La Giornata del Maestro al Vicinanza

Ieri sera, giorno della festività di San Giovanni Bosco, si è svolta la venticinquesima edizione della “Giornata del Maestro“ organizzata dall’Associazione Italiana Maestri Cattolici  della provincia di Salerno.  La ricorrenza celebrativa è programmata si è tenuta 16.30 presso il Salone della Scuola Vicinanza al Corso Vittorio Emanuele in Salerno.  Nel corso della manifestazione, centrata sull’intervento di Sua Eminenza l’Arcivescovo Primate Monsignor Luigi Moretti e sulle comunicazioni di Giuseppe Acone, docente emerito di pedagogia generale, del presidente provinciale dell’Aimc Gerardo Galiani e di Ambrogio Ietto, sono stati destinatari di speciale benemerenza i seguenti docenti e dirigenti scolastici collocati in quiescenza lo scorso 31 agosto: per la  Scuola Primaria Pia Di Feo dell’Istituto Comprensivo  San Marco di Agropoli; Maria Potenza della Direzione Didattica Primo Circolo di Salerno; Antonia Quaranta dell’Ottavo Circolo Didattico di Salerno; Lina Bernardo dell’Istituto  Comprensivo –  Capaccio Capoluogo; Maria Pia Bianco dell’Istituto Fiorentino – Battipaglia; Felicia Elvira Bonifante dell’Istituto Torrione Alto – Salerno; Maria Calgari  dell’Istituto Salvemini – Battipaglia; Rosa Alba Coppola dell’Istituto Lanzara di Castel San Giorgio; Concetta Di Vietro dell’Istituto Levi Montalcini – Salerno; Maria Fortino dell’Istituto  San Marzano Sul Sarno; Felice Milito della Direzione Didattica Vietri sul Mare; Anna Maria Palladino della Direzione Primo Circolo Nocera Superiore; Silvana Rossi della Direzione Didattica Quarto Circolo Cava de’ Tirreni; Lucia Scelza dell’Istituto Comprensivo  Dante Alighieri – Sapri: Tecla Tambascia della Direzione Didattica Terzo Circolo Sarno; Cristina Tancredi dell’Istituto Comprensivo di Castelcivita. Per la Scuola dell’infanzia premiati Concetta Lilia Cessari dell’Istituto Comprensivo di Torre Orsaia; Carmela Giannini dell’Istituto Comprensivo di Colliano; Fortunata Lubelli dell’Istituto Comprensivo di Siano; Assunta Moscato dell’Istituto Comprensivo Penna di Battipaglia; Maria Concetta Sarro dell’Istituto Comprensivo di Oliveto Citra; Anna Zinno dell’Istituto Comprensivo Dante Alighieri – Sapri. Premiati inoltre i dirigenti scolastici Carlo Di Legge e Raffaela Gaeta.




Provincia, rispettato il Patto di Stabilità

La Provincia di Salerno rientra nel Patto di stabilità. Nonostante i drastici tagli ai trasferimenti operati dalla Regione e dal Governo e la crisi economica che investe l’intero Paese, a Palazzo Sant’Agostino sono riusciti in quella, che lo stesso presidente Iannone definisce “un’impresa titanica”. Un traguardo, quello del mantenimento delle spese, che da una boccata d’ossigeno all’ente e da maggiore agio di spesa e di intervento, soprattutto in quei settori considerati fondamentali dalla giunta Iannone. Inoltre grazie al rientro nel Patto anche i dipendenti di Palazzo Sant’Agostino potranno avere maggiori garanzie sul proprio futuro. «La Provincia di Salerno è rientrata nel Patto di Stabilità – dichiara soddisfatto il presidente Antonio Iannone – E’ stata compiuta un’ impresa titanica: nonostante i tagli del Governo Letta ce l’abbiamo fatta, questo significa più possibilità di accudire i bisogni del territorio e dare più tranquillità ai nostri dipendenti. Abbiamo sopportato un anno di grossi sacrifici e nuovi ne dovremo sostenere, ma con questo risultato possiamo guardare con più ottimismo al futuro». Per rientrare nel Patto, l’ente provinciale ha dovuto operare scelte coraggiose, spesso duramente contestate, ma necessarie per rientrare negli strettissimi paramenti imposti dalla spending review. Un lavoro di limature delle spese, unica strada percorribile a causa dei tagli, che ha contribuito ad una sana ed efficace gestione delle poche risorse a disposizione della Provincia. «Malgrado il drammatico momento di crisi finanziaria pubblica – spiega l’assessore al Bilancio Amilcare Mancusi- la Provincia, con un grande sforzo compiuto dall’Amministrazione per allinearsi alle misure restrittive della spending review e operando scelte coraggiose, è rientrata nei parametri del Patto di Stabilità. Nel solo anno 2013, tanto per essere chiari, abbiamo subito dal Governo tagli per ben 28 milioni di euro. E’ proseguito così il processo di sana gestione e moralizzazione della spesa pubblica, stella polare di questa Amministrazione fin dal suo insediamento».




Rapinato tabaccaio mentre va in banca

Rapina al titolare di una tabaccheria, un 45enne salernitano, mentre stava per entrare nella Banca Unicredit in via Raffaele Ricci, a Pastena a Salerno, per depositarvi del denaro. L’uomo e’ stato affiancato da due individui a bordo di una moto e col volto nascosto da un casco integrale. I due, sotto minaccia di pistola, l’hanno costretto a consegnare il denaro, circa 8000 euro in contanti.




Aquila-Salernitana anticipata a sabato 8 febbraio

L’Aquila Calcio comunica che, vista la concomitanza con altra  manifestazione sportiva, la Lega Pro ha disposto l’anticipo a sabato 8 febbraio, alle ore 14:30 presso lo Stadio “T. FATTORI”, l’incontro valevole per la sesta giornata del girone di ritorno del Campionato di Lega Pro, Prima Divisione Girone B tra L’AQUILA e SALERNITANA. La prevendita partirà nei primi giorni della prossima settimana, quindici euro più diritti il costo dei tagliandi acquistabili presso il circuito Etes(clicca qui per l’elenco degli esercizi affiliati).

L’altra manifestazione sportiva cui fa riferimento il club abruzzese è la sfida tra L’Aquila Rugby e il Verona Rugby. Come già anticipato dalla nostra redazione (clicca qui per leggere l’articolo) i granata faranno dunque settimana corta dopo la gara di domenica contro il Barletta.




I Longobardi nella valle metelliana

Dal 640, il territorio di Cava, che in quell’epoca era solo un sito foraneo della città di Salerno, divenne feudo dei Longobardi di Benevento. Una volta trasferita la capitale del ducato da Benevento a Salerno, ad opera di Arechi II (758-787), i territori facenti capo alle predette città subirono una divisione amministrativa a decorrere dall’849, che condusse alla designazione del primo principe salernitano dotato di poteri autonomi, Siconolfo. Nel periodo in cui questi regnò, la conca metelliana fu popolata da folti gruppi familiari di stirpe longobarda, che vi si stanziarono per la fertilità dei terreni e la ricchezza di sorgenti. Proprio a quel frangente storico risale la definitiva agibilità del tracciato viario che dalla Porta Nucerina di Salerno si snodava in direzione di Nocera, attraversando gli abitati di Vietri, Vetranto, Castagneto, da cui ridiscendeva a valle, raggiungendo il centro urbano di Nocera. Tale percorso stradale prese il nome di via Nocerina oppure di via Caba, nel tratto in cui solcava la Valle Metelliana.

L’insediamento abitativo di Cava crebbe anche grazie alla migrazione di nuclei familiari nocerini ed al contemporaneo ritrarsi verso l’entroterra delle popolazioni costiere, spinte all’esodo sotto la minaccia dei Saraceni che arrivarono a cingere d’assedio Salerno tra l’871 e l’872.

Nel corso della dominazione longobarda invalse un sistema di vita autonomo, con la creazione di nuclei isolati autosufficienti, che assunsero la denominazione di “fundi” e di “curtes”. In base ai principi della cultura tribale longobarda ogni famiglia risiedeva nella propria casa a corte, cioè in abitazioni isolate, peraltro frequentemente menzionate nelle carte topografiche della Badia. Dunque, il persistere della tipologia dei casali sparsi a scapito del sorgere di un agglomerato abitativo compatto è da attribuire al predetto costume tribale. In epoca alto-medievale, e segnatamente in quella longobarda, sorsero due poli di potenziale sviluppo urbano: uno destinato alle attività militari, sulle colline orientali, l’altro a quelle religiose, sui rilievi montuosi occidentali; risultava, invece, ancora esiguamente urbanizzato il potenziale terzo polo, localizzato nel fondovalle, dove dovevano trovare collocazione sparute abitazioni nelle adiacenze della via Caba. L’insediamento dei Longobardi nella vallata cavese è provato da numerosi documenti facenti parte del Codex Diplomaticus cavensis, nel quale risultano nomi riportabili alla suddetta etnia germanica. Il riferimento non è solamente al campo dell’onomastica, bensì si estende anche a quello della toponomastica, che si rivela oltremodo interessante specie riguardo all’utilizzo di termini del lessico giuridico afferente al settore agricolo, adottati dai Longobardi, e mutati, poi, in toponimi: ad esempio, la parola “curtes”, di cui si servivano per indicare le ‘terre boschive’, delle quali solo una minima parte veniva messa a coltura, promossa, poi, a toponimo: si menzioni, in proposito, “Li Curti”, piccolo villaggio della cintura urbana cavese; oppure la voce sala ‘corte, edificio’, adoperata prima come toponimo, poi come edonimo, cioè quale denominazione di strada, attribuita ad un percorso viario cittadino, “via Sala”. La stessa voce si ritrova nel nome di un’altra località di area salernitana, Sala Consilina, come in quello di un noto rione collinare di Salerno, “Sala Abbagnano”. E’ interessante evidenziare, inoltre, il fatto che, in epoca longobarda, la comunità benedettina della Badia di Cava fu polo monastico di prestigio, unitamente a quella di San Vincenzo al Volturno: entrambe gravitarono intorno all’orbita del Monastero di Montecassino, fulcro culturale dell’intero Ducato beneventano. La cultura scritta, o meglio ancora la cultura dei Longobardi del sud, coincise, praticamente, con quella benedettina (o benedettino-cassinese). L’uso del volgare, sostiene Baldelli (in La letteratura dell’Italia mediana dalle Origini al XIII secolo, 1987), rappresentò per i monaci cassinesi, come per tutti i Longobardi del Ducato di Benevento un baluardo difensivo delle frontiere della latinità contro la pressione esercitata dalla cultura greco-bizantina proveniente dalla Basilicata e dalla Puglia e contro le frequenti incursioni arabe. Numerosa, infatti, è la serie di volgarismi in documenti latini risalenti ad un periodo compreso tra il 1065 ed il 1077, custoditi presso l’Abbazia di Cava e afferenti a varie aree della Campania: focacia ‘focaccia’, pendinum ‘pendio’, plescus ‘rupe’, sepalis ‘siepe’, tando ‘allora’.

Giuseppe Vitolo (Linguista)

 

 




Operaio della Italcementi finisce in ospedale per una crisi di nervi

di Francesco Carriero

Avere costantemente sulla propria testa la spada di Damocle di un possibile licenziamento può causare uno stress tale da far perdere la testa. E se a questo si aggiungono, presunte, pressioni psicologiche, non si fa altro che innescare una bomba pronta ad esplodere. Ed è quello che è successo ieri mattina presso la sede della Italcemneti, dove un lavoratore, nel corso del proprio turno di lavoro, a seguito di uno scambio di vedute al quanto acceso con il proprio capo reparto, è stato colto da una crisi emotiva, che ha reso necessario l’intervento di una autoambulanza del 118 che ha trasportato al pronto soccorso l’operaio. A denunciare l’increscioso episodio è stata la Rsu aziendale, di cui il lavoratore fa parte. Massimo è il riserbo sul motivo del litigio tra l’operaio e il suo caporeparto, ma stando a quel poco trapelato, sembra che l’episodio fosse il culmine di una serie di pressioni psicologiche, che le maestranze quotidianamente vivono all’interno dello stabilimento salernitano, a causa dello “stato di salute” precario della Spa, che dopo aver messo in cassa integrazione diversi lavoratori, rischia di dover tagliare definitivamente un gran numero di maestranze. Dopo il battibecco, la direzione dello stabilimento ha richiamato formalmente il lavoratore, combinandoli anche una sanzione pari alla perdita di tre ore lavorative. Questa decisione, assieme alla pressione alla quale il lavoratore, secondo i membri della Rsu, era da giorni sottoposto, avrebbe scatenato la forte crisi di nervi. All’uomo, che presentava evidenti difficoltà cognitive ( non ricordava il proprio nome e non riconosceva i colleghi) è stata formulata una prognosi di 5 giorni, nel corso dei quali i sottoporrà ad una cura a base di ansiolitici per curare la sua alterazione emotiva. «Stiamo vivendo – afferma Raffaello Della Monica della Rsu Italcementi – una situazione critica. Siamo sotto costante pressione psicologica e temiamo per il nostro posto di lavoro. C’è chi approfitta di questa situazione per aumentare la pressione e il nostro collega non ha retto. Quello di oggi (ieri per chi legge ndr) è un episodio increscioso, che lede l’immagine dell’azienda. Un vero e proprio dramma nel dramma». Intento Cgil Fillea e Feneal Uil hanno inoltrato a Confindustria una richiesta di incontro urgente con i vertici aziendali. I sindacati, infatti, sono convinti che un clima di tensione, specie in un periodo di crisi così intensa che ha direttamente coinvolto la Italcementi, da anni è interessata da mobilità volontaria e cassa integrazione, non giovi al risanamento e al rilancio dell’azienda stessa. «Questa situazione – afferma Luigi Adinolfi, segretario della Cgil Fillea – nasce da lontano, dalla situazione dei lavoratori di Italcementi che si aggrava sempre più. Questo clima di tensione all’interno dello stabilimento peggiora solo una situazione già drammatica». Sulla stessa lunghezza d’onda anche la segretaria della Feneal Uil Patrizia Spinelli: «In passato – spiega – c’è sempre stato un clima di collaborazione e dialogo con il direttivo di Italcementi. Proprio alla luce di questo rapporto abbiamo chiesto un incontro al fine di risolvere questo increscioso episodio nel migliore dei modi e stemperare la tensione all’interno di un’azienda che si avvia verso la mobilità».




Salernitana, il giorno della verità

Signori, si chiude. Finalmente, dirà qualcuno. Questa sera, alle 23, i battenti dell’Ata Quark si abbasseranno. Il solito omaccione della Lega si parerà sulla soglia della porta che delimita l’accesso al corridoio che porta agli uffici dove vengono depositati i contratti, per evitare che i soliti ritardatari cerchino di intrufolarsi oltre il fatidico gong. Il grande circo del calciomercato, versione invernale, chiuderà ufficialmente per far posto alla fase finale dei campionati. La Salernitana proverà a sparare le ultime cartucce dopo un mese in cui, se non ci fosse stato il fatebenefratelli di Ascoli, ci sarebbe stato molto poco da stare allegri. Fabiani cercherà di chiudere da due a quattro operazioni. L’obiettivo è fare l’en plein, assicurando a Gregucci almeno un rinforzo per ogni ruolo. Al tecnico serve un portiere d’esperienza, un terzino sinistro, un centrocampista capace d’interpretare più di un ruolo ed una punta prolifica. Sono tanti i nomi appuntati sul taccuino di Fabiani. PORTIERE La sensazione è che se la Salernitana non dovesse riuscire ad accaparrarsi il beneventano Gori, o in alternativa il torinista Berni, rimarrà con gli attuali Berardi e Iannarilli. Per il primo il club sannita ha puntato i piedi, con Vigorito che non vuole rinforzare una diretta rivale ai play off. Per il secondo resta da trovare un accordo per spalmare il sostanzioso ingaggio che percepisce con Cairo. Troppo acerbi Viotti e Facchin. TERZINO SINISTRO Giacomini resta il favorito ed alla fine dovrebbe approdare alla corte di Gregucci. In alternativa c’è sempre il messinese Bolzan. CENTROCAMPISTA L’obiettivo resta lo stabiese Mezavilla, seguito anche dal Benevento ma che la Juve Stabia non molla. Nelle ultime ore sono spuntati nuovamente il nome dell’avellinese Togni e di Barillà della Reggina. ATTACCANTE Il sogno è David Di Michele. La trattativa lampo, già sul nascere molto complicata, non è decollata e sarà molto difficile riuscire a strappare in extremis Re David alla Reggina. L’alternativa è Lupoli del Varese, seguito da inizio gennaio, mentre restano in caldo le piste che portano al modenese Bruno ed a Guerra dell’Entella. CESSIONI Restano da piazzare Siniscalchi (Messina), Chirieletti (Teramo), Nalini (Virtus Vecomp) e probabilmente Ricci e Capua (Paganese). Se dovessero arrivare anche un portiere ed una punta potrebbero lasciare Salerno Berardi e Ginestra. Sembra destinato a restare Pasquale Foggia, così come Volpe, Gustavo e Mounard. Insomma, di carne al fuoco ce n’è ancora tanta ma soltanto per qualche altra ora. Poi, alle 23, chi è dentro è dentro, chi è fuori è fuori. Rien ne va plus…




Il professor Ascoli, l’ebreo fortunato

«Ragazzi dovete ragionare sempre e solo con la vostra testa, senza mai delegare niente e a nessuno la vostra coscienza: né a una moda, né a una propaganda di regime, né a un tipo di giornalismo e nemmeno a un sacerdote. Per fare questo occorre uno strumento fondamentale che è la cultura. Bisogna studiare e trovare divertente e interessante studiare». Ad esortare i tanti studenti del Liceo Scientifico da Procida, a ragionare con la propria testa e a studiare, è stato ieri mattina, l’ottantaquattrenne professor Aurelio Ascoli, docente a riposo del Dipartimento di Fisica nucleare dell’Università di Milano, che ha raccontato la sua esperienza di “ebreo fortunato”. «Nel settembre del 1943 avevo 13 anni e con la mia famiglia sono riuscito a riparare in Svizzera. Sono riuscito a sopravvivere grazie a una serie causale di eventi e grazie a persone di cultura che sono state capaci di ragionare con la propria testa». Il rotariano professor Ascoli, ha raccontato anche di quando fu espulso dalla scuola a causa delle leggi antiebraiche del 1938 promulgate in Italia: «Frequentavo la quarta elementare quando venni espulso dalla scuola, con mia grande sofferenza. I miei genitori cercarono di spiegarmi un perché per me incomprensibile. Per 22 mesi sono poi stato in un campo di accoglienza in Svizzera dove non si viveva tanto male a parte la durezza organizzativa dovuta al fatto che la Svizzera dovette ospitare oltre seimila rifugiati». All’incontro, organizzato dal Rotary Salerno Est, presieduto dal dottor Ernesto Levi, in sinergia con la Dirigente Scolastica Anna Laura Giannantonio, è intervenuta anche la dottoressa Liliana Picciotto, giornalista presso il Corriere della Sera e storica al Centro di documentazione ebraica contemporanea (Cdec), il database più accurato d’Europa, (anche Roberto Benigni si è documentato lì quando ha girato “La Vita è Bella”), che ha inquadrato il problema della discriminazione basata sul razzismo e illustrato la sua ricerca sul “mondo scomparso”: «La Fondazione ha raccolto i nomi di 6806 deportati che sono stati pubblicati sul sito: www.nomidellashoa.it. Di questi, solo 837 sono tornati. A quelli morti nei vari campi, bisogna aggiungere i 322 ebrei morti in Italia, assassinati come alle Fosse Ardeatine o suicidatisi per la paura. E ancora i circa duemila deportati da Rodi italiana. E’ stato un imperativo etico portato avanti con determinazione per restituire a ognuno una identità e per costituire una specie di appello nominale alla nostra coscienza: nome per nome, viso per viso, sorriso per sorriso, di una generazione fatta sparire dai nazisti e dai fascisti. Abbiamo ripercorso passo a passo l’itinerario delle persone prese nelle loro case, nei luoghi di fuga, per strada, nei rifugi, dopo essere state scoperte come ebrei. Come madre, ho sempre avuto difficoltà a spiegare ai miei figli come si poteva essere fuorilegge solo perché appartenenti a una data cultura o a una data religione». La dottoressa Picciotto ha sottolineato l’importanza di ascoltare gli ultimi testimoni viventi: «Non è lontano il giorno in cui se ne andrà anche l’ultimo testimone. Proprio per questo è ancora più necessario studiare ogni singolo caso, darsi da fare affinché non ci siano né buchi di conoscenza, né dubbi. E’ l’unica difesa che abbiamo per salvaguardare la dignità degli ebrei e per educare i giovani ai valori positivi dell’umanità, della cittadinanza e della solidarietà». I ragazzi della IV I dell’Istituto, coordinati dalla professoressa di Disegno e Storia dell’Arte, Letizia Speranza, hanno realizzato un allestimento scenico di grande effetto, legato al fenomeno dell’olocausto. Il poeta del Rotary, l’ingegner Vincenzo Tafuri, ha recitato, sulle note di Schindler’s List, una sua toccante e suggestiva poesia ” Shoah”, ispirata dalla storia dell’ebreo sopravvissuto a Auschwitz, l’ingegner Gaetano Samuel Artano. In serata, il professor Ascoli e la dottoressa Picciotto hanno incontrato i soci rotariani di sei Club Rotary, e le socie dei due Club Inner Wheel della città, in un interclub organizzato dal Presidente del Rotary Est, Ernesto Levi. Aniello Palumbo




Nocerina, tutte le prossime partite perse 0-3

La Nocerina perderà a tavolino per 0-3 a favore delle squadre avversarie tutte le gare del girone di ritorno ancora da disputare. Lo ha deciso la Lega Pro dopo che la commissione disciplinare ha deciso ieri l’esclusione della squadra campana, che militava nel girone B di Prima Divisione, dal campionato.




Strade provinciali, Cirielli: Intervenga il Governo

«E’ arrivato il momento che il Governo e il Pd di Matteo Renzi la smettano con le chiacchiere e intervengano immediatamente per la viabilità e la sicurezza delle strade provinciali di Salerno e, in maniera particolare, per quelle del Cilento». È quanto dichiara Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli d’Italia.

«Il tempo dei proclami è finito – spiega – I cittadini e gli Enti locali strangolati dagli incredibili tagli degli ultimi anni non possono più andare avanti. La Regione Campania, il presidente Caldoro e la Provincia di Salerno hanno fatto la loro parte. Ora tocca ai rappresentanti territoriali del Pd impegnarsi e incidere sul Governo per dare una risposta concreta alla comunità salernitana».

«Si tratta di una vera e propria calamità provocata da piogge torrenziali – conclude Cirielli – impossibile da fronteggiare con i fondi ordinari. È, poi, profondamente ingiusto che altre province siano aiutate e quella di Salerno no. Ricordo che, a seguito degli eventi alluvionali del 2010, il Governo di centrodestra stanziò ben 40 milioni di euro per la provincia di Salerno. Ora, invece, il centrosinistra latita».