Abbandonare i rifiuti ingombranti sul ciglio delle strade, sembra essere diventata ormai una sorta di prassi che, proprio per la sua reiterazione, lascia quasi indifferenti. Eppure la maleducazione continua a stupire soprattutto quando raggiunge dei luoghi magnifici, in cui proprio non ci si aspetta di trovare frigoriferi, lavatrici, materassi, forni a microonde, pezzi di mobili e quant’altro il tempo possa far arrugginire. Questa la cartolina dell’entroterra cilentano.
Sono migliaia i turisti, soprattutto stranieri, che ogni anno scelgono
di trascorrere le loro ferie estive nel Cilento, terra di mare, sole e
relax, oltre che di buona cucina.
Palinuro e Marina di Camerota sono da sempre in cima alla hit dei posti
preferiti dai vacanzieri e rimanere affascinati dalle loro zone è
semplicissimo. Ma di fronte a tanta bellezza si registrano anche
problemi così latenti da dover essere denunciati.
Provate ad immaginare di trovarvi in campagna durante una bella giornata
di luglio di un’estate che proprio caldissima non è e che quindi
concede un leggero venticello che rende ancor più piacevole la
passeggiata. Continuate ad immaginare che da questa campagna, posta ad
un’altitudine maggiore rispetto al livello della costa, potete ammirare
l’infinita distesa celeste del mare cilentano, rigato dalle barche a
vela dirette all’orizzonte. Ebbene, tra il silenzio e il verso rilassate
delle cicale ecco spuntare un vecchio computer! Lo superate pensando
che sia un unico neo in una zona paradisiaca. Quando ecco comparire un
forno, un materasso, una televisione e tanti altri elettrodomestici,
perché c’è chi ha pensato bene di approfittare della solitudine di
questi luoghi interni per lasciare i propri rifiuti, che vanno ben oltre
l’ormai comune negligenza di chi distrattamente getta una cartaccia per
strada o abbandona un sacchetto dell’immondizia. Una vera e propria
discarica a cielo aperto su un belvedere: un punto panoramico che apre
verso il mare, dal quale si può ammirare l’antica Torre Layella.
Trattasi di rifiuti talvolta anche pericolosi, come fogli di eternit
lasciati da qualcuno nelle campagne, inglobati interamente dalle
erbacce, quasi come se la natura si fosse rassegnata e abbia scelto di
abbracciare la croce dell’inciviltà umana.
Tutto questo si trova ai margini delle strade di Monte di Luna, una zona
interna rispetto alla costa di Marina di Camerota, che permette di
raggiungere posti incontaminati dalla bellezza mozzafiato, come il
Pozzallo, Cala Bianca o Porto Infreschi. Luoghi raggiungibili
solitamente via mare con una barca, ma che qualcuno, più propenso
all’attività sportiva, può scoprire attraversando un lungo itinerario
campestre che comincia proprio da queste stradine di Monte di Luna. Qui,
sono per la maggior parte stranieri, tedeschi o francesi, che con
cappelli e sandali camminano per i stretti e ombrosi sentieri aperti tra
le colture di ulivi alle quali si alternano i più caratteristici esempi
di macchia mediterranea e, ancora, improvvise distese di arida terra
rossa. Terre come queste, oltre ad essere un vero e proprio patrimonio
paesaggistico dell’umanità, sono un volano per il turismo regionale e
speriamo che le amministrazioni si attivino presto affinché venga
conservata intatta e in tutto il suo splendore la natura di questi
luoghi. Rosanna Gentile