avanzo di amministrazione, presentano fondi vincolati, fondi di finanziamento spese in conto capitale, fondi di ammortamento e debiti fuori bilancio non ripianati nell’esercizio e/o contratti ma ancora da riconoscere, di importo superiore all’avanzo dichiarato, l’analisi dei dati ha evidenziato uno squilibrio complessivo che ammonta a 409 milioni di euro. Tra questi c’è anche il Comune di Salerno e quello di Camerota. Quanto alla relazione generale, il quadro della situazione della finanza di Province e Città metropolitane risulta connotato da persistenti criticità sul versante delle entrate, soprattutto con riferimento al gettito derivante dalle entrate proprie. L’analisi della spesa evidenzia, rispetto al 2014, un incremento degli impegni assunti sulla competenza del 22,86%, riferibile soprattutto alla crescita della spesa per gli investimenti (per effetto, anche, dei maggiori spazi finanziari creati dalla riduzione dell’indebitamento e, quindi, della spesa per il rimborso dei mutui) e meno alla dinamica della spesa corrente (in aumento del 12,63%). Evidenziano un andamento in flessione gli impegni di spesa per il personale (-9,53%) e per l’acquisto di servizi (- 2,11%). Ulteriori approfondimenti sono stati dedicati alla c.d. “operazione sblocca debiti”, con analisi dei dati acquisiti dalla Cassa depositi e prestiti, ed alla gestione in forma associata delle funzioni da parte dei Comuni, sulla base dei certificati di conto consuntivo di un campione significativo di Unioni di Comuni. La seconda parte della relazione, che analizza gli indicatori di stabilità finanziaria del settore sulla base degli andamenti complessivi degli equilibri finanziari, evidenzia una situazione di progressiva sofferenza dei Comuni e, soprattutto, delle Province e delle Città metropolitane. Nella medesima ottica è stata svolta anche un’attenta analisi con riguardo al patto di stabilità per il 2015, nella sua ultima applicazione prima del passaggio alla diversa regola fiscale del pareggio di bilancio; in tale ambito, dai dati a consuntivo risultano inadempienti 150 Comuni e 64 Province. Di interesse anche i primi esiti riferiti al monitoraggio del rispetto del pareggio alla data del al 30 settembre 2016, che ha evidenziato criticità nel livello di osservanza, di relativa significatività, considerato che i dati a consuntivo normalmente modificano gli andamenti infrannuali. L’andamento dei debiti fuori bilancio, nell’esercizio 2015, registra una inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti. Nei Comuni, l’importo dei debiti fuori bilancio riconosciuti si è ridotto da 766,4 a 653,3 milioni di euro (-8,5%); nelle Province e nelle Città metropolitane, è passato da 66,1 a 63,6 milioni di euro (-9,6%). Dall’analisi dei risultati di amministrazione 2015, in controtendenza rispetto al biennio precedente, emerge un considerevole aumento del numero di Enti in disavanzo in larga parte attribuibile all’applicazione delle regole della contabilità armonizzata. L’importo complessivo del disavanzo (al netto dei debiti fuori bilancio) ammonta, nei Comuni, a circa 4.004 milioni di euro; nelle Province e nelle Città metropolitane, è pari a 121 milioni di euro.




Il consigliere regionale Daniele lascia il Partito Democratico

di Andrea Pellegrino

Gianluca Daniele lascia il Partito democratico. E’ il primo esponente regionale della maggioranza di Vincenzo De Luca che abbandona i democrat e prende la strada degli scissionisti. «L’annuncio – dice Daniele – delle dimissioni l’ho dato nel corso di una riunione con i militanti napoletani di Sinistra Riformista. Il dibattito, ampio e partecipato, ha fatto emergere l’interesse di tutti nei confronti di un rinnovato protagonismo della sinistra in Italia. Una rinascita particolarmente necessaria a Napoli dove il Partito Democratico si è isolato dalla gente e ha inanellato una serie infinita di errori. Più volte, sono stato sul punto di dimettermi dalla segreteria regionale del Partito Democratico perché ho segnalato, inascoltato, che si stava imboccando una strada sbagliata: dall’incapacità del Pd di Napoli di costruire una proposta di governo della città, alle modalità di selezione delle candidature che ci hanno portato al disastro delle scorse comunali, dalle foto a braccetto con Verdini a Listopoli, fino all’incapacità della classe dirigente del partito di assumersi fino in fondo le responsabilità di queste scelte che ci hanno alienato le simpatie di migliaia di nostri elettori. Questa incapacità del partito di interpretare la realtà che ci circonda rende necessaria la costruzione, a Napoli e in Campania, di un nuovo centrosinistra in grado di rimettere al centro della sua azione il lavoro, le politiche sociali, la cultura. Questa è la linea sulla quale ho sempre portato avanti la mia azione politica e su questo intendo continuare ad insistere nei prossimi mesi». Vincenzo De Luca, invece, attacca i giornalisti in merito al presunto “patto” con Renzi per candidare alle prossime elezioni politiche, il figlio Piero. «In genere non smentisco le imbecillità. Che dovrei smentire, le invenzioni che servono ai giornalisti per riempire le pagine, le scemenze?».




Consorzio di Bacino verso lo sciopero dopo l’incontro “flop” in Prefettura

di Brigida Vicinanza

I lavoratori del Consorzio di Bacino, verso lo sciopero. La “minaccia” dei giorni scorsi infatti sta per diventare realtà. Si è tenuto ieri mattina, presso la Prefettura di Salerno infatti un incontro con Salerno Pulita a cui hanno partecipato alcuni rappresentati del Comune di Salerno, alla presenza della dottoressa De Asmundis della Prefettura. Assente invece all’incontro il Consorzio di Bacino SA/2. L’incontro non è andato però a buon fine in quanto Salerno Pulita si è dichiarata contraria ad applicare il regime di tassazione separata per i compensi arretrati , negando la possibilità di applicare il contratto unico all’interno della stessa azienda dove oggi agli impiegati che fanno lo stesso lavoro o lavori similari vengono applicati due Contratti Collettivi Nazionali diversi (Igiene ambientale e Pulizie) e rifituandosi di modificare il contratto dei lavoratori interinali che attualmente lavorano 27 ore settimanali fisse ed effettuano almeno 6 ore di straordinario alla settimana, vista l’assenza del Commissario del Consorzio di Bacino che a sua volta avrebbe dovuto modificare il contratto orario dei propri dipendenti in servizio all’interno di Salerno Pulita e le Isole Ecologiche, nonché gli impianti di compostaggio. La Fiadel constatata questa chiusura e queste assenze ed assieme ai lavoratori di Salerno Pulita e del Consorzio di Bacino, prima di procedere con uno sciopero che potrebbe portare gravi disagi per i cittadini salernitani, ha deciso di inoltrare una richiesta alla Prefettura al fine di convocare nuovamente le parti e tutte le Organizzazioni Sindacali del settore con l’obiettivo di risolvere in maniera positiva la questione portando fine allo stato d’agitazione già proclamato da oggi. E la data per lo sciopero già pensata è il 21 marzo. All’incontro ha partecipato anche l’amministrazione comunale rappresentata dagli assessori Caramanno e De Luca, che hanno semplicemnte invitato a “ridurre i conflitti interni”, asserendo che il Comune di Salerno avrebbe comunque provveduto a pagare quanto doveva al Consorzio e a Salerno Pulita, dunque la questione non è di loro competenza. “L’incontro non è servito a nulla – ha dichiarato Angelo Rispoli, coordinatore provinciale del sindacato – sembrava di essere tornati all’anno zero. Ora siamo in attesa di un nuovo incontro, sperando che possa servire, altrimenti siamo costretti per forza allo sciopero che avevamo già programmato per il 14 marzo, ma che abbiamo dovuto rimandare al 21, in attesa anche di una nuova risposta dalla Prefettura”.




Il sito di compostaggio resta ancora chiuso, l’immondizia alla Gesco

di Andrea Pellegrino

Resta chiuso il sito di compostaggio di Salerno. Almeno fino a quando non sarà completato l’iter per l’autorizzazione integrata ambientale (Aia) presentata dalla Salerno Pulita, subentrata alla gestione dell’impianto dopo la rescissione contrattuale con la Daneco. Da allora, a quanto pare, il Comune starebbe dirottando i rifiuti verso la Gesco, non senza aggravi di costi per le casse comunali. Da valutare, prima dell’apertura dell’impianto e l’affidamento definitivo alla Salerno Pulita, sono i criteri in capo alla società comunale, incaricata fino ad ora, nei servizi di spazzamento e raccolta. Tant’è che la documentazione è al vaglio del dirigente della Regione Campania Antonello Barretta che deve fare i conti anche con il ricorso al Tar di Napoli presentato dalla Daneco Impianti che ha impugnato la revoca dell’Aia che ha comportato la risoluzione contrattuale con il Comune di Salerno. Ma al di là degli aspetti amministrativi, l’inchiesta della Procura di Salerno sulla gestione dell’impianto di compostaggio prosegue. E parallelamente non si ferma neppure l’attività degli ispettori dell’Anac di Raffaele Cantone che per primi hanno acceso i riflettori dell’impianto, per poi inviare tutti gli atti all’attenzione dell’autorità giudiziaria ed anche della Corte dei Conti. Nelle ultime settimane i finanzieri hanno già acquisito la documentazione a Palazzo di Città ed anche alla sede della società municipalizzata, finita, tra l’altro, tra le “criticità” evidenziate nella relazione dell’anticorruzione.




Vincenzo Aversano e la geografia del futuro

Presentazione, presso l’Aula delle Lauree “Gabriele De Rosa” questa mattina, alle ore 10,30 del doppio volume di scritti dedicati allo studioso e curati da Silvia Siniscalchi

Di Olga Chieffi

L’ateneo di Salerno dedica una giornata di studio a Vincenzo Aversano Ordinario di Geografia presso la nostra università. Come la formazione geografica, si confronta oggi più che mai con un contesto transdisciplinare e transnazionale, e il riferimento a paradigmi scientifici unificanti e a tradizioni consolidate si è indebolito, i linguaggi, gli interessi e i metodi si sono frammentati anche per via di fenomeni più generali quali la globalizzazione della ricerca, l’inevitabile ricambio generazionale, le difficoltà che il mondo contemporaneo pone in termini di comprensione, rappresentazione, progettualità, l’incontro di oggi vuole valorizzare proprio questo mosaico di diversità, ma al tempo stesso ricostruire il senso di un’appartenenza attraverso un confronto aperto sia all’interno sia e soprattutto verso l’esterno, sulle tracce dell’opera di Vincenzo Aversano. L’idea è che il seminario non debba essere un palcoscenico per pochi, ma un luogo che si nutre di varietà, confronti e relazioni orizzontali, aperto al contributo di tutti. L’ambizione è mostrare come la geografia, una delle forme più antiche di conoscenza del mondo, sia più che mai viva e vitale: una chiave di lettura cruciale per comprendere l’attualità e per progettare alternative, tra nuove riforme e rivoluzioni. Oggi, infatti, verrà presentata una prestigiosa miscellanea di carattere internazionale a lui dedicata: due volumi di scritti geografici, arricchiti dai contributi di studiosi di altri settori scientifici e curata da Silvia Siniscalchi, ricercatore e docente di Geografia presso l’ateneo salernitano. E’ una riflessione sul senso del lavoro e del ruolo del geografo, sul perché e sul come fare geografia, su quale sia la geografia che merita di essere praticata. Una geografia che deve essere sfida della scoperta e dell’impegno, attenzione verso l’altro e il diverso, responsabilità culturale e civile. Una geografia che appassiona perché cerca di guardare sempre ciò che sta dietro le cose, i fatti, le rappresentazioni. Un’idea di ricerca, questa, che si mette (e mette) sempre in discussione, che non ha assunti o dati certi, che concepisce la geografia come esplorazione, scoperta del mondo, apertura dell’esistente a nuove interpretazioni e a nuovi ordini possibili, pur non rinunciando al confronto esplicito e consapevole con la dimensione politica e con gli imperativi morali, di giustizia socio-territoriale e di equità, che guidano (o dovrebbero guidare) le trasformazioni dello spazio. Una geografia, quindi, in cui la poetica della scoperta si misura in maniera critica e riflessiva con le necessità pratiche e le aspirazioni etiche e intreccia, o almeno prova a farlo, la descrizione della superficie terrestre con una più generale visione del mondo. Una visione che ha portato anche il professore, amante della musica e suonatore autodidatta di mandolino, a scrivere anni fa un saggio sulla Geografia nella Canzone, dove mostrava come si possano affrontare determinate problematiche socio-territoriali a partire dai testi della musica d’ autore (basti pensare a Napul’é di Pino Daniele, Santa Lucia Luntana di E.A. Mario, Titanic di De Gregori), anticipando in tal modo alcune tendenze della geografia contemporanea. L’evento, di carattere per l’appunto interdisciplinare, si svolgerà alle 10:30 presso l’Aula delle Lauree “Gabriele De Rosa” del Dipartimento di Scienze Politiche Sociali e della Comunicazione (DISPSC), con gli interventi dei professori Carmelo Formica (già Ordinario di Geografia presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”), Claudio Cerreti (Ordinario di Geografia presso l’Università degli Studi “Roma Tre”) e Francesco Barra (Ordinario di Storia Moderna presso l’Università degli Studi di Salerno). Farà seguito un dibattito sul tema della ricerca-didattica universitaria e della formazione in generale – alla luce dei cambiamenti epocali in ambito universitario, quale riflesso delle profonde trasformazioni economiche e culturali postmoderne – cui partecipano i professori Mario Aversano (dantista di fama internazionale), Sebastiano Martelli (Ordinario di Letteratura Italiana), Paolo Peduto (già Ordinario di Archeologia Medievale), Aurelio Musi (Ordinario di Storia Moderna) e Luigino Rossi (Ordinario di Storia Contemporanea) dell’Università degli Studi di Salerno. I liberi interventi del pubblico concluderanno infine la presentazione del doppio volume, che costituisce un numero speciale della collana scientifica “Studi del La.Car.Topon.St.” (Laboratorio di Cartografia e Toponomastica Storica), fondata a suo tempo dallo stesso Aversano. Le sette sezioni in cui la miscellanea è articolata rispecchiano, pertanto, a grandi linee, gli indirizzi prioritari delle ricerche di Aversano (ripercorse nell’ampia e articolata Introduzione all’opera), spazianti dalla toponomastica alla geocartografia, dalla geografia storica alla storia della geografia e alla letteratura di viaggio; dalla geografia urbana alle dinamiche regionali presenti e passate; dalle questioni ambientali alla didattica; dallo sviluppo del territorio alla geografia del turismo, alle prospettive geografiche in chiave interdisciplinare. L’ambizione è mostrare come la geografia, una delle forme più antiche di conoscenza del mondo, sia più che mai viva e vitale: una chiave di lettura cruciale per comprendere l’attualità e per progettare alternative, tra nuove riforme e rivoluzioni.

 

 




Francesco Florio: dalla “fame” alla Fama

Una masterclass e un concerto per il centenario del fondatore della prima cattedra di sassofono in Italia, vanto del Conservatorio “G.Martucci” di Salerno e dell’intera città

 Di GIULIA IANNONE

Sarà una giornata di studio e musica quella che lunedì 6 marzo trascorrerà tra il Conservatorio Statale di Musica “G.Martucci” di Salerno e il teatro Augusteo, per celebrare il centenario della nascita del M° Francesco Florio, fondatore della I Cattedra di Sassofono d’Italia. Ieri mattina nel Salone del Gonfalone è stato presentato il programma dal Sindaco Enzo Napoli, il quale ha elogiato la figura tenace e umanissima di uomo e quella di eccellente musicista e didatta, supportato in sala da professionisti che si sono formati all’Orfanotrofio Umberto I come Franco Florio, il clarinettista Alberto Moscariello, unitamente a Gerardo Marotta e Franco Dutti. E’ una intensa storia quella del giovanissimo Francesco, originario di Santa Maria di Castellabate, rinchiuso dai nove anni sino alla maggiore età, nell’Orfanotrofio Umberto I, nel Serraglio. Diverse le tappe la vita durissima, lo studio dell’oboe, del violino, della viola, la scelta del sassofono dapprima perché strumento di banda che dava accesso alle formazioni militari, ben pagato, la “fame” di arrivare, di affermarsi, la seconda guerra mondiale, la medaglia di bronzo al valor militare ottenuta sul fronte d’Africa, il campo di concentramento tedesco, la salvezza, sempre grazie e solo al suo genio musicale, l’abnegazione e l’estrema convinzione nelle grandissime potenzialità del suo giovane e bistrattato strumento, il carteggio con i colleghi sassofonisti francesi conosciuti a Napoli, i sacrifici di un’intera famiglia, sino allo storico traguardo del riconoscimento dell’insegnamento del sassofono in Italia, raggiunto solo nel 1959. Nel mezzo di questa storia un’ Italia che usciva disastrata dalla guerra, ma che voleva ricostruire fortemente la propria dignità, attraverso quell’amore figlio di Penìa (povertà) e Pòros (la risorsa, l’ingegno), per dirla con Platone. La giornata celebrativa principierà con una masterclass sulla “Storia del sassofono in Italia”, che si svolgerà nella sala concerti del Conservatorio Statale di Musica “G.Martucci” di Salerno alle ore 11,30, con l’intervento di Mario Marzi, autore di un libro definitivo sul sassofono, pubblicato dalla Zecchina editori, Lauro De Gennaro, docente di sassofono e referente di questo progetto del Dipartimento di Musica per fiati, in cui dedica un intero capitolo al M° Francesco Florio e alla nascita del suo magistero qui a Salerno. Alla conferenza ne ha dato le linee principali il M° Lauro De Gennaro, docente di sassofono ed allievo del M° Francesco Florio: “Una masterclass di rilievo e dovuta ad una figura di tale spicco del mondo musicale, della quale noi sassofonisti siamo tutti figli. Un seminario aperto a tutti gli allievi delle scuole ad indirizzo musicale che riceveranno un attestato da poter inserire nel curriculum artistico”. Alle ore 20,30, l’appuntamento è sul palcoscenico di un teatro, l’Augusteo, per far musica. Un concerto voluto dal Conservatorio, dall’amministrazione comunale che ha concesso il teatro, che vede l’organizzazione del CTA di Gianluca Mastrovito e dello staff dei Concerti d’Estate di Villa Guariglia di Antonia Willburger e il contributo dell’Ance Aies, presieduto da Vincenzo Russo e di Etè Salerno di Carmine De Regno. Il concerto, ad ingresso per inviti da ritirare presso l’Info Point della Galleria Capitol e al botteghino del teatro il giorno stesso della manifestazione, verrà inaugurato dall’omaggio del compositore Paolo Carlomè e dell’ensemble formato dai docenti di sassofono dei conservatori italiani, al loro “padre” ideale, con “The Wolves Breath”, una pagina composta per l’occasione, che verrà eseguita in prima assoluta, dove sono presenti i sax di maggior uso, dal sopranino al basso, ancora il Petit Quatuor pour Saxophones di Jean Françaix, eseguito dal quartetto Guernica, formato dalle prime parti dei sassofoni della Banda Musicale dell’Aeronautica Militare. Il secondo tempo intende evocare la Salerno del primo dopoguerra, con l’avvento dello swing e alla ribalta ci sarà la Big Band Swingtime diretta da Antonio Florio, che in prima battuta avrà quali ospiti, il sax soprano di Mario Marzi, impegnato in “Etude for Franca” di Gerry Mulligan e il sax alto di Sebastiano Ventriglia, protagonista di “Tango Club” di Roberto Molinelli. Quindi un passo indietro nella Salerno del 1946, sulle note di un portrait di Glenn Miller, “Serenade in Blue” e “Harlem Nocturne”, cavalli di battaglia dell’Orchestra di Luigi Francavilla che si esibiva nella ballroom Tersicore, di cui il primo alto era Franco Florio, unitamente al jazz dei suoi dintorni, a cominciare da Duke Ellington, che vedremo tratteggiato in pagine che hanno scritto la storia di questo genere, quali “It Don’t mean a Thing if ain’t got that Swing”, pezzo che ha dato appunto il nome a questo periodo, Mood Indigo, o “The Star Crossed lovers”, da Such Sweet Thunder, l’album ellingtoniano ispirato dalle opere di William Shakespeare, una delle ballade più sensuali della storia del jazz dedicata agli amori di Antonio e Cleopatra, un omaggio all’inimitabile suono di Johnny Hodges. Finissima la scelta del direttore artistico Olga Chieffi, la quale ha commissionato all’ orchestra l’ouverture e le tre danze dalla Nutcracker Suite di Ellington-Strayhorn-Tciaikovsky, nell’arrangiamento originale di Strayhorn, mai eseguita a Salerno nell’arrangiamento originale, latore di quell’effetto Ellington che trasforma le ance in veri e propri archi, canone ideale del suono del sassofono, come lo intendeva Franco Florio, il cui suono inciso su di un vecchio nastro, aprirà il concerto con uno stralcio della Fantaisie Pastorale Hongroise op.26 di Albert Franz Doppler, per flauto e orchestra.

 

 




Fonderie Pisano e morti per tumori, la Procura chiede nuove consulenze sulle cartelle

Fonderie Pisano, inquinamento ambientale e morti sospette: disposta una nuova consulenza. Il pubblico ministero Roberto Penna ha dato incarico ad un consulente di verificare se le morti (poco più di una trentina) prese in considerazione tra le tante cartelle cliniche pervenute in procura siano davvero da attribuire alle emissioni delle Fonderie. In pratica il consulente è stato chimato a verificare se all’epoca dei decessi, presi in considerazione, l’ambiente circostante presentava un alto tasso di inquinamente. Ovviamente per tale consulenza sarà necessario un lasso di tempo alquanto ampio. All’inizio furono circa 200 le cartelle cliniche che giunsero sulla scrivania di Roberto Penna. Il sostituto procuratore dopo aver nominato un pool di esperti tra cui degli oncologi, ridusse notevolmente il numero delle morti sospette. Attualmente si studiano poco più di trenta decessi. C’è anche da dire che, di contro, pare che nessun operaio della Pisano abbia mai presentato nessuna causa di servizio asserendo di essersi ammalato a seguito del lavoro all’interno delle fonderie. Intanto il Comitato Salute e Vita continua a chiedere con forza la dislocazione della realtà industriale, A tal fine sono stati organizzati diversi cortei, l’utimo in ordine di tempo vi è stato domenica con un presidio nella piazza di Fratte.