Gestione Teatro Giuseppe Verdi tra cooperative e associazioni

Scritto da , 3 Novembre 2021
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Il Teatro Verdi ed i suoi conti sono sotto la lente d’ingrandimento della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato che stanno portando avanti le indagini dopo l’esposto presentato in Procura da un’esponente politico del Movimento 5 Stelle. Attenzionati dalle forze dell’ordine i conti, dopo l’acquisizione di importanti documenti, ma soprattutto le aziende e le associazioni a cui la direzione del massimo cittadino si rivolge per l’acquisto di materiale o per la scelta di figuranti e maestranze. Le indagini che le fiamme gialle e la polizia stanno portando avanti sembrano indirizzate a scoprire una serie di anomalie relative ai costi di gestione del Massimo cittadino, che lo ricordiamo non ha in dotazione nemmeno un microfono, perché tutto viene noleggiato. Un volume d’affari che ha vari aspetti anomali, come l‘abolizione della scritturazione dei cantanti, utilizzata fino al 2015, in cui la spesa media per ogni ingaggio era di 1000 euro per corista. Dal 2016, invece, “è entrata in scena” l’associazione “Europa Musica Impresa”, di cui è presidente Luigi Rubino e vice presidente Domenico Procida, che è anche il Presidente dell’associazione che gestisce l’orchestra Filarmonica Salernitana “G.Verdi”, nonché secondo fagotto della formazione e che ha preso in gestione il coro del Verdi. Ma non solo, come si evince anche dalle ultime determine, come ad esempio, quella relativa allo spettacolo “Tosca” portato in scena lo scorso mese di luglio, oppure a quella relativa allo spettacolo “Cavalleria Rusticana e Pagliacci” andato in scena lo scorso mese di agosto, le maestranze e i figuranti vengono forniti dall’Associazione “All’Opera del Teatro”, con sede a Nola, il cui presidente è Mario Rubino, figlio proprio di Luigi presidente dell’“Europa Musica Impresa”. Ed ancora all’interno dell’associazione “All’Opera del Teatro”, figura come vice presidente il trombonista Sabatino Procida, figlio del trombone Antonio Procida e nipote di Lello, che ricordiamo sempre al fianco del collega Antonio Marzullo, poiché compagni di scuola all’allora liceo musicale dell’istituto Umberto I. Un ruolo all’interno dell’associazione che fornisce maestranze, collaboratori di palcoscenico e figuranti lo tiene anche Brunella De Laurentis, come presidente del consiglio di amministrazione, che ritroviamo quale direttore di scena del Teatro Verdi, nonché componente dell’Accademia per l’opera di Verona (e questo spiegherebbe quella specie di asse Salerno- Verona che porta artisti, registi e strumentisti dall’Arena a Salerno, come è avvenuto con l’Elisir d’Amore). Purtroppo, questo sistema delle associazioni, permette “chiamate” fumose, senza alcun bando o audizioni. Associazioni private che, come tali, hanno il diritto di gestire gli organici come meglio credono e senza alcun dovere di rendere pubbliche fatture, contratti ad personam e quant’altro. La strada unica per rendere il Verdi di cristallo è che diventi fondazione, con la possibilità di accesso per merito, con selezioni alla luce del sole, aperte a tutti.

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