Appello finale: Antonio Iannone: «Un assessorato ai giovani»

di Andrea Pellegrino

«Iannone sta a Salerno come Meloni sta a Roma». Antonio Iannone è il candidato sindaco dei Fratelli d’Italia. Una lista, quella di partito, a suo sostegno ed un programma incentrato sul “mare”. Già presidente della Provincia di Salerno ed attuale coordinatore regionale di Fdi, Iannone scende in campo a Salerno città.

Pochi giorni e si chiude la campagna elettorale, un bilancio di quest’ultimo mese…

«Molto impegno a confrontarmi direttamente con i cittadini ma penso di aver avuto anche la possibilità di parlare alla città con una visione programmatica chiara che parte dalla valorizzazione della risorsa mare per la creazione di una blu economy. Avremmo dovuto confrontarci con gli altri candidati a sindaco sui programmi ma da Napoli che non ne ha e gli altri che sembrano lo zecchino d’oro abbiamo consumato una campagna elettorale surreale. Sono certo che i salernitani sapranno valutare la coerenza delle storie politiche e la competenza amministrativa».

Se eletto quale sarà il programma dei primi cento giorni?

«Un impegno forte per la legalità: creazione di un sito internet rispondente a tutti i parametri di trasparenza previsti dal Ministero; stipulare un protocollo con la Stazione Unica Appaltante per affidargli tutti gli appalti per un importo superiore ai 500mila euro: a me non interessa chi vince gli appalti ma interessa che i lavori vengano eseguiti nel rispetto delle procedure di legge».

Un primo atto da compiere che Le sta particolarmente a cuore?

«L’istituzione dell’assessorato alle politiche giovanili che a Salerno sono sparite da anni. Disoccupazione materiale ed intellettuale sono la vera tragedia che vivono gli under 35».

Immagina già una possibile giunta?

«Immaginerei una giunta composta in maniera paritetica di donne ed uomini». Ultimo appello al voto… «L’appello è ad un voto libero e consapevole che premi i programmi e la coerenza politica dei candidati. Sono certo che a Salerno come a Roma ci sia il desiderio di creare una forza politica seriamente alternativa alla sinistra: Iannone sta a Salerno come Meloni sta a Roma».

 




Appello finale: Raffaele Adinolfi: «Riaccendo la Croce di San Liberatore»

di Andrea Pellegrino

Ultimi giorni di campagna elettorale e ultimi appelli dei candidati prima dell’apertura dei seggi elettorali. L’ultimo giro comincia con Raffaele Adinolfi, candidato sindaco con il “Popolo della Famiglia” di Mario Adinolfi e con la Democrazia Cristiana di Angelo Sandri. Al centro del programma elettorale naturalmente la famiglia. Ma il suo primo atto da sindaco sarà: «La riaccensione della croce di San Liberatore». Pochi giorni e si chiude la campagna elettorale, un bilancio di quest’ultimo mese…

«Un’esperienza entusiasmante in cui con il “Popolo della famiglia” abbiamo compiuto un vero e proprio miracolo fatto da persone che credono fermamente nei valori fondanti del partito e nel programma amministrativo che a 360 gradi disegna un futuro splendido per la città di Salerno».

Se eletto quale sarà il programma dei primi cento giorni?

«Il primo provvedimento sarà l’introduzione della assegno matrimoniale comunale fino ad euro 2500 per le giovani coppie; il bonus bebè e la riduzione della Tari con l’introduzione del quoziente familiare per favorire le famiglie più numerose».

Un primo atto da compiere che Le sta particolarmente a cuore?

«Il primo atto che compirò a cui tengo particolarmente sarà la riaccensione della croce di San Liberatore che ho già proposto e che il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità ma che l’ateo Enzo Napoli ha boicottato non concedendoci fondi e venendo meno all’impegno che tutto il consiglio comunale aveva assunto».

Immagina già una possibile giunta?

«Immagino sicuramente una parte della Giunta che sarà fatta da persone di altissimo profilo tecnico professionale un’altra parte della Giunta verrà decisa in funzione del risultato delle urne perché è giusto premiare chi prende il maggior numero di consensi» Ultimo appello al voto… «Invito i cittadini a votare il “Popolo della famiglia” che è l’unico partito nuovo svincolato dalle vecchie logiche della politica ancorato a dei valori condivisi e che ha una visione del futuro della città di Salerno che nelle nostre mani avrà un futuro radioso».




Piazza della Libertà: il Gup deciderà il 22 giugno. Ministero dell’Economia parte offesa

di Andrea Pellegrino

Udienza preliminare fissata per le ore 12,00 del 22 giugno per i ventisei indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla variante ai lavori in corso d’opera di Piazza della Libertà. Il Gup Pietro Indinnimeo dovrà decidere per il rinvio a giudizio o meno per Vincenzo De Luca, gli ex ed attuali assessori, tecnici ed imprenditori coinvolti nell’inchiesta dei pubblici ministero Antonio Cantarella e Giuglielmo Valenti. Procedimento che vede come persone offese, il Comune di Salerno ed il Ministero dell’Economia che potrebbero, dunque, costituirsi parte civile nell’eventuale processo penale. La richiesta di rinvio a giudizio riguarda: Eva Avossa (assessore comunale), Paolo Baia, Domenico Barletta, Gilberto Belcore, Alfonso Buoniauto (assessore comunale e capo della segreteria politica di Vincenzo De Luca), Gerardo Calabrese (assessore comunale), Luca Cascone (consigliere regionale), Lorenzo Criscuolo, l’attuale governatore Vincenzo De Luca, Domenico De Maio (assessore comunale), Augusto De Pascale (consigliere comunale), Sergio Delle Femine, Salvatore De Vita, Alberto Di Lorenzo, Armando Esposito, Enrico Esposito, Antonio Fiengo, Nello Fiore (consigliere regionale), Ermanno Guerra (assessore comunale), Patrizia Lotti, Vincenzo Maraio (consigliere regionale), Francesco Picarone (consigliere regionale), Antonio Ragusa, Marta Santoro, Mario Del Mese e Vincenzo Lamberti. Confermati, rispetto all’avviso di conclusione indagine, i reati ipotizzati per i coinvolti nell’inchiesta. L’allora giunta presieduta da Vincenzo De Luca dovrà rispondere – secondo la Procura – di falsità della delibera di giunta comunale di approvazione della variante e falsità dei presupposti della delibera di giunta di approvazione del progetto definitivo delle opere complementari di Piazza della Libertà. Per tecnici ed imprenditori, le accuse mosse vanno dalla turbativa d’asta, al falso, fino al peculato. Per loro, tra l’altro, i pubblici ministeri avevano chiesto perfino l’arresto. Misura poi respinta dal Gip che ha accolto solo l’istanza di sequestro di quote delle società coinvolte nell’appalto. Quindi la Esa Costruzioni dei fratelli Esposito, la Fiengo Ceramica e la Lotti &Associati. L’inchiesta è supportata da numerosi faldoni pieni di informative, intercettazioni, relazioni di consulenza tecnica e verbali di interrogatorio.




Asl: s’insedia Longo, stop a Scafarto, Legge sui direttori, oggi si va in aula

Ormai è ufficiale: Giuseppe Longo è il nuovo commissario straordinario dell’Asl di Salerno. Ieri mattina la pubblicazione sul burc della nomina firmata da Vincenzo De Luca. Longo sostituisce Postiglione che lo scorso 5 maggio aveva presentato le dimissioni per dedicarsi all’incarico regionale a capo della struttura sanitaria. Ma Longo non dovrebbe restarci molto a capo dell’azienda. Tant’è che al momento non è stato ancora individuato il subocommissario sanitario, ruolo che svolgeva Longo all’interno dell’azienda di via Nizza. In un primo momento si era pensato a Virginia Scafarto ma allo stato pare che sia tutto fermo. Oggi il Consiglio regionale della Campania, dovrebbe approvare la legge che semplifica la nomina dei direttori generali delle aziende sanitarie. Se licenziata, dunque, Vincenzo De Luca potrebbe procedere in tempi brevissimi alla nomina dei nuovi manager superando così i commissariamenti e le procedure nazionali imposte per la scelta dei direttori. Secondo indiscrezioni entro metà luglio – salvo impugnativa della legge da parte del Governo – De Luca potrebbe chiudere il cerchio. A Salerno, all’Asl, vorrebbe approdarci Enrico Coscioni, attuale consigliere politico alla sanità del presidente De Luca mentre al “Ruggi d’Aragona” è quasi certo il ritorno di Attilio Bianchi, che lascerebbe così il suo incarico di direttore generale all’Università degli Studi di Salerno. Ma la legge dovrà passare ora al vaglio dell’aula. E non mancano dure proteste. Come quelle del Movimento Cinque Stelle che ha inviato una lettera a Mattarella. «Dopo 5 mesi De Luca rinnega una sua stessa legge e, con un colpo di mano, domani porta in Consiglio regionale una proposta di legge che gli consentirà di effettuare nomine nella sanità poco trasparenti – attacca Valeria Ciarambino, presidente della Commissione Trasparenza – Nell’aula del Consiglio si istituzionalizza la lottizzazione seriale delle nomine. Dal direttore generale a scendere tutto sarà deciso senza uno straccio di trasparenza». «La cosa più grave è che questa proposta di legge non solo modifica una legge di 5 mesi fa dello stesso De Luca in fatto di nomine – sottolinea – ma arriva a pochi mesi dall’entrata in vigore del Decreto Madia che noi contestiamo ma che va nella direzione di una preselezione più accurata del personale da nominare ai vertici. Abbiamo scritto al Presidente della Repubblica e ai rappresentati della sanità – sottolinea – per denunciare questa grave anomalia. La Campania cambia verso nel senso che l’Italia andrà da una porte e la Campania da un’altra, verso il Medioevo». «Tutti vogliono mettere le mani sulla sanità – ha sottolineato il parlamentare Roberto Fico, presidente della Commissione di Vigilanza Rai – Conosciamo il business che gira intorno alla sanità in Campania e se le nomine vengono fatte in assenza di trasparenza e di merito va a finire che le cose continueranno a funzionare nel modo in cui conosciamo: male. In questo De Luca è uguale a De Mita, Bassolino è uguale a De Luca. Insomma non è cambiato niente negli ultimi trent’anni».




Dopo l’attentato a Margaret Cittadino l’incontro con il questore

Solidarietà per Margaret Cittadino da parte della Cgil, che ieri si è riunita sotto il palazzo della Prefettura in attesa di incontrare il questore di Salerno Alfredo Anzalone, garante della sicurezza pubblica cittadina. La donna, ha chiesto che le indagini potessero proseguire celermente, affinchè si potesse risalire agli autori del vile gesto, avvenuto nella notte tra sabato e domenica ai danni della figlia della sindacalista e candidata al consiglio comunale per le elezioni amministrative. “Spero che venga fatta subito chiarezza, per la tranquillità della mia famiglia innanzitutto e poi affinchè io possa continuare il mio impegno e le mie battaglie per la città di Salerno”, ha dichiarato la Cittadino, supportata e raggiunta nel pomeriggio da tutta la segreteria della Cgil e da alcuni dei candidati della lista Salerno di tutti. “Da quello che sappiamo l’incendio è doloso e già il fatto che la Digos abbia disposto il servizio di sua iniziativa ci dà un segnale preoccupante e per questo abbiamo anche voluto un incontro con il questore, per capire cosa c’è dietro. Per ora non si profila un problema di sicurezza pubblica generale, ma è chiaro che un atto di questo tipo ci preoccupa, in quanto Margaret è una persona esposta, che fa lotte da tantissimi anni in un settore molto delicato quale è la sanità e conosciamo bene quali sono le sue posizioni sul rispetto della sanità pubblica, contro ingerenze e deviazioni di altri sistemi e questo ci fa tenere la massima attenzione su quello che accade e non si può non essere solidali con lei”, ha sottolineato la segretaria Maria Di Serio. Intanto anche i caschi rossi confermano la pista del dolo. “Il questore ci ha mostrato tutta la sua disponibilità nel velocizzare le indagini, speriamo si possa risolvere tutto in maniera veloce”, ha sottolineato Anselmo Botte. Andreas Andreou, in tandem con la candidata al consiglio comunale si è espresso in merito alla vicenda: “Non hanno incendiato l’auto della cara Luisa che accompagna la madre Margaret Cittadino a fare dibattiti, denunce sindacali e campagna elettorale: questi anni, questi mesi, queste ore, stanno bruciando la storia collettiva dei diritti e delle libertà del “secolo breve”, dell’ antifascismo e dei partigiani, stanno bruciando il welfare ottenuto dalle lotte dei lavoratori e dei movimenti, stanno bruciando la Costituzione per sbarrare la strada alla solidarietà, al mutualismo, alla lotta e imporre all’ individuo e ai corpi sociali la capitolazione e la sottomissione all’ autoritarismo dei poteri forti”. Brigida Vicinanza




Boccia a Berlusconi: “Giudizio ingeneroso verso Confindustria”

“Stimo Berlusconi e rispettiamo tutti gli esponenti politici del Paese, ma siamo dell’idea di non usare mai termini ingenerosi verso nessuno e ci aspettiamo che tutti lo facciano verso di noi”. Così il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, ha replicato alle parole di Silvio Berlusconi, che sabato aveva definito l’associazione degli industriali “aspiranti sudditi” dopo che Viale dell’Astronomia aveva espresso il proprio orientamento favorevolea votare sì al referendum di ottobre.

“La questione del referendum lo affronteremo nel consiglio generale del 23 giugno – ha spiegato Boccia, a margine dell’assemblea degli industriali di Varese – non vogliamo affrontarlo prima proprio per evitare una sovrapposizione con le amministrative e farla diventare un caso politico. È una questione – ha concluso – che riguarda argomenti e contenuti su cui confindustria ha lavorato fin dal 2010 e anche prima dagli anni Novanta”.

In ogni caso il presidente di Confindustria ha confermato l’importanza di portare avanti “con coraggio e determinazione” un percorso “deciso” di riforme costituzionali, istituzionali ed economiche, “perché le riforme sono la chiave per accendere il motore dell’economia”.

“Dobbiamo proseguire lungo il cammino delle riforme che il paese ha coraggiosamente intrapreso e che toccano moltissimi aspetti della vita quotidiana di noi imprenditori – ha spiegato – sono convinto che un capitalismo moderno e un’industria moderna non possano esistere e svilupparsi senza un paese moderno”.




Profumiere si lancia dal balcone, tragedia al Carmine

Nel popoloso rione del Carmine, nel pieno centro di Salerno, un uomo si è tolto la vita lanciandosi dal balcone del suo appartamento al settimo piano.

Si tratta di G. D G., 72anni, titolare di una profumeria in piazza Sinno. Padre di tre figli, tra cui il maschio che gestisce l’attività commerciale insieme alla madre.

L’anziano commerciante era molto conosciuto nel quartiere e viveva con la famiglia in una traversa adiacente il negozio.




Celano: ”A Salerno, alcuni preti chinano la testa al potere chiedendo voti per amici”

“Ho sempre pensato che i Parroci non dovessero pubblicamente esprimere “preferenze” politiche, tanto più durante una Predica. In tanti mi riferiscono di vergognarsi di vivere in una città in cui alcuni Preti “chinano” il capo al potere, chiedono apertamente di sostenere un Sindaco dichiaratamente ateo (che certamente avrà altre priorità amministrative rispetto a quelle dettate dai valori del Cattolicesimo), vantando magari promesse di finanziamento avute per la Parrocchia o per qualche struttura “accessoria”… Una sorta di “voto di scambio”. Certamente un pessimo esempio per i giovani e per un’intera comunità! Io sto con i tanti Parroci che fanno silenziosamente uno straordinario lavoro e con la Chiesa che esercita il suo Magistero tutelando i più deboli e stimolando le Istituzioni a fare sempre meglio!”

Così Roberto Celano, candidato a Sindaco di Salerno con Forza Italia




Vincenzo Bolognese e il nuovo testamento del violino

Questa sera, alle ore 21, il violinista leccese affronterà sul palcoscenico del teatro Verdi l’intero ciclo dei Capricci di Niccolò Paganini

 

Di OLGA CHIEFFI

Rara è l’opportunità di ascoltare a concerto l’integrale dei Capricci paganiniani che l’autore, non eseguì mai in pubblico. Stasera, alle ore 21, sarà il violinista leccese Vincenzo Bolognese pupillo di Felix Ayo a cimentarsi con il Nuovo testamento del violino. Un vortice, un moto irrefrenabile di ampi arpeggi con l’archetto a rimbalzo e sequenze ben sgranate di note doppie. Così, con scatto felino e nemmeno due minuti di virtuosismo musicalissimo, il Capriccio n. 1 entra nel mezzo del discorso e traduce la febbre del discorso compositivo. Il Capriccio n. 2 è basato sul motivo tecnico dei salti di corde con arco sempre elastico e leggero. Cornice del Capriccio n. 3 è un Sostenuto in minore tutto ottave intensamente cantabili e pure trillate. Al centro c’è un Presto in maggiore e a moto perpetuo – va eseguito “legatissimo” – dalle movenze sfuggenti e romantiche. Col suo gonfio do minore che rimanda a quello dei Classici viennesi, il Capriccio n. 4 si stacca dagli altri per ampiezza e taglio sonatistico. Il Capriccio n. 5 apre con una funambolica cadenza: impressionanti scalate in arpeggi sino a non potere salire oltre con la mano sinistra, ripide discese su scale, uno svolazzone cromatico in su e in giù. Il tutto dimostra la formidabile se non patologica flessibilità dell’iperabile mano di Paganini. Il Capriccio n. 6 con i suoi echi mandolinistici e la malinconica ambientazione del tono di sol minore è un poetico tour de force. Nel Capriccio n. 7 piccole cellule, variate con grande dinamismo, risaltano in “picchettato”, mentre nell’Ottavo Paganini sembra fare la parodia, dello studio canonico: un disegno ricorrente a note lunghe con movimento contemporaneo di quartine. Il popolare Nono capriccio è detto ma non da Paganini “La caccia” per l’imitazione di fanfare dei corni e dei flauti. Il brano è l’unico della raccolta in forma di Rondò: il Ritornello “della caccia” e due strofe. Al Capriccio n. 10 – grinta ritmica, vortice di passaggi veloci, di trilli e “picchettati” – fa da contrasto l’Undicesimo che apre e chiude con un commosso, cantabilissimo Adagio poi trascritto per pianoforte da Schumann. Nel disegno nota ripetuta-frase indipendente, il Capriccio n. 12 richiama il Secondo. Qui però l’esecuzione è “legata” e su corde vicine. Nel Capriccio n. 13 una discesa di terze cromatiche scoppietta come una risata; di qui il titolo apocrifo “La risata”. Il n. 14 che è improprio chiamare “La marcia” e suonare con spirito marziale. Nella pagina seguente, viene variata un’enigmatica melodia in ottave (Posato) prima d’una parte in accordi dai “picchettati” fulminei. Il Capriccio n. 16 è tutto immerso in bagno allucinato dove il “forte” marca e rende ansiogene note su cui cadrebbe invece un accento debole. Il n. 17 ha un’introduzione interlocutoria (Sostenuto) cui segue una sorta di Scherzo (Andante) dove bicordi pacati e sornioni dialogano con brillanti volatine. Il Diciottesimo capriccio porta l’indicazione Corrente che qui non ha rapporti con l’omonima danza ma significa “scorrevole”: uno scorrevole richiamo come di tromba. Dopo una breve introduzione, il Capriccio n. 19 vede un ritmico Allegro assai dal continuo avvicendarsi di “piano” e “forte”. Il Capriccio n. 20 è pastorale (risuona una sorta di zampogna natalizia) mentre il n. 21 è un vero e proprio duetto d’opera tradotto strumentalmente col contrasto improvviso d’un intermezzo tutto scale e “picchettati”. Marcato, il Capriccio n. 22 apre con un cantabile incisivo e polifonico e prosegue con un rapido Minore mentre il n. 23 si pone fra i maggiori della raccolta per immaginoso virtuosismo. E’ un degno preludio al 24° ed ultimo Capriccio, l’unico in forma esplicita di Tema con Variazioni e brano che ribadisce ed esalta la consuetudine sette-ottocentesca di chiudere una raccolta nel segno del bizzarro e dell’imprevedibile.




Bobo risponde a Stefania: «Napoli? Socialista vero»

di Andrea Pellegrino

Arriva a Salerno per “risolvere” un conflitto diplomatico acceso dopo la visita e le dichiarazioni della sorella Stefania. Bobo Craxi ieri mattina ha fatto tappa al comitato elettorale di Vincenzo Napoli, accompagnato dall’ex consigliere regionale socialista Gennaro Mucciolo e dal figlio Pasquale. «Non c’è nessuna sottomissione – assicura Bobo Craxi rispondendo alla sorella Stefania che a Salerno sostiene Roberto Celano – Napoli è il capo di questa coalizione, non l’ultima ruota del carro». Anzi, rincara: «Penso che se Caldoro potesse abbraccerebbe volentieri Matteo Renzi. Stessa cosa in Regione, solo che qui è stato l’antagonista di Vincenzo De Luca». Quanto alla candidatura di Vincenzo Napoli, Craxi dice: «Una lunga esperienza di militanza e di amministrazione. Voglio ricordare che De Luca è stato vicesindaco di un grande socialista, ossia Vincenzo Giordano. Ed è per questo che vedo e sostegno quel filo di continuità che si è instaurato in questa città». A sostenere il “socialista” Napoli anche Gennaro Mucciolo che dice: «Stefania è venuta per sostenere un altro candidato. Ma posso assicurare che i socialisti veri sono qui, e sono con te. E la visita di Bobo ne è la dimostrazione. Lui ti è vicino». Gli avversari? «Sono poca cosa – rincara Mucciolo – senza idee e senza un programma». Una considerazione questa che rimarca lo stesso sindaco Napoli: «Non ho accettato confronti perché loro sono il nulla. Io me li mangio e ne ho avuto la dimostrazione negli ultimi Consigli comunali. Stanno creando solo confusione ma sono convinto che vinceremo al primo turno anche con un buon risultato e scarto rispetto agli avversarsi, impegnati ora solo a disturbare. Noi, invece, abbiamo da lavorare». Quanto alla sua appartenenza al Pd: «Non rinnego il passato – dice Napoli – anzi io sono un socialista che si colloca all’interno del partito democratico. Tutto qui». Passeggiata sul lungomare La giornata di Enzo Napoli inizia con i pescatori della cooperativa Acquamarina sul Molo Masuccio Salernitano. Ad accogliere il sindaco, il candidato al Consiglio comunale con la lista “Campania Libera” Enzo Galdi, sostenuto con determinazione proprio dai pescatori del Masuccio. Qui Galdi ha proposto il mercato a “miglio zero”. Una idea condivisa anche dallo stesso sindaco Napoli che si è impegnato in tal senso. Poi il candidato sindaco ha raggiunto il comitato elettorale di piazza Amendola dove ha ricevuto la visita a sorpresa di Bobo Craxi. Da qui la passeggiata, insieme ai Giovani Democratici di Salerno ed alcuni candidati al Consiglio comunale per il lungomare cittadino. Ancora una tappa al presidio “Io sto con i biberon” che ha visto la presenza anche del consigliere comunale uscente Luigi Bernabò, ricandidato al Consiglio comunale con la lista dei “Progressisti per Salerno”.