2 giugno 2020: perché festeggiare?

Scritto da , 3 Giugno 2020
image_pdfimage_print

Immaginate milioni di uomini e donne, tutti con lo stesso ideale, tutti con lo stesso sogno, la “Repubblica”. Un sogno di democrazia e uguaglianza, un sogno per il quale tanti Italiani hanno lottato. Ecco, io, come ragazza appartenente alla cosiddetta generazione Z, mi vergogno. Mi vergogno della Repubblica di oggi, completamente diversa da quella che andrebbe festeggiata. Perché io credo fermamente nella Repubblica Italiana, nel concetto democratico che essa contiene e vorrei urlare al mondo che nella mia Repubblica siamo tutti liberi, che non esiste l’odio, né l’ingiustizia. Vorrei poter dire a quegli uomini e a quelle donne che si sono battuti per fondarla, che ce l’hanno fatta, ai padri costituenti che ci hanno creduto che il loro sogno è stato coronato. Invece no. La mia Repubblica è un insieme di odio e di stupidi trucchi. La mia Repubblica, fatte salve le poche persone oneste che ne fanno parte, è costituita dalla corruzione, dalla malsana lotta al potere. Allora mi chiedo, come ragazza della generazione Z, cosa c’è da festeggiare? Perché festeggiare uomini che lottano per le “poltrone” e per il puro arricchimento personale? Sventolare il tricolore una volta all’anno, o ringraziare gli “angeli” in prima linea contro il Covid-19 non ci rende buoni cittadini, non ci rende la fiera Repubblica Italiana. Cantare Mameli, fingendo che la povertà, l’odio, la mafia e le tangenti non esistano, non può renderci fieri di vivere nella Repubblica Italiana. Quindi, da ragazza che non ha ancora neanche raggiunto l’età del voto, ma prima ancora da cittadina, chiedo che la mia Repubblica venga prima resa degna del suo nome, poi potrà tornare a essere festeggiata. Dare sfogo al patriottismo una volta l’anno non cambierà le cose. Buona festa della Repubblica.

Elena  Di Palma 2Bs

Consiglia

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->