Voci dal Serraglio: RENATO COCOZZA rubrica a cura di Olga Chieffi

Scritto da , 1 Luglio 2020
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             Renato Cocozza: il piccolo pittore del Serraglio

Vinse in quarta elementare un concorso di disegno bandito dall’ Inps e da allora è cominciata la carriera di artista, grazie all’ intuizione della sua maestra

Di RENATO COCOZZA

Era il lontano 1962, frequentavo la IV elementare su all’Istituto Umberto 1, la mia insegnante della quale, purtroppo, non ricordo più il nome, annunciò che l’INPS aveva bandito un concorso di disegno sul tema “La giornata della sicurezza” e la maestra mi sollecitò a far un bel disegno, poiché in classe ero il più bravo ed aveva intravisto nel mio tratto, quello di un  futuro pittore. Il disegno doveva rappresentare i pericoli che si affrontano durante l’infanzia, come giocare a pallone per strada, attraversare la carreggiata senza guardare né a destra e né a sinistra, ferirsi con giochi pericolosi, il tutto racchiuso quattro vignette. Disegnai la prima in cui un ragazzo attraversa la strada senza guardare evitando i pericoli, la seconda l’ automobile che lo investe, nella la terza l’autoambulanza che interviene per i soccorsi ed, infine, con la 4 vignetta il ricovero l’arrivo in ospedale. Così i miei disegni vennero consegnati a chi aveva organizzato il concorso, dire che fui felicissimo è poco, ero contentissimo di partecipare. Non ricordo quanto ci misero a scrutinare tutti i disegni sia della nostra scuola, e sia di   quelle esterne, ma dopo poco l’insegnante mi comunicò che i miei disegni erano risultati vincenti e che sarei stato premiato, nell’ambito di una cerimonia e ed era tanta ed incontenibile la felicità di aver vinto quel concorso. Mi invitò a recarmi in fretta e furia ad andare in camerata era la V, per prepararmi ed in un batti baleno, indossai la divisa di libera uscita, per poi, letteralmente, correre al comune per partecipare alla cerimonia di premiazione. La mia insegnante era felicissima ed io con lei che aveva riposto in me tutta la sua fiducia, ed io orgogliosamente l’avevo ricambiata mettendoci tutta la passione e il piacere nel disegnare ed immaginare la vittoria. Al comune, quando venne il mio turno e risuonò il mio nome nel Salone dei Marmi, il sindaco Menna il nostro amato presidente mi consegno “la pergamena della vittoria” e l’emozione mi prese alla gola, per la felicità. La pergamena profumava di carta buona, inchiostro e vaniglia e, ancora, oggi ricordo quell’odore che mi piaceva tantissimo. Oltre alla pergamena mi fu donato un contenitore con dei libri e al mio ritorno trionfale in istituto anche il Rettore Ugo Ricciardi mi fece una grande festa:  volle congratularsi con  me e mi diede in premio  la famosa 500 lire d’argento, con sopra effigiate le caravelle di Cristoforo Colombo, insieme ad una scatola di cioccolatini che, una volta in camerata, divisi allegramente con i miei amici. Ricordo ancora la felicità della mia maestra, che era era pari alla mia, oggi che sono un affermato maestro di pittura posso dire grazie a lei ho scoperto la mia grande passione dipingere. Ho scritto questo ricordo  con le lacrime agli occhi, vedendo scorrere le immagini, gli incontri, le avventure di sette anni di Serraglio.

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