VIRGINIA SALDAMARCO E' LA NUOVA SPIGOLATRICE di SAPRI
Grande successo di pubblico ha riscosso la Tappa Speciale del Tour 2010 della ventiquattresima edizione del concorso naz...
 
A Sapri si è esibito la storica formazione per dar il via alle celebrazioni del bicentenario del comune e alle giornate pisacaniane
La banda resta una fiamma mai spenta, in particolare nel nostro Cilento. Giovedì sera, il Sindaco di Sapri Vito D’Agosti...
 
“Sono qui” vince la sedicesima edizione del Festival Vannulo
E’ Myriam Defrenza la nuova voce dell’estate 2010. La giovane artista della provincia di Bari ha infatti vinto la sedice...
 

Spettacoli e Cultura
Vauro incanta Ravello

Pubblico folto, attento e partecipe nei giardini dell’Hotel Rufolo a Ravello in occasione dell’incontro con il vignettista Vauro, svoltosi nell’ambito del Ravello Festival 2010. La celebre manifestazione, patrocinata dalla Regione Campania, dalla Provincia di Salerno, dal Comune di Ravello e dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena,

ha quest’anno come fil rouge il tema della ‘follia’ e si snoda attraverso sessanta appuntamenti circa tra concerti, mostre, spettacoli teatrali, seminari, conferenze ed incontri che, partiti il 1° luglio, accompagneranno gli interessati e i curiosi fino al 25 settembre. Il noto giornalista e disegnatore italiano è stato il protagonista di una serata all’insegna dell’ironia pungente ma anche della riflessione e del sorriso amaro. Tanti i temi toccati: la guerra e l’esperienza di Vauro con Emergency, l’informazione e la legge bavaglio, le vignette e la censura, il caso Eluana Englaro e la religione, sino all’inevitabile domanda sul caso Annozero e la recente notizia dell’allontanamento di Vauro - e del giornalista Marco Travaglio - dal programma di Santoro e dalla Rai, sul quale il vignettista pistoiese afferma senza scomporsi: «Mi spavento che i miei pupazzetti, che ero solito mostrare in pochissimi minuti a fine trasmissione, spaventino così tanto. Si tratta di un diktat del signor Masi che prende ordini dal signor Berlusconi. Io non farò passi indietro». Sempre a proposito di Annozero, Vauro continua: «In un paese normale, Annozero sarebbe un programma normale. In una democrazia sana non esisterebbe neppure un ‘caso Annozero’». Il disegnatore ha poi criticato duramente il ddl intercettazioni e lo stato dell’informazione in Italia, alludendo a certa politica che interferisce con i normali processi mediatici e giornalistici tentando di manipolarli e imbavagliarli. «Ma la censura che temo veramente - ha in seguito affermato sul tema della censura in generale - è l’autocensura, quando si finisce per tacere a causa di opportunismo o timore di esprimere la propria opinione. E’ da essa che principalmente tento di stare alla larga. Inoltre credo che la censura sia tale non quando viene imposta ma quando la si accetta; io non l’ho mai accettata». Durante la serata, svoltasi come un informale colloquio tra la platea e il disegnatore, si è passati da tematiche più serie a temi più leggeri, ma il pubblico ha potuto constatare che le parole di Vauro, anche quando incentrate su qualcosa di apparentemente lieve (come le sue vignette), in realtà celano sempre un retrogusto di amarezza e di gravità. Vauro ha parlato a lungo criticando il conformismo e l’ideologia del denaro, intendendo per conformismo il tentativo delle persone di non pensare, non riflettere, non agire. «Pasolini definì quello che stava arrivando il ‘fascismo spensierato’, e questo è esattamente ciò che viviamo noi oggi, un fascismo fatto di veline, Grande fratello, suoni, colori e paillettes. Tutto ciò distrugge la capacità di critica e di riflessione delle persone, azzerando quella sana curiosità e quel genuino interesse nei confronti del mondo che dovrebbero essere alla base della nostra vita. Purtroppo la nostra è una ‘società della paura’, la paura che ci impedisce di pensare e consente ad un omino marcio ricoperto di cerone di avere autorità e potere su di noi». Ci si aspettava di vedere a Ravello soltanto vignette e risate, ma si è invece avuto il piacere di scoprire, sotto la scorza di vignettista sarcastico e icastico, un Vauro sensibile e acuto, anche scrittore e romanziere, capace di scavare in profondità nel tessuto sociale, politico e umano dell’Italia di oggi e che ha fatto dell’impegno civile e umanitario uno dei perni della sua vita.                                                   


icona commenti Scrivi un commento Condividi la notizia sulla tua bacheca Facebookcondividi su Facebook

Commenti

INSERISCI UN COMMENTO
Nome Testo:

Email
Digita le lettere dell'immagine:
muis