Vitalizio in eredità in Regione: Ci sono Menna, Scozia e Gassani

Scritto da , 19 aprile 2017

di Andrea Pellegrino

Vitalizio in eredità. La Regione Campania non si distingue e oltre ai vitalizi per vivi ci sono anche quelli per gli ex consiglieri regionali che ci hanno lasciato nel tempo. L’elenco dei beneficiari dell’anno scorso è stato pubblicato sul sito del Consiglio regionale della Campania. Secondo i dati: 186 sono i vitalizi diretti (per un valore di 8 milioni e 488mila euro), 60 i vitalizi di reversibilità (per un valore di 2 milioni e 264mila euro) per un totale di 246 titolari di assegni che costano alle casse regionale ogni anno 10 milioni e 752mila euro.

GLI EREDI Nell’elenco ci sono nomi illustri che hanno lasciato in eredità, oltre la loro storia, anche il loro vitalizio. Tra i salernitani, c’è Filiberto Menna, figlio di Alfonso (storico sindaco di Salerno), storico e docente dell’università di Salerno. Nel 1975 è consigliere regionale della Campania, quale indipendente eletto nelle liste del Pci. Ha lasciato a sua moglie Bianca Pucciarelli un vitalizio di 23mila e 976 euro annui; poi l’ex sindaco di Salerno della Dc Michele Scozia, che fu anche deputato. Deceduto nel ’95 la Regione Campania versa alla famiglia 26mila euro circa. Anche Giuseppe Amarante, per il suo incarico di consigliere regionale nel 1970 (riconfermato nel ’75), prima di essere eletto deputato, ha lasciato alla moglie un vitalizio regionale da 21mila euro circa. E’ stato anche consigliere comunale a Salerno e, per un quinquennio, a Vietri sul Mare, sotto la bandiera del Pci, di cui ne è stato anche segretario della federazione. Assegno mensile anche per Luisa Fiori, vedova dell’avvocato Dino (Leopoldo) Gassani, assassinato a soli 51 anni la sera del 27 marzo 1981. Era stato consigliere regionale del Msi di Almirante. Scorrendo l’elenco c’è poi Ugo Valiante di Vallo della Lucania, deceduto nel 2011. Per una legislatura è stato consigliere regionale. Per la fa miglia un vitalizio di 23mila euro circa all’anno. Ancora assegno per gli eredi del socialista Fausto Corace e dell’ex sindaco di Nocera Inferiore, Edmondo Cuomo, tra i principali esponenti del Pri in provincia di Salerno. Eredità regionale anche per l’ex consigliere socialdemocratico Paolo Correale, che fu anche deputato e sindaco di Casal Velino. Ancora benefit per i familiari dell’ex consigliere regionale di Cava de’ Tirreni – degli anni ’70 – Roberto Virtuoso.

LE NEW ENTRIES Tra i “vivi”, invece, conquistano il vitalizio alcuni ex consiglieri regionali salernitani, non rieletti con la vittoria di Vincenzo De Luca a Palazzo Santa Lucia. Tra questi il cavese Giovanni Baldi, Donato Pica, l’attuale sindaco di Baronissi Gianfranco Valiante e Dario Barbirotti. Anche per loro ci sarà l’assegno a vita, e probabilmente, anche post mortem.

LE REAZIONI «Ora tutti i campani potranno conoscere quanto si spende per pagare i vitalizi agli ex consiglieri regionali e quanti soldi pubblici servono per garantirli ai titolari e, in molti casi, anche ai loro eredi», annuncia il consigliere dei Verdi della Campania, Francesco Emilio Borrelli. «Grazie all’emendamento al collegato della finanziaria regionale che abbiamo presentato, ora è disponibile, sul sito del consiglio regionale, nella sezione dedicata all’amministrazione trasparente, l’elenco completo, ma non si tratta di un’operazione di voyerismo economico, ma – ha aggiunto – un’operazione di trasparenza nei confronti dei cittadini della Campania che hanno il diritto di sapere quanto spendono e a chi vanno quei soldi». All’attacco, invece, i Cinque Stelle: «Tra le tante maglie nere della Regione Campania c’è anche quella dei vitalizi e dei privilegi della casta, che De Luca al pari dei suoi predecessori non ha voluto minimamente intaccare. La Regione Campania è infatti l’unica tra le grandi regioni italiane a non essersi minimamente adeguata all’Ordine del giorno approvato dai presidenti dei consigli regionali ad ottobre 2014, che prevedeva riduzioni dei vitalizi in essere e innalzamento dell’età. Queste misure per tagliare i circa 250 vitalizi in essere che costano ai cittadini campani oltre 11 milioni di euro all’anno, sono contenute in una proposta di legge del Movimento 5 Stelle, che giace in una cassetto della I Commissione permanente da oltre un anno e mezzo, senza che neppure si abbia il coraggio di discuterla».

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