Vittorio Sgarbi: «De Luca? Un fascista delle opere pubbliche»

Scritto da , 20 novembre 2014
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“Se tutto il Meridione fosse come Salerno la Lega non sarebbe mai nata”. Lo ha affermato, riferendosi alla visita di Salvini a Salerno, Vittorio Sgarbi, il famoso critico e storico dell’arte, che in questi giorni è a Salerno per la messa in scena, al Teatro Verdi, de “La Vedova Allegra”, della quale ha curato la regia. Durante il suo intervento, organizzato in un gremito “Salone degli Stemmi”, nell’ambito dell’evento “Panorama d’Italia”, Sgarbi si è soffermato a parlare del sindaco e del Crescent, raccontando come è nata l’idea di curare la regia della “Vedova Allegra”: “Mi hanno chiesto di fare la regia della “Vedova Allegra” il cui interesse per me era inferiore allo zero. La curiosità ha prevalso e ho fatto una regia ammirevole perché ho cercato di produrre un effetto scenico esattamente coevo all’epoca di Lehar. E’ un’opera assimilabile a un film”. Sgarbi ha raccontato di aver accettato anche perché:” Ho pensato di sostenere l’impegno e la forza di rinnovamento della città che sta attuando il vostro raro sindaco che viene inquisito dalla magistratura, ma non fa ridere i polli come alcuni altri sindaci come quello di Roma che ha fatto una ridicola e penosa figura o quello di Napoli. Figure assolutamente inadeguate”. E chiarendo maggiormente la controversia sul Crescent:” Prima l’ho attaccato e poi l’ho guardato con maggiore interesse quando è diventato una specie di arena o di cavea sul mare, quindi non così gravemente offensivo e con una serie di motivi architettonici che richiamano i templi greci. Il vostro sindaco ha un’idea un po’ fascista delle grandi opere pubbliche, pur non essendo fascista. Ribadisco con convinzione, senza alcuna ragione politica, che l’intenzione è buona”. Sgarbi dopo aver ricordato la sua visita alla Badia di Cava de’ Tirreni, ha elencato le opere d’arte per cui vale la pena di venire a Salerno: “La Cattedrale con i suoi due amboni; le opere dei Maestri Andrea Da Salerno e del Solimena; la Cripta del Duomo con i meravigliosi affreschi di Belisario Corenzio; la Chiesa di San Giorgio; il complesso di San Pietro a Corte, dove si può vedere la stratificazione urbanistica di una grande città che nel Meridione non mostra oggi la decadenza come tutte le altre, e le opere del Museo Diocesano la cui visita è istruttiva e illuminante, con le meravigliose formelle d’avorio, assolutamente imperdibili e l’opera di Cesare da Sesto”. Sgarbi ha anche auspicato che il sindaco De Luca “possa intervenire affinché il Governo non tolga il presidio della Soprintendenza al Museo Diocesano che è il museo dei capolavori della città, che deve essere aperto a tutti”. Sulle “Luci d’Artista” Sgarbi ha affermato che “hanno reso Salerno una Napoli felice, non tetra, ma festosa”.

Aniello Palumbo

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