Zarrillo: « Tutta colpa degli indegni eredi di Basaglia»

Scritto da , 16 Ottobre 2012
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“Non riusciamo a garantire l’assistenza ai nostri pazienti, sfido ad un confronto pubblico gli indegni eredi di Basaglia”. Così il direttore dell’Unità Operativa di Salute Mentale di Salerno, Antonio Zarrillo, torna a lanciare l’allarme sul problema della mancata assistenza alle persone che soffrono di problemi psichici, soprattutto dopo la chiusura dei manicomi avvenuta diversi anni fa. Ma
partiamo con ordine. La psichiatria è una branca specialistica della 
medicina che si occupa della prevenzione, della cura e della
riabilitazione dei disturbi mentali dal punto di vista teorico e
pratico. Essa è definibile come una "disciplina di sintesi", in quanto
il mantenimento e il perseguimento della salute mentale, che è lo scopo
fondamentale della psichiatria, viene ottenuto prendendo in
considerazione diversi ambiti:  medico – farmacologici, neurologici,
psicologici, sociologici, giuridici, politici. In particolare, rispetto
alla psicologia, la psichiatria è   maggiormente orientata verso
l'identificazione del disturbo mentale o psicologico come derivante da
un malfunzionamento a livello fisiologico del sistema nervoso centrale.
Ma oggi riuscire ad assistere una persona malata in questo settore è
davvero difficile non solo perché mancano i fondi necessari, che
dovrebbero arrivare dai comuni, ma anche perché non vi è mai stata negli
ultimi anni una vera e propria riorganizzazione del sistema sanitario
che ha comportato una serie di problematiche. “All’inizio la psichiatria
– spiega il dottore Zarrillo – è stata un’invenzione che aveva la
pretesa di prevedere l’accoglienza per le persone con determinati tipi
di problemi ma oggi non è più possibile. Con la chiusura dei manicomi e
con la legge 180 strutture come quella che gestisco sono in seria
difficoltà perché non hanno la possibilità di poter tenere costantemente
in cura le persone che vengono a chiedere il nostro aiuto. Molto volte
viene data a noi la cosiddetta “presa in carico” di una persona malata
ma non abbiamo l’attrezzatura, i fondi e le strutture per poter
assisterla e curarla. Questa situazione – spiega il dottor Zarrillo – ha
comportato il trasferimento di queste persone in cliniche private, in
carcere mentre tante altre ancora sono chiuse in casa. Certo ogni tanto
possiamo fare qualche visita a domicilio ma poi chi ci assicura che il
paziente in questione seguirà nel dettaglio la nostra cura? Chi ci
garantisce che non farà del male alle persone che lo circondano?
Nessuno. Le famiglie ormai si sono ridotte a fare il 118 e questo è
inaccettabile. Bisogna assolutamente creare dei luoghi di accoglienza e
di assistenza per le persone che hanno problemi psichici che vanno
curate nel modo migliore”.Il responsabile dell’Unità di Salute
Mentale dell’Asl di Salerno lancia anche l’allarme sulle nuove patologie
che stanno emergendo. “La depressione, il gioco d’azzardo, l’alcolismo,
i disturbi di genere, sono patologie che con il passare del tempo
stanno coinvolgendo migliaia di persone, giovani e meno giovani, che
possono ricevere da noi solo un minimo di assistenza ma niente più . La
depressione, ad esempio, colpisce milioni di persone ma noi a Salerno,
ad esempio, non abbiamo delle strutture sanitarie adatto a contrastare
questa patologia”. Per il dottore Zarrillo la psichiatria “è un falso
ideologico, poco culturale e molto politico”. “Serve
un’organizzazione più clinica di questa branca della medicina, occorre
dar vita ad una comunità che ospiti almeno per sei mesi pazienti con
disturbi psichici perché altrimenti rischiano di creare problemi non
solo a se stessi ma anche agli altri”. Di qui la sfida: “Sfido ad un
confronto pubblico, che si potrebbe svolgere anche a Palazzo
Sant’Agostino,  gli eredi indegni di Basaglia per discutere apertamente
dei problemi della psichiatria senza paura di dire la verità ”.  

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